Praticare la Follia Controllata

Follia controllata - Prima parte

La filosofia del divenire della Religione Pagana

di Claudio Simeoni

Filosofia Pagana

 

La follia è il modo con cui l'Essere umano rappresenta sé stesso nella società. La follia controllata è il metodo con il quale l'Essere Umano non si fa fagocitare dalla follia degli uomini.

Vi ricordate quando abbiamo parlato di Meditazione, Contemplazione e Ascoltare le Correnti Vegetative e dicemmo che per praticare quelle tecniche era necessario farlo sdraiati su una comoda poltrona, magari prendendo il sole o il silenzio della notte e, magari, bevendo rilassati una bibita?

La palestra di trasformazione del Pagano Politeista e dell'Apprendista Stregone è la vita quotidiana nel mondo in cui si svolge e oggi concludiamo che cosa dobbiamo imparare o che cosa ci serve per vivere strategicamente nel mondo sociale umano oggi.

Per praticare Follia Controllata sono necessarie delle "forti motivazioni interiori". Motivazioni che nascono o dalle necessità del vivere quotidiano o dalle passioni degli individui.

In ogni scuola di recitazione si insegna a fingere e a presentare sentimenti che non si provano realmente. Alcuni attori riescono ad interiorizzare quei sentimenti finti al punto tale da fondere il loro animo con la finzione. Non si tratta di Follia Controllata. Gli attori riescono a fare ciò soltanto nella finzione scenica e in alcune sceneggiate della loro vita, ma quella recitazione non SMINUISCE SE' STESSI.

Chi è consapevole di praticare Follia Controllata lo fa per armare il proprio vivere con intensità, partecipazione e totalità quanto sta facendo. Non solo, ma la finzione non dura solo per un attimo, ma tale "finzione" continua nel tempo fintanto che le condizioni oggettive costringono la persona a mantenerla. Una "finzione" che viene recitata per giorni, mesi, anni o anche per tutta la vita.

Vivere così profondamente una recitazione comporta dei pericoli.

Chi pratica Follia Controllata DEVE sempre far credere ai soggetti dell'ambiente entro il quale pratica Follia Controllata, che sono loro che hanno il controllo della situazione e che, chi sta praticando Follia Controllata, tenta di "fare il furbo" senza, comunque, avere il controllo della situazione o dell'ambiente. Quando ci si abitua a praticare Follia Controllata ci si abitua a nascondere le emozioni, relative al proprio intento, sotto altre emozioni relative ad intenti diversi che sono, a loro volta, coperti da altre emozioni che coprono altri intenti. Nascondere è faticoso. Noi, come Esseri Umani, abbiamo la capacità di dimenticare e ricordare. Nascondere le emozioni relative ad un intento, in Stregoneria, significa DIMENTICARE. Solo che le emozioni, con le quali copriamo le emozioni relative all'Intento che per noi è importante, hanno comunque dei legami e una particolare traccia capace di riprendere il ricordo dell'emozione e dell'intento principale per cui agiamo.

Innanzi tutto c'è il pericolo che col tempo l'individuo perda di vista il motivo per cui pratica follia controllata e la pratica della follia controllata diventa mero esercizio di inganno che l'individuo rivolge nei confronti del mondo.

Il coinvolgimento emotivo che la pratica della Follia Controllata richiede deve essere ancorato con l'Intento che si persegue, altrimenti si rischia di cadere in uno stato di follia (sdoppiamento della personalità; disturbi psichici spazio-temporali;).

Il coinvolgimento emotivo prodotto dalla pratica della Follia Controllata può condurre alla megalomania. Si diventa così abili ad ingannare o a "far credere" all'interno della propria strategia d'esistenza che si pensa di estendere questo fare all'intera vita e all'intero mondo. Si dimentica che l'ambito nel quale si agisce per Follia Controllata deve essere ristretto, circoscritto e definito perché la memoria della ragione deve supportare sia quanto facciamo che quanto affermiamo attraverso un'esposizione logico-razionale che deve essere comunicata alle altre persone. All'interno della pratica della Follia Controllata non si deve mai dimenticare che se noi possiamo dimenticare alcune cose che facciamo o affermiamo, le persone che ci stanno attorno ricordano. Il pericolo è che le persone che ci stanno attorno ricordano esattamente quello che noi dimentichiamo.

Il nostro ambito operativo, nell'esercizio della Follia Controllata, deve essere circoscritto o a noi stessi, che ci muoviamo nel mondo, oppure all'interno di un mondo ristretto; un suo aspetto (ad es. nell'ambito lavorativo).

Un altro pericolo che può coinvolgere chi pratica Follia Controllata è che la Follia Controllata diventi norma della vita. Diventa normale per noi recitare tanto che il recitato diventa la NOSTRA REALTA'. Alcuni Stregoni hanno tanto soggettivato il "fingere di essere cattolici" che alla fine sono effettivamente diventati cattolici. L'intento per cui pratichiamo Follia Controllata deve essere sempre presente.

Se si pratica Follia Controllata come esercizio per il controllo fisico-emotivo, tale pratica deve essere circoscritta nel tempo. Fra un esercizio e l'altro è bene far passare un po' di tempo.

La Follia Controllata, quando viene praticata con impegno, si presenta nella forma che noi manifestiamo nel mondo quotidiano, ma incide sulle nostre emozioni e manipola il nostro modo di sentire il mondo; i sentimenti che noi proviamo verso di esso; la nostra capacità di percepire i fenomeni del mondo (selezionandoli); sollecita in maniera diversa e opportuna la nostra intuizione profonda.

la pratica della follia controllata ha la capacità di modificare la nostra struttura neurovegetativa, la nostra capacità di percepire il mondo e le nostre necessità di veicolare le nostre emozioni nel mondo.

La recitazione della follia controllata viene prima interiorizzato e poi riversato nel mondo supportato dalle nostre emozioni.

Dove sta il "NOI STESSI" mentre pratichiamo Follia Controllata?

Nell'INTENTO per cui la pratichiamo!

E' l'Intento che ci induce a praticare Follia Controllata; è l'INTENTO che ci fornisce sia le motivazioni apparenti che le motivazioni profonde e l'energia per praticare Follia Controllata.

Il nostro "noi stessi" sta nell'intento. L'intento per il quale pratichiamo la follia controllata ci fa immergere nella follia e ci fa riemergere per nuove e diverse follie impedendoci di perderci nella recitazione della follia o nelle personalità manifestate da lle varie follie.

Distruggiamo l'Intento per cui pratichiamo Follia Controllata e noi rimarremo prigionieri e psicologicamente distrutti da ciò che abbiamo modificato dentro di noi nella pratica della Follia Controllata. E' l'Intento, scopo e fine, della Follia Controllata.

 

04 marzo 2007 data di fine ricopiatura del testo

 

Il libro si può ordinare all'editore Youcanprint

Oppure, fra gli altri anche su:

Feltrinelli

Ibs

Cod. ISBN 9788891170897

Vai all'indice degli argomenti trattati nel libro: La Stregoneria raccontata dagli Stregoni

 

Per approfondimenti vedi Il Crogiolo dello Stregone

 

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

 

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