Il sognare fra il mondo del tempo
e il mondo della ragione

Sognare - Terza parte

La filosofia del divenire della Religione Pagana

di Claudio Simeoni

Filosofia Pagana

 

Quando si è parlato dell'intento si è parlato del tempo che diventa oggetto o oggetti che diventano tali in quanto sono azione. Anche se l'individuo non è consapevole di questa rappresentazione degli oggetti, questa rappresentazione degli oggetti si presenta dentro di lui sotto forma di possibili futuri o di rappresentazione di situazioni nel passato. Nel sognare si vivono spesso queste situazioni: o sensazioni di vivere situazioni di tempi antichi o premonizioni di accadimenti più o meno imminenti.

Quando queste situazioni si presentano spontaneamente e all'improvviso in persone che non praticano il sognare, si verificano spesso o sogni premonitori o situazioni di deja-vù e alimentano tensioni fideistiche o desiderio di onnipotenza.

Quando accade queste persone raccontano con enfasi quello che hanno sognato (o la premonizione che hanno avuto), ma si dimenticano di descrivere la situazione emotiva che le ha portato a sognare quella cosa (legami affettivi o necessità...).

Quando si pratica il sognare, nei primi tempi, l'attività onirica diventa molto intensa e chi sogna tende a focalizzare la sua attenzione su tutti i sogni e le loro immagini. Non nota la diversità di sensazioni profonde che i singoli sogni generano. Tutti i sogni contengono immagini che rappresentano relazioni fra il sognatore e il mondo in cui vive, raramente il sognatore sposta la sua attenzione dalle immagini del sogno alle sensazioni che prova nel vivere quel sogno.

Diversi sono i contenuti emotivi del sogno.

Vi ricordate quando abbiamo detto che sono tre gli elementi che caratterizzano un'azione magica?

1) Il soggetto che agisce;

2) Il soggetto che riceve il fenomeno (o oggetto della relazione se nella relazione non mettesse a sua volta la sua volontà, non rispondesse al fenomeno attraverso i suoi adattamenti soggettivi imponendo al soggetto di adattarsi a sua volta);

3) la relazione come soggetto essa stessa che attrae i soggetti affinché partecipino alla relazione;

La relazione si nutre dei soggetti e del loro agire. La relazione chiama i soggetti ad agire, adattarsi, rispondere. Li chiama ripetutamente alla relazione e, pertanto, alla modificazione continua del presente in cui vivono.

Io soggetto vive il sogno, ma qual è l'oggetto della mia relazione nel sogno?

Quando si tratta di normali sogni di rivisitazione di episodi o di aspettative, il soggetto della relazione sono io. L'oggetto è il mio Io che ha agito o il mio Io che manifesta delle aspettative? E' come se nel sognare io mettessi sotto processo il mio Io che ha agito o manifesta delle aspettative e, attraverso una rivisitazione degli episodi, situazioni o aspettative, richiamo all'attenzione, dell'Io che ha agito, condizioni e situazioni diverse da quelle che lui, agendo, ha considerato o immagina nelle sue aspettative.

Chi è il terzo soggetto?

Dal punto di vista della psicoanalisi si dice che un "Io profondo" si manifesta, per simboli, ad un Io razionale.

Dati questi due soggetti che entrano in relazione, chi li chiama alla relazione, nutrendosi della relazione stessa, sono le necessità della nostra struttura emotiva che mette continuamente in discussione le modalità di rappresentazione delle tensioni e delle necessità che manifesta l'Io razionale nelle azioni e nelle scelte che fa nel mondo. Il mio Io, proprio della ragione, agisce, ma i miei Io profondi premono su questo Io affinché modifichi il suo percepire ed agire nel mondo.

A questo punto.

Per i non sognatori:

Che cos'era quel sogno incredibile che ha dato loro i numeri del lotto; li ha fatti intuire che la madre stava morendo; ha impedito loro di prendere quell'aereo che poi è caduto senza sopravvissuti?

E' l'Io profondo che mette in discussione l'Io razionale nelle sue modalità di descrizione e di agire nel mondo. Solo che, mentre nelle persone che non praticano il sognare questo tipo di intuizioni si manifestano una volta ogni tanto quando le loro emozioni sono sotto pressione, o per causa delle loro predilezioni o per causa di eventi che coinvolgono particolarmente òa loro struttura emotiva venendo notato una volta ogni tanto, tipo il terno al lotto, nel sognatore non si manifesta in modo eclatante per la ragione, ma in continui scoppi intuitivi che modificano la ragione e il suo modo di pensare e di vivere nel mondo.

- mettere ordine nella descrizione della ragione;

- abbattere, distruggere o rendere innocui i fantasmi delle fobie indotte mediante l'educazione;

- mettere ordine nell'espressione dell'intuizione nella ragione;

- trovare il modo economicamente vantaggioso e funzionale per trasferire nella ragione:

1) gli aspetti inusuali degli oggetti;

2) gli oggetti non contemplati dalla ragione;

3) gli oggetti nei mutamenti; cioè la realtà dell'oggetto in un diverso tempo e in una diversa realtà;

4) il tempo come oggetto nel suo manifestarsi nella forma della ragione;

Tutto questo per nutrire la nostra struttura emotiva e far sì che si possa esprimere al meglio all'interno della descrizione della ragione.

Ancora: qual è la differenza con la psicanalisi?

Che noi stiamo forzando noi stessi per entrare nel sogno.

Trovarci le mani.

Noi, in questa operazione, non subiamo solo il sognare, ma ci sforziamo di "addormentarci" fermando il dialogo interno, ascoltando le nostre sensazioni corporee. Facciamo il vuoto nella mente e nei desideri con l'intenzione di entrare nel sogno e guardarci le mani.

Questo atto di volontà mette in moto l'intera struttura emotiva che da un lato permette all'Io profondo di esprimersi e, dall'altro lato costringe la ragione a mettere in atto le sue strategie di risposta alle sollecitazioni della volontà.

Anche quando (o fino a quando), non riusciamo a trovare le mani nel sogno diventando consapevoli che, in quel momento si sta sognando, quel sognare si trasforma in un vero e proprio campo di battaglia. Un campo di battaglia che ai nostri atti di volontà vengono ostacolati dalla ragione per le sue necessità di mprigionarle in una nuova descrizione che tenta sempre di controllare e dominare la nostra coscienza.

In questa battaglia, una vera e propria titanomachia, la struttura emotiva dell'individuo viene modificata per l'intervento di un Io profondo che si sta modificando e che spinge per emergere. Quest'Io profondo, percependo il mondo in maniera diversa, deve costringere la ragione a cambiare le sue modalità di lettura, descrizione e azione nel mondo.

Mi sembra superfluo dire che la battaglia che viene fatta per fondare il sognare (che può assumere caratteristiche di violenza psichica, ma presentare anche aspetti divertenti, oppure tristi, a seconda delle caratteristiche e del divenuto di ogni singola persona) si trasferisce nella vita di tutti i giorni sia adeguando la nostra ragione, in relazione alla nostra struttura emotiva, sia facendo emergere nella quotidianità la nostra intuizione che ci permette di:

1) Far precedere l'azione alla descrizione sottraendo le decisioni del nostro agire alla dittatura della ragione;

2) Cogliere dei lati nascosti delle cose e delle situazioni che stiamo vivendo in funzione del tempo e delle trasformazioni nei quali stiamo vivendo;

3) Costruire fenomeni di adattamento soggettivo prima che l'oggetto, o la situazione alla quale dobbiamo far fronte, si presenti;

4) Intuire il tempo (e con esso le situazioni) che ci vengono incontro;

Tanto maggiore è l'intuizione che siamo riusciti a far arrivare alla coscienza nella vita di tutti i giorni, tanto minore sarà il numero di sogni conflittuali che coinvolgeranno la nostra struttura emotiva.

Alcune persone, improvvisamente, cesseranno di sognare se non quando, dopo molti sforzi, troveranno le loro mani. Altre continueranno a fare "sogni normali" dimenticati subito dopo il risveglio.

INFATTI:

I sognatori vivranno sognando e nel sogno vivranno. I due aspetti si integrano, esattamente come avviene fra gli animali e le piante (o i bambini piccolissimi) e come dovrebbe fare anche l'Essere Umano adulto.

Futuro e passato: le oscillazioni del tempo.

Nel sognare si riversa l'intuizione e le immagini del sogno interpretano le intuizioni tentando di descrivere quanto intuito alla ragione.

Le immagini, rappresentano l'aspetto meno importante, secondario, del sogno.

A che cosa dobbiamo prestare attenzione mentre sogniamo?

Alle sensazioni, alle emozioni, agli stati d'animo, ai sentimenti che la situazione del sogno suscita in noi. Le azioni, come oggetti non esistono nella ragione. Nella ragione esiste il concetto secondo cui gli oggetti fanno delle azioni. Quando l'intuizione trasmette una informazione relativa al mondo del tempo, la ragione trasformerà quell'intuizione all'interno del proprio linguaggio descrittivo. Un linguaggio in cui l'azione assumerà l'immagine dell'oggetto o della situazione che, secondo la ragione, nel suo bagaglio di esperienza, fa quell'azione.

Se questa relazione la travasiamo nella nostra struttura emozionale, non facciamo altro che adeguare le nostre emozioni in funzione di un fenomeno trasmesso dall'intuizione e le emozioni, così modificate, sono in grado di trasmettere il loro impulso alla coscienza dominata dalla ragione.

Se noi pensiamo di usare nel nostro quotidiano le intuizioni trasmesse dalla parte antica del cervello (dalle intuizioni sul tempo che viene incontro, alle intenzioni profonde delle persone, ecc.) commettiamo delle sciocchezze in quanto, quanto descriviamo di quanto ricordiamo dell'illuminazione che dentro di noi ha prodotto l'intuizione, è quanto la ragione descrive di ciò che non può descrivere.

Per contro, la variazione della struttura emotiva da parte dell'intuizione costruisce un "canale diretto" fra le necessità delle nostre emozioni e la rappresentazione che ne dà l'intuizione nella vita quotidiana.

Questo fa si che nel nostro vivere strategico, nella nostra azione, quando sono coinvolte le emozioni l'intuizione riesca ad imporsi mentre blocchiamo il dialogo interno.

Solo l'Apprendista Stregone ha il potere necessario per agire nel quotidiano prima di pensare. La necessità d'azione emerge dentro di lui come un bisogno impellente anche quando la ragione gli dice che non è necessario agire. Questo perché l'Apprendista Stregone ha imparato ad agire in altri mondi, propri del sognare, e ha accumulato una pratica di autodisciplina sufficiente per non farsi fagocitare dalle illusioni.

Molti sogni sembrano portarci nel passato o nel futuro. A volte si tratta di un passato già vissuto o di un futuro desiderato. Di un passato sognato o di un futuro angosciante. Poi, qualcuno immagina una specie di reincarnazione o una specie di "promessa divina". Il sognatore non si fissa sulle immagini, analizza le sensazioni emotive e in queste esercita la sua volontà seguendo le sue predilezioni.

 

Scritto per il dibattito pubblico del luglio o settembre 2002

 

Il libro si può ordinare all'editore Youcanprint

Oppure, fra gli altri anche su:

Feltrinelli

Ibs

Cod. ISBN 9788891170897

Vai all'indice degli argomenti trattati nel libro: La Stregoneria raccontata dagli Stregoni

 

Per approfondimenti vedi Il Crogiolo dello Stregone

 

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

 

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