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Novembre 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.

05 novembre 2026 cronache della religione pagana
Esopo e i Sette sapienti greci

Claudio Simeoni

Cronache mese di novembre 2026

05 novembre 2026

Esopo e i Sette sapienti greci

Delphi: le sentenze della Pizia

La filosofia metafisica è essenzialmente una filosofia sociale. Anche quando i filosofi parlano del trascendente, si rivolgono all'uomo affinché riconosca quel trascendente e viva di conseguenza. La filosofia metafisica nasce come filosofia sociale e come filosofia sociale ha al centro del proprio discorso l'uomo in quanto soggetto sociale. L'uomo nelle relazioni sociali.

Si può stabilire l'inizio della filosofia sociale fra il VII e il VI secolo a. c.

Normalmente si parla dei "Sette sapienti" che preannunciano quella che diventerà la "filosofia greca". Questi sette personaggi, che non sono solo sette, ma alcuni di più a seconda di come li si vuole considerare, erano personaggi impegnati nella vita sociale. Pensatori sociali, qualche volta legislatori. Alcuni hanno avuto in condizioni specifiche il ruolo di tiranni nelle loro città.

Di loro non ci è rimasto nessun scritto, nessun testo, solo massime e proverbi raccolti da altri.

Una cosa va sottolineata. Molti di questi detti, proverbi o citazioni attribuite ai "Sette sapienti", più altri, sono incisi sulle pietre di Delfi e appaiono come risposte dell'oracolo delfico ad interrogazioni dei pellegrini.

Dell'oracolo di Delfi si sa poco o nulla. Non si sa in che modo venissero espressi i vaticini. Si sa che la Pizia era una donna di età avanzata, oltre i 50 anni, e che, al momento di entrare al servizio del Dio, abbandonava marito e figli. I vaticini erano attribuiti ad Apollo e avvenivano tutto l'anno meno che nei mesi invernali quando il tempio di Delfi era abbandonato da Apollo e lasciato a Dioniso.

Dall'VIII secolo a.c. la fama dell'oracolo di Delfi si diffuse in tutto il mondo mediterraneo, dalla Persia alla Spagna, dalla Tracia al nord-Africa.

Ora, sono i Sette sapienti che hanno fatto incidere le loro frasi sulle pietre di Delfi, o i Sette sapienti hanno letto quelle frasi e le hanno fatte proprie interpretandole e collocandole nel loro vissuto?

Le frasi sono di Apollo attraverso la Pizia o sono dei Sette sapienti?

Frasi come: Adattati a tutto; Educa i tuoi figli; Possedendo dona; Temi l'inganno; Sii un amante della sapienza; Usa le tue capacità; Sii sopraffatto dalla giustizia; Riconosci ciò che hai imparato; Abbi il controllo di te stesso; Pratica la prudenza; Quando stai per morire sii senza rimpianti. E via così per 147 frasi che possiamo trovare riprodotte anche in maniera simile, ma con una diversa direzione, nella bibbia cristiana e nei vangeli. Chiunque prende quelle frasi le ricolloca nel suo insieme ideologico guardandosi bene dall'attribuirle ad Apollo o alla Pizia.

Proviamo a prendere in esame questi "Sette sapienti" della Grecia che non sono esattamente sette perché alcune liste ne aggiungono altri e in alcune liste ad un nome se ne sostituisce un altro o per partigianeria o perché, come nel caso di Anacarsi lo Scita, lo si considera straniero. Io li elenco tutti.

Talete di Mileto – Matematico, astronomo e filosofo, considerato il primo filosofo della tradizione ionica.

Solone di Atene – Celebre legislatore e poeta ateniese.

Biante di Priene – Uomo politico e giurista.

Pittaco di Mitilene – Tiranno saggio e legislatore di Lesbo.

Chilone di Sparta – Uomo politico spartano a cui si attribuiscono numerose massime laconiche.

Cleobulo di Lindo – Tiranno di Lindo e poeta.

Periandro di Corinto – Tiranno di Corinto, spesso incluso nell'elenco al posto di Misone di Chene.

Misone di Chene - figlio del tiranno Strimone era filosofo e contadino.

Anacarsi lo Scita, - fratello del re degli sciti (Ukraina e Kazakistan) pensatore e originario della Scizia.

Ferecide di Siro, filosofo e mitologo, maestro di Pitagora. Si dice che abbia ideato la metempsicosi.

Epimenide il Cretese - poeta indovino e filosofo antico.

Pisistrato - Politico, militare e tiranno di Atene.

Come si può notare, nel primo gruppo dei "Sette sapienti", solo Talete di Mileto era un filosofo gli altri 6 (Solone, Biante, Pittaco, Chilone, Cleobulo e Periandro) erano tutti dei politici con vari interessi, anche se non sempre di potere vero e proprio (per questo vennero ritenuti dei "saggi"). Anche con Pisistrato, tiranno di Atene e militare, non sempre annoverato fra i 7 saggi, siamo nel VI secolo a.c.

Rimangono ancora quattro individui, non sempre ritenuti allo stesso livello dei "Sette saggi" forse perché non avevano potere politico.

Misone di Chene era un filosofo che si dedicava all'agricoltura. La sua filosofia era "preparati prima che i problemi si presentano" e osservate le azioni anziché porre l'attenzione sulle parole.

Anacarsi lo Scita figlio del re della Scizia e di madre greca, viaggiò lungamente in Grecia. Tornato in patria fu ucciso dal fratello con una freccia perché voleva portare nella Scizia il culto di Demetra.

Ferecide di Siro, rielaborò la mitologia e ideò l'idea di metempsicosi che poi fu rielaborata ulteriormente da Pitagora.

Epimenide il Cretese, si dice che dormì per 57 anni in una caverna. Si racconta che intorno al 600 a.C. fu chiamato ad Atene dal legislatore Solone per liberare la città da una pestilenza.

Questi sono in sostanza i "Sette saggi" quasi tutti dediti a governare le città greche meno alcuni che si dedicavano a scienza e filosofia.

In quel periodo c'è un altro saggio che non viene mai preso in considerazione e, a mio avviso, è il maggior filosofo del VII-VI secolo a.c.

Si tratta di Esopo. Colui che scrisse le favole, ma che non scrisse solo favole.

Di Esopo esistono molti "si dice". Non esistendo nessuna certezza della sua origine, della sua vita e delle cause della sua morte che, sembra, sia avvenuta a Delfi giustiziato per qualche cosa.

Ex schiavo liberato, aveva la capacità di dire ciò che pensava trasformandolo in racconto con animali come protagonisti. Quando raccontava, tutti sapevano che cosa intendeva e a chi si riferiva.

Esopo visse alla corte di Creso. Conobbe Solone e a Corinto conobbe i "Sette saggi". Ovviamente non fu ammesso fra i saggi. Visitò anche Atene governata da Pisistrato che sembra abbia difeso raccontando la favola delle "Rane che vollero un re".

Si racconta che:

Esopo, il narratore di favole, che si trovava a Sardi ove era stato invitato da Creso, e da lui ricoperto di onori, si irritò con Solone che non aveva saputo guadagnarsi un buon trattamento, e gli rivolse il seguente ammonimento: «O Solone, coi re bisogna intrattenersi il meno possibile, o altrimenti farlo con molta dolcezza». «Sul meno possibile sono d'accordo», rispose Solone, «ma in caso contrario lo si faccia il meglio possibile»

Emanuele Lelli, "Proverbi sentenze e massime di saggezza in Grecia e a Roma", editore Bompiani, 2022, pag. 59

La citazione è presa da Plutarco e da Diodo Siculo.

Appare evidente, da questa citazione, che Esopo sapeva esattamente come comportarsi con il potere politico: stare il più distante possibile e quando lo si fa, agire con tatto e con dolcezza.

E' l'atteggiamento dello schiavo che deve sopravvivere al potere assoluto che lo può, in qualunque momento, sopprimere.

Questa è la caratteristica di Esopo: osservare gli uomini e le donne. Trasformava ciò che osservava in pensiero astratto.

Famose sono le sue favole. Io ne ho analizzato forse un centinaio.

Esopo era anche qualcos'altro. La citazione di cui sopra è presa da Plutarco e da Diodo Siculo. Diodo Siculo viene 500 anni dopo Esopo il che significa che le favole di Esopo erano estremamente popolari ed agivano formando le idee morali delle persone.

Riporta Emanuele Lelli:

Si dice che Chilone abbia chiesto a Esopo quale fosse l'attività di Zeus, e che egli abbia risposto: «Abbassare chi è in alto, innalzare chi è in basso»

E ancora:

Disse Esopo che ognuno di noi porta due bisacce, luna davanti, l'altra dietro: nella prima mette gli errori degli altri, nella seconda, i propri: ed è per questo che non ci ravvediamo mai.

Emanuele Lelli, "Proverbi sentenze e massime di saggezza in Grecia e a Roma", editore Bompiani, 2022, pag. 59 e 61

Oppure, certi aspetti dei detti di Esopo che si rileggono nei vangeli cristiani, come questa:

Vivendo per poco tempo, noi uomini ci insuperbiamo per finte bellezze; morti, siamo costretti a lasciare ciò che non è nostro. Diffida dunque di ricchezze e di fisico, preoccupati di quel che è immortale, l'anima. Questa è perenne e immortale, mentre le altre nostre cose sono mortali e destinate a breve durata.

Emanuele Lelli, "Proverbi sentenze e massime di saggezza in Grecia e a Roma", editore Bompiani, 2022, pag. 61

Che comunque lascia il dubbio in quanto la citazione attribuita ad Esopo è tratta da Giovanni Georgide un monaco e scrittore bizantino del IX-X secolo. Quando si parla di anima, attribuendo l'affermazione ad autori così antichi, tutto è molto dubbio. Però questo monaco scrisse "Gnomologium Georgidis" una raccolta antologica di massime morali sia prese dalla bibbia che da autori pagani.

Esopo vive in una società di tiranni onnipotenti e, in quella società, come del resto in quella di oggi, è necessario sopravvivere. La filosofia di Esopo è questa: riuscire a vivere là dove viene resa faticosa la vita.

Un esempio di questo è una parte del testo "La vita di Esopo". Tralascio la storia di questo testo, ci pensano gli studiosi. Io prendo il testo da Emanuele Lelli, "Proverbi sentenze e massime di saggezza in Grecia e a Roma", per comprendere i contenuti ideologici che attraverso Esopo venivano veicolati nella società greca.

«Ascolta le mie parole, Elio, con le quali sei stato educato, ma non mi hai dato riconoscenza.
Per prima cosa venera la divinità, onora il sovrano: chi ha il potere, è come un dio.
Ama chi ti ha adottato come i genitori: a questi, infatti, si deve voler bene per natura, ma a chi ci ha adottato per scelta, bisogna voler bene il doppio e rendere grazie.
Prendi il nutrimento quotidiano che puoi... <...>.
Prega che i tuoi nemici siano poveri e deboli, perché non possano farti del male, e spera invece che gli amici se la passino bene: ti aiuteranno con le parole e con i fatti.
Fuggi l'invidia.
Butta giù dai propri castelli chi costruisce torri troppo alte.
Non metterti a filosofare quando hai bevuto, per non essere inopportuno, ma festeggia.
Curati dei tuoi schiavi, e falli partecipi di quel che hai.
Frena la tua passione.
Non vergognarti se imparerai tardi qualcosa: meglio che ti chiamino "impara-tardi" che ignorante.
Non confidarti con tua moglie e tieni segreto quel che non si può dire.
Sii affabile e socievole con chi incontri, sapendo che al cane la coda procura cibo, ma la bocca percosse.
Se avrai successo non essere vendicativo con i nemici: piuttosto fa' loro del bene, perché si pentano di aver fatto del male a un uomo come te.
<...> tutte le volte che riferirà ad altri ciò che hai detto o fatto».
Detto ciò, Esopo si allontanò da costui, e Elio, addolorato perché lo aveva maltrattato con i suoi motti, si lasciò morire ponendo fine alla sua vita. Esopo lo seppellì, e lo pianse per qualche tempo.

Emanuele Lelli, "Proverbi sentenze e massime di saggezza in Grecia e a Roma", editore Bompiani, 2022, pag. 65

E' l'arte di vivere in una società assolutista. Solo chi vive nelle condizioni di emarginazione è in grado di osservare le dinamiche dell'oppressore e di trasformare le sue necessità di sopravvivenza in pensiero astratto. Si tratta di arte della guerra. Una guerra combattuta senza armi, ma che necessita della conoscenza di tutti i principi della guerra affinché la persona possa sopravvivere.

Non devi attendere che il nemico ti aggredisca o che la situazione in cui vivi si faccia critica. Devi prevenire. Puoi prevenire solo se sai assumere il giusto atteggiamento nella tua quotidianità.

Quando Esopo dice: "venera il sovrano". Dice, in sostanza, noi non siamo nessuno, lui ha gli eserciti, non metterti contro di lui, non hai possibilità. Non illuderti, lui ti schiaccerà. Osserva che cosa tu sei nel mondo in cui vivi e valuta il valore sociale della tua posizione.

Quando Esopo dice: "Ama i genitori che ti hanno adottato". Significa che il massimo di gratitudine la devi a chi ti ha dato qualche cosa. I genitori biologici ti hanno messo in vita, ma tu non saresti vivo se i genitori adottivi non avessero sacrificato la loro vita e il loro tempo per aiutarti a vivere. Questo vale per ogni situazione sociale e per ogni soggetto che ci dedica del tempo per aiutarci nella soddisfazione dei nostri bisogni. Non è un nostro servo, non ha obblighi verso di noi. Va onorato e rispettato per il suo impegno.

Quando Esopo dice: "Prendi il nutrimento quotidiano che puoi", sta dicendo che è necessario che tu ti rafforzi oggi, quando puoi, perché non sai come sarà la situazione domani. Devi essere forte, nutrito, oggi per affrontare il domani.

Quando Esopo dice: "Spera che i tuoi nemici siano deboli mentre aiuta a diventare forti i tuoi amici". E' un principio sociale fondamentale. Che la propria nazione, che le persone della propria nazione, siano forti, agiate e prive di problemi perché questo rende forte la propria nazione. Se pensi di dominare le persone costringendole nella miseria, sei debole anche davanti ai tuoi nemici.

Quando Esopo dice: "Fuggi l'invidia" significa che non serve provare astio contro chi riesce dove tu non riesci. Piuttosto impegnati a riuscire meglio in ciò che intendi fare.

Quando Esopo dice: "Butta giù dai propri castelli chi costruisce torri troppo alte" significa non porsi obbiettivi oltre le proprie possibilità, non costruire illusioni su illusioni perché quando l'illusione svanisce la caduta psicologica provoca il crollo del castello della propria psiche e ci si rende impotenti davanti alla realtà.

Quando Esopo dice: "Non metterti a filosofare quando hai bevuto". Significa, non fare il pagliaccio perché l'alcol ti porta a vaneggiare e a delirare. Se proprio stai bevendo e ubriacandoti, festeggia e delira, ma senza pretese filosofiche.

Quando Esopo dice: "Curati dei tuoi schiavi, e falli partecipi di quel che hai" afferma che chi lavora per te, anche se obbligato, è colui che ti fa ricco. Se li fai partecipare al benessere che ti procurano, continueranno a lavorare e a procurarti altro benessere. Se ne limiti le condizioni di vita, inizieranno a coltivare l'ostilità nei tuoi confronti.

Quando Esopo dice: "Frena la tua passione" ricorda che tue passioni si muovono in un mondo di passioni. Non sei il solo appassionato. Devi costruire equilibri fra la tua passione e le passioni del mondo in cui vivi. Non sei il padrone delle persone. Sei il padrone di te stesso e costruire relazioni appassionate non deve implicare la violenza o la sopraffazione delle altre persone.

Quando Esopo dice: "Non vergognarti se imparerai tardi qualcosa" vuole ricordare che imparare è parte della tensione esistenziale dell'uomo. Imparare in tarda età è sempre un imparare. Tendere ad apprendere è parte dell'animo umano e se impari tardi non ti vergognare, hai imparato e, nell'imparare, hai limitato l'ignoranza che abita in te.

Quando Esopo dice: "Non confidarti con tua moglie e tieni segreto quel che non si può dire". Esopo invita alla discrezione. E' un tratto fondamentale delle persone. Se qualche cosa, per un qualche motivo, non la puoi dire, perché devi dirla a tua moglie e costringerla a non dire ciò che tu gli hai detto e che non può dire? Tanto vale che non ne parli e non costringere tua moglie a mantenere segreto ciò che tu stesso non puoi dire.

Quando Esopo dice: "Sii affabile e socievole con chi incontri". Dice di non discriminare chi incontri; non farti suggestionare dall'aspetto; non manifestare preconcetto o ostilità. Nel fare questa affermazione Esopo ricorda che se, tu come cane, agiti la coda, sei bene accolto, ma se tu abbai e ringhi, prendi tante bastonate.

Quando Esopo dice: "Se avrai successo non essere vendicativo con i nemici: piuttosto fa' loro del bene, perché si pentano di aver fatto del male a un uomo come te". Esopo in sostanza dice che i nemici non vanno solo sconfitti, ma si devono trasformare in alleati affinché diventino tristi per averti fatto del male. Questo principio è ripreso sia dagli ebrei che dai cristiani, solo che il significato è completamente diverso.

Dicono gli ebrei (tratto da bibbia cristiana):

Se il tuo nemico ha fame, dagli del pane da mangiare; se ha sete, dagli dell'acqua da bere; 22 perché, così, radunerai dei carboni accesi sul suo capo, e il Dio padrone ti ricompenserà.

Proverbi 25, 21

Dice Paolo di Tarso:

Al contrario, se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere: facendo questo, infatti, ammasserai carboni ardenti sopra il suo capo.

Paolo di Tarso, Lettera ai Romani 12, 20

Esopo non invita ad accumulare carboni ardenti sulla testa dei nemici, magari sconfitti, ma invita a farseli amici. Inoltre, il fare del bene ai propri nemici viene sottoposto al "se avrai successo". Se avrai successo sii magnanimo.

Lo schema sociale si conclude col pentimento di Elio per aver preso in giro Esopo per la sua bruttezza al punto che Elio si suicida ed Esopo lo piange.

L'insegnamento di Esopo dice alle persone che il corretto comportamento va tenuto prima degli accadimenti. Deve essere un comportamento spontaneo della persona, perché poi, quando le cose accadono e non si è saputo comportarsi nel giusto modo, subentrano i rimpianti per ciò che si avrebbe potuto e dovuto fare e non si è fatto.

Quella di Esopo è "arte della guerra" applicata al vivere nelle società umane. Per trasportarla al giorno d'oggi serve qualche aggiunta e qualche rettifica. Sta di fatto che Esopo, per quel che ci è rimasto, è il più grande filosofo sociale del suo tempo. Un filosofo metafisico i cui insegnamenti erano volti ad alimentare il Dio che cresce dentro gli uomini mettendo attenzione alle relazioni fra l'uomo e l'ambiente sociale in cui vive.

 

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