Trasformare l'attenzione per trasformare sé stessi

L'attenzione - Terza parte

La filosofia del divenire della Religione Pagana

di Claudio Simeoni

Filosofia Pagana

 

Come si forma l'attenzione attuale?

L'attenzione è tutto noi stessi; sia che l'attenzione sia usata a livello consapevole che inconsapevolmente quale strumento con cui costruire delle relazioni col mondo (o il mondo che agisce in essa per costruire delle relazioni).

Quando nostro nonno separò sé stesso, riconoscendosi diverso dal mondo che lo circondava, manifestò, in quel momento, sé stesso attraverso l'uso di forze intime che lo spingevano a costruire quelle relazioni. Questo insieme di forze intime erano la sua ATTENZIONE.

Quali erano i sensi che aveva nostro nonno nel "brodo primordiale"? Razionalmente, forse, non lo sapremo mai con precisione in quanto anche gli unicellulari di oggi differiscono da com'era nostro nonno un infinito tempo fa. Sappiamo, però, che le relazioni col mondo erano relazioni empatiche: come se nostro nonno fosse in pancia di una madre e costruisse delle relazioni fra il soggetto madre e il soggetto che egli era. Ciò che separa il nostro conoscere dall'intima attenzione che nostro nonno aveva quand'era nel "brodo primordiale" non è solo per i sensi diversi che nostro nonno aveva (non aveva occhi, né orecchie ecc.), ma soprattutto per l'elaborazione che della sua attenzione ne faceva in relazione alle sue emozioni.

Sta di fatto che da allora, scelta dopo scelta, adattamento dopo adattamento, noi, oggi, siamo quello che siamo e, conoscendo quello che oggi siamo qualcuno, del mondo in cui viviamo, ci costringe ad adattarci alle sue esigenze proprio agendo sulla nostra attenzione.

Da essere degli Dèi che manifestano sé stessi dopo una lunga trasformazione di uscita dal brodo primordiale della vita, siamo diventati strumenti d'uso di qualcuno che ci ha costretto o ci costringe ad adattarci ai suoi scopi.

Ad una ipotetica "prima" struttura emozionale, attraverso l'attenzione, generazione dopo generazione, si sono sovrapposti modi e tempi diversi per la sua trasformazione tanto che noi siamo sempre quelli che sono usciti dal brodo primordiale, ma il mondo, attraverso la nostra attenzione, manipola in maniera diversa la nostra struttura emozionale costringendoci ad adattamenti non sempre funzionali al nostro divenire.

La storia dell'evoluzione delle specie può essere letta come "storia della manipolazione e degli adattamenti della struttura emozionale dei singoli nell'oggettività che hanno incontrato". Storia della manipolazione dell'attenzione ad opera dell'oggettività che il soggetto mediava attraverso la sua volontà e la sua intelligenza. Ed è proprio la capacità di farsi dio di un soggetto che veniva manifestata dalla quantità di volontà soggettiva che l'individuo mette nelle sue scelte di adattamento soggettivo alle variabili oggettive incontrate.

Tutti i dibattiti su "Il Crogiolo dello Stregone" fatti fino ad oggi, avevano come scopo primario: PRENDERE IL CONTROLLO SOGGETTIVO DELLA NOSTRA ATTENZIONE. Sottraendola ai vortici delle tempeste della vita che la costringeva a muoversi dove soffiava il vento.

Vogliamo ricapitolare i dibattiti fin qui tenuti?

1) DETERMINAZIONI!

Dicendo al mondo: "Io sono un Dio!" Ci siamo appropriati della nostra attenzione.

2) VOLONTA'!

La nostra attenzione ci serve per agire nel mondo.

3) SOSPENSIONE DEL DIALOGO INTERNO.

Abbiamo sottratto la nostra attenzione dalla dipendenza dalla riformulazione continua della descrizione della ragione.

4) MEDITAZIONE!

Abbiamo rallentato il flusso delle parole cercando di cogliere oltre le parole dopo aver ordinato la descrizione della ragione finalizzando l'attenzione nella ragione.

5) CONTEMPLAZIONE!

Abbiamo concentrato l'attenzione per cogliere aspetti diversi del mondo.

6) CORRENTI VEGETATIVE!

Abbiamo portato l'attenzione dentro di noi risvegliando i sensi interni.

7) ASCOLTARE IL MONDO ATTORNO A NOI!

Abbiamo spostato l'attenzione sugli oggetti del mondo riconoscendoli diversi dalla descrizione imposta dalla ragione

8) PALPARE IL MONDO!

Abbiamo posto l'attenzione sulle nostre mani, sul tatto in generale come organo di senso e di relazione col mondo.

9) CHIAMARE LE COSE COL LORO VERO NOME!

Abbiamo spostato l'attenzione dall'apparenza descritta dell'oggetto alla sua realtà.

10) E' tutta attenzione nel mondo dell'Essere Natura, sia che noi ci pensiamo come possibili prede di soggetti, sia che noi ci pensiamo dei predatori.

11) TOGLIERCI DAL CENTRO DE MONDO!

Abbiamo sottratto la nostra attenzione dalla manipolazione che di questa ne facevano oggetti esterni a noi nel Sistema Sociale in cui viviamo (vedi oggi la televisione e la stampa in generale).

12) SCETTICISMO!

Proteggiamo la nostra attenzione dal pericolo di diventare preda di verità che la inchiodano.

13) GIUDIZIO DI NECESSITA'!

Proteggiamo la nostra attenzione dalla megalomania della ragione nel Sistema Sociale.

14) CHIEDERCI IL PERCHE' DELLE COSE!

Proteggiamo la nostra attenzione dal pericolo della fissità. Dal pericolo di non poter espandersi.

15) FOLLIA CONTROLLATA!

Con la follia controllata proteggiamo la nostra attenzione dalla follia della pulsione di morte.

16) SOSPENSIONE DEL GIUDIZIO!

Siamo in grado di usare la nostra attenzione in mondi e modi diversi; nel quotidiano, in molte percezioni alterate della realtà che ci circonda, nei mondi del sognare.

In tutti i dibattiti abbiamo sempre parlato di noi stessi. Abbiamo sempre agito per manipolare noi stessi attraverso la nostra attenzione.

Così, quando comperiamo un'automobile, guardiamo se la capienza del bagagliaio è quella che ci serve, se l'auto è adeguata alle nostre esigenze, e non comperiamo l'automobile soltanto per il bello o la bella di turno che dalla televisione ammiccano per farci acquistare l'auto che loro promuovono.

L'attenzione è la forza di rappresentazione dell'individuo al di là degli strumenti con cui in quel momento percepisce il mondo.

Nelle filosofie orientali si parla di un sesto senso, un senso interno. Si tratta della sensibilità dell'individuo. Quel modo di essere in cui si dice: "Io guardo". E mentre si dice "Io guardo!", vediamo noi stessi che guardiamo un oggetto. Una situazione in cui guardiamo noi stessi e l'oggetto che stiamo guardando. Mentre lo facciamo pensiamo a noi come qualche cosa di diverso dal corpo e gli occhi di chi guarda esattamente come il corpo e gli occhi di chi guarda distingue sé stesso diverso dall'oggetto o dal mondo guardato. Come parliamo del guardare, così possiamo parlare degli altri quattro sensi.

Noi possiamo essere il sé stessi che guarda il mondo con gli occhi di chi dal mondo ci guarda.

Ci sono dei momenti in cui un noi si separa dal noi che sta esercitando i sensi.

Quel noi altro non è che la nostra attenzione che si separa da ciò che noi siamo nella ragione quotidiana.

Ed è ciò che sta avvenendo dentro di noi, sia quale risultato della nostra vita, sia come risultato dell'uso del Crogiolo dello Stregone.

I sensi percepiscono i fenomeni attraverso i quali descriviamo il mondo, ma no abbiamo forzato i sensi con la pratica del Crogiolo dello Stregone costringendoli ad osservare aspetti diversi dall'usuale descritto dalla ragione.

Siamo andati a cercaci il VIVERE PER SFIDA.

Quello che per le persone era semplice, scontato, superficiale, noi lo abbiamo trasformato in un motivo d'impegno.

Anche quando rilassati guardavamo uno spettacolo la nostra attenzione e il nostro coinvolgimento non era solo quello dello spettatore distratto, ma tendevamo a soggettivare la rappresentazione.

Quando ascoltavamo, eravamo scettici; quando costruivamo delle relazioni avevamo sempre presenti i principi dell'agguato.

Così un noi cresceva dentro di noi. Un noi coinvolto e compartecipe di quanto facciamo ed è diverso e distaccato dal noi che agisce. Analizza le cose in maniera diversa, trasmette informazioni diverse, a volte è critico col noi che agisce, ma soprattutto inserisce le considerazioni e l'analisi dei fenomeni in contesti diversi e sconosciuti al noi che agisce all'interno del quotidiano della ragione.

E' un noi sempre presente nel noi quotidiano pronto ad entrare in azione afferrando la relazione oggettività-soggettività da ottiche diverse.

Questo meccanismo è il noi stesso diverso dalla ragione, che obbedisce alle nostre tensioni interne, liberato dai legami della ragione, per quanto possibile, e legato direttamente a ragioni più antiche, alla parte più profonda del nostro cervello.

Questo stesso meccanismo, al di là dei contenuti, c'era anche quando noi, come specie, eravamo dei piccoli rettili: lo scopo della vita è sempre lo stesso. Far si che attraverso le sfide dell'esistenza l'Essere della Natura costruisse il suo corpo luminoso.

Noi abbiamo, dentro di noi, tutte le strutture fisiologiche per permettere al corpo luminoso di espandersi. Fintanto che la nascita e la crescita del corpo luminoso dentro di noi non prende il controllo dei meccanismi psico-emotivi dentro di noi, questi meccanismi psico-emotivi, comunque, tendono a funzionare. Da questi meccanismi, in particolare, si producono quelle sensazioni intime che qualcuno ci stia parlando. Sembra un contenitore di messaggi rivolti a noi, spesso astratti, qualche volta trascendentali. Come una supercoscienza morale che ci parla; fonte dei "rimorsi di coscienza" tanto utili ad agenti esterni per controllare la nostra vita.

Da qui la nascita di quell'io "morale" che entra in conflitto con l'io che agisce nella quotidianità rispondendo alle sollecitazione del mondo in cui vive.

Finché la pratica ella vita non permette all'individuo di riempire quei meccanismi degli intenti del corpo luminoso che nasce e cresce dentro di lui.

Quando quei meccanismi restano vuoti perché l'individuo non ha costruito il proprio corpo luminoso nasce nell'individuo il rimpianto:

1) Per tutto quello che avremmo voluto dire e non abbiamo mai detto!

2) Per tutto quello che abbiamo desiderato e non abbiamo mai avuto il coraggio di progettare!

3) Per tutto quello che avremmo voluto fare ed essere e non abbiamo mai fatto o manifestato.

Quel meccanismo si riempie di noi stessi ad ogni sforzo che facciamo nella nostra vita sorretto dall'intento di vivere. Si riempie ad ogni progetto che facciamo, ad ogni rabbia che esprimiamo, ad ogni sfida che affrontiamo.

Riempiendosi costruisce quello che noi siamo: questa è la nostra attenzione!

Il corpo luminoso che cresce e che si affianca alla nostra quotidianità.

Ciò che abbiamo plasmato nel corso della nostra vita è l'oggetto che questo meccanismo esprime. Questo meccanismo è l'essenza stessa della nostra vita, il suo scopo. Lo è sempre stato, pur esprimendosi in maniera diversa, sia quando eravamo Esseri Unicellulari, piccoli rettili o piccoli topi.

Quando noi cambiamo il nostro punto di vista sul mondo o sulle strategie attraverso le qual affrontare la vita col Crogiolo dello Stregone, abbiamo attraversato un processo di trasformazione che si può sintetizzare in questo modo:

1) Per un attimo abbiamo fermato la ragione e siamo stati attenti a qualche cosa di diverso che "istintivamente" e aprioristicamente la ragione scartava;

2) Abbiamo usato quella che chiamiamo la nostra volontà per porci in maniera diversa davanti al mondo: ci siamo presi la responsabilità della nostra vita.

3) Abbiamo imposto alla nostra struttura emozionale di adeguarsi al nuovo modo di affrontare la vita Castaneda direbbe: "Abbiamo ripulito l'isola del Tonal!"

4) Attraverso gli elementi del bastone dello Stregone abbiamo sgomberato il senso interno dall'ossessione delle parole.

Risultato?

Col vivere per sfida abbiamo plasmato il nostro corpo di energia.

Col blocco del dialogo interno e la sospensione del giudizio gli abbiamo preparato un terreno d'azione che sta fra la ragione che descrive attraverso le parole e le ragioni che abbiamo dentro di noi e che usano solo la forma e l'intuizione, che a questo punto dobbiamo considerare solo come memoria storica della specie attraverso la quale passano le tensioni della vita fisica.

Questo terreno d'azione del corpo luminoso noi lo recepiamo nella vita quotidiana come "forza morale". Una "forza morale" che interviene fisicamente sulle azioni dell'individuo.

 

Marghera, 17.05.2002
Trascritto in computer il 30 aprile 2007

 

Il libro si può ordinare all'editore Youcanprint

Oppure, fra gli altri anche su:

Feltrinelli

Ibs

Cod. ISBN 9788891170897

Vai all'indice degli argomenti trattati nel libro: La Stregoneria raccontata dagli Stregoni

 

Per approfondimenti vedi Il Crogiolo dello Stregone

 

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

 

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