Scetticismo

Scetticismo - Prima parte

La filosofia del divenire della Religione Pagana

di Claudio Simeoni

Filosofia Pagana

 

L'individuo sociale impara a guardare il mondo toglindosi dagli occhi, uno dopo l'altro, i veli dell'illusione.

Esistono tre forme diverse di scetticismo. Lo scetticismo di Pirrone formato dall'interpretazione della conoscenza dei Jainisti gimnosofisti; lo scetticismo di Carneade che consiste nell'opinabilità soggettiva sia della percezione che delle idee; lo scetticismo tardo di Sesto Empirico.

Per arrivare allo scetticismo Pirroniano è necessario fare il percorso inverso. Partire dallo scetticismo di Sesto Empirico per fare il cammino a ritroso.

Il Criterio dello scetticismo, prelevato da: Schizzi Pirroniani di Sesto Empirico!

"Che non si presti fede ai fenomeni è chiaro da quanto diciamo intorno al criterio dell'indirizzo scettico. "criterio" si dice in due maniere: quello che fa fede dell'esistenza o inesistenza di una cosa, del che diremo quando lo confuteremo, e quello che riguarda la condotta, per cui, riferendoci ad esso, durante la nostra vita alcune cose facciamo, altre no! Di questo parleremo ora, iciamo, dunque, che criterio dell'indirizzo scettico è il fenomeno, vale a dire la rappresentazione sensibile; questa, poggiando sulla persuasione e sull'affezione involontaria, non può essere oggetto di investigazione. Perciò nessuno, forse, contesterà che l'oggetto appaia così o così, ma si farà questione su questo, se sia tale e quale appare.
Attenendoci, pertanto ai fenomeni, viviamo senza dogmi, osserviamo le norme della vita comune, perché non possiamo vivere senza fare niente del tutto.
Questa osservanza delle norme della vita comune pare essere quadripartita, e consiste, parte, nella guida della natura, parte nell'impulso necessario delle leggi e delle consuetudini, parte nell'insegnamento delle arti.
Nella guida della natura, in quanto siamo per natura forniti di senso e d'intelligenza; nell'impulso necessario delle affezioni, in quanto la fame ci conduce verso il nutrimento, la sete verso la bevanda; nella tradizione delle consuetudini e delle leggi, in quanto consideriamo la pietà [intesa come Pietas: attenzione attiva di mutuo soccorso nei confronti del mondo che ci circonda! Ndr] come un bene, l'empietà come un male rispetto alla vita comune; nell'insegnamento delle arti, in quanto non siamo inattivi nelle arti che apprendiamo. Ma tutto questo diciamo lontani da ogni affermazione dogmatica!"

Scritto da Sesto Empirico, filosofo scettico del II° - III° secolo d.c. Preso da edizioni Laterza (BUL 1988).

Appare evidente come venga distinta la percezione del fenomeno dalla sua interpretazione.

Quando si impone un dogma di verità, questo non è mai relativo al fenomeno in sé, ma è relativo alla percezione e all'uso dell'interpretazione soggettiva del fenomeno stesso. Se nella vita reale il fenomeno dovrebbe determinare l'azione dell'individuo, nella vita sociale il fenomeno viene sostituito dall'interpretazione del fenomeno. Non ciò che è l'oggetto, ma ciò che io voglio far credere che l'oggetto sia. Non la funzione dell'oggetto, ma la funzione della descrizione soggettiva dell'oggetto; della sua interpretazione. Per cui finisce che non è il fenomeno che determina le mie azioni, ma la descrizione che l'oggettività sociale mi fa di quel fenomeno che nella mia immaginazione si rappresenta come oggetto in sé; fenomeno in sé.

Immaginare una realtà di un fenomeno ci porta a mettere in atto delle azioni che non sono relative alla reale natura del fenomeno, ma di quanto noi immaginiamo che il fenomeno sia. (vedi pubblicità televisiva)

Se il discorso diventa abbastanza semplice quando si tratta di discutere di un fenomeno che ricade sotto i nostri sensi, come un oggetto materiale o un'informazione verificabile su un dizionario, diventa arduo e complesso quando la natura del fenomeno comporta elementi che non ricadono immediatamente o solo indirettamente sotto i sensi e nei confronti dei quali ci costruiamo delle idee soggettive e tentiamo di trasmettere tali idee soggettive ad altre persone che di quei stessi fenomeni hanno altre idee soggettive. Diventa arduo quando i fenomeni, di cui parliamo, appartengono a manifestazioni di emozioni o interpretazioni soggettive.

Così con Sesto Empirico diciamo: "Questa azione si è svolta, io vi ho assistito!"

Ma che cosa di quell'azione si è svolta?

L'azione si è svolta sotto i miei sensi, però in ogni istante che l'azione si stava svolgendo sotto i miei sensi io proiettavo su di essa l'interpretazione e le aspettative della mia ragione. La mia ragione non aspettava di osservare l'azione, la sua conclusione, per descriverla compiutamente, ma in ogni istante decideva come l'azione si sarebbe svolta: "Lo avevo detto che sarebbe finita così!"; "C'era da aspettarselo!"; "Era prevedibile!"

Questo proiettare della ragione sulle azioni porta a deformare la percezione soggettiva del fenomeno a cui si sta assistendo, blocca l'arrivo dell'intuizione soggettiva nei confronti del fenomeno, porta ad interpretazioni distorte delle azioni una volta che questo si è concluso (vedi le armi di distruzione di massa).

Davanti al:

1) Perché si è svolta l'azione;

2) I fini che l'azione si prefiggeva;

3) La mia sensibilità nell'interpretarla;

4) Cosa l'azione produrrà nell'insieme in cui si è svolta;

E' in questo che devo mantenere il mio atteggiamento scettico specialmente perché: QUELLE SPIEGAZIONI, nel mondo sociale umano, ME LE VOGLIONO DARE ALTRE PERSONE PER I LORO FINI IGNORANDO COMPLETAMENTE QUELLO CHE DA ME SPINGE VERSO L'ESTERNO!

Io so che alcune forze dentro di me mi spingono ad agire:

1) Il mio divenuto: attraverso i sensi e le interpretazioni!

2) L'impulso delle affezioni: i bisogni necessari all'espansione soggettiva!

3) Le tradizioni, le consuetudini e le leggi: cioè, il Sistema Sociale e le sue regole!

4) Le arti, l'insegnamento, la manipolazione: la capacità di lavorare e di trasformare merci in prodotti utili e piacevoli!

E' in quell'agire che io assumo la sospensione del giudizio in quanto il fine del mio agire è stabilito aprioristicamente nel mio intento, solo che io non conosco la TOTALITA' dei fattori che intercorrono al suo raggiungimento.

Il problema che devo tener presente è che io agisco in un mondo che agisce per DIVENUTO, per BISOGNO, per TRADIZIONI e LEGGI, per ARTE DELLA MANIPOLAZIONE. Il mondo sociale in cui nasco usa l'arte della manipolazione forgiata e sancita da leggi e tradizioni usando i bisogni per incidere sui sensi e sull'intelligenza.

L'applicazione dello SCETTICISMO limita i danni dell'azione del Sistema Sociale sul singolo individuo; evita che l'individuo venga appropriato in violazione della sua volontà e dei suoi bisogni attraverso l'imposizione dell'accettazione acritica di una realtà virtuale o immaginata. Ricordiamo, ad esempio, il modello socialmente imposto dei santi cristiani che negavano la loro sessualità. Oggi sappiamo che era solo una malattia, però l'imposizione di quel modello virtuale sopra le necessità e i bisogni sessuali delle persone ne ha devastato l'esistenza.

2^ PARTE

Toglierci dal centro del mondo è stato un atto quale conseguenza della consapevolezza che la nostra situazione, quale posizione al centro del mondo, fosse illusoria e nascondesse un inganno.

L'inganno viene smascherato dall'esercizio del PENSIERO ASTRATTO trasferito attraverso necessità in ogni ambito della nostra esistenza al fine di migliorarla.

In cosa consiste il PENSIERO ASTRATTO? Consiste nella pratica di analisi psichico-emozionale che partendo dal fenomeno che si presenta e per come si presenta si risale all'insieme che lo ha generato e si visualizzano gli effetti che produrrà dato l'insieme in cui quel fenomeno va ad inserirsi individuando le variabili che i soggetti metteranno in atto all'arrivo di quel fenomeno. Il PENSIERO ASTRATTO è quel pensiero che coglie la realtà in continuo movimento e modificazione. Viene definito ASTRATTO in contrapposizione al pensato della ragione che è un pensiero statico. La ragione coglie e descrive un fenomeno per ciò che è; il pensiero astratto coglie da dove viene, perché viene, dove va e cosa provoca nell'andarci!

Il PENSIERO ASTRATTO si trasferisce nella ragione attraverso due strumenti: lo SCETTICISMO e IL CHIEDERCI IL PERCHE' DELLE COSE. Ai due strumenti si è associato il GIUDIZIO DI NECESSITA' e la pratica della FOLLIA CONTROLLATA.

Toglierci dal centro del mondo è pieno di elementi astratti perché riguarda la situazione psichico-emozionale dell'individuo, le sue idee sul mondo e le sue attese. Lo scetticismo è uno strumento concreto e lo vedremo applicato nella:

1) famiglia;

2) vita sociale;

3) vita politica;

4) vita lavorativa;

In questi ambiti, gli Esseri Umani, costruiscono la loro vita sociale. Questi ambiti, a loro volta, costringono gli Esseri Umani ad aderire e far propria la loro struttura etica, morale, giuridica. Gli Esseri Umani nascono in questi ambienti sociali e questi ambienti sociali modellano la crescita dell'individuo al fine di rafforzare e riaffermare sé stessi. Questi ambiti sociali vivono e si sviluppano attraverso l'adesione degli individui che ne fagocitano la morale, l'etica e la struttura giuridica. La qualità di vita che questi ambiti sociali forniscono al singolo individuo che in essi nasce e si sviluppa è determinata dalla qualità psico-emotiva che in essi il singolo individuo manifesta o ha la libertà di manifestare.

Diremo, pertanto, che questi ambiti aiutano l'individuo a svilupparsi solo se in questi ambiti esistono grandi quantità di individui che si sono tolti dal centro del mondo: che non costringono i nuovi nati a fagocitare sé stessi, la propria morale, la propria etica, le proprie imposizioni giuridiche.

Togliendoci dal centro del mondo poniamo NOI stessi al centro dei nostri interessi.

I nostri interessi sono: accumulo di ricchezza nel nostro Potere di Essere che si riversa nel Sistema Sociale in funzione della costruzione del futuro, ma forniscono loro strumenti critici.

Pertanto:

--- Costruire il futuro di noi stessi;

--- Costruire i rapporti di noi stessi;

--- Costruire buone condizioni di vita per noi stessi;

che equivale a:

--- Costruire buone condizioni sociali affinché altri noi stessi possano costruire il loro futuro:

--- Costruire dei buoni rapporti in cui altri noi stessi si possano inserire;

--- Costruire buone condizioni di vita per i noi stessi con cui ci relazioniamo;

Prima di toglierci dal centro del mondo le finalità delle nostre azioni erano soltanto appropriazione o concorrenza per l'appropriazione.

 

14 maggio 2005 data dell'ultima modifica

 

Il libro si può ordinare all'editore Youcanprint

Oppure, fra gli altri anche su:

Feltrinelli

Ibs

Cod. ISBN 9788891170897

Vai all'indice degli argomenti trattati nel libro: La Stregoneria raccontata dagli Stregoni

 

Per approfondimenti vedi Il Crogiolo dello Stregone

 

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

 

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