Vivere nella natura chiamando
le cose col loro vero nome

Chiamare le cose col vero nome - Seconda parte

La filosofia del divenire della Religione Pagana

di Claudio Simeoni

Filosofia Pagana

 

La necessità di imparare a CHIAMARE LE COSE COL LORO VERO NOME ci apre ad imparare a superare l'illusione delle nostre aspettative che noi proiettiamo sul fenomeno per cogliere e definire l'azione mediante la quale il fenomeno si presenta.

Il vero nome dei fenomeni è dato dal nome che assume la perturbazione dell'ambiente in cui viviamo dal presentarsi del fenomeno.

Noi siamo individui adulti. Persone che hanno fissato, anche se manipolandola, la propria struttura emotiva nei modelli educazionali. Proprio per questo superare le nostre aspettative, il cui desiderio annebbia il nostro giudizio, su che cosa vogliamo che il fenomeno sia per coglierne l'azione che il fenomeno manifesta, comporta uno sforzo notevole e un risultato MAI certo.

C'è una tecnica che ci permette di superare l'illusione che noi proiettiamo sul fenomeno e sul come ce lo rappresentiamo, è la ricerca della sua manifestazione nell'oggettività nella quale viviamo.

"Il leone affamato se mi salta addosso si sfama mangiandomi!" Questa è la descrizione di un fenomeno. Questo fenomeno io lo chiamerò col suo vero nome soltanto davanti alla bocca di un leone affamato. Se io proietto sul leone l'idea che l'unico fenomeno che il leone manifesta è quello di volermi mangiare, altro non faccio che sterminare tutti i leoni in quanto i leoni vogliono mangiarmi. Se io conosco tutto l'insieme dei fenomeni che manifesta il Leone, so che non necessariamente il Leone vuole mangiarmi e pertanto, non necessariamente lo devo sterminare. Se l'idea illusoria che mi è stata imposta è quella che il Leone vuole solo mangiarmi io non verificherò le sue intenzioni ma sparerò. Col Leone che mi vuole mangiare è facile, con l'idea del dio buono che mi ama mentre mi sta in realtà portando al macello della vita, l'idea è un po' più complessa. Se non rimuovo l'illusione del dio buono verrò portato al macello della vita.

Dunque, io chiamerò le COSE COL LORO VERO NOME quando i fenomeni saranno rappresentati nei loro effetti nell'oggettività: i fenomeni vengono chiamati col loro vero nome solo quando il nome indica il loro agire o gli effetti che provocano nell'oggettività nella quale si manifestano.

Il VERO NOME DEL FENOMENO sono gli insiemi degli effetti prodotti dall'apparire del fenomeno nell'oggettività in cui agisce.

Il mio vero nome è l'insieme delle mie azioni con le quali mi presento nella vita o mi adatto ai fenomeni che entrano nel campo del mio agire.

Io sono quello che faccio e, quello che faccio, mi qualifica nelle risposte di adattamento che sollecito nell'oggettività.

Per chiamare i fenomeni col loro vero nome è necessario partire dall'oggettività e dai percorsi di adattamento di questa.

Non è necessario essere davanti alle fauci di un leone affamato per sapere cosa farà quel leone in presenza di una qualsiasi preda commestibile. E' sufficiente guardare la corsa delle Zebre al suo apparire e CHIAMARE QUELLA CORSA COL SUO VERO NOME.

All'interno dell'Essere Natura non ci possiamo ingannare: è una questione di vita o di morte. Lo fu per centinaia di milioni di anni per tutti i nostri antenati. Vita e morte capace di costruire una vera e propria selezione naturale se mai dovesse esserci qualche imbecille che travolto da "amore acceso" si mettesse in ginocchio davanti alle fauci di un leone affamato.

Eppure, nel Sistema Sociale avviene tutti i giorni da parte di persone che vanno nelle chiese cristiane a pregare davanti alle fauci di un leone divoratore e affamato.

Allora perché non avviene una selezione naturale?

Perché quelle persone che si mettono in ginocchio davanti a quelle fauci non vengono uccise velocemente, ma vengono succhiate un po' alla volta, giorno dopo giorno. A loro volta provvedono a massacrare velocemente chi non vuole imitarle mettendosi a propria volta in ginocchio davanti a quelle fauci.

La selezione "naturale" viene fatta da chi si mette in ginocchio per garantirsi di continuare a farlo (eugenetismo).

Quando, chi si rifiuta di mettersi in ginocchio ha delle possibilità per imporre sé stesso? Quando crisi sociali o crisi naturali richiedono l'intervento risolutorio di persone che traggono potere e decisione da sé stesse: cosa che non può fare chi si mette in ginocchio davanti alle voraci fauci del dio dei monoteisti.

Con un problema di ordine sociale:

Chi si mette in ginocchio produce una continuità generazionale sia per continuare a mettere i propri figli in ginocchio sia per garantirsi il diritto sociale di farlo. Chi rifiuta di mettersi in ginocchio, spesso è solo e deve difendere la libertà delle sue scelte contro tutti e tutto. Intuisce quanto altri non comprendono (sa CHIAMARE LE COSE COL LORO VERO NOME ed è incomprensibile dalla maggior parte degli individui con cui vive) e spesso viene indicato come un paria sociale. Viene usato dalla società quando questa è in pericolo.

Quando si inizia a CHIAMARE LE COSE COL LORO VERO NOME è necessario diventare consapevoli di questo: difendere sé stessi troncando ogni forma di dipendenza! Sciogliere ogni legamento che ci impedisce di affrontare l'esistente. Scegliere i fenomeni e come affrontarli nella propria esistenza CHIAMANDO LE COSE COL LORO VERO NOME.

RICORDATE:

Quando si inizia a vivere individuando il fenomeno e chiamandolo col nome degli effetti prodotti nella nostra vita, NON POSSIAMO PIU' TORNARE INDIETRO!

Siamo costretti ad approfondire questa nostra tensione di approfondire i fenomeni e la loro capacità operativa e nello stesso tempo sale in noi il Potere di scegliere fra quali fenomeni scegliere e a quali fenomeni reagire o adattarci e come farlo.

Quando si inizia a CHIAMARE LE COSE COL LORO VERO NOME si può solo andare avanti APPROFONDENDO. Non si è più protetti dall'ignorare la qualità del fenomeno, ma ci si protegge PROPRIO attraverso la consapevolezza della presenza dei fenomeni e degli oggetti i cui fenomeni percepiamo e consideriamo.

Ci si può solo ARMARE DEL CONOSCERE e non ci si può più difendere nell'ignorare o nella non conoscenza. I problemi, intesi come uno stridere fra ciò che vorremmo e ciò che ci si presenta e a cui ci adattiamo, si devono risolvere, non si possono più ignorare!

 

trascritto 14 aprile 2004 a Marghera come data generica
testo base del ciclo del 2001/2002

 

Il libro si può ordinare all'editore Youcanprint

Oppure, fra gli altri anche su:

Feltrinelli

Ibs

Cod. ISBN 9788891170897

Vai all'indice degli argomenti trattati nel libro: La Stregoneria raccontata dagli Stregoni

 

Per approfondimenti vedi Il Crogiolo dello Stregone

 

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

 

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