Esiste un Dio senza un corpo?
Che cosa vogliono gli Dèi dagli Esseri della Natura e dagli Esseri Umani?
Qual è il fine di tutto questo?

Catechismo della Religione Pagana - Quarta parte

di Claudio Simeoni

Fra le braccia degli Dèi siamo nati e siamo cresciuti

 

[8] Esiste un Dio senza un corpo?

Ogni intelligenza è manifestata da un corpo, sia che la sua energia, come nel caso della materia, ricada sotto i nostri sensi immediati, sia che la sua energia, la sua struttura sia estranea alla nostra percezione per come noi usiamo i sensi.

Questa considerazione della Religione Pagana interviene su un'antica polemica imposta dai filosofi greci e fatta propria dai cristiani. Costoro considerano il corpo e l'anima separati. All'anima attribuivano l'intelligenza, la morale, il comportamento etico da loro immaginato, mentre al corpo attribuivano la libido e lo condannavano e denigravano in quanto portatore di peccato. All'anima erano attribuiti gli aspetti psicologici considerati nobili, mentre il corpo veniva ritenuto la sede degli istinti bassi. In epoca moderna, prendendo a prestito dalle religioni orientali, si tendeva a distinguere fra corpo ed energia. Materia ed energia. La scienza moderna tratta la materia come un tipo di organizzazione dell'energia. Per la Religione Pagana è il corpo, mediante la forza vitale che la psicologia individua nella libido, che manifesta intelligenza, morale, etica, passione, coinvolgimento, partecipazione, coraggio, pietas, audacia, ecc.

Non può esistere un dio senza un corpo perché il corpo vivente manifesta coscienza. Quando quel corpo è privo di coscienza si chiama cadavere. Non è un corpo che abita il mondo e lo trasforma mediante le sue necessità, ma diventa un oggetto d'uso, parte dell'oggettività che i corpi, in quanto tali dotati di coscienza, intelligenza, volontà e necessità nella quale usarla, modificano per i propri intenti.

Il corpo è un soggetto che modificando la realtà in cui vive costruisce delle condizioni; il cadavere è un oggetto di cui possiamo parlare ma col quale non possiamo comunicare o cooperare.

[9] Che cosa vogliono gli Dèi dagli esseri della natura e dagli Esseri Umani?

Vivere! Essi si alimentano di energia e i contraddizioni, Nel farlo costruiscono condizioni affinché altri Esseri, come quelli della Natura e gli Esseri Umani, possano germinare, evolvere, trasformarsi, adattandosi alle condizioni incontrate e, a loro volta, modificare le condizioni nelle quali sono germinati.

Nella Religione Pagana non esiste un principio del tipo "fare la volontà degli Dèi" perché non esiste un dio che manifesti una volontà che induca altri all'obbedienza. Nella Religione Pagana il dio è il soggetto che agisce. Nella Religione Pagana il dio è il soggetto che manifesta dei bisogni. Nella Religione Pagana il dio si trasforma attraverso le azioni che mette in atto nella sua quotidianità.

Il dio è tale perché modifica il presente in cui vive ed esiste. Proprio perché agisce non chiede obbedienza, ma fa Lui le modificazioni nel suo ambiente e gli Esseri, in quell'ambiente modificato, a loro volta si adattano attraverso varie strategie d'esistenza e di trasformazione, a loro volta, del loro ambiente. Questi Esseri si stanno facendo Dèi a loro volta, oppure soccombono come un numero infinito di volte è accaduto nella storia.

Questo modo di pensare le relazioni fra gli Dèi e gli Esseri della Natura è anche il modo per pensare le relazioni fra ogni singolo Essere Umano e la società umana in cui vive. E' l'etica dell'adattamento soggettivo alle condizioni incontrate che poi, negli Esseri Umani che percorrono un sentiero divino, diventa un adattarsi prima che le condizioni che richiedono un adattamento si verifichino. Trasformarsi prima che le condizioni che lo richiederebbero si manifestino; quando si manifestano potrebbe essere troppo tardi.

[10] Qual è il fine di tutto questo?

Non esiste una "finalità", esiste un'"inevitabilità". Tutta l'Energia Vitale inconsapevole al momento del Big Bang si trasforma in consapevolezza attraverso le infinite strategie degli infiniti Pianeti per arrivare, alla fine del tempo, alla consapevolezza universale. Motivazione e comportamento, anziché finalismo.

Che io e il mio lettore abbiamo coscienza, è dimostrabile sensibilmente; che l'oggetto da cui il nostro corpo manifesta la coscienza, abbia una coscienza, non rientra sotto i sensi. Affermare che Gaia, il fondamento dell'esistente, abbia coscienza è frutto di immaginazione: "si vuole credere che l'abbia".

Ma "credere che l'abbia" non significa che l'abbia. Il "credere che Gaia abbia coscienza" dimostra solo che l'individuo "crede", ha una "fede", non che l'oggetto Gaia abbia consapevolezza. Infatti Gaia ha una "qualità", quella di trasformarsi da inconsapevole in consapevole, ma la consapevolezza è del soggetto, non di Gaia: è Urano Stellato la consapevolezza in Gaia. Gaia non ha progetto, non ha scopo: si limita ad esistere. Non esiste una "potenza creatrice" al di fuori di Gaia, né gaia è una potenza creatrice perché non ha volontà. Proprio perché non ha volontà potrebbe essere indicata come il "motore immoto" di Aristotele.

Quando Gaia fornisce la falce dentata a Cronos, non è un atto di volontà di Gaia. O un suo progetto. E' una necessità del Tempo, di Cronos, di conquistarsi uno spazio di generatore, modificando il suo presente, in cui altri Esseri possano esistere nella trasformazione del presente. Cronos, usando la falce, porta l'emozione di Urano Stellato a trasformarsi, modificarsi, adattarsi, nel mutamento, negli adattamenti, nel progettare un futuro. La malvagità di Urano Stellato consiste nel chiudere il tempo nell'emozione del presente; la volontà, del tempo, spinge Cronos a progettare la trasformazione della veicolazione della sua emozione.

Solo la patologia da dipendenza proietta coscienza e intelligenza del soggetto su un oggetto esterno a sé stessa senza individuare le azioni (o attribuendo azioni superstiziose) tali da individuare una realtà. Il Sole ha un'azione e questa azione costituisce la condizione oggettiva, ma dire che "l'universo ha prodotto le galassie" significa voler attribuire una volontà e un'intelligenza all'universo che, invece, non ha: solo perché esistono le Galassie noi possiamo parlare di universo, non il contrario.

Tutte le RELIGIONI SBAGLIANO perché alla fine del loro discorso privano l'uomo della sua volontà per sottometterlo a condizioni patologiche che chiamano "volontà creatrice" o dio, che è sempre un dio padrone della volontà e della morale dell'uomo.

E QUESTO E' CONTRARIO ALLA RELIGIONE PAGANA!

 

 

 

 

 

 

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

Il catechismo della Religione Pagana

La religione pagana è una religione. Lega l'uomo al mondo in cui vive e stabilisce i principi etici e morali della vita dell'uomo, nella società e nelle relazioni con gli Dèi.