Imitazione

Toglierci dal centro del mondo - Quinta parte

La filosofia del divenire della Religione Pagana

di Claudio Simeoni

Filosofia Pagana

 

il processo diimitazione, come adesione ai modelli sociali imposti mediante il circuito parentale, è stato recentemente constatato dalla scoperta dei neuroni specchio. un gruppo di neuroni molto attivi nella primissima età del bambino che hanno lo scopo di armonizzare i comportamenti del bambino rispetto alle aspettative della società e del circuito parentale nei suoi confronti.

Scrive la voce Imitazione in psicologia:

"Riproduzione conscia o inconscia di un modello comportamentale. Fa parte di un processo di apprendimento del bambino e presenta, secondo J. Piaget, le seguenti fasi di perfezionamento che vanno di pari passo con lo sviluppo dell'intelligenza: 1) Imitazione riflessa (da 0 a 2 mesi)legata al contesto senso motorio anteriore al linguaggio, come rispondere al grido con un grido; 2) funzionale (da 2 a 6 mesi) in cui la riproduzione dei gesti avviene per puro piacere dell'esercizio della funzione, indipendentemente dal loro significato; 3) significante (da 6 mesi ad 1 anno) dove l'imitazione tende ad un risultato volto alla soddisfazione dei desideri del bambino; 4) differita o indiretta (2 anni) che si manifesta in assenza di modello e contemporaneamente al costituirsi del gioco simbolico e del linguaggio; 5) imitazione propriamente detta attuata per scopi di conoscenza e di adattamento intellettuale all'ambiente. A questo stadio l'imitazione viene interiorizzata con un processo equivalente a quello della trasformazione del linguaggio in linguaggio interiore."

Dal dizionario di psicologia "Le Garzantine" di Umberto Galimberti.

Uno dei problemi che la sperimentazione attuale ha messo in luce (c'era la notizia qualche giorni fa' su televideo che però non ho scaricato) è la capacità del bambino di associare le parole alle immagini molto prima dell'età nella quale secondo la pedagogia dovrebbe iniziare la verbalizzazione.

Questa "scoperta" ci risolve più di una questione aperta in Stregoneria. Una è relativa all'inizio dell'interiorizzazione nell'individuo delle idee associandone parole ad immagini o a situazioni: le parole che descrivono stati emozionali o risposte a stati emozionali vengono costruite nell'individuo prima della sua fase di verbalizzazione nella crescita. Inoltre ci permette di comprendere come esista tutto un mondo silenzioso in cui le intelligenze sono in grado di associare le parole umane agli oggetti comprendendone i significati e mettendo in atto le proprie strategie di adattamento senza che l'Essere Umano sia consapevole, attraverso la propria ragione, della loro manifestazione.

Infine questa "scoperta" ci permette di comprendere anche razionalmente come dentro di noi venga a formarsi l'immagine della descrizione e della forma del mondo prima che subentri in noi la capacità di verbalizzarne la forma: l'idea del mondo precede la capacità dell'Essere Umano di descrivere la forma che soggettivamente percepisce.

Ne consegue che l'idea della forma del mondo che è propria della nostra ragione viene formata prima che noi siamo in grado di descriverne la formazione stessa!

Ed è in base a questa forma che si forma prima della nostra capacità di affabulare che viene ad imporsi l'idea per la quale si è al centro del mondo che la capacità di affabulare, interiorizzata come pensiero, conferma e sottolinea giorno dopo giorno manifestando noi stessi nel nostro cervello.

Tutte le fasi della crescita sia attraverso azioni consce ed inconsce riproducono dentro di noi il modello che socialmente ci viene proposto e questo modello sollecita risposte sia di adesione sia di perfezionamento di sé stesso e della sua capacità di presentarsi. Il bambino lo elabora soggettivamente, lo interpreta, sceglie gli aspetti che più sono in armonia con sé stesso mentre manifesta il suo percorso di adattamento.

L'uscita da quanto ci è stato imposto è il processo di toglierci dal centro del mondo. Riconosciuto che l'imposizione di noi stessi al centro del mondo è un processo educazionale al quale abbiamo risposto con la soggettivazione del modello stesso, mettiamo in essere quelle azioni che modificando, almeno in parte, la nostra struttura di percezione emozionale del mondo inizi a costruire i legami con la nostra capacità di afferrare i mezzi attraverso i quali costruire noi stessi nel mondo.

Sia chiaro che la trasformazione è un atto di violenza emozionale che il soggetto impone a sé stesso che implica una forte dose di dolore emotivo dovuto alla trasformazione delle emozioni adattate dell'individuo fin dalla primissima infanzia. Senza quel dolore della trasformazione della nostra struttura emozionale che mette in discussione i nostri intimi valori emotivi, tutta la nostra vita diventa un trucco di riadattamento razionale per mantenere inalterata l'impronta della nostra struttura emozionale che è stata imposta nella nostra prima infanzia.

In parole povere: posso rimuovere razionalmente l'esistenza del dio padrone come concetto, ma quella credenza viene fuori nelle mie azioni e nelle mie decisioni in quanto le mie azioni e le mie decisioni sono il frutto del mio intimo sentire emotivo che ha nell'idea imposta del dio padrone il suo fondamento. La società stessa, in cui vivo, si presenta come una sorta di padre, di dio padrone, che chiede di essere rispettata nel senso di intriorizzata nel nuovo nato che, per farlo, viene indotto a rinunciare alla propria individualità specifica.

Il processo di imitazione e fagocitazione sociale si concretizza con l'obbedienza a un sistema di regole alle quali il nuovo nato deve adeguare i propri desideri e le proprie pulsioni. In questo modo, mediante la violenza sull'infanzia unita alla necessità neuronale del nuovo nato di adeguarsi per farsi accettare, l'individuo imita il dio padrone diventando esso stesso il modello di dio padrone che pensa sé stesso.

Il modello della società che si pone davanti al bambino non è un modello rigido che susciterebbe delle reazioni venendo in conflitto con manifestazioni emozionali, ma appare come un modello plastico che permette una serie di adattamenti del bambino inducendo in esso l'idea di onnipotenza rispetto al mondo. Quest'idea nasce dal modello che la società gli propone, come se i soggetti in essa fossero "TUTTI ONNIPOTENTI" in quanto adulti. La selezione dei fenomeni che gli "adulti" fanno nei confronti del bambino inducono quest'idea. Le società "industriali" o occidentali tendono a schiavizzare il bambino in quanto oggetto di lavoro e di consumo (attuale lavoratore e attuale consumatore; futuro lavoratore e futuro consumatore) o a iperproteggerlo (futuro dirigente o futuro gestore di uomini o padrone di uomini) con il risultato di selezionare i fenomeni che vengono inviati al bambino e per i quali si chiede al bambino di praticare i propri adattamenti.

E' uno dei motivi per cui la Stregoneria come processo di trasformazione si può rivolgere ad individui adulti che decidono di percorrere un sentiero virtuoso di conquista di sé stessi!

 

trascritto dibattito del febbraio 2005 scritto a Marghera come data generica
Ampiamente modificato in data 30 dicembre 2016

 

Il libro si può ordinare all'editore Youcanprint

Oppure, fra gli altri anche su:

Feltrinelli

Ibs

Cod. ISBN 9788891170897

Vai all'indice degli argomenti trattati nel libro: La Stregoneria raccontata dagli Stregoni

 

Per approfondimenti vedi Il Crogiolo dello Stregone

 

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

 

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