La partita di calcio fra filosofi, azione n.23
Fondamentalisti contro Rinascimentali n. 5

Capitolo 54

La partita di calcio mondiale fra i filosofi

Claudio Simeoni

 

Sei capace di giocare a calcio?

 

Fondamentalisti e Rinascimentali n. 5

 

Continua dal precedente...

 

Maometto detto "profeta di Allahu Akbar", tenta di passare all'attacco dei rinascimentali, ma fra loro trova un avversario ostico che lo ferma, Voltaire:

"Se Dio o le divinità secondarie creano l'uomo maschio e femmina a loro somiglianza, sembra in questo caso che gli ebrei credessero Dio e le divinità maschi e femmine. Non si sa d'altronde se l'autore vuol dire che l'uomo aveva in principio entrambi i sessi, o se intende che Dio fece Adamo ed Eva nello stesso giorno. Il senso più naturale è che Dio formò Adamo ed Eva contemporaneamente; ma questo significato contraddirebbe assolutamente la formazione della donna, fatta da una costola dell'uomo molto dopo i sette giorni."

Voltaire, Tutti i romanzi e i racconti e Dizionario Filosofico, Newton, 1995, p. 577

Voltaire, tolta la palla a Maometto la porge a Ficino che, ricevutala, inizia a palleggiare:

"Dunque il moto animale, non venendo dal corpo, che è per sua natura pigro, né dal solo composto nel quale non vi sarà nessuna capacità di muovere, se è costituito di parti nelle quali non vi è alcuna capacità di movimento, necessariamente viene dall'anima la quale, se da all'animale la capacità di passare dall'inattività all'azione, a maggior ragione e prima di tutto la conferisce a sé stessa. Infatti, tutto ciò che di buono e di vitale la causa trasmette all'effetto, in primo luogo si realizza nella causa. Così infatti il calore brucia e ferve in sé stesso prima di scaldare una materia estranea; e i corpi inanimati si rigonfiano di semi e concepiscono i feti in sé stessi prima di darli alla luce."

Marsilio Ficino, Teologia platonica, Bompiani, 2011, p. 501

Marsiglio Ficino dopo una breve corsa serve Kant.

"La semplice coscienza, ma empiricamente determinata, della mia propria esistenza dimostra l'esistenza degli oggetti nello spazio fuori di me."

Kant, Critica della ragion pura, Laterza, 1987, p. 230

Il Tiki-taka dei rinascimentali infastidisce i Fondamentalisti. Per questo, con decisione Seneca interviene, al limite del fallo, sulle gambe di Kant togliendogli la palla:

"Siamo sbattuti dai flutti e ci attacchiamo ad un rottame dopo l'altro, abbandoniamo quello che avevamo cercato, torniamo a cercare quel che avevamo buttato: tutto, in noi, è un avvicendarsi di brame e di pentimenti. Il fatto è che dipendiamo totalmente dai giudizi altrui, ci sembra sia migliore ciò che ha molti pretendenti e lodatori, non ciò che merita elogi e candidature, e giudichiamo buona o cattiva una strada non in sé, ma in base alla quantità delle orme, nessuna delle quali torna indietro."

Seneca, Tutti gli scritti, Rusconi, 1994, p. 249

Seneca lancia lungo per Agostino d'Ippona che prontamente si impossessa della palla:

"La quarta ed ultima ipotesi è la peggiore. I demoni avrebbero annunciato agli Dèi le invenzioni delittuose dei poeti attorno a loro, le indegne sconcezze del teatro, la propria ardente passione e il più delizioso piacere che essi provano in tutte le cose, e poi avrebbero taciuto il pensiero di Platone, che con la serietà di un filosofo volle allontanare tutte queste cose dal migliore degli Stati. Se questo è vero, come accettare che ormai gli Dèi buoni si vedano costretti a conoscere per mezzo di tali messaggeri le cattive azioni dei più malvagi, cioè non di altri uomini, ma di loro stessi, e, al contrario, non sia loro concesso di conoscere le buone azioni dei filosofi, pur essendo le prime un oltraggio, le seconde un onore?"

Agostino d'Ippona, La città di Dio, Bompiani, 2015, p. 413

Il possesso di palla da parte di Agostino d'Ippona si protrae per un certo tempo finché Agostino passa la palla a Gesù detto "figlio di Yahweh", che pronto la raccoglie:

...Ma egli taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il Sommo Sacerdote lo interrogò: "Sei tu il Cristo, Figlio del Benedetto?". Gesù gli rispose: "Io lo sono, e voi vedrete il Figlio dell'uomo assiso alla destra dell'Onnipotente e venire con le nubi dal Cielo". Allora il Sommo Sacerdote, strappandosi le vesti, esclamò: "Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Avete inteso la bestemmia! Che ve ne pare?". E tutti sentenziarono che era reo di morte. Allora alcuni si misero a sputargli addosso, a bendargli il viso, a dargli schiaffi e a dirgli: "Indovina!". E i servi lo percuotevano.

Vangelo di Marco 14, 61-65

E mentre Gesù detto "figlio di Yahweh", si avvia con la palla al piede interviene Pietro Pomponazzi che gli toglie la palla e inizia a correre in direzione opposta.

"Diciamo dunque che, essendo ogni anima, almeno quella perfetta, indivisibile per essenza – dico ‘indivisibile' non come il punto nella linea, ma come privazione del genere della quantità, nel modo in cui diciamo che è indivisibile il suono – tale indivisibilità si accorda soprattutto con l'anima umana, la quale è vicinissima alle Intelligenze ed è intermedia tra il materiale e l'immateriale. Dunque in ragione della comunanza di genere con gli enti materiali, pur essendo indivisibile per la sostanza, l'anima ha tuttavia tutte quelle facoltà estese e organiche che sono utili alla vegetativa e alla sensitiva."

Pietro Pomponazzi, Tutti i trattati peripatetici, Bompiani, 2013, p. 1241

E così Pomponazzi cambia la direzione di gioco…

 

Continua...

 

Marghera, 28 maggio 2018

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

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Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

 

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