La follia controllata e i comportamenti distruttivi

Follia controllata - Seconda parte

La filosofia del divenire della Religione Pagana

di Claudio Simeoni

Filosofia Pagana

 

La follia controllata è l'arte attraverso la quale il saggio rappresenta sé stesso nel Sistema Sociale al fine di occultare le proprie potenzialità, i propri obiettivi e i propri Intenti.

E' un modo con il quale il saggio affronta la pazzia di un mondo sociale umano che vuole trasformarlo in un oggetto di possesso con cui soddisfare la propria pulsione di morte, il proprio desiderio di sottomettere chi ritiene non si possa difendere e nascondere la propria incapacità di vedere gli effetti della propria volontà di dominio e sottomissione.

Il saggio è colui che vuole ottenere degli effetti e dei risultati senza essere individuato come artefice e asservito. Se proprio vuole essere individuato è perché l'esporsi è funzionale ai suoi progetti e ai suoi Intenti.

Cosa distingue chi pratica Follia Controllata da chi truffa o millanta?

Le azioni!

Chi pratica Follia Controllata rimpicciolisce la propria rappresentazione nel mondo mentre alimenta il proprio sapere, la propria conoscenza, la propria capacità d'azione.

Chi pratica truffa ed inganno dilata ed ingigantisce la propria rappresentazione con la quale illude le persone di un possesso o di un potere che non ha. Comunque, non nella misura che vorrebbe far credere.

CHI PRATICA FOLLIA CONTROLLATA E CHI TRUFFA LI SI DISTINGUE DALLA QUALITA' DELLE LORO AZIONI E DALLA DIREZIONE NELLA QUALE CONDUCONO.

Come si faceva in epoca medioevale distinguere chi praticava follia controllata da chi non la praticava? Chi praticava Follia Controllata era un fervente cristiano e usava il suo attaccamento per impedire di essere inquisito.

Come si poteva capire che stava usando la Follia Controllata?

Ne abbiamo già parlato in un altro dibattito: chiamare le cose col loro vero nome!

Il vero nome delle cose è il nome delle loro azioni e degli effetti che producono nell'insieme in cui tali azioni incidono.

Ma perché è necessario praticare Follia Controllata nel Sistema Sociale umano?

Perché il Sistema Sociale umano si è sostituito all'Essere Natura nel costituire il mondo oggettivo in cui il nuovo nato mette in atto le proprie strategie di adattamento soggettivo. Il Sistema Sociale umano richiede che la persona si sottometta a sé stesso e per questo costringe gli adattamenti delle persone anche contro le tensioni della vita che le hanno portate a nascere. Il Sistema Sociale ha bisogno di persone sottomesse e, per farlo, impone condizioni affinché le persone si ammalino e riproducano la loro malattia psichica nel Sistema Sociale in cui vivono.

L'Apprendista Stregone deve saper riconoscere la malattia del Sistema Sociale nel suo insieme, ma deve saper riconoscerla anche nei comportamenti dei singoli individui.

Singolo individuo e Sistema Sociale formano delle relazioni di mutua inferenza dove l'azione del Sistema Sociale costringe l'individuo a delle scelte obbligatorie e tali scelte costringono il Sistema Sociale a processi di adattamento soggettivo.

Chi pratica Stregoneria, attraverso la sua azione, introduce delle variabili in situazioni specifiche della vita quotidiana, tali situazioni, pur agendo sul complesso del Sistema Sociale pongono, davanti al praticante di Stregoneria SEMPRE SINGOLI INDIVIDUI.

La relazione fra chi pratica Stregoneria e il Sistema Sociale si sviluppa sempre fra chi pratica Stregoneria (inteso come individuo) e singoli individui del Sistema Sociale. Riuscire a capire cosa spinge i singoli individui a manifestare le loro idee o a mettere in atto le loro azioni permette all'Apprendista Stregone di proteggersi mediante la pratica della Follia Controllata.

E, soprattutto, ricordiamo sempre che la pratica della Stregoneria non ha come fine la conquista di un presente, ma la trasformazione del suo futuro. L'Apprendista Stregone agisce sui mutamenti e sulle trasformazioni e, nel farlo, muta e trasforma sé stesso.

Comportamenti distruttivi più comuni
manifestati dalle persone nella società umana.

Il mondo in cui viviamo è composto da persone che vengono fatte ammalare di morte.

Esse trattano la loro condizione come naturale: sembra loro assurdo che si possa essere, pensare od esistere in maniera diversa dal loro stato. Queste persone muoiono un po' alla volta e, nel morire, trasferiscono la loro patologia malata al Sistema Sociale e alle future generazioni.

Per comprendere che cosa intendiamo per persone malate di morte userò un insieme di modelli tratti dalla psicoanalisi. Anche se noi, come Apprendisti Stregoni non condividiamo il punto di vista psicoanalitico in quanto non esiste un "modello" di Essere Umano, ma un numero infinito di espressioni soggettive. Esistono tuttavia un numero molto grande e diverso di patologie di difesa dall'ansia che possiamo prendere in considerazione nella formazione di idee, concetti e modi di essere propri di un Sistema Sociale malato. Elencarle o considerarne una parte ci permette di dimostrare la necessità della pratica della Follia Controllata come arte di autodifesa personale. L'espressione di queste patologie, all'interno del Sistema Sociale, sono spesso considerate delle espressioni caratteriali e non vengono individuate come patologie se non quando assumono un grado acuto nella distruzione dell'attività lavorativa o nelle relazioni interpersonali.

La difesa dall'ansia provocata dall'immaginare qualche cosa che terrorizza il singolo individuo.

Perché diciamo che il mondo è composto da persone malate?

Perché non sono consapevoli che il tempo che hanno a disposizione è limitato e non sanno vivere con passione l'attimo presente: lo consumano in un continuo stato psichico di ossessione per il controllo e il possesso.

Il meccanismo della malattia è questo:

La struttura educazionale costruisce nella persona un terrore per qualche cosa. Quel qualche cosa diventa immagine, un fantasma che abita quella mente. La persona mette in atto degli adattamenti, sviluppa delle difese da ciò che immagina pur non essendo in grado di opporsi all'imposizione di quel terrore nella sua struttura emotiva, cerca comunque di evitare che quella paura le faccia un male che ritiene ancora maggiore.

Per difendersi la persona sviluppa la paura. La paura come difesa dall'ansia di dover affrontare quel problema o quella situazione.

La persona fisnisce di vivere in uno stato perenne di ansia. Paura di ritorsioni, terrori di mali che l'assaltano, malesseri, disagi psico-fisici per pericoli a volte mal definiti.

Per difendersi dall'ansa l'individuo mette in atto delle difese psico-emotive al fine di evitare la rimozione delle sue paure che sono difese dall'ansia.

La paura viene difesa, nell'individuo, dall'ansia; l'individuo si difende dall'ansia immettendo nel Sistema Sociale tutta una serie di idee, azioni, modi di essere che allontanano in lui l'insorgere dell'ansia.

Per esempio, chi è stato educato alla paura per il rapporto sessuale, ha comunque delle pulsioni sessuali. Da un lato immetterà nel Sistema Sociale tutta una serie di idee contro il sesso e predicherà una morale asessuata (vedi Paolo di Tarso), dall'altro lato vivrà la sua sessualità come un momento di "rapina" nei confronti del mondo.

In questo modo la sua ansia di dover affrontare la sessualità è appagata dall'atto clandestino che vive come peccaminoso, ma le idee che esprime nel mondo contro la pratica sessuale lo difendono dall'ansia e dalla paura. Si appaga la sessualità con la violenza, in particolare sui più deboli e si difende dall'ansia manifestando idee puritane. E poi, ci si chiede: "perché lo stupro di minori è così diffuso?"

Pertanto, si vive in una società in cui esistono una massa di soggetti che si difendono dall'ansia trasferendo le loro difese dall'ansia nel Sistema Sociale danneggiandolo.

L'ansia e le paure costruiscono un individuo adatto a amnifestare quell'ansia e quelle paure. L'ansia e le paure non sono oggetto distinto dall'individuo, ma sono le forze psichiche attorno alle quali l'individuo organizza la sua crescita neuro-vegetativa. Quelle paure e quell'ansia sono parte dell'individuo e modificare quella paura e quello stato d'ansia significa modificare l'intera struttura psico-fisica dell'individuo.

Questo è il motivo per cui è sempre fallita la psichiatria e la psicologia.

Hanno sempre trattato paure e ansia come oggetti diversi dal corpo e oggetti distinti dal divenire dell'individuo che veniva pensato come creato ad immagine e somiglianza di un dio creatore.

Viviamo in una società di persone malate. Sia come insieme sociale sia come singoli individui. La loro malattia si esprime nelle loro idee, nell'organizzazione sociale e nei rapporti interpersonali. I diversi, coloro che non esprimono quelle idee, vengono emarginati perché emanano un "odore" emotivo, per loro, intollerabile.

Nelle prossime pagine sulla Follia Controllata vedremo alcune delle patologie sociali più diffuse che chi pratica Stregoneria deve affrontare difendendosi dalla loro follia.

 

04 marzo 2007 data di fine ricopiatura del testo

 

Il libro si può ordinare all'editore Youcanprint

Oppure, fra gli altri anche su:

Feltrinelli

Ibs

Cod. ISBN 9788891170897

Vai all'indice degli argomenti trattati nel libro: La Stregoneria raccontata dagli Stregoni

 

Per approfondimenti vedi Il Crogiolo dello Stregone

 

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

 

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