Come e perché si diventa nazisti

Quando un popolo o uno Stato possono essere definiti nazisti

Le riflessioni sociali della Religione Pagana

di Claudio Simeoni

 

Religionepagana 2018 - Le nuove pagine

 

La Polonia ha approvato, in questi giorni, una legge secondo cui vanno condannati chi attribuisca alla Polonia responsabilità nella costruzione di campi nazisti di sterminio.

La legge ha trovato opposizione da parte di Israele che afferma che tale legge è negazionismo dell'olocausto ebraico.

Eppure, Polonia e Israele hanno spesso posizioni ideologiche uguali specialmente nel genocidio dei Palestinesi. La Polonia è stata spesso in contrasto con la Democrazia Europea e rappresenta un punto nero nel riconoscimento dei diritti civili dell'uomo.

E' vero che la popolazione polacca ha partecipato attivamente al genocidio degli ebrei, ma la vera domanda è: hanno partecipato in quanto polacchi (cioè individui nati in un territorio) o vi hanno partecipato in quanto cristiani e, come tali, ideologicamente nazisti?

In sostanza, io accuso "il sangue" di essere nazista, oppure accuso l'educazione, il contesto sociale, che ha indotto i bambini a diventare nazisti facendo propria la "soluzione finale" come metodo per risolvere i problemi?

Detto questo, quali sono le implicazioni?

Il problema che dobbiamo affrontare è questo:

L'individuo nasce cristiano, musulmano, ebreo, buddista, oppure, nasce semplicemente come un bambino che guarda stupito il mondo e si adatta a ciò che trova nel mondo per poter crescere venendo indotto a diventare cristiano, ebreo, musulmano o buddista, per la violenza che nei suoi confronti esercitano cristiani, ebrei, musulmani e buddisti?

E' la discendenza di sangue che fa la religione che viene imposta al bambino, o è l'imposizione sociale che determina a cosa il bambino deve credere (e pertanto illudersi) e a che cosa non deve credere?

Gli Italiani che macellarono gli Jugoslavi, gli Albanesi, i Greci, gli Etiopi, gli Eritrei, i Libici, i Russi, lo hanno fatto perché erano italiani e obbedivano all'italianità, o lo hanno fatto per obbedire all'ideologia cristiana manifesta nel fascismo?

Noi Italiani siamo corresponsabili di quei genocidi perché siamo Italiani, o perché siamo cristiani che tentano di veicolare quei principi e, pertanto, manifestiamo l’ideologia fascista?

Come noi guardiamo il mondo e come noi pensiamo il mondo, manifestiamo la nostra religione nei confronti del mondo in cui viviamo e, con la religione, la nostra magia di vita.

Ammettiamo che io affermi:

"I Tedeschi sono responsabili dei campi di sterminio."

I campi di sterminio li hanno costruiti i Tedeschi e, dunque, appare ovvio attribuire l'azione ai Tedeschi.

Ma io devo chiedermi un'altra cosa: "Che cosa ha indotto i Tedeschi a costruire i campi di sterminio?". In sostanza, i campi di sterminio sono un prodotto della "razza" dei Tedeschi (e pertanto una volontà di Dio che ha creato le razze), o la costruzione dei campi di sterminio è dovuta è dovuto a fattori diversi dell'essere Tedeschi?

Sappiamo che nell'ideologia ebrea il dio padrone degli ebrei afferma di "punire" per generazioni i figli dei "padri" che hanno "peccato" contro di lui. Questa idea nasce dal fatto che gli ebrei affermano, nella loro ideologia, che il loro dio ha creato il mondo, è padrone del mondo e degli uomini e che i figli, proprietà dei genitori, portano il marchio del "peccato" dei loro genitori. Se quest'ottica venisse accettata, tutti i Tedeschi sarebbero colpevoli e la colpa si trasferirebbe di padre in figlio per ogni generazione.

I nazisti che fanno del legame di sangue, la razza, l'elemento su cui ragionare, ragionano come gli ebrei e si ritengono corresponsabili, in quanto razza, dello sterminio degli ebrei e, come gli ebrei e il loro dio, affermano che gli ebrei andavano sterminati perché erano un pericolo per il mondo. Come gli ebrei macellati dalla popolazione in Polonia nel 1946 che affermava che gli ebrei avevano fatto un sacrificio umano di un bambino.

Tutto questo ragionamento parte dal presupposto che il dio egli ebrei abbia creato l'uomo e sia il padrone dell'uomo. Ma nessun popolo, nessun sistema giuridico accetterebbe mai questo presupposto.

Per questo noi dobbiamo chiederci: che cosa è stato aggiunto al cittadino Tedesco perché quel cittadino Tedesco costruisse i campi di sterminio?

Dobbiamo chiederci, ciò che è stato aggiunto è proprio e solo del cittadino Tedesco o quanto è stato aggiunto, affinché costruisse i campi di sterminio, è estraneo al cittadino Tedesco inteso come uomo?

Posso dire: che Stalin mandò in Siberia una massa di Ukraini. Gli Ukraini non furono mandati in Siberia in quanto Ukraini, ma furono mandati in Siberia in quanto terroristi nazisti legati agli invasori tedeschi. Per quanto può essere deprecabile che gli Ukraini fossero deportati in Siberia, non lo furono per una questione di razza, ma lo furono per questioni di attività di terrorismo. Pertanto, eliminiamo dalla discussione ogni tentativo di equiparare i campi di sterminio nazisti ai gulag sovietici. Se si condannano i gulag sovietici, per le atroci condizioni di vita negli anni 40 e 50, è necessario condannare, equiparandoli, a Guantanamo e alle prigioni sparse per il mondo dove la CIA torturava, e solo torturava, le persone. Ed è necessario condannare ogni prigione del passato che non rispetti i diritti civili come li pensiamo oggi.

Io non posso dire che la Polonia è nazista allo stesso modo che non posso dire che la Germania è nazista e il fatto di essere stata nazista devo dire che "è stata governata dall'ideologia nazista" espressa da individui che si sono dichiarati appartenenti a quell'ideologia.

Per questo motivo l'attenzione va spostata dagli uomini, artefici del genocidio, all'ideologia manifestata dagli uomini che furono artefici del genocidio.

A questo punto sorge un problema.

Se io dico che l'ideologia espressa da Heidegger e altri filosofi del suo tempo e di quella terra era nazista: quanti cittadini tedeschi conoscevano Heidegger e gli altri filosofi?

Il filosofo è responsabile delle atrocità commesse dalla massa? Vanno distinti i carnefici ignoranti che mettevano in funzione le camere a gas dagli intellettuali che non mettevano in funzione le camere a gas ma che discutevano dei "massimi sistemi"?

Qui sorge un altro problema che deve essere indagato. E' la relazione fra l'ideologia espressa dalla cultura e le scelte fatte dall'insieme di persone di quella nazione, di quei cittadini, le cui atrocità e le cui decisioni ricadono su tutta la nazione.

Se "Tizio" mette in moto la camera a gas e ammazza 100 persone indubbiamente ha responsabilità personali per averlo fatto. Le stesse responsabilità vanno estese a chi glielo ha ordinato. E questo via via nella scala gerarchica fino a comprendere l'insieme Istituzionale che ha determinato quella condizione. Questo è oggetto d'analisi dei tribunali.

Noi abbiamo un'altra domanda che ci attraversa: perché davanti ad un "Tizio" che ha fatto funzionare le camere a gas non c'era un "Caio" che non era d'accordo? Perché gli stessi gasati accettavano il loro "destino" quasi lo ritenessero ineluttabile? Perché non è nato in Germania un movimento contro le camere a gas?

A questo punto del discorso noi ci troviamo in una situazione che appare ambigua.

Non possiamo dire che la popolazione di quel territorio, o di quella nazione, abbia in sé l’ideologia dello sterminio.

Quando furono messe in atto azioni di sterminio, nella nazione che praticò lo sterminio, non c’erano oppositori all’ideologia dello sterminio o alla necessità di sterminare per costruire la “grande Germania”.

Non era presente in quei paesi un’ideologia che si opponesse alle strategie di genocidio, né a livello intellettuale né a livello popolare.

Erano presenti intellettuali come Heidegger e Arendt che condividevano le idee di superiorità di razza proprie del nazismo e pertanto condividevano l’ideologia nazista. Hannah Arendt fuggì dalla Germania perché era ebrea, non perché non condividesse l’ideologia nazista e la sua relazione intellettuale con Heideggr lo conferma. Condivideva il pensiero di Heidegger e il pensiero di Heidegger era all’interno dell’ideologia nazista ed è il motivo per il quale l’ideologia di Severino e di Galimberti va ricondotta all’ideologia nazista.

Quelli che venivano gasati e sterminati, a parte i comunisti e gli zingari, accettavano passivamente come ineluttabile il loro destino. La stessa comunità ebraica tedesca ebbe un ruolo importante nel legittimare tutte quelle scelte che poi permisero al nazismo di sterminare gli ebrei.

Inoltre, siamo davanti al fatto che gli stessi ebrei tedeschi erano tedeschi e, dunque, popolo della Germania.

Trovandoci in questa situazione dobbiamo chiederci se c’è qualcuno, una qualche forza ideologica capace di interferire nella struttura emotiva dell’uomo al punto tale di fargli ignorare l’altro e portarlo a praticare il genocidio che si può sommare all’essere cittadino Tedesco, essere cittadino Polacco, o essere cittadino Lituano, o Ukraino, o essere cittadino Italiano?

E se questa forza ideologica esiste, è stata rimossa con la sconfitta della Germania nazista? Oppure questa ideologia è ancora in atto e capace di devastare uomini e popoli a seconda degli spazi di veicolazione che le società civili gli concede?

Non si tratta più dell’uomo che nasce in Germania, in Polonia, in Italia, in Ukraina o in Lituania, ma dell’uomo che deve sottostare e adattarsi ad un corpo estraneo alla società civile capace di veicolare le sue emozioni fino al punto di indurlo, qualora le condizioni lo permettano, ad ammazzare e sterminare chiunque tanto per ammazzarlo e sterminarlo in nome della sua personale predilezione.

Se questa forza c’è deve agire in modo sistematico e capillare con una tale intensità da essere scambiata come una condizione naturale dell’uomo perché questa forza ideologica appare come priva di opposizione.

Se io voglio identificare una forza capace di incidere sulla struttura emotiva dell’uomo in grado di trasformarlo in un individuo che risolve i problemi conflittuali con una logica che porta ai campi di sterminio e che si può identificare fin dai suoi primi albori nelle singole parole, nelle singole frasi, nelle singole affermazioni, deve essere una forza sovranazionale. Una forza che ha coinvolto le popolazioni dell’Italia, della Spagna, della Germania, dell’Ukraina, della Lettonia, della Polonia e altre senza che le singole nazioni avessero degli anticorpi ideologici.

C’è un altro aspetto da tener presente. Le persone sono abituate ad identificare il nazismo con atti di sterminio e non come ideologia che determina i comportamenti che solo in un secondo tempo portano, eventualmente, a costruire i campi di sterminio. Ne segue che l’ideologia non viene identificata nelle parole, nelle idee, nelle frasi, ma soltanto quando queste vengono sviluppate portando le Istituzioni a costruire i campi di concentramento o a sterminare i diversi. Quando si mettono in moto gli stermini e si mettono in funzione la camere a gas.

Prima di allora le persone che manifestano quelle idee, si fanno forza della “libertà di pensiero”. Il diritto di esprimere le loro opinioni. Opinioni che portano alla logica di costruire le camere a gas. Allo sterminio. La libertà di dire ciò che si vuole ha delle conseguenze se nella società non esiste la libertà di dire ciò che si vuole al contrario. La libertà del re, del poliziotto, del carabiniere di dire ciò che si vuole è in conflitto alla libertà del cittadino di dire ciò che vuole o pensa. La libertà dell’istituzione che domina i cittadini è in conflitto con la libertà dei cittadini. Per questo l’ideologia nazista è un’ideologia delle Istituzioni che agiscono per reprimere ogni pensiero ideologico conflittuale dei cittadini perché un pensiero ideologico conflittuale dei cittadini mette in discussione e si oppone al pensiero ideologico delle Istituzioni.

Il nazismo non è il pensiero della gente che vive nella società. Il nazismo è un pensiero che tende a farsi istituzione e che usa l’istituzione per aggredire e reprimere i cittadini. E’ una “forma mentale” di chi vuole appropriarsi delle persone e vuole far fare alle persone ciò che lui vuole perché le persone sono ciò che lui vuole che siano.

Anche quando gli individui che esprimono l’ideologia nazista sono “massa”, la loro azione è volta a favorire l’Istituzione nella sua attività di “repressione” o di controllo dei cittadini che hanno un pensiero avverso. Più il pensiero nazista diventa “Istituzione” e più sviluppa la sua logica di costruzione dei campi di sterminio al di là di come tale logica viene veicolata nella società. Può essere la costruzione del campo di sterminio come noi lo pensiamo o può essere il centro di detenzione e identificazione per immigrati, può essere l’incendio dei campi Rom o può essere l’incitamento all’odio fatto con le ruspe di Gentilini e Salvini o può essere l’aggressione militare contro l’accattone che chiede l’elemosina.

Resta il fatto che la forza che produce l’ideologia che porta a questo, non è identificabile con una nazione o con un “ceppo etnico”, ma è identificabile con un corpo dottrinale che si impone ad ogni “ceppo etnico” finendo per essere uguale anche quando viene veicolata in maniera diversa nei vari contesti culturali, sociali o nazionali.

Quando una forma di pensiero si fa Istituzione?

Quando chi la manifesta non è in grado di vivere nella società o nell’insieme in cui è nato. Quando necessita di piegare l’insieme in cui vive alla propria forma mentale che, in quel momento, afferma come assoluta e naturale. Egli vive la sua forma mentale come “la forma della mente umana” e non è in grado di pensare a nessun altro modo attraverso il quale pensare alla società in cui vive.

Ne segue che ciò che si discosta da quanto egli pensa non è un diverso divenuto che ha sommato esperienze diverse, ma è un pericolo per il proprio assolutismo mentale che proietta sul mondo.

A me non interessa stabilire se quella forma mentale è una forma malata o meno anche se i miei parametri di giudizio generale classificano che, tutto quello che pretende adeguamento alla propria forma mentale, alla propria morale, alle proprie regole comportamentali, è una forma di delirio assolutista. Questa è la mia opinione in quanto ogni soggetto costruisce sé stesso attraversando le relazioni col mondo, costruendo le proprie esperienze e trasformando sé stesso scelta dopo scelta.

Percepire la persona diversa come un pericolo per ciò che è e non per ciò che fa e allarmarsi per un pericolo immaginario come metodo di vivere nel mondo, è una forma mentale che per fissarsi nell’individuo necessita di una grande approvazione sociale all’interno di una miseria culturale che neghi l’analisi di ciò che si è nel mondo e di come il mondo funziona.

Questa reazione culturale, costruitasi milioni di anni fa per reagire prima che i pericoli si presentino, oggi diventa miseria culturale che rende l’uomo incapace di affrontare il mondo e la vita e, pertanto, per imporsi e legittimarsi, deve farsi Istituzione sociale.

Sono le Istituzioni che alimentano tutto quell’insieme di delirio di onnipotenza che tende a sottrarre i criminali, che le gestiscono, alla sottomissione dalla legge. Il re è re per volontà di dio e, dunque, non può essere processato per i delitti che commette. Lo Stato è dio stesso e, pertanto, non può essere processato per i delitti commessi sia in quanto Stato (per esempio portare l’esercito in guerra quando la Nazione si è impegnata a rifiutare la guerra) che in quanto singoli funzionari che seguono il principio di Paolo di Tarso “non ammazziamo per la carne, per il nostro interesse, ma per gli interessi dello Stato”.

Dunque, ciò che costituisce l’ideologia stragista come ideologia che chiamiamo nazista, per potersi veicolare, deve farsi Istituzione. Ed è in questo gioco dell’apparenza che fa dire a qualcuno che la Germania, la Polonia, l’Italia, la Lituania, l’Ukraina, la Spagna, ecc. sono responsabili dei campi di sterminio.

Cosa accomuna la Germania, l’Italia, la Lituania, la Polonia, l’Ukraina, la Spagna, l’Austria e altri, perché in questi paesi si sviluppi il nazismo?

Se non sono i popoli è l’ideologia.

Quale ideologia accomuna tutti gli abitanti nelle nazioni europee? Il cristianesimo.

Il cristianesimo è l’ideologia che accomuna tutti i popoli d’Europa e il cristianesimo è l’ideologia nella quale sono costretti i bambini di tutta Europa.

Può essere il cristianesimo che, come forma identitaria delle singole nazioni, è all’origine del nazismo e dell’ideologia dello stragismo come metodo sia di vessare “gli altri”? E’ proprio dell’ideologia cristiana risolvere i problemi mediante la prevaricazione, la costruzione dell’emarginazione, la calunnia fino alla strage e il genocidio?

Se non è la nazionalità che rende assassino, significa che a rendere assassini è l’educazione.

O la malvagità nasce dall’uomo, come sostiene il Gesù dei cristiani, e allora bisogna ammazzare tutti i neri perché sono malvagi (come dicono i razzisti), o la malvagità è determinata dagli adattamenti alle condizioni, crudeli e malvage, incontrate dalle singole persone. In questo caso è necessario modificare la struttura ideologica che forma gli individui sociali.

L’educazione cristiana, minimo comune denominatore dei paesi che abbiamo citato, è un’educazione che spinge a comportamenti criminali di prevaricazione fino al genocidio?

Se io dico al bambino che lui deve mettersi in ginocchio ed obbedire agli ordini di Gesù, che io ho fatto miei e li sto imponendo, sto costruendo un criminale.

Io mi illudo di dire al bambino che deve sottomettersi, ma io sto mostrando al bambino non un modello comportamentale, ma due modelli comportamentali: lui che deve obbedire e io che gli impongo di obbedire in nome di Gesù. Cosa vieta al bambino di far proprio il secondo modello comportamentale facendosi Gesù per ordinare agli altri di obbedire?

Questo è il modello che viene espresso dal gruppo di ragazzi che fanno i bulli: il capo dei bulli si identifica con Gesù e ordina al branco e il branco esegue.

Questo tipo di comportamento lo troviamo in Germania, in Italia, in Spagna, in Francia, in Polonia, in Ukraina, in Lituania e in tutti i paesi cristiani. Il fenomeno del nazismo dal 1920 al 1960 è circoscritto ai paesi d’Europa. E’ circoscritto ai paesi cristiani ad alta tecnologia. E’ lo Stato che si fa Dio e impone ai cittadini obbedienza allo Stato. Lo Stato si considera al di fuori della legge e non risponde dei reati che commette in quanto Stato.

Il 27 ottobre 1928 a Passau Hitler affermava:

“Siamo un popolo con religioni differenti [cattolicesimo e protestantesimo, nota mia], ma un unico popolo. Il problema non è quale fede conquisti l’altra, il problema è piuttosto se il cristianesimo resiste o crolla… Nelle nostre file non tolleriamo nessuno che attacchi gli ideali del cristianesimo… Nei fatti il nostro movimento è cristiano. Noi desideriamo ardentemente che cattolici e protestanti facciano conoscenza reciproca nel momento di estrema difficoltà in cui versa il nostro popolo.”

Citazione tratta da Richard Steigmann-Gall “Il santo Reich – Le concezioni naziste del cristianesimo” Editore Boroli 2005 pag. 97

Il cristianesimo e il cattolicesimo nello specifico, manifestano i principi propri del nazismo e il nazismo, in quanto ideologia nazionale che porta alla costruzione dei campi di sterminio, non può prescindere dai valori e dall’ideologia cristiana.

L’ideologia cristiana, quella cattolica in particolare, è portatore di tutti quei valori e di tutti quei principi che stanno a fondamento del nazismo. Ricordiamo che per dare una parvenza di antirazzismo il cattolicesimo dovette attende il Concilio Vaticano II. L’ideologia razzista, la superiorità dell’uomo sulla donna, i bambini come oggetti di proprietà dei genitori, l’ideologia sociale della monarchia assoluta, la divisione sociale in classi e caste, il diritto di proprietà dell’uomo sull’uomo e la schiavitù, sono tutti principi cristiani che hanno il loro fondamento nel diritto di Gesù di essere il padrone degli uomini fino all’impunità nella pratica della pederastia che tanto piace ai cattolici. Senza il Concilio Vaticano II che ha modificato l’interpretazione dell’odio cristiano, quale odio del suo dio, contro gli uomini, il cristianesimo e il cattolicesimo in particolare, sarebbe stato bandito da ogni società civile. Eppure, per favorire la rinascita del nazismo, il Ministero degli Interni Italiano ha concesso per decenni ai cattolici l’impunità, considerandolo pertanto un diritto, di stuprare i bambini per costringerli alla fede cristiana.

E a proposito di Carlo Magno accusato da alcuni di aver massacrato i Sassoni per imporre il cristianesimo, Hitler dichiarava:

“Uccidere tutti quei Sassoni non fu un crimine storico, come pensa Himmler. Carlo Magno fece bene a soggiogare Widukind e ad ammazzare senza esitazione i Sassoni. In tal modo rese possibile l’impero dei Franchi e l’ingresso nella cultura occidentale in quella che ora è la Germania.”

Citazione tratta da Richard Steigmann-Gall “Il santo Reich – Le concezioni naziste del cristianesimo” Editore Boroli 2005 pag. 202

Cosa del resto propria del cattolicesimo che per il genocidio dei Sassoni elevò Carlo Magno agli altari e, dunque, anche Hitler, per il cattolicesimo, che ha combattuto gli “atei comunisti” in nome della fede cattolica, andava elevato agli altari.

Hitler nel "Mein Kampf" scrive:

"La vita [del giudeo] è solo di questo mondo, e il suo spirito così intimamente estraneo al vero cristianesimo quanto duemila anni fa la sua natura fu estranea al grande fondatore della nuova dottrina. Naturalmente quest'ultimo non fece segreto del suo modo di considerare il popolo ebraico, e quando fu necessario impugnò la sferza per cacciare dal tempio del Signore questi nemici dell'umanità, che ora come allora nella religione non hanno mai visto altro che uno strumento per la loro esistenza fatta di affari".

Citazione tratta da Richard Steigmann-Gall “Il santo Reich – Le concezioni naziste del cristianesimo” Editore Boroli 2005 pag. 54

Il nostro discorso, partito dalle decisioni della Polonia di perseguire penalmente chi accusa la Polonia di aver collaborato per la costruzione dei campi di sterminio, ci porta ad individuare nell’ideologia cristiana, nel cristianesimo, tutte quelle idee e tutti quei valori propri del nazismo nella figura di Gesù.

Gesù è il superuomo dei nazisti. Gesù figlio del padrone che giudicherà gli uomini, per la loro razza e per il loro grado di obbedienza e sottomissione, scendendo dalle nubi con grande potenza.

Gesù è il padrone degli uomini, gli uomini devono obbedire e se gli uomini non obbediscono lui divide il grano dal loglio e li getta nei forni crematori.

Questa ideologia, imposta ai bambini, diventa il minimo comune denominatore di tutta l’Europa che proprio partendo da questa ideologia l’Europa ha legittimato lo sterminio dei popoli Amerindi, Africani, Asiatici (vedi le tre guerre fatte dai cristiani per imporre l’oppio alla Cina).

Questa ideologia è l’ideologia che perseguita il diverso, fa del povero un oggetto di possesso che deve amare il suo padrone e costringe il pezzente a non avere diritti, ma ad essere pronto per essere bruciato nei campi di sterminio o da tre ragazzini a Verona mentre dorme in automobile.

La questione che ora dobbiamo affrontare è: dove rintracciamo l’ideologia nazista nei testi sacri dei cristiani, dei cattolici in particolare, che viene imposta ai bambini per indurli a risolvere in quel modo e con quei metodi i problemi che incontreranno?

Qual è il bagaglio comune di ideali che in Europa fa nascere il nazismo come ideologia al di là di come tale ideologia viene veicolata?

Mettetevi nei panni dei bambini a cui si raccontano delle storie del dio dei cristiani.

Gli si racconta che il dio dei cristiani ha creato il mondo, ma per divertirsi ha cacciato Adamo ed Eva dal paradiso condannandoli a vivere “là dove c’è terrore e stridor di denti”.

Al bambino si racconta che Caino uccide Abele, che Abele era buono, ma che il dio dei cristiani non ha mai punito Caino e ha ordinato che “nessuno tocchi Caino”, nessuno tocchi Hitler, nessuno tocchi Mussolini, nessuno tocchi chi ha bruciato le persone nei forni crematori.

Ai bambini si racconta che “il buono”, “l’affettuoso”, è un perdente a differenza di chi lo uccide che viene protetto.

Ai bambini si racconta che il loro padre, come Abramo, li può ammazzare, sgozzare, bruciare su una pira per far piacere al loro dio e che solo dio li può salvare da tanta ferocia.

Ai bambini si racconta, senza precisare nulla, che essendo gli abitanti di Sodoma e Gomorra “cattivi” il dio dei cristiani si è divertito a macellarli tutti.

Ai bambini si racconta che per divertirsi il dio dei cristiani ha macellato tutta l’umanità col diluvio universale. Nessuno ha condannato l’attività atroce di quel dio ma, anzi, si esalta quel genocidio affermando che, però Noè, che amava dio, fu da dio salvato.

Ai bambini si racconta come il dio cristiano razzista abbia ammazzato tutti i bambini primogeniti egiziani per far piacere al suo “popolo eletto”.

Ai bambini si racconta come il mago Mosè abbia diviso le acque con le quali ha fatto annegare l’esercito egiziano.

Ai bambini si racconta come Mosè abbia massacrato gli ebrei che con il “vitello d’oro” erano di un’altra religione facendoli ammazzare dai loro stessi parenti.

Ai bambini si racconta come sia legittimo che David, amato da dio, potesse sterminare le persone per conquistare la gloria. Come David abbia ammazzato a tradimento Golia.

Ai bambini si racconta come Gesù abbia suonato le trombe e il superman dio abbia fatto cadere le “enormi mura di Gerico”.

Ai bambini si insegna il bullismo imitando Gesù che diffama e aggredisce i Farisei.

Ai bambini si impone il modello di Gesù super-uomo che trasforma l’acqua in vino.

Ai bambini si insegna che Gesù è venuto a portare la spada contro chi non obbedisce.

Ai bambini si impone il terrore per la fine del mondo dove il padrone arriva con grande potenza dalle nubi.

Ai bambini si insegna a rubare nella pubblica amministrazione dove l’amministratore condona i debiti nei confronti dello Stato per assicurarsi un vantaggio.

Ai bambini si impone la paura del magistrato che, sicuramente ti condanna perché tu, davanti al magistrato, non puoi esporre le tue ragioni e i magistrati faranno di tutto perché tu non esponga le tue ragioni per poterti condannare.

Ai bambini si insegna a macellare le persone che non danno loro i fichi quando vogliono.

Ai bambini si insegna a dividere le persone in grano e loglio e di buttare, le persone che per loro sono loglio, nei forni crematori.

Ai bambini si insegna a bastonare il servo che non ha l’abito giusto.

Ai bambini si insegna che gli schiavi, i sottomessi, devono essere schiavi e sottomessi perché così ha voluto dio.

Ai bambini si impone che se qualcuno non fa quello che vogliono, si deve usare la frusta come fa Gesù.

Ai bambini si insegna a diventare padroni in nome e per conto di Dio perché non si possono servire due padroni: la società civile o Dio. O si ammazza in nome del dominio di Dio o si viene ammazzati per essere sottomessi a Dio.

Ai bambini si insegna a rubare l’obolo della vedova affinché i poveri e gli indigenti continuino ad essere poveri ed indigenti.

Ai bambini si insegna che i poveri sono il bestiame che Gesù ha sempre con lui e ne può fare quello che vuole.

Ai bambini si dice che Giuda, che vuole aiutare i poveri, è un traditore e (sicuramente) ladro perché non serve il suo padrone Gesù come Gesù vuole essere servito.

Ai bambini si insegna che una società che condanna il delinquente è malvagia e cattiva perché Dio non si compiace con chi ha rispettato le leggi e le regole, ma preferisce assassini, ladri e stupratori.

In questo elenco, che forma i valori del cristianesimo a fondamento della fondazione dell’ideologia nazista, io mi sono limitato nella quantità, ma potrei scriverne un altro centinaio. Inoltre non ho fatto l’elenco da punto di vista della cultura che fa le sue citazioni precise, ma ho voluto fare l’elenco per come viene trasmesso dai genitori ai bambini fin dalla primissima infanzia.

Va da sé che, dato questo insieme di input, il bambino mette in atto i suoi adattamenti e piuttosto che identificarsi con le vittime di Gesù che devono obbedire, preferisce identificarsi con Dio e con Gesù che aggrediscono in assoluta impunità uomini indifesi per affermare sé stessi come padroni.

Questo elemento è comune a tutta Europa. E’ comune alla Germania, all’Italia, alla Polonia, alla Lituania, all’Ukraina, alla Spagna e a tutti quei paesi in cui si è presentato il nazismo ed è presente tutt’ora.

Il nazismo e il fascismo non appartengono alla singola nazione, ma è veicolazione dei principi di dominio cristiani che i cristiani impongono all’infanzia.

Non si può dire che i campi di sterminio siano Polacchi. I campi di sterminio erano nazisti costruiti anche sul suolo della Polonia. Possiamo dire che a rinchiudere le persone in quei campi hanno collaborato, con i Tedeschi, anche cittadini Polacchi, Italiani, Ukraini, Lituani, Lettoni, e tanti altri. Ma dobbiamo dire che tutti coloro che hanno collaborato col nazismo erano cristiani. Solo chi è stato educato nel cristianesimo era educato ad essere nazista.

Posso dire che l’intera Europa era ideologicamente nazista perché l’azione che in Europa veniva fatta sull’infanzia era induzione all’ideologia nazista messa in essere capillarmente dai cristiani.

Devo dire che il cristianesimo e il nazismo sono la stessa cosa. I principi del nazismo sono i principi del cristianesimo dove l’autorità si fa “dio” nei confronti dei cittadini e discrimina i cittadini a seconda delle predilezioni personali degli individui che occupano il loro ruolo Istituzionale. I cittadini vengono costretti a perdere i loro diritti nei confronti dell’Istituzione. Cessano di avere gli stessi diritti dell’Istituzione perché l’Istituzione si fa “dio” nei loro confronti. I cittadini hanno obblighi, l’Istituzione diritti.

Nel nazismo i cittadini vengono discriminati per razza, colore della pelle, predilezioni sessuali, per sesso, religione, idee sociali e politiche, per la propria personale visione del mondo e della vita: come fa il cristianesimo!

Questa è la categoria sociale del nazismo. Uno Stato in cui le Istituzioni non sono sottoposte agli obblighi nei confronti dei principi sociali o dei cittadini, è un’Istituzione nazista al di là di quanto quell’Istituzione vessa i cittadini. I cittadini sono vessati non solo dalle singole azioni dell’Istituzione, ma dall’insieme Istituzionale da cui la singola Istituzione trae forza per agire soggettivamente nei confronti dei cittadini che non sono in grado di avere giustizia effettiva, formale e immediata, nei confronti dei soggetti che gestiscono quell’Istituzione.

Come il “dio” cristiano non viene processato dai cristiani per delitto, così l’Istituzione non viene processata per delitto, vessazione, prevaricazione, provocazione, insulto, calunnia, nei confronti dei cittadini che vengono indicati come “potenzialmente criminali” e, pertanto, tutti potenzialmente perseguibili per legge. E questo perché le Istituzioni, pensando sé stesse come dei criminali che agiscono contro i cittadini e che possono venir scoperte nella commissione dei delitti, mettono in atto azioni eversive e preventive nei confronti dei cittadini affinché questi non pretendano di avere gli stessi diritti giuridici delle persone che occupano ruoli Istituzionali.

Il poliziotto è un pubblico ufficiale e il cittadino si deve mettere in ginocchio davanti al poliziotto come se si mettesse in ginocchio davanti al “dio” dei cristiani. Il poliziotto tortura il cittadino, il magistrato deride il cittadino che si “lamenta” di esser stato torturato. La famiglia, che spiega al bambino che il poliziotto è “dio”, realizza tutta l’ideologia cristiana che famiglia, padre, madre e prete, hanno imposto sul bambino nel tentativo di terrorizzare ogni sua espressione psichica nel mondo in cui vive. Violare il diritto soggettivo dell’autorità non solo permette all’autorità di vessare il cittadino, ma gli impone sensi di colpa con cui il cittadino si rende impotente davanti alle accuse anche quando le accuse sono farneticanti.

La società vive le manifestazioni psicologiche del bambino come delle “devianze”.

Le espressioni del bambino sono devianze. E’ devianza la passione per l’apprendimento. E’ devianza la compartecipazione sociale. E’ devianza l’interessamento e la curiosità. E’ devianza l’attività fisica. E’ devianza tutto ciò che nel bambino esprime vitalità nei confronti del mondo. Queste devianze vanno represse. Dalla violenza con cui si perseguitavano i mancini alla feroce repressione della masturbazione. Dall’uso della lobotomia alla contenzione violenta per fermare la vivacità infantile. Dall’uso del Prozac all’uso degli eccitanti fino alla massiccia distribuzione di cocaina, eroina, extasi e viagra. Uccidi la vita che sta nel bambino e regola le sue espressioni con la violenza o con le pastiglie (che è un’altra forma con cui si presenta la violenza).

Tutto questo è nazismo. Il campo di sterminio è già in atto nella società. Il bambino vive in quel campo di prigionia e di annientamento e ciò che viene annientato e bruciato nei forni crematori è la sua struttura psichica che viene impedita nelle sue manifestazioni. La società cristiana è la società nazista dove il bambino non avendo diritti nei confronti dei genitori deve solo aspettare di essere messo nel forno crematorio. Per contro, il genitore che vorrebbe liberare le forze di suo figlio conosce solo il suo ruolo di guardia carceraria che picchia il figlio perché il figlio, creato ad immagine e somiglianza del suo “dio”, come lui, non si comporta come lui pensa si debba comportare.

Ci interessa in modo relativo chi in passato massacrò le persone in nome della parola “nazismo”. Ben più persone non sono state macellate mediante il colonialismo in Africa, nelle Americhe o nei vari genocidi compiuti durante le crociate. La storia dell’uomo, dall’avvento del cristianesimo, è un genocidio continuo di popoli macellati sistematicamente. Centinaia di milioni di morti. Il fatto che gli ebrei oggi rivendichino diritti per essere stati macellati, è solo questione di rapporti di forza che servono loro per macellare altri popoli, dai Palestinesi ai Libanesi, dai Siriani agli Egiziani. Popoli Africani e popoli Amerindi non hanno rivendicato di poter macellare, a loro volta, altre persone.

Questo perché il cristianesimo e l’ebraismo è costruzione della disperazione dell’individuo che per sopravvivere deve diffondere disperazione.

Domani ci saranno altri campi di prigionia e di sterminio e saranno tutti cristiani. Domani ci saranno bande di ragazzini che fanno violenza e saranno tutte bande cristiane. Domani ci saranno delitti in famiglia e saranno tutti cristiani. Domani si spaccerà eroina nelle scuole e gli spacciatori saranno tutti cristiani. Domani ci saranno campi di internamento e saranno tutti cristiani.

Il nazismo è un modello di cristianesimo e, pertanto, è corretto dire che tutti i cristiani sono nazisti. Tutti gli Stati cristiani sono Stati nazisti!

 

Marghera, 14 febbraio 2018

 

NOTA PERSONALE:

Il mio problema col nazismo e con il fascismo è che molte persone che vivono la nostalgia fascista, non sono fasciste. Questo perché, davanti alle distorsioni del presente, anziché analizzarle, proiettano una percezione nostalgica che ha poco a che vedere con il passato o col fascismo, ma ha a che vedere col superamento della sofferenza che la realtà attuale, comunque interpretata, procura loro.

Per contro, vedo persone che si dichiarano democratiche o di sinistra, esaltare principi nazisti con una leggerezza ed una superficialità che mi fa dubitare della loro buona fede:

Scrive Paolo di Tarso, il delinquente sociale:

"Considerate infatti la vostra chiamata, fratelli: non ci sono tra voi molti sapienti secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili. 27Ma Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, 28Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, 29perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio. 30Ed è per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è diventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione, 31perché, come sta scritto: “Chi si vanta si vanti nel Signore."

I° Corinti 1, 26 - 31

Il progetto è l'ignoranza sociale affinché tutti diventino nazisti a seconda di come si collochino nella società: sia a destra che a sinistra.

Questo è il mio vero problema.

Marghera, 14 febbraio 2018

 

Pagina tradotta in lingua Portoghese

Tradução para o português Como e por que tornam-se nazistas

 

Quale società civile vogliono i Pagani? L'utopia sociale dei Pagani.

 

Per approfondimenti vedi Riflessioni sulla società civile

 

Indice argomenti vari del sito Religione Pagana

 

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
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