Perché l'Essere Umano, per diventare
un Dio, attraversa il sentiero di Dioniso?
E' attraverso la morte del corpo fisico che ci trasformiamo in Dèi?
E i nostri antenati, come concorrono?

Catechismo della Religione Pagana - Ventinovesima parte

di Claudio Simeoni

Fra le braccia degli Dèi siamo nati e siamo cresciuti

 

[87] Perché l'Essere Umano, per diventare un Dio, attraversa il sentiero di Dioniso?

L'Essere Umano, per diventare un Dio deve rispettare le tappe delle rinascite di Dioniso:

a) si completa nel ventre della madre umana; b) mette in atto le sfide della vita "cucito nella gamba di Zeus"; c) partorisce sé stesso come Dio quando il suo corpo fisico è dilaniato dai Titani che sorgono dal Tartaro dentro di Lui.

Zeus, attraverso Semele, indica il cammino che devono percorrere i figli di Hera per diventare Dèi. I figli di Zeus, nati nella e dalla Natura, qualunque ne sia la specie, nascono nel ventre, nel seme o nell'uovo.

Una volta "nati" i figli di Zeus manipolano la loro coscienza e le loro emozioni agendo nell'atmosfera (o nel mare).

Infine, quando i Titani si riprendono ognuno la propria parte di individuo facendo a pezzi il corpo, la coscienza dell'individuo permane diventando un DIO e continuando nell'infinito dei mutamenti.

[88] E' attraverso la morte del corpo fisico che ci trasformiamo in Dèi?

Sì! Se nel nostro cammino, che va dalla nascita fisica alla morte fisica, noi abbiamo usato la nostra volontà e la nostra determinazione in funzione dei nostri bisogni e dei nostri desideri.

Solo se siamo riusciti a rifiutare di interiorizzare la sottomissione o la dipendenza in contrapposizione alle nostre pulsioni di libertà.

Solo se il nostro desiderio è privo di rimpianti e di nostalgie di ciò che avrebbe potuto essere se avessimo scelto in base ai nostri desideri e non in base all'obbedienza.

La condanna di Esculapio, da parte di Zeus, è motivata dal fatto che Esculapio distrugge il DIO per riportarlo nuovamente nella Natura.

Non esiste un dio che si fa carne, ma la carne si fa dio accumulando potere mediante l'accumulo di esperienza nella sua esistenza.

[89] E i nostri antenati, come concorrono?

Noi siamo l'unica ragione, dal punto di vista della Natura come Dio, per la quale loro sono vissuti. Li onoriamo solo se abbiamo un comportamento coraggioso, determinato, se coltiviamo le nostre passioni e se siamo attenti alla società nella quale viviamo affinché sia migliore di quella che abbiamo trovato nascendo. Noi siamo l'ultimo anello di una catena di generazioni da quando il nostro antenato usava il proprio coraggio e la propria volontà per muoversi nel brodo primordiale.

Come nell'antica religione Romana noi gettiamo alle nostre spalle le fave per dire ai nostri antenati di non interferire nel presente perché noi, e solo noi in quanto noi, siamo i costruttori del futuro.

L'antenato non è colui che impone i modelli di vita, ma è colui che ha fornito gli strumenti con i quali affrontare la vita quotidiana.

La Religione Pagana onora gli Antenati per il loro coraggio nel costruire questo presente, ma è ben consapevole che quegli Esseri Umani hanno obbedito alle loro pulsioni e ai loro bisogni che possiamo, nella morale attuale, approvare o censurare. A loro nulla è dovuto se non l'amore delle nostre azioni con le quali favoriamo il futuro ai nostri figli.

 

 

 

 

 

 

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

Il catechismo della Religione Pagana

La religione pagana è una religione. Lega l'uomo al mondo in cui vive e stabilisce i principi etici e morali della vita dell'uomo, nella società e nelle relazioni con gli Dèi.