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02 maggio 2026 cronache della religione pagana
1995: Wojtyla e il chiedere perdono per poter continuare a delinquere

Claudio Simeoni

Cronache mese di maggio 2026

02 maggio 2026

1995: Wojtyla e il chiedere perdono per poter continuare a delinquere

Wojtyla chiedere perdono per crimini messi in atto dai cristiani nel passato (in cui lui personalmente non si ritiene coinvolto) per continuare a delinquere nel presente.

La tecnica viene pensata da Wojtyla al fine di non essere accusato dei delitti commessi dai cristiani in vista del Giubileo del 2000.

Come può la chiesa cattolica, che è stata la macellaia, l'aguzzina, il boia, dell'intera umanità in nome del suo Dio presentarsi al Giubileo del 2000 regalando il paradiso a stupratori, come il suo Dio, ladri, come il suo Dio, assassini, come il suo Dio, vigliacchi sociali, come il suo Dio, se il suo Dio può essere accusato di tutti i delitti messi in essere dalla chiesa cattolica in ottemperanza alla volontà del suo Dio?

Secondo l'ideologia cristiana, cattolica nel nostro caso, le vittime devono perdonare i loro aguzzini al fine di permettere agli aguzzini di continuare a delinquere e a costruire altre vittime.

Su La Repubblica del 17 maggio 1995, Marco Politi scrive un articolo dal titolo "Mea culpa del Papa per tutte le guerre" dove il sovratitolo recita "Wojtyla 50 anni dopo il conflitto mondiale invita tutti i cristiani a chiedere perdono".

A chi? Alle loro vittime? Quando mai i cristiani chiedono scusa alle vittime? Piuttosto chiedono scusa al loro Dio, come se il loro Dio non fosse il mandante dei genocidi fatti dai cristiani per la sua gloria.

Hanno ucciso, massacrato, torturato, violentato distrutto quanto nessun cristiano ha costruito e non hanno né ricostruito, né pagato i danni che hanno fatto all'umanità in nome dell'assassino del loro Dio. In terra d'Europa echeggia ancora il grido dei macellai "Dio è con noi!" o "Dio lo vuole".

Tutto il dolore di ogni singolo individuo che compone decine di milioni di uomini, donne e bambini, macellati dai cristiani in nome della razza superiore, che sia "razza ariana" o "popolo di Dio" o, ancora "razza italica", il macello delle persone è avvenuto in nome del crocifisso e quelli che usano il crocefisso si sono preoccupati di diffamare, ingiuriare, calunniare chi opponeva i diritti dell'uomo al diritto di Dio di macellare l'uomo.

Che ne è di quel dolore? La richiesta di perdono di Wojtyla è puro disprezzo, dileggio delle vittime, richiesta di continuare a spargere dolore e morte per la gloria di Dio.

Scrive il 17 maggio 1995, Marco Politi:

CITTÀ DEL VATICANO — A nome dei cristiani papa Wojtyla pronuncia un mea culpa per gli orrori della seconda guerra mondiale. «I cristiani d'Europa — afferma in una lettera indirizzata ai capi di stato e di governo del mondo - chiedono perdono, pur riconoscendo che diverse furono le responsabilità nella costruzione della macchina bellica».
Ricordando i cinquant'anni trascorsi dalla fine del conflitto, Giovanni Paolo II scrive che «la Chiesa si pone in ascolto del grido di tutte le vittime. Di fronte a ogni guerra siamo tutti chiamati a meditare sulle nostre responsabilità, chiedendo perdono e perdonando».
Per il papa non va mai dimenticato che le mostruosità della seconda guerra mondiale si manifestarono proprio in un'Europa fiera della propria cultura e «rimasta più a lungo nel raggio del Vangelo e della Chiesa». Nel suo messaggio Giovanni Paolo II ricorda i campi di sterminio, dove trovarono la morte milioni di ebrei e centinaia di migliaia di zingari e altri esseri umani colpevoli soltanto di appartenere a popoli diversi.

I cristiani si stanno preparando ad aggredire altri popoli, altre nazioni, in nome della supremazia di razza. Wojtyla ha la necessità di essere perdonato per i delitti passati perché, in questo modo, attenua l'attenzione delle nazioni sull'odio che manifesta rispetto al mondo che lo circonda. Il suo Dio è il padrone di uomini e in diritto di macellare uomini.

Nel suo atteggiamento vile, Wojtyla vuole coinvolgere altri nella ferocia che i cristiani hanno messo in atto contro il desiderio di benessere e libertà dei popoli. Solo che non esistevano altri. Solo i cristiani sono i macellai, al di là di come ogni singolo cristiano interpreta e veicola il cristianesimo. Solo la guerra di dominio di Dio sulle altre persone è una guerra d'infamia mentre, la guerra delle persone per liberarsi dal dominio di Dio, qualunque azione per questo venga fatta, è una guerra per l'onore del genere umano contro la vigliaccheria di Dio e dei suoi accoliti.

La propaganda cristiana, che passa attraverso la manipolazione mentale dell'infanzia per costringerla a sottomettersi al Macellaio di Sodoma e Gomorra, è quanto di più infame la società ha assistito fino ad oggi.

Solo il delinquente Platone e il desiderio di omicidio degli ebrei ha fatto della manipolazione mentale dell'infanzia arte della guerra di dominio dell'uomo sull'uomo.

Wojtyla deve nascondere, all'attenzione delle persone, la sua propaganda monarchica di eversione dell'ordine democratico italiano.

Scrive 17 maggio 1995, Marco Politi nell'articolo su citato:

Secondo il pontefice, tra i fenomeni più deleteri di quell'epoca va annoverato il martellamento incessante della propaganda, di cui si servirono i regimi totalitari. La propaganda spinse «a cedere al richiamo della violenza e delle armi», finendo per «demolire il senso di responsabilità dell'essere umano». Non bisogna dimenticare, sottolinea papa Wojtyla, bisogna riflettere su ciò che permise «ai capi di indurre le masse alla scelta fatale (della violenza e della guerra) mediante l'affermazione del mito dell'uomo superiore, l'applicazione di politiche razziste o antisemite, il disprezzo della vita di quanti erano considerati inutili perché malati o asociali, la persecuzione religiosa o la discriminazione politica, il soffocamento progressivo di ogni libertà attraverso il Controllo poliziesco e il condizionamento psicologico derivante dall'uso unilaterale dei mezzi di comunicazione».

Ovviamente sono menzogne di Wojtyla che Marco Politi, per odio sociale e con fini di propaganda assolutista, riporta senza nessuna critica. L'incessante propaganda fu quella cristiana e la propaganda nazista e fascista altro non era che propaganda cristiana di superiorità di razza che procede dall'idea del "popolo eletto", "popolo di Dio" che si riassume nel "Dio è con noi mentre ammazziamo tutti gli altri".

Il richiamo delle armi è proprio del Dio della bibbia che stermina e ordina di sterminare per la sua gloria.

Non mi risulta che Wojtyla lo abbia condannato né ha condannato le sue atrocità.

L'uomo superiore nazista altro non è che il Gesù dei cristiani, il super uomo a cui i cristiani evitano di addebitare la responsabilità della sua ideologia di morte e di sottomissione dell'umanità. Come se i forni crematori non li avesse inventati Gesù per bruciare quelli che lui indica come "malvagi". L'assurda logica cristiana: "Gesù ordina di buttare nei forni crematori la gente che indica come malvagia e i cristiani, in questo, non vedono la malvagità di Gesù!"

Il mito dell'uomo superiore, il super uomo dei nazisti, è il Gesù dei cristiani!

E chi era che emarginava e uccideva i malati e gli asociali affermando che la miseria e la malattia era la condanna che Dio mandava per i loro peccati?

Chi incitava all'odio contro gli ebrei, generazione dopo generazione, per gli ultimi 20 secoli della storia umana?

Basta citare Bernardo Gui o lo sterminio di varie comunità ebree fatte dai crociati cristiani.

Scrive Bernardo Gui:

L'intollerabile bestemmia dei giudei contro Cristo e la fede in lui e il popolo dei cristiani

Va peraltro notato che fra le altre preghiere che i Giudei recitano, insegnano e conservano scritte, vi è la seguente, tradotta dall'ebraico: «Sia tu benedetto, Dio nostro Signore, re nel mondo, per non avermi fatto né cristiano né pagano». Del pari: «Non abbiano alcuna speranza i perduti, ossia i convertiti alla fede in Cristo, e per tutti gli eretici o atei, i denigratori e gl'ipocriti, ossia per tutti i traditori giunga quel momento, ossia siano dannati in un momento, e siano presto uccisi tutti i nemici d'Israele tuo popolo, e il regno dell'ingiustizia precipiti presto nella follia, ovvero venga presto e rapidamente, già ai giorni nostri, abbattuto e distrutto fino alla rovina, anzi peggio che alla rovina. Sia tu benedetto, o Dio, che opprimi i nemici e pieghi i perversi». Con tutto quanto detto sopra, recitato in ebraico, essi si riferiscono con giri di parole al popolo e al regno dei cristiani, che considerano eretici, infedeli e propri nemici e persecutori.

Bernardo Gui, Manuale dell'inquisitore, Claudio Gallone editore, 1998, pag. 185

Piaceva tanto la ferocia di Bernardo Gui a Umberto Eco che nel suo libro, Il nome della rosa, costruisce un falso storico facendo perire il suo modello di Bernardo Gui ucciso in una rivolta popolare mentre, il personaggio storico ha continuato a macellare le persone in nome della supremazia del "popolo di Dio". Perché non terminare il romanzo col trionfo dell'inquisitore che per la gloria di Dio continua a bruciare le persone? Umberto Eco si vergognava del suo cristianesimo e sognava qualche cosa che abitava solo nelle sue fantasie malate.

Sulla stessa pagina del giornale La repubblica del 17 maggio 1995 in cui ha scritto Marco Politi, c'è un altro articolo a firma Stefania Di Lellis dal titolo "Nel Ruanda i figli dell'odio ultima tragedia" dove il sovratitolo recita "Almeno cinquemila donne tutsi stanno per dare alla luce bambini generati da stupratori hutu".

Scrive Stefania di Lellis nel suo articolo:

In questi giorni sono circa cinquemila le tutsi ruandesi - fra i 12 e i cinquanta anni - che stanno per dare alla luce bambini vittime di stupri perpetrati dagli hutu lo scorso anno. Molte non sanno chi possa essere il padre del piccolo che portano in grembo, sono state violentate da più uomini, ripetutamente. Altre hanno avuto invece un solo aguzzino. Le accomunano gli stessi sentimenti: odio per i violentatori, vergogna di fronte alla propria famiglia e disgusto per le creature che si vedono crescere in pancia. «Il novanta per cento di queste donne non vuole far nascere i figli di uomini che hanno massacrato le loro famiglie», racconta Catherine Bonnet, una psichiatra francese che si è occupata del dramma degli stupri etnici in Bosnia e ultimamente in Ruanda. Ma nel paese - dove il settanta per cento della popolazione è cattolica - l'aborto è illegale. «Forse avremmo potuto intervenire se ci fossimo resi conto prima delle dimensioni del fenomeno, ma nei mesi scorsi abbiamo dovuto affrontare altre emergenze, come la mancanza di cibo e il dramma dei rifugiati e ora è troppo tardi», dice Odette Murara, ministro ruandese della Famiglia e della promozione femminile.

La responsabilità del genocidio ricade tutta sui cristiani, preti e suore hanno partecipato al genocidio come processi successivi dimostreranno. Come dimostrerà la fattura di 8.000 machete forniti dalla Caritas.

Wojtyla, mentre chiede scusa, sta procedendo al genocidio di interi popoli attraverso la sua "Armata delle tenebre". Uccide, massacra e devasta per la gloria del suo Dio.

Wojtyla non sta chiedendo scusa per quanto ha fatto in Ruanda, né paga i danni e risarcisce le persone. Preferisce deridere le persone che ha contribuito a macellare e chiede che vanga dimenticato l'odio che la chiesa cattolica ha spanto della storia in nome del suo Dio.

Wojtyla non condanna il macellaio di Sodoma e Gomorra per il suo delitto; non condanna il Gesù di Nazareth per aver inventato i forni crematori. Non condanna i cristiani che hanno macellato popoli per la gloria di Dio.

Chiede ai macellati di perdonarlo per consentirgli di macellare altre persone per la gloria di Dio: dal 1995 ad oggi, 2026, i cristiani continueranno a macellare le persone per la gloria del loro Dio chiedendo perdono ai macellati per poter continuare a macellarli.

 

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Claudio Simeoni

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