L'attenzione
alcune considerazioni scientifiche

L'attenzione nella metafisica della Stregoneria - Prima parte (di 5)

di Claudio Simeoni

L'attenzione

 

L'Attenzione è l'individuo nella sua complessità e nella sua totalità.

Quando parlo di attenzione dell'individuo, sto parlando dell'individuo che agisce nel mondo, percepisce le sollegcitazioni dal mondo e si adatta a quanto il mondo presenta.

L'individuo percepisce il mondo con tutto sé stesso anche quando suddivide la percezione del mondo attraverso i sensi.

E' il corpo, come insieme e come totalità, che percepisce il mondo circostante.

piedi, mani, gambe, tronco, torace, colonna vertebrale, pene, vagina, seno, collo, viso, braccia ecc. tutto percepisce il mondo in cui viviamo e la percezione, soggettivamente elaborata, tenta di giungere alla coscienza.

Il fatto poi che la coscienza usi direttamente questa percezione o la releghi in un limbo per impedirgli di interferire, questo è un altro discorso.

Ogni volta che viene percepito ed elaborata soggettivamente una condizione del mondo, l'intero individuo, nella sua parte fisica e psichica, si adatta e si trasforma per quella condizione.

In questo modo l'adattamento al percepito cala nella struttura emotiva profonda dell'individuo e l'individuo non coglie più razionalmente il cambiamento che è avvenuto di sé stesso.

Da Salute di Repubblica del 17 gennaio 2002

"Placebo, perché la pillola finta cura lo stesso

Los Angeles - Come è possibile che un placebo (la pillola con niente dentro per simulare un farmaco) dia lo stesso dei benefici? La risposta a questa domanda vecchia quasi di un secolo e che terrorizza le industrie farmaceutiche, è stata trovata, almeno per quanto riguarda la depressione. Ricercatori dell'University of California di Los Angeles, in uno studio pubblicato sull'American Journal of Psychiatry del I gennaio, sono riusciti a dimostrare che la corteccia cerebrale reagisce con modificazioni importanti anche alla semplice convinzione di ricevere un antidepressivo.

Lo studio ha coinvolto 51 depressi: a metà di essi è stata somministrata la Fluoxetina, cioè il famoso Prozac. All'altra metà dei pazienti, semplici pillole di zucchero, ma di aspetto identico. "Il 52 per cento dei pazienti che aveva preso il farmaco è stato meglio, ma ben il 38 per cento di coloro che avevano assunto il placebo ha risposto altrettanto positivamente", dice Andrew Leuchter, psichiatra e responsabile della ricerca. Con la QEEC, l'elettroencefalografia quantitativa, si è visto poi che anche il placebo modifica l'attività elettrica della corteccia prefrontale, dove si reputa avvenga la "regolazione" dell'umore. Ma in senso opposto: il Prozac sopprime l'attività cerebrale, il placebo la stimola. Infine: "Dopo otto settimane abbiamo svelato ai depressi la vera natura delle pillole". Racconta Leutcher, "Ebbene, molti di quelli che hanno scoperto di prendere placebo sono immediatamente peggiorati".

"Adesso", conclude lo psichiatra, "sarà necessario approfondire la conoscenza dei meccanismi che consentono al placebo di far stare meglio i pazienti, proprio come se si trattasse di pillole reali"."

L'attenzione, indotta da un placebo, porta alla somatizzazione dei benefici. Solo che il placebo, mettendo in moto le potenzialità dell'individuo, non ne rinchiude l'espressione. Non sopprime le attività psico-emotive della persona, ma procede espandendo la persona. Mentre l'effetto del Prozac è quello di sopprimere l'attività elettrica nel cervello diminuendo l'espressione emotiva della persona (per cui si sente meglio non dovendo far i conti con la realtà) l'effetto placebo migliora le condizioni della persona espandendo ed ampliando la sua attività elettrica consentendo una diversa manifestazione della sua struttura emotiva. Il Prozac reprime; l'individuo guarisce da sé espandendosi.

Una volta rivelato che si tratta di un placebo, alcune persone non sono più in grado di sopperire soggettivamente alla "malattia". Non sono più in grado di mantenere la loro attenzione su una posizione economicamente vantaggiosa e tornano nello stato psichico depressivo. Altre persone, invece, una volta scoperto l'effetto placebo del farmaco somministrato continuano a mantenere fissa l'attenzione continuando a godere dei benefici.

Nella ricerca non si dice che cosa succede alle persone quando abbandonano il Prozac. Certamente aumenta la loro attività cerebrale e aumenta la loro impotenza nei confronti del mondo cadendo in situazioni depressive ancora più gravi.

La stregoneria alimenta i benefici senza l'inganno dei placebi.

La capacità di un soggetto di manipolare la propria attenzione in relazione col mondo porta all'autoguarigione. Cioè a tutti quegli adattamenti che sono necessari ogni volta che il soggetto subisce delle modificazioni o il mondo in cui vive subisce delle modificazioni.

Salute di Repubblica del 20 Giugno 2002

"NEL CERVELLETTO IL TRAUMA DIVENTA PAURA

Torino - Ancora una rivoluzione delle conoscenze del nostro sistema nervoso. Stavolta riguarda il cervelletto, il piccolo cervello in miniatura posto in corrispondenza della nuca, e dà una ulteriore spallata alla visione, ancora molto radicata nell'opinione comune, di un cervello "a cassetti, con una precisa corrispondenza fra funzione mentale e aree nervose. infatti, il cervelletto, in base alle conoscenze sinora accumulate, è considerato un sofisticato computer esclusivamente dedicato e specializzato nel controllo dei movimenti. In sintesi: le aree motorie del cervello comandano un movimento e il cervelletto coordina tutti i movimenti di accompagno e di supporto necessari all'esecuzione del gesto. ma una recente ricerca italiana rivela che è sede anche delle emozioni.

E' nel cervelletto che il ricordo di un evento traumatico si trasforma in sentimenti angoscianti, ansie e paure. Il meccanismo è stato illustrato in uno studio pubblicato su Proceedings of the National Accademy of Sciences, da un gruppo di ricercatori italiani nelle università di Torino e Firenze. Questi hanno esposto diversi gruppi di ratti , chiusi in gabbie, a suoni associati a leggere scosse elettriche. In condizioni normali, dopo queste esperienze i ratti sono terrorizzati semplicemente entrando nella gabbia o ascoltando lo stesso suono. Quando però l'attività elettrica delle cellule veniva temporaneamente disattivata con una sostanza chiamata Tetroxodina (Ttx), i ratti dimenticavano la paura. La ricerca svela quindi che la funzione del cervelletto non riguardano soltanto la gestione dell'attività motoria, ma coinvolgono anche alcune funzioni cognitive. "Con questo risultato" spiega Benedetto sacchetti del dipartimento di neuroscienze dell'università di Torino "si apre un campo di ricerca assolutamente nuovo, con prospettive interessanti anche dal punto di vista farmacologico."

In sostanza nel cervelletto ci sono anche le emozioni quale base delle azioni e delle decisioni relative alle azioni. Quella memoria che ci consente di conoscere anticipatamente le conseguenze di un'azione o gli effetti che ha su di noi una situazione. Memorizzazione non verbale delle esperienze per riuscire a comprendere dove si cela il pericolo o che cosa implica. memorizzazione emotiva che si esprime con imput psicologici come la paura e l'ansia per una situazione o per un'azione o per aspettative di essa.

Il trauma viene trasformato in un guardiano dell'individuo che trasmette all'individuo paura, terrore e angoscia qualora la situazione si ripresenti. Questo meccanismo può essere tarato, mediante il condizionamento educazionale, per impedire all'individuo di mettere in atto delle azioni o delle scelte mediante paure e angosce che vengono suscitate. Paure ed angosce che possono essere rimosse soltanto attraverso nuove esperienze: cioè nuove azioni e nuove decisioni. Si tratta degli effetti già scoperti da Pavlov. Solo l'esperienza multipla che separa le scosse, dalla gabbia e dai suoni permette alle persone di separare l'oggetto reale dall'oggetti immaginato o evocato.

Il mondo con le sue azioni determina la quantità di lavoro che il nuovo nato dovrà fare per sciogliersi dai legami che il mondo gli impone.

 

Marghera, 17.05.2002
Trascritto in computer il 30 aprile 2007

 

L'attenzione

 

 

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Cod. ISBN 9788891170897

 

 

Sito di Claudio Simeoni

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

 

 

Ultima formattazione 21 ottobre 2021

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