Settembre si apre con una crisi economica che bussa alle porte e un Governo, ideologicamente fascista, che non sa come comportarsi fra doveri democratici e disprezzo per i cittadini. Forte è la tentazione di derubare i pensionati degli aumenti dovuti per l'inflazione e devolvere i pochi capitali a chi non ha pagato le tasse e i contributi a discapito della società. Settembre si apre anche con l'epidemia da Coronavirus che sta riprendendo vigore.
Settembre 2023: la Religione Pagana fra filosofia metafisica, psicologia, problemi sociali e cronaca quotidiana.

28 settembre 2023 cronache della religione pagana
A cosa serve la filosofia?

Claudio Simeoni

Cronache mese di settembre 2023

 

28 settembre 2023

Filosofia antica e filosofia moderna

La filosofia antica non è diversa dalla filosofia moderna. L'unica differenza è che i filosofi attuali reinterpretano la filosofia antica in chiave cristiana e, nello stesso tempo, si fanno partecipi di tutti i conflitti nella società schierandosi con i potenti contro i cittadini indifesi.

Anche anticamente c'erano filosofi schierati con il potere sociale. Basta ricordare Platone, Parmenide, Cicerone, Seneca, Plotino, Agostino d'Ippona. La differenza fra i filosofi di allora, schierati con i potenti, e i filosofi schierati con i potenti di oggi è che i potenti dei filosofi di allora sono morti ed è rimasta la filosofia del potere e del dominio privata dei beneficiari politici mentre, i filosofi di oggi, li osserviamo più per i referenti politici che non per come esprimono le loro idee.

 

28 settembre 2023

A cosa serve la filosofia?

Il problema centrale del proprio essere una persona religiosa sta nella capacità soggettiva di definire la "natura del Dio o degli Dèi" e le relazioni che vengono descritte fra gli uomini e gli Dèi.

L'alternativa è il vago sentimento che cerca di descrivere delle immagini onnipotenti dalle quali trarre soddisfazione e lenimento per il dolore esistenziale vissuto.

Non si può essere una persona religiosa affermando "Io adoro quel Dio". In questo caso si può affermare che tale persona è una persona sottomessa all'immagine generica e soggettiva di un Dio che abita esclusivamente nella sua testa, ma non è una persona religiosa.

La capacità dell'uomo di incontrare la natura del "Dio o degli Dèi" e trattare quella natura al di là dei nomi con i quali la definisce, è il primo attributo per essere una persona religiosa.

Questo è l'ambito della filosofia che si discosta dalla teologia perché rinuncia alla fede per definire i concetti, i contenuti, della relazione fra l'uomo e il mondo in cui l'uomo vive.

Vale la pena di leggere un paio di pagine sullo "Spirito assoluto" di Hegel in cui Hegel cerca di difendere la filosofia da chi tenta di attribuirle modelli ideologici di questa o quell'idea religiosa (ateismo, panteismo) in contrapposizione all'idea religiosa di Dio.

Scrive Hegel:

Delle rappresentazioni orientali, ed in particolare di quelle musulmane, si può dire inoltre che l'assoluto appare come il genere assolutamente universale, che dimora nelle specie, nelle esistenze, ma in modo tale che a queste non spetta alcuna realtà effettiva. La mancanza dell'insieme di queste modalità di rappresentazione e di questi sistemi è di non procedere fino alla determinazione della sostanza come soggetto e come spirito. Questi modi di rappresentazione e questi sistemi derivano dall'unico e comune bisogno di tutte le filosofie e di tutte le religioni, di farsi una rappresentazione di Dio, e poi del rapporto tra Dio ed il mondo. Nella filosofia si riconosce in maniera più precisa che il rapporto di Dio con il mondo si determina sulla base della determinazione della natura di Dio. L'intelletto riflettente inizia col respingere i modi di rappresentazione del cuore, della fantasia, ed i sistemi della speculazione, i quali esprimono la connessione tra Dio ed il mondo; per avere Dio nella sua purezza, nella fede o nella coscienza, lo si separa, come essenza, dal fenomeno, come l'infinito dal finito. Se non che, operata questa separazione, subentra la convinzione della relazione del fenomeno con l'essenza, del finito con l'infinito ecc.; e quindi la domanda, propria della riflessione, sulla natura di questa relazione.

E' nella forma della riflessione su di essa, che sta tutta la difficoltà della Cosa. E' questa relazione che è chiamata l'inconcepibile da coloro che non vogliono sapere nulla della natura di Dio.

Al termine della filosofia non è più il luogo, specialmente poi in una considerazione essoterica, di spendere parole intorno a ciò che significa comprensione concettuale. Ma, dato che dall'intendere questa relazione dipende l'intendere la scienza in generale, come pure tutte le accuse nei suoi confronti, si può a questo proposito ancora ricordare che, avendo la filosofia a che fare - certo - con l'unità in generale, ma non con l'unità astratta, la mera identità ed, il vuoto assoluto, bensì con l'unità concreta (il concetto), e non avendo a che fare assolutamente con nient'altro in tutto il suo corso, ogni grado della progressione è una peculiare determinazione di questa concreta unità, e la più profonda e l'ultima delle determinazioni dell'unità è quella dello spirito assoluto. Ora, da coloro che vogliono fare esternazioni e tranciar giudizi sulla filosofia, bisognerebbe pretendere che si pronunciassero su queste determinazioni dell'unità, e che si dessero da fare per conoscerle; perlomeno che giungessero a sapere che di queste determinazioni ve ne è una grande moltitudine, e che tra di loro c'è grande diversità.

Essi però mostrano così scarsa nozione di ciò - ed ancora minore preoccupazione - che, quando sentono parlare di unità - e la relazione implica subito unità - rimangono fermi all'unità totalmente astratta, indeterminata, ed astraggono da ciò su cui unicamente si concentra tutto l'interesse, cioè dal modo in cui l'unità è determinata. Così, non sanno dire nulla della filosofia, se non che l'arida identità ne è il principio ed il risultato, e che essa è il sistema dell'identità. Fermandosi a questo pensiero, privo di concetto, dell'identità, essi non hanno colto assolutamente niente dell'unità concreta, del concetto e del contenuto della filosofia, ma piuttosto il suo contrario. In questo campo essi procedono come fanno i fisici nel loro; anch'essi sanno bene di avere davanti a sé multiformi proprietà e materie sensibili - cioè, di solito, soltanto materie (perché per loro le proprietà si trasformano esse pure in materie) - e sanno pure che queste materie stanno anche in relazione reciproca.

Hegel, Filosofia dello Spirito, Editore UTET, 2005, p. 134-135

La discussione filosofica attorno alla religione non può essere una discussione attorno al potere di controllo dell'uomo da parte di una religione anche quando quella religione, come il cristianesimo, l'islam, l'ebraismo o il buddismo, fanno del potere politico e del potere coercitivo nei confronti degli uomini l'unico modo per diffondere le proprie idee religiose.

Il concetto religioso si è trasformato passando dall'idea con cui si definisce la relazione fra l'uomo e il mondo all'idea attraverso la quale il mondo è legittimato a dominare l'uomo, ogni singolo uomo, attraverso una gerarchia di dominio alla quale l'uomo si deve sottomettere.

Riportare la discussione filosofica e religiosa nella sua funzione originale, sarebbe stato uno dei compiti dei filosofi ai quali i filosofi si sono sottratti preferendo ribadire il diritto del mondo, e delle sue rappresentazioni, a dominare e sottomettere l'uomo.

La religione, sottratta all'uomo, diventa lo strumento di tortura nella mani di Dio. Uno strumento di tortura che un Dio, che pretende di non essere descritto o definito, mette nelle mani di una gerarchia affinché sottometta l'uomo.Riportare il dibattito filosofico e religioso nella sua funzione originale implica distruggere l'uso che della filosofia e della religione ne stanno facendo i dominatori dell'uomo sull'uomo privando gli uomini più fragili della consolazione che il dominatore non stia usando la religione per dominarli e rubare loro la vita, ma la stia usando per aiutarli in una vita che "oggettivamente" è costellata di ostacoli, difficoltà e dolore.

 

28 settembre 2023

Lavoro tecnico

Continuo a caricare in internet sul sito religionepagana.it una pagina al giorno con le riflessioni che condivido anche su Facebook.

Tutte le riflessioni sulla filosofia, sia quelle fatte quest'estate sui filosofi antichi, sull'orfismo e il pitagorismo, che quelle che sto facendo ora in relazione alla filosofia attuale, diventeranno parte del settimo volume della Teoria della Filosofia Aperta.

So perfettamente che i testi vengono letti da un numero limitato di persone e non sono in grado di attirare masse di curiosi. Ma io non scrivo per avere successo, scrivo per lasciare una traccia su che cos'è la Religione Pagana e la qualità del divino che percepisce nel mondo.

Io analizzo la situazione della società, le sue dinamiche, e il punto di vista che assumo è quello dei cittadini. Gli interessi dei cittadini davanti alle Istituzioni e davanti al sistema religioso che subiscono nella società.

E' impegnativo costruire una pagina al giorno, non sempre sono in grado di farlo. Però ci provo.

 

Tutti i testi del mese di settembre 2023 in un'unica pagina

 

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
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