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Maggio 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.

18 maggio 2026 cronache della religione pagana
Le domande fondamentali dell'esistenza umana
La Religione di Roma Antica e la filosofia metafisica

Claudio Simeoni

Cronache mese di maggio 2026

18 maggio 2026

Le domande fondamentali dell'esistenza umana
La Religione di Roma Antica e la filosofia metafisica

Cosa

sono io ora?
è il mondo in cui vivo?

Come

sono diventato ciò che sono ora?
è diventato il mondo in cui ora vivo?

Quando

io sono diventato ciò che sono ora?
il mondo è diventato ciò che è ora?

Dove

sono avvenuti i cambiamenti che mi hanno portato ad essere ciò che sono ora?
sono avvenuti i cambiamenti che hanno portato il mondo ad essere ciò che è ora?

Perché

è stato necessario che io cambiassi per essere ciò che sono?
è stato necessario che il mondo cambiasse per essere ciò che è ora?

Quali

sono le tappe, principali e secondarie, attraverso le quali sono cambiato?
sono le tappe, principali e secondarie, attraverso le quali il mondo in cui vivo è cambiato?

Chi

ha immesso nell'oggettività condizioni per le quali io avevo la necessità di cambiare?
ha agito affinché il mondo in cui vivo si modificasse?

La risposta a queste domande apre la strada ad una nuova sequenza di domande alle quali è necessario cercare di dare delle risposte. Anche se quelle risposte non esauriscono la domanda, consentono alla persona di avere una "sua risposta" da confrontare con altre risposte nel mondo in cui vive.

Cosa

devo fare io ora, adesso?
sta facendo il mondo, ora, adesso?

Come

posso fare io ora, adesso?
sta facendo il mondo, ora, adesso?

Quando

posso agire io, ora, adesso?
il mondo agisce, ora, adesso?

Dove

posso agire io, ora, adesso?
il mondo agisce, ora, adesso?

Perché

posso agire io, ora, adesso?
il mondo agisce, ora, adesso?

Quali

sono le azioni che posso mettere in atto io, ora, adesso?
sono le azioni che il mondo mette in atto, ora, adesso?

Chi

subirà le azioni che posso mettere in atto io, adesso?
subirà le azioni che il mondo mette in atto, ora, adesso?

Questa serie di domande riguarda l'adesso vissuto. La precedente serie tentava di capire il passato che ha costruito l'adesso. Questa serie chiede risposte sulla situazione di adesso.

Solo dopo queste domande l'individuo può pensare al "che fare" nel momento presente in cui sta vivendo.

Cosa

sarò io dopo aver agito?
sarà il mondo durante e dopo le trasformazioni?

Come

mi sto trasformando per le azioni che metto in atto?
si sta trasformando il mondo per le azioni che avvengono in esso?

Quando

le azioni che metto in atto giungeranno al termine?
il processo di trasformazione del mondo raggiungerà un suo equilibrio?

Dove

riuscirò a raggiungere quanto mi sono prefisso? Se lo raggiungerò.
modificheranno gli equilibri le modificazioni in atto nel mondo?

Perché

riuscirò a raggiungere l'equilibrio attraverso le trasformazioni che ho messo in moto?
il mondo giungerà ad un equilibrio dopo le modificazioni in atto?

Quali

equilibri riuscirò a raggiungere nel rapporto fra la mia azione e le modificazioni del mondo?
equilibri il mondo presenterà ai soggetti che hanno agito in esso?

Chi

ha agito per sollecitare la mia necessità d'azione nel mondo?
ha agito nel mondo sollecitando il mondo ad agire per ripristinare equilibri perduti?

Queste sono le domande, forse ce ne sono delle altre, che una persona si dovrebbe fare, sempre e continuamente, nella propria esistenza.

Sono domande che si fa il neonato e che articola in modo diverso a mano a mano che cresce.

Normalmente, le persone adulte hanno cessato di farsi queste domande. Ritengono che non servano. Ritengono di avere già le risposte per quanto riguarda la loro esistenza. Ritengono di non essere più dei bambini che non hanno paura di esporre la propria curiosità al mondo.

Le persone hanno dei bisogni e delle necessità ed agiscono, intuendo il mondo partendo da una conoscenza molto parziale della realtà in cui vivono, cercano di soddisfare i propri bisogni e le proprie necessità.

Le persone non conoscono il mondo in cui vivono, lo immaginano. Immaginandolo si fanno delle idee preconcette e anche quando la realtà dimostra loro che tali idee sono "sbagliate", troppo spesso le persone si ergono a difesa delle loro idee errate cercando di giustificarle o di trovare pecche negli argomenti o nelle situazioni che dimostrano i loro errori.

In ballo c'è la loro immaginazione che, per la loro coscienza dominata dalla loro ragione, è il loro essere "soggetti astratti" che pensano il mondo, la realtà in cui vivono e un futuro desiderato.

Che piaccia o meno, la razionalizzazione del rapporto fra soggetto, realtà, modificazione del soggetto, modificazione della realtà e formazione del futuro, sia del soggetto che della realtà, è una condizione infantile che costruisce l'individuo adulto e che l'individuo adulto abbandona perché ritiene che non vi sia un'ulteriore possibilità di crescita e di trasformazione soggettiva.

I bambini fanno domande, o dovrebbero fare domande, pensando che gli adulti sappiano rispondere coerentemente alle loro domande.

Invece, i bambini non hanno risposte da parte degli adulti alle domande che fanno. Ricevono delle affermazioni apodittiche che non stimolano la loro ricerca di risposte, ma bloccano il chiedere dei bambini attraverso verità rivelate, semplici, deliranti, arroganti, presuntuose.

Eppure, quelle domande hanno la capacità di liberare il potere emotivo presente nelle persone costruendo la necessità in una "realtà d'azione" che l'individuo vive sospendendo sia il giudizio sul mondo che la descrizione del mondo. La necessità d'azione, e l'azione che ne segue, disgrega la coscienza dell'individuo; costruisce una frazione di silenzio della ragione; permette l'insorgenza emotiva funzionale all'azione; permette la riaggregazione della sua coscienza a un livello diverso dalla coscienza che aveva prima di disgregarla.

Quelle domande, più probabilmente altre o, oltre a queste, altre diverse, costituiscono il senso dell'azione nel presente in cui gli Esseri della Natura vivono.

L'azione, sorretta dalla volontà soggettiva, libera la veicolazione dell'emozione attraverso la necessità di percepire coerentemente il mondo in cui l'individuo agisce.

Va da sé che nessuno è in grado di dare una risposta completa o, anche, appena sufficiente, a quelle domande perché come nessuno conosce la complessità di un individuo, allo stesso modo nessuno conosce la complessità della realtà in cui vive formata da centinaia di milioni di soggetti che agiscono in essa.

Per questo motivo, nessuno è in grado di dare risposte a quelle domande. Lo sforzo che l'individuo fa per razionalizzare sia sé stesso che la realtà in cui vive in tutti i suoi mutamenti, è lo sforzo con cui l'individuo plasma la sua energia emotiva, la sua energia vitale.

L'individuo costruisce il suo corpo emotivo e, ogni volta che vive le necessità d'azione sospendendo il dialogo interno che occupa la sua coscienza, disgrega la sua coscienza, permettendo il giungere alla sua coscienza le peculiarità del corpo emotivo che ha costruito e libera la consapevolezza degli input che giungono da dentro di lui e da fuori di lui. Sono input emotivi che gli permettono di intuire la realtà del mondo e la realtà di sé stesso senza doverla razionalizzare.

Si tratta del potere della conoscenza che la ragione ha contribuito a costruire, ma che l'individuo non ha permesso alla ragione di impossessarsene perché quel potere è relativo alle necessità della sua vita e non all'esercizio di possesso dell'uomo sul mondo.

Nell'antica Religione di Roma, questo è il significato di essere Giano Bifronte.

E' uno dei misteri dell'antica religione di Roma. Troppo difficile per i cristiani che confidano nella verità e nella provvidenza del loro Dio.

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

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