Scetticismo nei luoghi di lavoro

Scetticismo - Quarta parte

La filosofia del divenire della Religione Pagana

di Claudio Simeoni

Filosofia Pagana

 

Lo scetticismo è un atteggiamento di protezione che ci permette di vivere l'oggettività con distacco emotivo.

Nella società in cui viviamo siamo costretti a compiere dei "doveri" per poter vivere. Un conto è che quei doveri siano svolti in funzione della nostra vita e un altro conto è che la nostra vita diventi funzionale ai "doveri" socialmente imposti.

Io svolgo un lavoro per vivere, non vivo per svolgere quel lavoro. Per quel lavoro, non sono prigioniero "con tutto il cuore e con tutta l'anima".

La necessità di separare sé stessi dal mondo in cui viviamo va estesa ad ogni ambiente sociale in particolare a quegli ambienti che hanno come fine il lavoro o l'economia e le cui relazioni si possono misurare col denaro. Spesso questi ambienti richiedono all'individuo una dedizione emozionale totale.

Vivere l'azienda come se fosse una famiglia.

L'individuo è stato educato a pensare all'ambiente di lavoro come a un ambiente che lo protegge e non come un ambiente che gli dà del denaro in cambio del suo tempo di vita. Il lavoro si misura dal proprio tempo di vita, anche se gli uomini non hanno potere di contrattazione esistenziale.

Negli ambienti la lavoro sociale si vive emozionalmente sempre fra una condizione di schiavitù, in cui l'ambiente di lavoro cerca di appropriarsi non solo delle mansioni, ma della dedizione dell'individuo e quello del "dipendente", operaio o impiegato, che limita il suo tempo in base al denaro offerto nelle mansioni determinate.

Si pensi al Tifoso, alla partecipazione emotiva ad un evento esterno ed estraneo alla persona. L'individuo, attraverso l'azione educazionale, subisce l'imposizione di una direzione in cui esprimere quello che è un elemento caratteristico della Specie Umana formato nel corso della sua evoluzione: la compartecipazione emotiva alle trasformazioni della società in cui vive.

Il condizionamento educazionale, attraverso la somministrazione di fenomeni esterni vissuti con partecipazione emotiva da chi sta attorno al bambino, lo costringono a proiettare le proprie emozioni su un elemento esterno ed estraneo alla propria vita: che può essere il dio padrone (come storicamente è avvenuto e avviene), ma al giorno d'oggi può essere la squadra sportiva o il partito politico.

Ricordo che in Giappone la proiezione emozionale di un individuo su un ente estraneo da lui era arrivata ad un punto tale che le persone sposavano le aziende in cui lavoravano. Non si trattava più di un rapporto di lavoro, ma di una vera e propria dipendenza emozionale dell'individuo dove il controllo dell'individuo non era più solo nella relazione del lavoro, ma si estendeva all'intera vita della persona che doveva essere funzionale al lavoro stesso.

La maggior parte delle persone, in Giappone, considerava questo come una situazione naturale. Con la crisi del modello economico del Giappone, quando queste persone perdevano il lavoro perdono anche i riferimenti per la loro struttura emotiva diventata troppo dipendente da quel tipo di lavoro. Il risultato è che la percentuale di suicidi in Giappone è la più alta al mondo.

Una situazione simile la si può verificare anche nella fabbrica metalmeccanica in cui lavoro. Le persone che vi lavorano da molti anni tendono a formare una sorta di dipendenza con la stabilità della fabbrica e a rinunciare ad ogni modificazione della loro vita accettando in fabbrica anche situazioni di lavoro nocive pur di mantenere il legame emotivo con la fabbrica stessa (spesso rifilando ai colleghi i lavori peggiori, o per polveri o per fatica).

L'insieme lavorativo si appropria della struttura emozionale delle persone mediante la soggettivazione acritica delle persone rispetto ai fenomeni che dalla fabbrica giungono loro.

Carriera e lavoro assorbono le tensioni emotive della persona inchiodandola in un ambito ristretto. Questo ambito, se non si usa l'atteggiamento scettico al suo interno, tende a vampirizzare le capacità dell'individuo e la carica emotiva che l'individuo manifesta. L'individuo finisce per far coincidere le proprie manifestazioni con le aspettative dell'insieme lavorativo in cui agisce. L'insieme lavorativo penetra quell'individuo impedendogli di usare attenzione scettica rispetto a sé stesso e volge tale attenzione dell'individuo nei confronti dei nuovi arrivati che non assimilati potrebbero manifestare degli atteggiamenti critici nei confronti dell'insieme. Questa forma di ingabbiamento di un individuo ad opera di un insieme viene chiamato cameratismo o spirito di corpo che può essere positivo quando l'individuo vi aderisce come accettazione critica, ma diventa uno strumento coercitivo con il quale l'insieme conserva la propria staticità nei confronti delle sollecitazioni che dal mondo giungono a lui.

Il fallimento di molte strutture aziendali o la loro incapacità di adeguarsi al nuovo fu dovuta proprio ad una visione di conservatorismo di sé rispetto al mondo che la circondava. Un ambiente di lavoro che contrastava il mondo della vita!

 

14 maggio 2005 data dell'ultima modifica

 

Il libro si può ordinare all'editore Youcanprint

Oppure, fra gli altri anche su:

Feltrinelli

Ibs

Cod. ISBN 9788891170897

Vai all'indice degli argomenti trattati nel libro: La Stregoneria raccontata dagli Stregoni

 

Per approfondimenti vedi Il Crogiolo dello Stregone

 

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

 

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