Effetti della pratica della contemplazione

Contemplazione - Terza parte

La filosofia del divenire della Religione Pagana

di Claudio Simeoni

Filosofia Pagana

 

La pratica della contemplazione nel riconoscere la qualità di un oggetto porta la nostra attenzione, concentrata attraverso i nostri sensi, su aspetti inusuali dell'oggetto. In quel momento l'oggetto, per noi, esce dalla descrizione usuale che ne facciamo per assumere un diverso ruolo nel nostro pensato; nella nostra ragione.

Questo produce un altro aspetto che viene sottovalutato dal contemplatore: nel momento stesso in cui l'individuo pone la sua attenzione su "fenomeni inusuali" dell'oggetto contemplato, altro non fa che costruire un'assonanza fra quel fenomeno che emerge dentro di lui col fenomeno che percepisce dall'oggetto contemplato. Solo che egli non contempla (anche se lo crede) l'oggetto nella forma e nella rappresentazione con cui la sua ragione usualmente lo descrive, ma descrive "cose" inusuali che altro non sono che rappresentazioni delle tensioni con cui l'oggetto si presenta.

Le tensioni dell'oggetto contemplato si fondono con le medesime tensioni del contemplatore. Così che il contemplatore manifesta, nei confronti dell'oggetto, le stesse tensioni che percepisce dall'oggetto stesso.

Il contemplato contempla il contemplatore e le tensioni, che si fondono, contemplano entrambi.

La scoperta da parte del contemplatore che le tensioni abbiano chiamato alla fusione simbiotica contemplatore ed oggetto contemplato che contempla, porta l'individuo a riconoscere gli DEI del mondo partendo dal riconoscimento che le tensioni che si sono fuse in quella contemplazione altro non sono che aspetti dello stesso DIO che si esprime nel contemplatore e nell'oggetto contemplato che contempla a sua volta.

Inizialmente è il soggetto, che chiama sé stesso Contemplatore, che sceglie cosa dove e quando Contemplare. Solo che il contemplare apre dentro al soggetto che contempla una "voglia" di contemplare. Una necessità di contemplare il mondo e dopo una certa pratica il Contemplare diventa parte AUTOMATCA del modo con cui il contemplatore si relaziona col mondo. Quando il contemplare diventa un'attività soggettivata dell'individuo, non solo il mondo chiama il contemplatore a contemplarlo attraverso la sua contemplazione [la contemplazione dei soggetti del mondo nei confronti del contemplatore], ma le stesse tensioni della vita chiamano contemplatore e contemplato a contemplarsi reciprocamente in modo da fondere le relative tensioni.

Il soggetto contempla il mondo perché lo stesso DIO emerso dal soggetto, e presente nel mondo, ha chiamato entrambi a fondere le loro tensioni anche se questa fusione è stata sollecitata dal Contemplatore (Essere Umano) o dall'oggetto che contempla a sua volta. Perché le tensioni chiamino contemplatore e contemplato è necessario che contemplatore e contemplato siano in grado di essere sensibili alla chiamata; sappiano cioè contemplare (riconoscere le tensioni soggettive nell'oggetto contemplato).

Il passaggio dalla consapevolezza di Contemplare alla consapevolezza di essere contemplati dall'oggetto contemplato (cioè la certezza emozionale) è il primo passo per razionalizzare la propria collocazione soggettiva all'interno di un mondo di oggetti che contemplano il loro mondo attraverso la loro volontà.

Questo al di là dei sensi che privilegiamo nella contemplazione.

Il passaggio successivo è il contemplare la tensione al di fuori dell'oggetto che manifesta quella tensione: la tensione come oggetto in sé!

I soggetti manifestano delle azioni all'interno di una contraddizione. Le azioni che manifestano sono espressione soggettiva delle tensioni che vivono in quella contraddizione.

Noi possiamo sia contemplare il soggetto che compie le azioni e osservarne le tensioni, possiamo osservare le azioni e individuare le tensioni ignorando il soggetto che queste attraversano, oppure individuare le tensioni e data un'oggettività in cui si manifestano intuire le azioni che queste produrranno. In pratica le tensioni sono oggettività che si esprimono nei singoli soggetti e i soggetti le manifestano mediante azioni data la loro volontà espressa nei loro processi di adattamento soggettivo alle variabili oggettive.

Le tensioni che si manifestano nell'esistenza sono il vero oggetto della contemplazione.

Si assiste ad una trasformazione soggettiva nell'Intento del contemplare che iniziato dalla contemplazione di una forma descritta dalla ragione viene spostata su aspetti inusuali degli oggetti. Dapprima per cogliere aspetti inusuali degli oggetti e poi per cogliere le tensioni che si manifestano prima attraverso gli oggetti e poi in sé stesse: le tensioni che attraversano l'universo.

Contemplando l'individuo si trasforma; la sua trasformazione soggettiva sposta la sua attenzione nella contemplazione in un rapporto dialettico di modificazione (oggetto contemplato e necessità soggettive) all'interno del suo VIVERE PER SFIDA.

Noi pratichiamo la contemplazione seduti comodi e concentrando la nostra attenzione sull'oggetto contemplato. Quando si acquisisce l'abitudine a contemplare questa abitudine si trasferisce come patrimonio dell'individuo (come l'abitudine a frenare in automobile quando le luci della macchina che precede diventano rosse). Ma il contemplatore non è sempre seduto comodo con una birra a fissare la sua attenzione sul cielo, sulle nubi, su un albero o su un falò. Il contemplatore è un Pagano Politeista che VIVE PER SFIDA. E può trovarsi a contemplare un concetto astratto di filosofia; una situazione sociale; una questione di lavoro; una questione di rapporti interpersonali; può contemplare sé stesso e le sue inadeguatezze ecc. ecc. INTUIRE ASPETTI, SITUAZIONI O COSE CHE NEMMENO SOSPETTAVA!

Non esistono solo gli aspetti inusuali dell'albero, del cielo o delle nubi; esistono gli aspetti inusuali del nostro VIVERE PER SFIDA.

Le tensioni che vi concorrono.

Le tensioni che attraversano tutti i soggetti nelle varie relazioni del VIVERE PER SFIDA.

Il Contemplatore è l'unica persona in grado di condurre delle Sfide nella Propria Esistenza risolvendo delle contraddizioni nel Sistema Sociale agendo su elementi sconosciuti al proprio antagonista (ne abbiamo parlato nel dibattito sull'Intento del ciclo precedente). Questo perché la visione d'insieme della situazione del Contemplatore supera il semplice descritto razionale per focalizzarsi su aspetti inusuali (o irrazionali) della situazione stessa: per fare un esempio, un cristiano educa un bambino solo a minacce e premi, un contemplatore sa osservare le sue emozioni e può sollecitarle!

Il contemplatore è in grado di cogliere l'aspetto inusuale del suo VIVERE PER SFIDA e mette in atto delle strategie che sono in grado di agire direttamente sulle tensioni del VIVERE PER SFIDA.

Le tensioni che attraversano gli oggetti e che sollecitano la nostra attenzione altro non sono che gli DEI che comunicano al DIO che cresce dentro di noi e che trasmette questa comunicazione alla ragione sotto forma di sensazione, desiderio, bisogno (al di là che la ragione comprenda l'origine della sensazione, del desiderio o del bisogno).

Quegli DEI con i quali noi possiamo costruire immediatamente delle relazioni e sui quali possiamo agire affinché il nostro VIVERE PER SFIDA volga a nostro favore.

Il contemplare è un uso dei sensi proprio del Pagano Politeista che concepisce la propria esistenza in quanto immerso in un immenso Crogiolo di DEI di cui è parte ed elaborazione del DIO che cresce dentro di lui.

 

NOTA 2016: Le modificazioni soggettive prodotte dalla pratica della contemplazione sono così profonde da essere negate aprioristicamente dalla ragione.

Alla modificazioni soggettive prodotte dalla contemplazione, la ragione risponde ristruturandosi e adattandosi con una tale velocità, inserendo il nuovo nella sua descrizione, che il contemplatore praticamente non avverte il cambiamento fra un prima e un dopo.

Quando uccidevo le salamandre ero la stessa persona di molti anni dopo che fondo le mie emozioni con le salamandre. Non mi sento diverso da allora: SONO DIVERSO!

 

Fine testo 2001 - Questo testo sulla Contemplazione Scritto Agosto 2003: in versione definitiva 14 settembre 2003 ad integrazione del dibattito sulla Contemplazione. Marghera 16 novembre 2003

 

Il libro si può ordinare all'editore Youcanprint

Oppure, fra gli altri anche su:

Feltrinelli

Ibs

Cod. ISBN 9788891170897

Vai all'indice degli argomenti trattati nel libro: La Stregoneria raccontata dagli Stregoni

 

Per approfondimenti vedi Il Crogiolo dello Stregone

 

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

 

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