Perché come Esseri Umani ci siamo separati dalla Natura?
Che cos'è la morte del corpo fisico?
Quando la morte del corpo fisico è vita eterna?
Quando la morte del corpo fisico coincide con la fine dell'esistenza?

Catechismo della Religione Pagana - Ventottesima parte

di Claudio Simeoni

Fra le braccia degli Dèi siamo nati e siamo cresciuti

 

[83] Perché come Esseri Umani ci siamo separati dalla Natura?

Perché solo in questo modo potevamo mettere in atto le azioni coraggiose e la nostra volontà per costruire il dio che cresce dentro di noi date le scelte che fece la nostra specie e che la costrinsero all'evoluzione in Esseri Umani. Ritornare nella Natura, superando le “bronzee porte” con cui Zeus ha separato i Titani dagli Dèi Olimpi e disciplinare i Titani dentro di noi, è il comportamento eroico che ci trasforma in Dèi.

Esistono molti modi per separarsi dalla Natura. Quello che hanno scelto coloro che hanno dato il via agli uomini, come oggi li intendiamo, è la forma di separazione dalla Natura più radicale, più pericolosa (per il divenire della specie), e più infantile a cui la storia delle specie ha assistito.

Per la specie umana il ritorno alla Natura, dopo essersene allontanati immergendosi nella ragione, appartiene a quel percorso eroico e di conoscenza che plasma il corpo luminoso nel singolo Essere Umano.

Questo percorso di conoscenza, teso al ritorno alla Natura, è simbolicamente ben rappresentato nel viaggio di Ulisse che dopo essersi allontanato da Itaca ed immerso nelle vicende della guerra di Troia, deve alimentare il suo coraggio e la sua volontà per superare gli ostacoli e tornare ad Itaca.

[84] Che cos'è la morte del corpo fisico?

La vita esiste solo come cammino verso la morte del corpo fisico. La morte è la ragione d'essere della vita fisica. La morte rappresenta la felicità, la meta agognata, della vita di ogni Essere della Natura.

Come la gestazione esiste solo in funzione della preparazione di una possibile nascita, così la vita del corpo fisico esiste solo in funzione della preparazione di una possibile nascita che gli Esseri della Natura chiamano morte.

Nella Religione Pagana non parliamo di morte, ma di nascita del corpo luminoso. Questo perché nella Religione Pagana il presente è sempre preambolo, fondazione e gestazione di futuri diversi presenti.

Alla Religione Pagana non interessano i cadaveri, corpi privi delle pulsioni che li spingono ad agire nella vita, alla Religione Pagana interessano i corpi che agiscono nella vita, nei legami col mondo, in quanto quello è l'agire di un corpo vivente che plasma il proprio futuro corpo luminoso.

[85] Quando la morte del corpo fisico è vita eterna?

Quando la morte del corpo fisico conclude un cammino di vita in cui l'individuo ha coinvolto le sue passioni, i suoi desideri, le sue emozioni, le sue tensioni e le pulsioni, in ogni azione in ogni impresa che ha intrapreso. In questa eventualità l'individuo trasforma la morte in nascita del corpo luminoso.

La vita è espressione di pulsioni e desideri attraverso i quali si espande nel mondo in cui è venuta in essere. Quelle forze pulsionali sono la vita stessa e costruiscono un corpo (il corpo luminoso) dentro un corpo (il corpo fisico) per la coscienza di chi vive nel suo presente.

Lo sviluppo della vita risponde al meccanismo secondo cui l'accumulo di quantità genera, ad un certo punto, un salto di qualità dell'esistenza. Tale va inteso il passaggio dallo stato fetale allo stadio di bambino. Come tale va inteso il passaggio dal fanciullo all'individuo adulto. Tale va inteso il passaggio in cui la morte del corpo fisico è il momento fra due stadi di sviluppo qualitativo diverso dove, dato l'accumulo quantitativo nello stadio fisico, avviene un passaggio (morte) di qualità per poter accumulare nuova quantità nella nuova situazione qualitativa.

Perché la morte sia un passaggio è necessario che la vita dell'individuo sia stata intensa, piena di passioni e coinvolgimenti emotivi nelle tensioni della Natura e della società nella quale è nato.

[86] Quando la morte del corpo fisico coincide con la fine dell'esistenza?

Quando l'individuo ha scelto o è stato costretto a vivere per sottomissione, per fede, trasformato in oggetto di possesso e soggetto bisognoso di carità. Quando tutto questo si è calato nelle sue emozioni e a questo ha piegato i suoi bisogni, i suoi desideri, le sue pulsioni, recedendo da ogni possibile impresa nel corso della sua esistenza.

La sottomissione comporta la rinuncia a veicolare i propri desideri e le proprie pulsioni mediane la nostra volontà che mette in azione la nostra necessità.

Quando un essere umano accetta la sottomissione ferma la sua espansione vitale. E' come se morisse psico-emotivamente sospendendo la morte del corpo fisico. In quel caso il desiderio di vita si trasforma in desiderio di sottomere a sua volta.

Quando si incontrano religioni o scelte personali di rinuncia del desiderio, di abolizione del bisogno, di rinuncia a soddisfare le proprie pulsioni nel mondo, di rinuncia al mondo come rinuncia a soggettivare le pulsioni del mondo, di separazione dell'uomo dalla vita (che viene intesa come illusione) e dalla società, siamo davanti alla ricerca di suicidi psico-emotivi il cui unico scopo è quello di non affrontare in maniera coraggiosa il dolore che la repressione e la violenza del più forte sul più debole semina nella società.

 

 

 

 

 

 

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

Il catechismo della Religione Pagana

La religione pagana è una religione. Lega l'uomo al mondo in cui vive e stabilisce i principi etici e morali della vita dell'uomo, nella società e nelle relazioni con gli Dèi.