La partita di calcio fra filosofi, azione n.3
Rinascimentali e Fondamentalisti

Capitolo 34

La partita di calcio mondiale fra i filosofi

Claudio Simeoni

 

Sei capace di giocare a calcio?

 

La risposta dei Rinascimentali ai Fondamentalisti

 

Continua dal precedente...

Il tiro di Maometto detto "profeta di Allahu Akbar", un po' frettoloso per la verità, viene intercettato con facilità da Tommaso Campanella:

"Ora affermo che l'anima da Dio infusa, sia all'uomo altro che lo spirito caldo e che per questa anima egli è atto ad unirsi più con Dio e far tante eccellentissime operazioni; ma non arriva mai a fare quel che fa ogni forma vile guidata dalla natura se non si serve dell'istessa natura."

Tommaso Campanella, Il senso delle cose e la magia, Fratelli Melita, 1987, p. 134

Repentinamente Tommaso Campanella passa la palla a Francesco Bacone che la stoppa e la rilancia verso Pomponazzi:

"La conoscenza dell'uomo è come l'acqua, che in parte scende dall'alto e in parte scaturisce dal basso: questa illuminata dalla luce della natura, quella ispirata dalla rivelazione divina. La luce naturale consiste nelle nozioni dell'animo e nelle risultanze dei sensi, ché la conoscenza che l'uomo riceve dall'insegnamento è gradualmente acquisita e non originaria, come l'acqua oltre la fonte si alimenta d'altre fonti e correnti."

Francis Bacon, Scritti filosofici, Utet, 2013, p.219

Pomponazzi stoppa la palla e tenta un affondo fra le file dei Fondamentalisti,

"E se si dicesse che il cristiano trae solo dalla fede la certezza che la disposizione dell'anima è tale da ricongiungersi con il corpo e non separarsi mai più e così via per le altre verità, ma che riguardo all'immortalità dell'anima la sua certezza non è data solo dalla fede, ma anche dai principi naturali, allo stesso modo in cui l'esistenza di Dio è affermata per fede in quanto consegue dai meri articoli di fede, ma è anche confermata sulla base dei principi naturali, ne deriva che l'assunto, che colui che pone l'immortalità dell'anima secondo la fede cristiana non la pone se non come soprannaturale o per fede, può essere inteso in molti modi: se, infatti, lo si intende in riferimento a ciò che è per sé e primariamente, ci si pone nell'ambito della fede e l'assoluto è vero in quanto l'immortalità è data come un vero e proprio articolo di fede, ma è falso che l'immortalità dell'anima sia affermata solo per fede e che sia per sé e primariamente un articolo di fede, poiché essa è solo conseguenza di un articolo di fede."

Pietro Pomponazzi, Tutti i trattati peripatetici, Bompiani, 2013, p. 1517

Pomponazzi si trova la strada sbarrata da Aristotele che tenta di togliergli la palla:

La ricerca intorno all'anima esige che, prospettandoci le difficoltà alle quali si deve in seguito rispondere, insieme raccogliamo le opinioni di quanti in passato dissero qualcosa in proposito, onde servirei di ciò che è giusto ed evitare ciò che non è giusto. Punto di partenza dello studio è esporre le proprietà che in massimo grado sembrano appartenere all'anima per natura. L'essere animato sembra differire dall'inanimato principalmente per due caratteri: il movimento e la sensazione. Queste due proprietà, più o meno, ci sono state tramandate anche dagli antichi intorno all'anima.

Aristotele, Opere 4, Dell'Anima, Universale Laterza, 1994, p. 102

Pomponazzi riesce a dribblare Aristotele, ma si vede circondato.

Per questo Pomponazzi si libera della palla passandola all'altro lato del campo in cui Kant aveva il corridoio libero:

"A tali obiezioni si risponde in questo modo. Alla prima si replica che il cielo non resiste al fuoco affinché il fuoco non salga in alto, perché altrimenti il fuoco non sarebbe in quiete nel proprio logo naturale."

Pietro Pomponazzi, Tutti i trattati peripatetici, Bompiani, 2013, p. 785

Kant intercetta il pallone lanciatogli da Pomponazzi:

"Se dunque vi sono concetti puri apriori, essi certamente non possono contenere niente di empirico, ma devono, non di meno essere pure condizioni apriori di una possibile esperienza, come quella su cui può poggiare soltanto la realtà oggettiva di essa."

Kant, Critica alla Ragion pura, universale Laterza, 1987, p. 649

 

Continua...

 

Marghera, 24 aprile 2018

 

Hai imparato a chiedere l'elemosina?

 

Davvero vuoi continuare a navigare in questo sito?

Clicca qui e impara come si chiede l'elemosina

 

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

 

2017

Indice Generale degli argomenti