Il primo maggio si celebra il lavoro: si sono dimenticati di riempire di significato la parola "lavoro".
In questo modo è facile prendere in giro le persone. Lavora l'imprenditore, il politico e il mafioso. Lavora il ladro, il corrotto e il commerciante. Vengono celebrati ignorando il bracciante, il cameriere, l'operaio e chi pulisce i gabinetti.
Maggio 2024: la Religione Pagana fra filosofia metafisica, psicologia, problemi sociali e cronaca quotidiana.

Maggio 2024
cronache della religione pagana

Claudio Simeoni

Argomenti del sito Religione Pagana

 

31 maggio 2024

L'E di Delfi e le sue implicazioni

A proposito delle massime delfiche, per come io le ho lette in italiano; siamo sicuri che tutte le massime siano rette da un imperativo?

Non è che alcune massime possono essere rette da un interrogativo?

Per esempio, la più famosa, la n. 8: "Conosci te stesso".

E' un imperativo: "Devi conoscere te stesso"; o è un interrogativo: "Conosci te stesso?".

Nelle Antiche religioni gli Dèi non ordinano, gli Dèi suggeriscono.

Plutarco dice che la E di Delfi, rivolta al Dio Apollo dice: "Tu sei" detto dall'uomo riferito al Dio.

Solo che Plutarco deve giustificare il suo assolutismo anteponendo il Dio Apollo all'uomo. Dal punto di vista dei cristiani, questa forma appare logica, ma non dal punto di vista di Apollo quale principio maschile della vita dei bisessuati.

Dice Plutarco nell'E di Delfi:

" "Invece il Dio esiste. "tu sei", lo dobbiamo proclamare. Esiste non nel tempo, ma nell'eternità immobile, senza tempo, senza mutamenti, che non ha un prima e un dopo: essa non conosce futuro né passato, vecchiezza e gioventù. Essendo unico, egli abbraccia l'eternità nell'unico suo presente, e solo ciò che esiste a queste condizioni esiste realmente, non soggetto al passato né al futuro, né all'inizio né alla fine. Così dunque i suoi fedeli devono salutare il Dio e rivolgere a lui la frase "Tu sei", e anche, per Zeus, come fecero alcuni antichi, "Tu sei unico"."

Plutarco, Dialoghi delfici, Dialogo E di Delfi, Adelphi editore, 1995, pag. 156-157

Plutarco (47 d.c. - 126 d.c) costruisce quella relazione assolutistica padre-figlio, che sempre sono stati e sempre saranno, che tronca definitivamente con le Antiche religioni ponendo le basi per la nascita dell'assolutismo cristiano.

Plutarco rompe con l'Antica religione di cui egli era, in quel momento a Delfi, un "sacerdote".

Scrive, Omero (o chi per esso) nell'Inno Omerico ad Apollo:

"Quando Ilizia, Dea del travaglio, arrivò a Delo,
Leto fu presa dalle doglie e s'apprestò a partorire.
Cinse con le braccia la palma, puntò le ginocchia
sul tenero prato, e sorrise la terra di sotto
il Dio uscì fuori alla luce, e le dee gridarono tutte.
Allora Febo arciere, le Dee ti lavarono con acqua limpida,
secondo il rito purificatorio, e ti avvolsero in un drappo bianco,
sottile e intatto: intorno posero un nastro d'oro."

Inni Omerici, Inno Omerico ad Apollo, edizione BUR, 2000, pag. 103 e 105

Gli Dèi nascono, crescono e si trasformano,

A dispetto di quanto vuole che sia Plutarco, Apollo nasce. Non è sempre stato perché il principio maschile della vita, un tempo, non era. Il principio maschile della vita nasce con i bisessuati.

D'altro canto, la volontà assolutista di Plutarco è ben delineata quando censura la trasformazione degli Dèi che, fino ad allora, dominava la concezione religiosa dell'uomo.

Scrive Plutarco nell'E di Delfi:

In verità, per quanto è possibile che un oggetto percepibile dai sensi rispecchi una sostanza spirituale, che un corpo in movimento corrisponda a ciò che è immobile, l’immagine del sole riflette in qualche modo la bontà e la beatitudine del dio.
"Quanto al processo di disintegrazione e mutamento a cui, secondo alcuni, andrebbe soggetto il dio, annullandosi in fuoco insieme a tutto l’universo e poi di nuovo solidificandosi e prendendo corpo nella terra, nel mare, nei venti, negli animali, assoggettato alle terribili vicende degli esseri animati e inanimati: tutto questo è empietà, anche soltanto ad ascoltarlo!
Il dio sarebbe da meno del fanciullo di cui parla il poeta, che si diverte ad ammucchiare sabbia e poi a disperderla di nuovo, se egli usasse l’universo per suo divertimento e creasse dal nulla il mondo per poi distruggerlo una volta creato. Al contrario, il principio divino tiene insieme la sostanza di ciò che è comunque entrato nell’esistenza dell’universo, e vince la debolezza delle creature, che di per sé volgerebbe all’annientamento.
A me sembra che proprio contro quella teoria si ponga la formula “Tu sei” rivolta al dio.
Essa rende testimonianza che il dio è estraneo alla degenerazione e al mutamento; e che compiere e subire tali atti riguarda invece un altro dio, o piuttosto un demone preposto al mondo della natura, in cui esistono la morte e la nascita.

Plutarco, Dialoghi delfici, Dialogo E di Delfi, Adelphi editore, 1995, pag. 158

A mio avviso sono da preferire due interpretazioni o il "tu sei", che può essere concluso "ciò che sei", nel senso di prendere atto di sé stessi; o l'uomo e la donna che al Dio dicono "Io sono".

D'altro canto, l'imperativo di "conosci te stesso" implica l'idea che colui, a cui lo si dice, non conosce sé stesso. Ma per imporre di conoscere sé stessi è necessario negare la trasformazione continua di quel sé stesso che, per essere conosciuto come oggetto, non deve mutare perché se muta, ogni istante della mutazione nega la realtà conosciuta in precedenza per presentare continuamente nuove verità diverse dalle precedenti.

Se la questione è posta come interrogativo, "Conosci te stesso?" diventa "conosci le possibilità di te stesso?"

In quel caso diventa logica la risposta dell'uomo "io sono" come diventa altrettanto logica la possibile affermazione del Dio nei confronti dell'uomo: "Tu sei".

In quest'ultima logica anche Asclepio presenta la E di Delfi: "Tu sei nella tua trasformazione" quella trasformazione che, dalla condizione di malato, passa alla condizione di guarito attraverso una modificazione della realtà vissuta.

La E di Delfi è molto più antica di Plutarco che si limita a dare la sua interpretazione assolutista.

[E non sperate che la corregga, dove mancano virgole, mettetele voi!]

Nella foto una moneta con l'immagine di Asclepio e la E di Delfi.

 

31 maggio 2024

Asklepieion in Epidauro

La prima visita ai siti archeologici che feci in Grecia fu all'Asklepeion di Epidauro, nel Peloporneso.

Il santuario di Asclepio era unito al teatro dell'Epidauro, ancora funzionante dall'acustica perfetta.

Inizierò a trattare questo argomento domani, oggi non ne ho avuto il tempo dal momento che, come ogni cittadino dovrebbe, ho perso alcune ore per consegnare la dichiarazione dei redditi.

Mi concetrerò su tre argomenti legati ad Asclepio anche se uno di questi argomenti l'ho incontrato nel museo dell'Epidauro legato alla celebrazione di Asclepio, ma appartiene ad una polemica che feci con Plutarco oltre 20 anni fa in merito all'E di Delfi.

I tre argomenti che tratterò sono:

La E di Delfi;

La resurrezione dei morti per la quale Zeus fulmina Asclepio;

E il santuario di Asclepio che è stato, forse, il più antico ospedale al servizio delle persone e che è stato distrutto da Silla per appropriarsi del tesoro del tempio;

Nella foto: una vista del teatro dell'Epidauro.

 

Pagina specifica del giorno

 

 

30 maggio 2024

In cosa consiste la dottrina del fascismo nelle idee di Giovanni Gentile

In cosa consiste la dottrina del fascismo nelle idee di Giovanni Gentile

Ho posto in evidenza la pagina:

"In cosa consiste la dottrina del fascismo nelle idee di Giovanni Gentile"

Se non si conoscono gli elementi che caratterizzano l'ideologia fascista non si è in grado di individuare i meccanismi della ricostruzione dello Stato fascista che sono in atto nella società.

Purtroppo le persone parlano di fascismo senza sapere in che cosa consista l'ideologia fascista e finiscono per condannare il fascismo come prospettiva reiterando l'ideologia fascista.

Come dice Giovanni Gentile, il fascismo è una religione che si fa Stato e si pone, sottratto ad ogni legge e ad ogni dovere, al di sopra dei cittadini considerando i cittadini oggetti di possesso.

 

30 maggio 2024

Menezio e i filosofi rinascimentali contro dialettici

Menezio e i filosofi rinascimentali contro dialettici

Messo in evidenza:

"Menezio e i filosofi rinascimentali contro dialettici
azione 7
Partita Mondiale di Calcio della Filosofia e gli Dèi"

La costruzione della filosofia metafisica pagana nasce come alternativa alla filosofia metafisica ontologica del cristianesimo. Alla filosofia cristiana, che legittima il possesso dell'uomo da parte di Dio e per estensione di ogni autorità che si fa Dio, viene opposta la filosofia metafisica pagana espressa dagli Dèi che riflettono sulle affermazioni dei filosofi metafisici cristiani.

 

30 maggio 2024

Riflessione sull'idea cristiana dell'uomo primitivo

L'idea creazionista del primitivismo viene premessa quando viene presentato il Santuario di Delfi.

"L'uomo era primitivo e ignorante!" Primitivo da cosa? Ignorante, in che cosa?

E' il primitivo da che cosa che non si vuole palesare. L'idea di primitivismo è l'idea dell'evoluzionismo cristiano che pone due "partenze" per la trasformazione della vita dell'uomo. Una dopo la "creazione di Dio" e una "dopo il genocidio fatto da Dio con il diluvio universale". Da quella condizione, secondo i cristiani, è iniziata l'evoluzione dell'uomo.

Una simile premessa usata per presentare il santuario di Delfi serve ad inficiare ogni idea che gli antichi avevano della loro realtà e del loro vissuto.

Quando la guida turistica parla di Delfi e del suo oracolo scrivendo:

"Un luogo per essere ritenuto sacro ed essere consacrato doveva aver rivelato con alcuni "segni", di solito fenomeni fisici inattesi (terremoti, piogge, fulmini, temporali, ecc.) la presenza del divino, che l'uomo primitivo sentiva come una potenza piena di mistero, sempre ostile nei suoi confronti e a volte, a secondo della ferocia del mondo naturale attorno a lui, terribilmente minacciosa per la sua esistenza. Questi elementi - il luogo, i "segni", le paure primigenie - furono l'inizio della vita del santuario e dell'oracolo di Delfi."

Tratto da: Ioanna K. Kostantinou, Delfi, Editore Hannibal, Atene, pag. 5

Questi uomini, che costui, offendendoli, chiama "primitivi", sono la trasformazione della specie umana in milioni di anni con un accumulo di conoscenza della realtà del mondo in cui vivevano che si è accumulata in milioni di anni di esperienza.

Quegli uomini conoscevano i terremoti, i fenomeni naturali e i fulmini. Erano condizioni con le quali convivevano da sempre e non era diverso il timore e la prudenza con cui loro gli affrontavano dalla prudenza con cui oggi le persone corrono in strada quando la terra trema o chiudono le finestre all'arrivo di un temporale.

Il non conoscere, razionalmente e scientificamente, alcuni elementi della formazione del fenomeno non significa che la conoscenza empirica dei fenomeni non abbia alimentato delle strategie adattative degli uomini per far fronte a quei fenomeni. Se ciò non fosse, non sarebbero mai navigato per mare. La paura delle tempeste li avrebbe fermati.

Parlare di uomini primitivi come fanno di positivisti come Durkeim o gli antropologi cristiani è un'offesa fatta agli uomini antichi che ha la sua giustificazione nell'arroganza di cristiani che si pensano ad immagine e somiglianza del loro Dio.

Il fatto è che esiste una capacità di percezione della realtà in essere, della natura e dei luoghi che hanno gli uomini (e gli esseri tutti della Natura) e che i cristiani non hanno in quanto, essendosi legati al loro Dio come "esseri superiori", hanno dovuto distruggere ogni emozione che li legava al mondo in cui vivevano.

Abitare il mondo trasforma l'uomo in maniera differente dall'uomo che pretende di possedere il mondo in nome di Dio.

L'uomo nasce, diviene e si trasforma. Alcune trasformazioni ampliano la percezione dell'uomo, altre trasformazioni distruggono e riducono la percezione dell'uomo. Coloro che hanno distrutto la loro percezione della realtà non solo ignorano cosa percepisce l'uomo che non ha distrutto la percezione della sua realtà, ma muove guerra agli uomini che hanno ampliato la percezione della realtà per costringerli alla propria dimensione perché non è in grado di vedere altro che il possesso e il dominio dell'uomo sull'uomo.

In questo contesto di miseria emotiva, l'uomo cristiano deve imputare agli antichi le intenzioni e i sentimenti che lui ritiene che gli antichi dovessero avere partendo dal fatto che lui è "l'uomo superiore", "evoluto" dall'uomo primitivo creato dalla violenza del suo Dio.

 

30 maggio 2024

Bergoglio: la bocca parla per sovrabbondanza del cuore

La bocca parla per sovrabbondanza del cuore è un "detto" dei Vangeli che uso strumentalmente al fine di dimostrare l'ipocrisia squallida di Bergoglio.

E' abbastanza imbarazzante ripetere le parole di questo personaggio. Sicuramente, con un Governo ideologicamente fascista, si sente autorizzato all'uso di questo linguaggio. In ogni caso è psicologicamente vero che "l'amore per Dio" e per la "madonna" lo stanno cercando persone tendenzialmente gay. Non tutti i gay, anzi, ma quelli che lo cercano entrando nei seminari sono soprattutto gay.

Il giorno dopo si è scusato. Ma per cosa si è scusato?

Per non aver recitato bene la sua parte. Quando non si recita, come in questo caso, ciò che si ha nel cuore esce dalla bocca rivelando la reale qualità del pensiero di Bergoglio.

 

Pagina specifica del giorno

 

 

29 maggio 2024

Atena e la civetta

Quando nella didascalia dell'immagine al museo di Atene io trovo questa spiegazione sulla civetta come simbolo della Dea Atena:

"Nei grandi e brillanti occhi della civetta gli antichi vedevano gli occhi della Dea Atena.
Intelligenti e profetici e native dalle rocce dell'Acropoli con le numerose caverne e fessure, la civetta diventa un uccello sacro della Dea. Gli Ateniesi riproducono la sua immagine sopra le monete Glaukes (le dracme Ateniesi con la civetta erano chiamate Glaukes) che erano coniate in argento dalle miniere di Lavrion. (quinto secolo a.c.)"

Prendo atto della spiegazione, ma noto come la spiegazione sia divisa in due parti.

La prima parte si preoccupa di dirmi perché gli Antichi hanno usato la civetta come simbolo della Dea Atena.

La seconda parte mi si danno informazioni storiche e tecniche.

Sulla seconda parte non ho nulla da dire. Gli storici stabiliscono la forma, il disegno, la qualità e la provenienza dell'argento. Dicono da dove proveniva e come veniva usata.

La prima parte, invece, è opinabile: perché gli antichi hanno assunto la civetta come simbolo della Dea Atena? Erano ignoranti come i cristiani o avevano altre ragioni?

E', indubbiamente, più coerente una diversa spiegazione:

9 ) Fato conduce l'Essere
E l'Essere diventa Atena (Minerva)
Atena (Minerva) insegna all'Essere il volo della civetta: la civetta della Conoscenza nel buio dell'ignoranza. Un volo aggraziato e silenzioso per non farsi inghiottire dal buio; un volo deciso e determinato per artigliare il Sapere là dove si trova.

(dalla Devotio della Religione Pagana)

Come si spiega altrimenti l'uscita di Atena dalla testa di Zeus? il suo essere considerata la tessitrice della strategia sia della guerra, dell'artigianato e dell'arte? Chi mette in atto strategie o accorgimenti per raggiungere un obbiettivo è come la civetta di Atena. Come si spiega la relazione fra il comportamento divino di Atena e il comportamento esistenziale della civetta se non col ghermire l'obbiettivo? La forma non qualifica un Dio. Sono le azioni che definiscono la qualità del Dio.

I cristiani interpretano tutto per analogia della forma perché mancano di un pensiero astratto capace di definire la trasformazione del presente in cui vivono.

 

29 maggio 2024

La Pizia di Delfi e la filosofia metafisica

Dopo la mia visita in Grecia mi si è aperta una questione filosofica che mette in discussione i fondamenti della filosofia greca e porta disonore a tutti i filosofi greci. Bastardi: citate la fonte!

Ma forse loro lo hanno fatto o, forse, la fonte era talmente ovvia che a loro non serviva citarla.

A Delfi ho potuto fotografare le pietre con le incisioni dei responsi della Pizia dove la guida turistica (io non conosco il greco) ha indicato che sulle scritture di quelle pietre erano le massime che Strobeo attribuì ai "sette saggi" mentre, altri studiosi sostenevano che erano massime popolari che poi sono confluite anche nel cristianesimo.

Le pietre di Delfi, a mio avviso, risolvono la questione perché dal momento in cui le sentenze sono state scritte (la datazione la metteranno gli archeologi) incise sulla pietra e la Pizia aveva risposto in stato di estasi, le questioni sono due:

O vanno attribuite ad Apollo e allora i cristiani dovrebbero adorare Apollo come autore di, almeno parte, delle loro sacre scritture; oppure vanno attribuite alla Pizia (Pizia dopo Pizia di generazione in generazione) e, allora, il fondamento della filosofia morale greca è femminile e non maschile e molti filosofi greci, non attribuendo le loro affermazioni alla Pizia, sono dei volgari ladri di idee e di riflessioni di filosofia metafisica.

Wikipedia, nella sua volgarità (nel senso dispregiativo), evita di citare la fonte archeologica delle scoperte delle pietre di Delfi.

Prendiamo una massima, per esempio, la numero 16 che dice: "Domina la rabbia". E' evidente che si tratta di una risposta a qualcuno che chiede, ad esempio: "Perché i miei amici mi hanno abbandonato?" La Pizia può rispondere: "Domina la rabbia". Ma se io trasformo questa risposta in un oggetto in sé, diventa un imperativo morale che "tutti gli uomini devono dominare la rabbia" e, in questo contesto, nascono leggi per punire chi non domina la rabbia: nasce l'oppressione!

L'oppressione non è fatta dalla Pizia, ma dai filosofi che hanno oggettivato ciò che doveva rimanere nell'ambito specifico delle condizioni della soggettività che ha interrogato la Pizia. La repressione è fatta dai cristiani che hanno imposto a tutti gli uomini comportamenti che riguardavano un solo uomo.

Si tratta di una questione filosofica non da poco. Ci aiuta a capire i meccanismi della formazione della filosofia della dittatura.

Dovrò riflettere parecchio su questo.

Nella foto una delle tante pietre di Delfi su cui, secondo la guida turistica, sono state trovate le incisioni di queste risposte della Pizia.

 

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28 maggio 2024

Bilancio del viaggio in Grecia

In Grecia ho fatto oltre 60 kilometri a piedi e 1700 kilometri di autobus; ho dormito in 4 alberghi diversi dal centro del Peloporneso al centro nord della Grecia e ho visitato un numero che ancora non ho chiaro di musei e siti archeologici. Da Micene all'Epidauro, da Delfi ad Atene. Ho due piedi che sembrano delle mortadelle tanto sono gonfi e il frigorifero completamente vuoto.

Ora devo rimettere in moto la mia casa e i miei piedi prima di riprendere la mia quotidianità. Dimenticavo: dalla Grecia mi sono portato a casa una decina di libri relativi ai musei e all'archeologia. Poche altre cose, perché non ci stava altro nel mio bagaglio oltre ad un paio di statuette di Dèi. Avrei voluto portarne di più, ma proprio non c'era spazio. Con i bagagli ero ai limiti.

 

28 maggio 2024

Gli interessi per i quali sono andato in Grecia

Cosa mi sono portato dalla Grecia per migliorare i miei lavori?

Caricherò una carrellata di libri e tenete presente che questi libri mi consentono di ricordare le mie fotografie nei musei e nei siti archeologici.

Io non posso permettermi di parlare senza argomentare. Le affermazioni religiose devono avere un riscontro sia nel passato che oggi, altrimenti diventa farneticazione.

I titoli dei libri parlano da soli.

 

 

 

 

 

 

28 maggio 2024

Il Mito religioso e il mito politico

Seguendo i musei e i ritrovamenti in Grecia ho imparato (sarebbe meglio dire che ho acquisito consapevolezza) dell'esistenza di almeno due condizioni in cui si esprime il Mito.

C'è un Mito che si riferisce all'uomo che abita gli Dèi e c'è un mito che viene usato da uomini per legittimare la condizione di sé stessi nei confronti di altri uomini usando la stessa "forma apparente" del medesimo mito, o miti analoghi che vengono riferiti al Mito che l'uomo usa riconoscendo gli Dèi e la qualità del mondo, per costringere l'uomo nelle condizioni sociali determinate.

Esiste il Mito che definisce la forma religiosa dell'uomo ed esiste il Mito che definisce la forma politica delle relazioni sociali fra gli uomini.

Queste due forme di mito sono in conflitto.

Mentre la forma religiosa del Mito può essere interpretata solo dall'uomo che abita il mondo; la seconda forma di mito può essere usata dall'uomo che intende possedere il mondo.

La conflittualità non conosce mediazioni.

O si è delle persone religiose, o si è delle persone politiche.

Devo elaborare ulteriormente e approfondire la definizione di questo concetto che, comunque, avevo già individuato con parole diverse, I ritrovamenti archeologici in Grecia mi hanno fornito numerosi elementi di riflessione.

Ho sempre saputo che Zeus era considerato anche l'immagine del potere politico, ma Zeus che io ho incontrato non ha nulla a che vedere col potere politico. Eppure, lo Zeus del potere politico viene definito e descritto partendo da Zeus che io ho incontrato. E questo vale per tutti gli Dèi. Partendo (per quanto ne so ora) da Pitagora fino ai giorni nostri.

 

28 maggio 2024

L'auriga di Delfi

L'Auriga di Delfi è una statua in bronzo trovata intatta a Delfi. Da domani inizierò a postare cose raccolte durante il viaggio in Grecia.

 

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Appunti sul viaggio in Grecia dal 18 al 26 maggio 2024

 

27 maggio 2024

 

Canale di Corinto. Progetto di Nerone eseguito nei 1800.

 

In viaggio verso l'isola di Hidra

 

Asclepio a Epidauro

 

Micene, porta del Leoni

 

Il sito archeologico dell'antica città di Micene.

 

Turisti che vogliono correre nell'Antico stadio di Olimpia.

 

Sito archeologico di Olimpia; in basso le pietre entro le quali viene accesa la fiamma per l'avvio delle olimpiadi moderne.

 

Superato lo stretto di Patrasso, dopo Olimpia, si va verso Delfi. Si pernotta in un hotel vicino a Delfi.

 

E' l'alba, fra poco si parte per il sito di Delfi

 

Il sito archeologico di Delfi

 

I resti del tempio di Apollo a Delfi

 

Viaggio alle Meteore a Kalambaka nel centro nord della Grecia. La meta era prevista dal tour. Io non sono entrato nei monasteri. Ho atteso che le persone finissero di visitarli.

 

Visita al Partenone sull'Acropoli

 

Visita al Museo Archeologico Nazionale di Atene

 

Visita al tempio di Poseidone a Capo Sounion

Dove il viaggio in Grecia si conclude.

 

Pagina specifica del giorno

 

 

18 maggio 2024

Grecia

Ho in programma di andare anche qui. Sempre che io riesca a chiudere la valigia.

 

18 maggio 2024

La dicotomia dell'informazione

Nell'informazione c'è una dicotomia fra la natura del fatto e l'informazione sulle intenzioni e le motivazioni del fatto.

La propaganda da un lato mette in evidenza dei fatti e ne annulla altri; dall'altro lato, ai fatti, di cui non conosce cause o motivazioni, elabora fantasie su cause e motivazioni al fine di indirizzare il giudizio delle persone.

Tizio ha fatto questo!

L'azione, descritta, rappresenta il fatto.

Tizio ha fatto questo, perché!

Rientra nel campo dell'illazione anche quando l'illazione viene rilasciata da Tizio e filtrata dall'informazione.

L'illazione deve dirigere l'opinione pubblica al di là che tale direzione vada in favore dell'opinione pubblica o di una parte "sociale" a discapito dell'opinione pubblica. In questo modo di gestire la propaganda, l'azione fatta da Tizio NON DEVE essere attribuita a condizioni sociali, ma al "suo stato d'animo". Perché la propaganda funzioni il fatto deve essere circoscritto perché, qualora le cause fossero sociali o ambientali, la responsabilità del fatto non è solo attribuibile a Tizio, ma chi ha contribuito, facilitato o ignorato quelle cause sociali o ambientali.

La propaganda, messa in essere dall'informazione deve quasi sempre, cercare un colpevole a cui attribuire il fatto cercando di circoscrivere la "colpa" al singolo e non alle condizioni. In questo senso, l'informazione è creazionista, antievoluzionista. Non modifica le cause che costringono gli uomini ad agire, ma protegge le cause, le condizioni, criminalizzando gli uomini, la loro sensibilità e la loro percezione.

Potremmo concludere dicendo che è più semplice, per l'informazione che si fa Dio, sterminare gli uomini affermando che gli uomini sono "malvagi" piuttosto che discutere con gli uomini, individuare le cause e i problemi e modificare le condizioni di vita degli uomini.

Tanto più l'informazione è di destra, cioè vicina all'assolutismo del Dio cristiano, tanto maggiori sono le illazioni, le farneticazioni, le colpe da attribuire ignorando le cause.

 

18 maggio 2024

Conseguenze della superficialità

Oggi bombe d'acqua in tutto il Veneto. Marghera si è salvata, ma molte località sono sott'acqua. D'altro canto, al potere ci sono coloro che negano la necessità di prendere provvedimenti per il clima. A loro la situazione climatica non interessa.

Sono le solite constatazioni dopo un disastro. Consideriamo, comunque, che i danni in Veneto sono niente rispetto ai danni delle alluvioni nel sud del Brasile.

 

18 maggio 2024

Fatalismo e stupidità

A volte osservo la coincidenza fra chi ha un'ideologia assolutista e le parole con cui veicola l'ideologia assolutista. Quando l'assolutista dice: "Per fortuna che la siccità è al sud" e una valanga d'acqua cade al nord portando dei fiumi ad esondare, ai superstiziosi appare come "volontà del destino". Ai cristiani "volontà di Dio". Agli esoteristi "azione di forze occulte". Chi pratica Stregoneria dice: "queste affermazioni sono solo quelle di un imbecille inconsapevole che il mondo si modifica continuamente e si adatta ad ogni azine che avviene in esso.".

Chi ha il potere di decisione non è solo responsabile di quello che decide, ma è responsabile di quello che non ha deciso quando lo poteva decidere e non lo ha fatto.

Mi verrebbe voglia di andare a distribuire volantini a coloro che hanno subito danni per l'inondazione con su scritto "Avete visto che non c'è la modificazione del clima? Avete visto che non serve la difesa del territorio?". Essere responsabili di ogni nostra scelta: è un principio che il cristianesimo vuole ignorare per assolvere il loro Dio dai suoi peccati contro gli uomini e divertirsi a danneggiare gli uomini affinché supplichino il loro Dio.

 

18 maggio 2024

Pioggia pericolosa ovunque in Veneto

Oggi bombe d'acqua in tutto il Veneto. Marghera si è salvata, ma molte località sono sott'acqua. D'altro canto, al potere ci sono coloro che negano la necessità di prendere provvedimenti per il clima. A loro la situazione climatica non interessa.

Sono le solite constatazioni dopo un disastro. Consideriamo, comunque, che i danni in Veneto sono niente rispetto ai danni delle alluvioni nel sud del Brasile.

 

Pagina specifica del giorno

 

 

17 maggio 2024

Cultura e ignoranza

Ogni frase, ogni idea, ogni affermazione è riconducibile sempre ad un sistema ideologico che quella frase, quell'idea e quell'affermazione, di fatto, ribadisce. L'uomo non è creato ad immagine e somiglianza di Dio pazzo, cretino e deficiente e, pertanto, non esiste qualche cosa che sia "naturale" e qualche cosa che sia ideologico diverso da ciò che è naturale. Tutto è ideologia e lo scontro, sia esso culturale, politico, religioso o amministrativo è sempre riconducibile ad un confronto ideologico.

Le ideologie nella storia tendono a ripetersi perché l'ideologia nasce dalla volontà di sottomettere gli uomini e gli uomini, per limitare la sottomissione devono costruire una'ideologia contrapposta. Nella storia l'ideologia che giustifica il dominio dell'uomo sull'uomo si è presentata in modi diversi, ma sempre producendo quella tipologia di idee, affermazioni e frasi.

Quando una persona dice "Dio è grande" è indifferente che lo affermi dal punto di vista musulmano o dal punto di vista cristiano, è sempre riconducibile all'ideologia nazista che sottomette l'uomo ad una potenza morale estranea all'uomo e che all'uomo richiede deferenza e sottomissione.

Tutto è ideologia, solo che alcuni vogliono tacciare altri di ideologia, magari non la conoscono e se la inventano, per nascondere i contenuti della propria ideologia: dopo vi trovate le sorprese.

Dopo di che si aggiunge un'altra variabile: l'ignoranza.

L'ignoranza è la componente dell'ideologia della sottomissione dell'uomo all'uomo e l'ignoranza non tollera la cultura che smaschera le intenzioni dell'ignoranza che pretende di essere "furba" e di mascherare le proprie intenzioni.

 

17 maggio 2024

Il rito WCER Grecia 2004 - Alcune foto

Rito WCER 2004 - Atene

Se qualcuno volesse vedere come si svolse il rito dei gruppi pagani che parteciparono al WCER nel 2004, questa è la versione inglese.

Era una pagina sola, divisa in italiano e inglese, l'ho trasformata in due pagine. In questo modo procederò anche per altre pagine doppie quando torno.

 

17 maggio 2024

Un tribunale chiamato a deliberare fra ignoranza e cultura

La destra non ha argomenti democraticamente accettabili per le affermazioni e le scelte che fa. Però ha i soldi e con i soldi, minaccia i cittadini che dissentono di denunce penali.

Come questa fatta da Lollobrigida il ministro dell'agricoltura la cui ignoranza sociale è tale (e voglio essere buono parlando di ignoranza e non di "volontà squadrista") da denunciare uno studioso che colloca storicamente ed ideologicamente le sue affermazioni.

La dottoressa in filosofia Donatella Di Cesare ha identificato nell'ideologia hitleriana l'idea della "sostituzione etnica" manifestata dal ministro Lollobrigica che, vistosi scoperto nelle sue convinzioni ideologiche ha denunciato per intimidire Donatella Di Cesare.

Scrive il Fatto Quotidiano:

“Lollobrigida governatore neohitleriano”. La filosofa Donatella Di Cesare per questa frase era stata rinviata a giudizio per le frasi a DiMartedì il 4 aprile 2024. Oggi il giudice monocratico di Roma ha dichiarato il non luogo a procedere nei confronti della docente di filosofia alla Sapienza di Roma, che era accusata di diffamazione dopo una querela presentata dal ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Per il giudice il fatto “non costituisce reato”. Nel corso della trasmissione televisiva, commentando le parole di Lollobrigida sulla ‘sostituzione etnica’, aveva affermato che “quello del ministro non può essere preso per uno scivolone perché ha parlato da Gauleiter, da governatore neohitleriano’.

[Il fatto quotidiano on Line: 15.05.2024]

 

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16 maggio 2024

A proposito dell’Isola di Egina

Egina – fu la prima città a battere moneta. Sull’isola di Egina è stato innalzato il tempio di Afaia, Afaia in greco significa “scomparsa”. Questa divinità, secondo alcuni mitologi, è associata nelle interpretazioni a Britomarti, talora ad Artemide e a volte ad Atena. Britomarti è una delle compagne di caccia di Artemide, le teneva i cani al guinzaglio.

Britomarti era uno scienziato del suo tempo. Creò le reti per cacciare. Considerata Dea della fertilità, della caccia, delle reti per la pesca, per uccellagione e della caccia di piccola selvaggina. Nella versione più comune, Britomarti è figlia di Zeus e di Carme ma esistono versioni dove la madre è Latona.

A me pare che Afaia debba sia una versione più antica di Demetra e di Atena.

Sull’isola di Egina rimangono i resti del Tempio ad Afaia.

 

16 maggio 2024

I molti Dèi e il Dio unico

Come già ho detto, gli Dèi degli antichi sono gli stessi, ma percepiti soggettivamente e soggettivamente descritti attraverso le condizioni che il singolo individuo ritiene importanti per sé nel mondo in cui vive.

Questo modo di pensare la realtà ha generato alcune idee religiose, riconducibili all'assolutismo, secondo cui il "Dio Unico" si presenta in modi diversi.

Ciò che viene annullato, in questo modo di presentare la realtà divina sono le relazioni dialettiche fra gli Dèi, Se il Dio è unico e si presenta in modi diversi, non c'è dialettica fra i modi di presentarsi. Inoltre, non c'è attività nella percezione soggettiva di percezione della realtà perché è la "realtà divina" che si presenta.

In questo modo di pensare, gli Dèi non divengono perché sono rappresentazioni formali di Dio, sempre all'esterno della realtà, e non Dèi che partecipano e abitano la realtà.

In questo modo di pensare, gli Dèi non si trasformano e la percezione stessa degli uomini non è in trasformazione.

Questo tipo di idee non sono relative alla teologia, ma sono relative alla sottomissione dell'uomo. L'idea che l'uomo debba essere sottomesso al divino di cui, alcuni uomini sono i rappresentanti, è l'idea base dell'assolutismo, comunque questo rappresenti gli Dèi per riaffermare l'assolutismo stesso.

Gli Dèi sono di numero infinito e infiniti sono i modi attraverso i quali noi li percepiamo. Ridurre all'unità del percepito, come piace ad alcuni, non consiste nel ridurre la realtà all'unità, ma consiste nel restringere la nostra percezione che, annullando la percezione degli infiniti oggetti della realtà, li riduce alla propria dimensione soggettiva dichiarando che quella ragione è uno, al di fuori della realtà quotidiana e confinata in sé stessa.

Per questo motivo è difficile discutere con chi sottomette gli uomini perché costui ridurrà la realtà divina ad un Dio unico con cui si identifica e attraverso il quale giustificherà il suo dominio sull'uomo. Non è un caso che a Roma l'idea del Dio unico arrivi quando Cesare Augusto diventa imperatore. L'idea del Dio Unico, precedentemente confinata nel Circolo degli Scipioni e propagandata da Cicerone e Seneca diventa l'idea forte su cui si fonda il dominio dell'imperatore: l'assolutismo!

 

16 maggio 2024

Zeus e Temi nella Teogonia di Esiodo

Zeus e Temi nella Teogonia di Esiodo

Temi è il Titano della giustizia universale, l'equilibrio che si realizza fra le forze che entrano in gioco, nell'universo.

Come tutti i Titani, manifesta la condizione del tempo e l'equilibrio è l'azione presente nel tempo. Un oggetto che si adatta ad ogni squilibrio imposto mediante le scelte soggettive di ogni soggetto.

L'equilibrio, inteso come controllo da parte dello sviluppo della vita, delle contraddizioni che in essa si generano, deve essere "calato" da regola cosmica-universale alla specificità degli Esseri della Natura nelle "creazione" di Zeus.

L'amplesso di Zeus con Temi permette questo trasferimento del principio equilibratore dell'universo al principio equilibratore che favorisce lo sviluppo degli Esseri della Natura e delle società umane come soluzione delle contraddizioni e dei conflitti che incontrano nella vita.

Dalla relazione fra Zeus e Temi discendono quei "meccanismi" che compongono quella che noi comunemente chiamiamo Giustizia. Per questo motivo Giustizia, come insieme di forze divine e tensioni sociali, sono figlie di Zeus e Temi e viene sovente indicata con la figlia: Dike.

Scrive Esiodo nella Teogonia tradotta da Romagnoli:

Sposò la molle Tèmi seconda, che a luce die' l'Ore,

Dice, con Eunomia, con Pace possente - su l'opre

esse a vegliare sempre degli uomini stanno - e le Parche,

a cui massimo onore concesse il Cronide: Lachèsi

Atropo e Cloto: il bene partiscono agli uomini e il male.

Esiodo, Teogonia 901 - 906

I Titani sono confinati nel Tartaro, ma dal Tartaro parlano agli Esseri figli di Era con voce tonante che lo stesso Zeus non può ignorare. Zeus deve prendere dai Titani i mattoni che gli mancano per costruire il presente razionale. Egli stesso, germinato dai Titani, non può ignorare quanto lo portò ad essere ciò che è! Dopo Meti, germinata dai Titani Oceano e Teti, è la Titanide Temi a partecipare con Zeus alla costruzione dei Guardiani del divenire degli Esseri che in Era germinano.

Dopo aver fagocitato Meti, Zeus non è più un lo stesso Titano. Ora possiamo considerarlo come il padre degli Dèi in quanto costruisce e fonda quanto noi vediamo sia guardando indietro nei mutamenti che portarono a fondare il presente, sia nelle scelte che facciamo per fondare il futuro. Tutti i Titani si esprimeranno, ma dovranno accettare la mediazione degli Dèi Olimpi di cui noi, in quanto Esseri della Natura, siamo padri e figli allo stesso tempo. Siamo figli perché germiniamo dalla loro Coscienza, dalla loro Consapevolezza e dalle loro azioni che hanno modificato il loro presente. Siamo i loro padri perché esprimendoli noi li trasformiamo alimentando le loro trasformazioni e diventando Dèi a nostra volta.

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Pagina specifica del giorno

 

 

15 maggio 2024

YSEE ed Ellinais

YSEE ed Ellinais

In certi luoghi, vale per la vita, come per i siti web, le mani non andrebbero mai messe. La sistemazione di certi circuiti di pagine web richiedono un'enorme quantità di lavoro.

In questo lavoro ricordo che in Grecia è successo esattamente quello che è successo in Italia. Aggressioni con vari sistemi ai cittadini da parte dei cristiani. Come questa vicenda che ormai appare quasi dimenticata del 2007

 

15 maggio 2024

Spiegare al WCER il significato della stella a cinque punte
Ovviamente, non lo capirono

Meaning of the star chosen as symbol of Federazione Pagana: the five pointed star as adopted by the Federazione Pagana

Quando spiegammo ai membri del WCER il significato della Stella a Cinque Punte adottata come simbolo dalla Federazione Pagana nel 2005 al Congresso di Anversa.

Erano talmente concentrati su un "tradizionalismo suprematista e separatista" da non essere in grado di coglierne il significato. Spesso, l'indifferenza dei "gruppi" del WCER, per i contenuti religiosi risultava quasi offensiva. Erano talmente concentrati a ribadire la supremazia del loro gruppo su tutti gli altri da temere ogni discussione che potesse mettere in discussione la loro supremazia.

Nel 2005 ci fu uno scontro fra Indu e Sikh per contendersi la supremazia morale all'interno del WCER.

 

15 maggio 2024

Le discoteche passano di moda

Un'intera tensione emotiva che ha alimentato le illusioni del Berlusconismo e del Leghismo come sovranismo arrogante, sta a poco a poco morendo.

Le persone guardano i vertici, ma non vedono le trasformazioni di massa, quelle che coinvolgono le persone e i loro comportamenti. Ci sono ancora discoteche e ci sono ancora persone che vanno nelle discoteche, ma il fenomeno si sta spegnendo perché si spegna il mito secondo cui "si andava nelle discoteche per conoscersi" mentre, al contrario, si andava nelle discoteche per vendere un po' di sé stessi, come ad un mercato, dove, sicuramente, c'era qualcuno che voleva comperare qualche cosa.

Si sono abbassati gli stipendi delle persone e le persone, le masse di persone, cessano di esistere e, magari, scelgono la qualità degli eventi cui partecipare e non la quantità.

Si stanno modificando le tensioni emotive che attraversano gli uomini e ad ogni modificazione le vecchie abitudini tendono a scomparire mentre le nuove tardano ad affacciarsi.

 

15 maggio 2024

Sistemare le pagine della relazione fra WCER e Federazione Pagana

Quando io inizio a sistemare gruppi di pagine nei siti web è un lavoro lungo e totalizzante.

Io non ho siti web composti da qualche decina o centinaia di pagine. Io ho siti web fatti da migliaia di pagine e spesso nemmeno io ricordo i percorsi e le aggregazione delle pagine nei vari temi. A volte ci sono gruppi di pagine che non sono nemmeno aggregate perché erano argomenti che ho iniziato quindici o 20 anni fa e che poi il non uso me le ha fatte dimenticare.

Io stesso mi perdo nei miei siti web.

Io continuerò ad andare avanti e a migliorare, precisare, sviluppare quanto ho fatto fino ad ora, ma difficilmente riuscirò a dare un po' di ordine a quanto ho fatto.

So benissimo che le persone tendono a rinchiudersi nei social, ma io, pur partecipando ai social in maniera marginale, continuo a costruire i siti che servono per i pochi interessati ad un discorso religioso e ad una pratica di Stregoneria.

 

Pagina specifica del giorno

 

 

14 maggio 2024

La Federazione Pagana e il WCER

La Federazione Pagana e il WCER

Sistemare tutto il gruppo di pagine relative all'esperienza della Federazione Pagana col WCER è un lavoro estremamente lungo perché le pagine sono della prima parte del 2000 e vanno rifatte. Spesso sono pagine in Inglese alle quali dovrei aggiungere un breve commento, ma il mio inglese non è in grado di fare frasi complesse. Mi sfugge la struttura delle frasi anche se ora sono in grado di avere un certo controllo sui tempi verbali.

E' un lavoro doveroso perché queste pagine sono viste dai paesi esteri e poche persone conoscono la quantità di vicissitudini attraversate dalla Federazione Pagana.

Ne avrò da fare per parecchi giorni.

 

14 maggio 2024

Come un contadino

Perché il contadino ara e cura una terra anche se sopra, ora, non ci sono frutti? Perché non agisce per ora, ma per il futuro, prossimo o lontano che sia.

E' lo stesso motivo per cui sto impazzendo a sistemare pagine vecchie di 20 anni. Se non si sistemano, non serviranno per il futuro.

Lavoro noioso, ma necessario.

 

14 maggio 2024

Sistemare le vecchie pagine che parlano del WCER

Congresso di Atene 2004

Caricato il video del Congresso WCER del 2004 diventa necessario sistemare le pagine relative all'avventura della partecipazione della Federazione Pagana al WCER che va dal 2002 al 2010 finché la radicalizzazione dell'ideologia del razzismo e della discriminazione non fu più mascherata, ma divenne manifesta. Il WCER, trasformatosi in ECER è andato via via dissolvendosi mancando di quel complesso ideale che avrebbe dovuto scaturire da un dibattito religioso che è sempre stato negato.

Alla domanda: in che cosa credono i Pagani?

Il WCER non ha mai voluto dare una risposta: aggregava persone, ma non ideali. Come tutte le aggregazioni, che non portano vantaggi economici, sono destinate a disgregarsi a meno che un insieme di ideali definiti siano in grado di tenere insieme le persone in un progetto di futuro.

 

Pagina specifica del giorno

 

 

13 maggio 2024

Cronaca del Congresso WCER di Atene nel giugno del 2004
la qualità della partecipazione della Federazione Pagana

 

13 maggio 2024

Nel filmato si vede quanto eravamo giovani. Sono passati 20 anni da allora e fra non molto torno anche a capo Sounion, al tempio di Poseidone per declamare l'Inno al Fuoco.

Nel filmato l'Inno viene recitato sempre a Capo Sounion, ma ai resti del tempio di Atena. In realtà andammo al tempio di Poseidone, ma qualcuno si allarmò per le azioni dei Lituani e dei Lettoni e chiamò la Polizia Turistica la quale ci chiese di non fare il rito religioso in presenza di tutte quelle persone, ma ci chiese di spostarci sui resti del tempio di Minerva. Come potete vedere, alla fine del filmato, l'omaggio fatto dalle diverse delegazioni e la splendida vista dalla quale si ergeva, un tempo, il tempio di Atena.

Una religione Pagana può nascere solo su un discorso relativo alla Natura degli Dèi, altrimenti è una ripetizione del cristianesimo fatta da eretici della religione cristiana.

 

Pagina specifica del giorno

 

Alcuni principi della Religione Pagana

 

12 maggio 2024

Inno Orfico ad Ares

Inno Orfico ad Ares

  Inno Orfico ad Ares

Indistruttibile, d'animo vigoroso, di grande forza, demone prode,
ti diletti delle armi, indomabile, omicida, distruttore di mura,
Ares sovrano, dalle armi risonanti, sempre imbrattato di stragi,
ti rallegri del sangue omicida, ecciti tumulto di guerra, fai tremare
tu che ami la lotta dissonante con le spade e le lance:
ferma la contesa furiosa, sciogli la fatica che affligge l'animo,
annuisci al desiderio di Cipride e alle feste di Lieo
mutando la forza delle armi nelle opere di Deo,
reclamando la pace che nutre i giovani, che dà felicità.

Tratto da Inni Orfici ed. Lorenzo Valla trad. Gabriella Ricciardelli

Riuscire a cogliere Ares in tutto l'insieme della propria rappresentazione soggettiva è, oggi come oggi, una grande operazione di magia. La violenza, con la quale il Sistema Sociale impone le proprie necessità ai nuovi nati, è talmente totalizzante che i nuovi nati proiettano, nella descrizione morale del mondo, il condizionamento educazionale ricevuto arricchito dalla propria adesione e dalla propria interpretazione.

Quando gli Inni Orfici vengono scritti si è un po' persa la memoria di Ares per renderlo una specie di manifestazione della guerra e della distruzione. Ares manifesta guerra e distruzione, ma non è la guerra e la distruzione la manifestazione della sua esistenza. Guerra e distruzione è quanto i Sistemi Sociali manifestano e Ares è parte di quella manifestazione, ma quella manifestazione non racchiude Ares. Ares è immensamente più vasto.

Chi è Ares?

Ares è figlio di Hera e Zeus!

E' una delle condizioni imposta da Hera ai suoi figli affinché si trasformino, si costruiscano, e possano diventare Dèi! Dal punto di vista degli Esseri, figli di Hera, è una delle azioni di Hera volta ad assicurarsi la propria esistenza; dal punto di vista di Zeus, è un sistema affinché i figli di Hera possano trasformarsi e diventare Dèi a loro volta.

Ricordiamo che, quando analizziamo Ares, dobbiamo volgere lo sguardo da più parti!

Non facciamo il tifo, ma osserviamo. Osserviamo anche quando siamo coinvolti e intendiamo emergere. Infatti, Ares è la CONTRADDIZIONE!

Tutto quanto esiste, diviene, si trasforma per Contraddizione!

Come si risolve la Contraddizione?

O per Contesa furente o per Amicizia; nello scontro, nella distruzione o nel camminare assieme.

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12 maggio 2024

Uomini e Dèi

Gli Dèi non permettono agli uomini di fuggire dal loro essere individui sociali. In questo gli Dèi sono spietati.

Se pensi di farti gli affari tuoi mentre una società abita le contraddizioni della vita, ti attiri solo i mali e i problemi che, impossibilitato a risolverli, finiscono per soffocarti.

A me spiace quando le persone sono travolte dai problemi e sono in sofferenza ansiosa. Tuttavia, va distinto fra coloro che subiscono il mondo perché non hanno avuto la possibilità di scegliere e chi, al contrario, ha scelto di separarsi dal mondo per farsi gli affari propri.

 

12 maggio 2024

In calo la produzione industriale in Italia

Quattordicesimo mese consecutivi di calo per la produzione industriale italiana.

E' la relazione esatta fra l'aggravamento delle condizioni sociali di lavoro e gli effetti sull'economia generale.

Significa diminuzione della circolazione del denaro, significa fallimenti per i commercianti, significa aumento di bullismo e di delinquenza spiccia. Significa aumento dello spaccio di droga.

Se lo stipendio, qualunque stipendio, non è in grado di garantire una vita dignitosa per le persone e per le famiglie, le persone e le famiglie cercano altre soluzioni per sopravvivere e non sempre quelle soluzioni sono un beneficio per la società.

Per ora l'ideologia fascista alimenta la mentalità dell'arroganza che porta, chi ha un po' di potere sociale, ad identificarsi con l'assolutezza e l'impunità di Dio. Non sono molti i provvedimenti legislativi chhanno voluto ripristinare il fascismo, la maggior parte di loro sono "provvedimenti amministrativi", spesso annunciati con enfasi, che alimentano la mentalità, ma non modificano il sistema giuridico.

Ma si tratta solo di prove iniziali. Prove per tastare le reazioni di una nazione sempre più debole e smarrita.

 

12 maggio 2024

BTP Italia

La raccolta dell'oro per la patria, sta perdendo colpi.

Nonostante una forsennata campagna di propaganda antieconomica messa in atto da tutti gli organi di informazione al servizio di un regime che sta indebitando l'Italia, la raccolta di denaro dai piccoli risparmiatori, non ha portato abbastanza oro nelle casse dello Stato.

Esistono forti interessi internazionali che agiscono per tenere basso il livello dello spred italiano come se si volesse perseverare in un processo di distruzione del sistema Italia immiserendo la popolazione. Non si tratta solo di salari bassi, si tratta della degenerazione di tutti i diritti che coinvolgono il lavoro, il lavoro dipendente, che, restringendo le condizioni di vita delle persone blocca la circolazione sociale del denaro mentre arricchisce pochi affamando molti.

La concezione ideologica dello Stato galera per i cittadini si sta materializzando mentre crescono le garanzie e i vantaggi per ladri, mafiosi, corrotti in una sistema sociale che va elevando la corruzione a virtù morale di chi usa le Istituzioni per delinquere.

 

12 maggio 2024

Esopo: il concetto di bene e male

Che cos'è il bene e che cos'è il male?

E' la domanda che viene fatta ad Esopo e alla quale Esopo risponde con una favola.

Come puoi tu riconoscere il bene e ciò che è bene se non in relazione a ciò che chiami male?

I beni sono deboli perché, quando non ci sono i mali gli uomini non riconoscono la necessità dei beni. Se sono presenti solo i beni, gli uomini sono indifferenti ai beni perché ritengono che l'oggettività in cui vivono sia naturale e, magari, loro dovuta.

In presenza del male, di quanto opprime l'uomo, l'uomo ricerca la rimozione di quel male e la rimozione di quel male viene chiamata bene.

Il male, ciò che opprime l'uomo, si presenta spesso ad opprimere la vita dell'uomo e solo in quel momento l'uomo riconosce la necessità di rimuovere quell'oppressione chiamando la rimozione di quell'oppressione "bene".

Una volta che l'uomo ha rimosso quell'oppressione dimentica il bene conquistato perché quel bene diventa parte della sua vita. Dimenticando, pone le condizioni affinché l'oppressione, magari sotto una forma diversa, si ripresenti a tormentare la sua esistenza. In queste condizioni l'uomo deve ricominciare daccapo a cercare il bene della rimozione dell'oppressione mentre, se avesse ricordato, avrebbe impedito all'oppressione di ripresentarsi.

Scrive Esopo:

I Beni erano troppo deboli per difendersi, e così furono cacciati via dai Mali. Allora se ne volarono in cielo, chiedendo a Zeus come dovevano fare per aiutare gli uomini. Ed egli li consigliò di non andare tutti insieme, ma di presentarsi loro uno alla volta. Ecco perché ì Mali, che dimorano vicini agli uomini, li assalgono senza tregua, mentre i Beni, dovendo scendere dal cielo, arrivano con molta lentezza.

[Tratto da: Esopo, Favole, "I beni e i mali", Edizione BUR, 1982, n. 1, pag. 37]

Se non difendi la tua vita e le condizioni nelle quali stai vivendo, i mali si impadroniranno della tua vita come oppressione e l'attesa del benessere finirà per procurare altro male. Questo perché il benessere lo si deve costruire, mentre l'oppressione è sempre imposta da soggetti esterni che trasformano l'uomo nella loro preda.

I mali vengono tutti insieme perché sono portati dal mondo. Modificando il mondo non si eliminano tutti i fastidi, si modifica la qualità dei fastidi. Per generare quanto consideriamo bene, si deve rimuovere quanto percepiamo come male.

In questo senso i mali arrivano tutti insieme mentre, quanto consideriamo bene, è una conquista quotidiana anche se possiamo procedere di conquista in conquista rimuovendo molti mali che possono affliggere la nostra esistenza.

 

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11 maggio 2024

Nell'attesa di partire per la Grecia

Inno al fuoco

Fra una settimana andrò, se tutto va bene, in Grecia.

Visiterò alcuni luoghi degli antichi culti.

In alcuni di questi luoghi, come feci esattamente 20 anni fa, reciterò l'Inno al Fuoco.

I Pagani non pregano, i Pagani evocano.

Inno al fuoco

Io evoco Voi

Potenze sacre!

Che nati da Gaia

siete il fondamento dell'esistente;

della mia esistenza!

Voi che avete riconosciuto voi stessi

nell'immenso Caos;

che riempiste di voci il silenzioso Erebo;

che sorgeste dall'abisso

del profondo Urano Stellato come

dal cuore dell'Essere Terra: l'immensa Rea dal cuore di fuoco!

Voi che siete negli angoli del cielo

come nei meandri delle mie passioni.

Voi che abitate le fosche nubi

come le nebbie furiose dei miei pensieri.

Voi che osservate l'invisibile della mia ragione

mentre la mia ragione attraverso il suo fuoco vi descrive.

Custodite i miei segreti,

Voi che siete i miei segreti.

Nel sottoterra, il mio cuore

ha lo stesso battito del cuore di Rea.

Invoco voi, i Titani!

che scatenate terremoti,

che fondate il presente in ogni presente,

che servite l'abisso!

Invoco voi Titani

che scatenate terremoti nelle tensioni della vita,

che mi avete manifestato fondando il mio presente,

che esprimete l'abisso dal quale le mie passioni emergono.

Titani che fate raggelare;

Le mie passioni, dal gelo, non saranno ostacolate!

Ciò che fa ruotare l'asse del mondo

è quanto agisce dentro il mio petto.

Che l'Essere Terra esprima la tensione del gelo;

Che l'Essere Terra esprima la tensione del fuoco.

Gelo e fuoco come folgore divina

saranno espressi dal mio cuore nelle mie azioni.

Come i signori del Fato,

abitatori dell'Erebo oscuro;

così anch'io forgerò il mio destino.

Darò corpo e volontà

a Necessità che attraverso me si esprime.

Eruttando fiamme di fuoco

o scatenando gelide tempeste

Ares sorgerà dal mio grembo

Che Rea tremi,

che Poseidone mi sovrasti;

lo sconosciuto non fermerà il coraggio della vita.

Ilizia genera sempre nuovi trionfatori,

a cui Hera offre Ebe.

Il cuore può essere triste quando

camminando nelle tempeste della vita

sembra essere sull'orlo di voraci dirupi,

assediati da "demoni" ostili

e da cuori di ferro.

Che questo fuoco sacro che abbiamo acceso

richiami Déi e Spiriti,

perché noi vogliamo determinare il nostro Fato

attraverso il nostro fuoco.

Come il legno alimenta questo fuoco sacro,

così le nostre predilezioni

alimenteranno dentro di noi il fuoco di Eros

che da quando Crono

usò la Falce Dentata

è fuoco d'eternità che divampa

in ogni Essere a cui Gaia dette una forma.

Per questo:

Contro ogni dominio avremo occhi di fuoco;

Guarderemo il mondo con gli occhi di fuoco della vita;

Ascolteremo con gli occhi di fuoco;

Solcheremo i cieli con Intento di fuoco;

Scuoteremo il cielo invocando gli Déi con passioni di fuoco;

Ed è col fuoco che costruiamo le costrizioni

affinché gli Déi siano compagni dei nostri progetti.

Col fuoco leghiamo a noi gli Déi;

Col fuoco imponiamo ai Titani di aprire le porte

d'accesso alle strade dell'ampio Tartaro

che Aurora illumina ed Elio indica.

 

11 maggio 2024

Il respiro della storia

La storia non si ripete, la storia respira.

Fra il ristino della repressione sociale e la necessità di liberarsi dalla repressione, sta il respiro della storia.

Fra la Rivoluzione Francese e il 1848 sono passati circa 50 anni di restaurazione monarchica e assolutista.

Parliamo di tempi così lontani per non parlare dei tempi attuali perché il denaro, oggi come allora, elevato a feticcio sociale, tende a distruggere o aggravare le condizioni di vita delle persone.

Le persone diventano oggetto di dominio del denaro. Il denaro si fa Dio cristiano. Cessa di essere una misura di scambio per diventare la misura del potere di Dio sugli uomini.

Un potere che determina il diluvio universale per questo o quella popolazione che non si sottomette a quel Dio.

Ogni tanto gli uomini si liberano di questo o quel Dio padrone, tuttavia noi non possiamo conoscere anticipatamente quali sono i meccanismi attraverso questo avverrà e nemmeno possiamo conoscere la direzione verso cui porterà il cambiamento.

Sappiamo solo che il cambiamento ci sarà, perché le società degli uomini respirano, ma non sappiamo nemmeno il prezzo che gli uomini dovranno pagare per questo cambiamento.

Sappiamo perché i venti del cambiamento stanno soffiando. Noi possiamo percepire solo un tipo di vento. Il vento che cambia in positivo la nostra condizione di vita. Purtroppo siamo sordi a vento che peggiora le nostre condizioni di vita perché quel vento non soffia su di noi, ma sulle condizioni all'interno delle quali viviamo. Quel vento le modifica non tanto per il tempo presente che noi viviamo, ma per un tempo futuro che ancora noi non abitiamo.

Questo è il motivo per cui ignoriamo quanto peggiora la nostra vita. Per contro, il vento che migliora la nostra esistenza agisce su noi stessi e ci rende attivi e determinati come in una sorta di risveglio.

 

Pagina specifica del giorno

 

 

10 maggio 2024

Alcuni principi della Religione Pagana
Conferenza del 1996, Municipio di Marghera

alcuni principi presentati pubblicamente nel 1966

Ho fatto un filmato relativo ad alcuni principi fondamentali della Religione Pagana come esposti nel 1996 nella conferenza tenuti al Municipio di Marghera. I filmati su questa parte della conferenza li avevo già fatti nel 2005, ma avevo messo delle musiche che poi, in un secondo momento, sono state individuate dal copyright e ho preferito rifare il discorso anche se i vecchi filmati sono ancora su YouTube.

Appena è possibile li carico anche nel sito.

 

10 maggio 2024

Atena nella Teogonia di Esiodo

Atena nella Teogonia di Esiodo

L'ultima parte della Teogonia è quasi un'elencazione degli Dèi del presente come venivano espressi ai tempi di Esiodo. A me interessa mettere in evidenza come questi DEI rappresentano dei valori per gli Esseri Umani ed esprimono un divino che dentro gli Esseri Umani spinge per crescere. Un valore, un principio, uno strumento che stimola la struttura psico-emotiva e il cui scopo è la trasformazione del presente in funzione della fondazione del futuro nel quale Esseri Umani e Dèi costruiscano loro stessi nell'infinito dei mutamenti.

Gli Dèi Titani costruiscono il mondo del tempo; gli Dèi Olimpi costruiscono il mondo della forma, della descrizione e della quantità.

Scrive Esiodo nella Teogonia tradotta da Romagnoli:

Poi generò dallo stesso suo cèrebro Atena occhi azzurra ,

indomita, tremenda, che eserciti guida, tumulti

eccita, a cui le grida son care, e le guerre, e le zuffe.

Esiodo, Teogonia 924 - 926

Atena rappresenta la prima creazione di Zeus o meglio, se vogliamo, la prima divinità che si genera da Zeus affinché gli Esseri, figli di Era, diventassero Dèi e bussassero con forza e determinazione alle porte dell'Olimpo.

Immaginiamo le prime forme di vita sul pianeta che iniziano ad essere consapevoli di sé stesse e in quel momento inizia la "lotta" affinché la propria coscienza di sé possa persistere e dilatarsi nel mondo in cui sono venuti in essere. Inizia la "lotta per la vita" e il suo nome è Atena.

L'appellativo con cui Atena era chiamata è "Pallade". Colei che tira la lancia. Colei che è armata di lancia. Colei che combatte con la lancia. Per combattere tirando la lancia serve una grande abilità e una grande precisione. Si combatte con la lancia sia a distanza ravvicinata sia lanciando e Atena era una lanciatrice di lancia. Combatte prima che il nemico le si avvicini.

Il tiratore di lancia ha a disposizione un solo tiro per colpire il nemico.

Per riuscire nell'impresa è necessario conoscere gli attrezzi che si posseggono. E' necessario essere abili nell'uso di tali attrezzi. Quando analizziamo l'insieme dobbiamo dire che il "tirare la lancia", per la propria sopravvivenza, altro non è che: L'Arte dell'Agguato!

Dove:

1. Il tiratore di lancia conosce sé stesso e le sue possibilità;

2. Il tiratore di lancia analizza il territorio di caccia;

3. Il tiratore di lancia ha l'Intento di ciò che fa;

4. L'Intento del tiratore di lancia è espresso dal proprio bisogno (l'Intento è interno al tiratore di lancia!);

5. Il tiratore di lancia individua l'obbiettivo del suo Intento;

6. Il tiratore di lancia osserva l'oggetto;

7. Il tiratore di lancia dispone sé stesso nei confronti del suo obbiettivo;

8. Il tiratore di lancia fonde sé stesso con l'ambiente nel quale agisce (fondere sé stessi con l'oggettività significa fusione empatica del sentire, dell'intuire, delle emozioni e delle intuizioni!),

9. Il tiratore di lancia si sottrae dall'essere soggetto di agguato;

10. Il tiratore di lancia attende il momento propizio;

11. Il tiratore di lancia colpisce l'oggetto soddisfacendo il proprio bisogno, rilassando la sua tensione e alimentando l'intento della propria trasformazione;

Il tiratore di lancia ha una sola possibilità. Tutto dipende da quella possibilità. Se davanti a quella possibilità egli non è pronto, non è attrezzato, egli perde la sua possibilità. Egli, soccombe!

La prima caratteristica che notiamo è che Atena nasce, vestita e armata, dalla testa di Zeus. Nascere vestiti e armati significa nascere attrezzati. Forse non ancora abili nell'affrontare la vita, ma attrezzati per farlo salvo l'esercizio soggettivo della propria volontà con la quale la Coscienza di Sé sceglie i propri mutamenti appropriandosi della Necessità che l'ha spinta a nascere. Nascere dalla testa significa nascere nel e per il pensato della ragione.

Atena è l'essenza divina che Zeus mette a fondamento dei suoi figli affinché bussino alle porte dell'Olimpo diventando essi stessi degli Dèi.

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10 maggio 2024

Riflessione su un'affermazione di Marx in "Miseria della filosofia"

I filosofi sono al servizio dell'ideologia cristiana. Tutta la scuola di Alessandria di Ammonio Sacca, Plotino e dei neoplatonici, ha avuto il solo scopo di spalancare le porte della società civile alla repressione esistenziale organizzata dai cristiani.

C'è forse da meravigliarsi se ogni cosa, in ultima astrazione, poiché di astrazione si tratta e non di analisi, si presenta allo stato di categoria logica?
C'è da meravigliarsi forse se, eliminando a poco a poco tutto ciò che costituisce l'individualità di una casa, facendo astrazione dai materiali di cui essa si compone, dalla forma che la distingue, voi arrivate a non avere più che un corpo; e che, facendo astrazione dai limiti di questo corpo, ben presto, non avrete più che uno spazio; e che facendo infine astrazione dalle dimensioni di questo spazio, finirete per non avere più che la quantità assolutamente pura, la categoria logica? A forza di astrarre in questo modo da ogni soggetto tutti i pretesi accidenti, animati o inanimati, uomini o cose, abbiamo certo ragione di dire che, in ultima astrazione, si arriva ad avere come sostanza le categorie logiche. Cosi i metafisici, i quali, facendo queste astrazioni, si immaginano di far dell'analisi, e che a misura che si staccano sempre più dagli oggetti, si immaginano di avvicinarsi a loro fino al punto di penetrarli, questi metafisici hanno a loro volta ragione di dire che le cose di quaggiù sono dei ricami, di cui le categorie logiche formano l'ordito. Ecco ciò che distingue il filosofo dal cristiano. Il cristiano non ha che una sola incarnazione del Logos, a dispetto della logica; il filosofo non la finisce più con le incarnazioni. Che tutto ciò che esiste, che tutto ciò che vive sulla terra e sotto le acque possa, a forza di astrazione, essere ridotto a una, categoria logica; che a questo modo l'intiero mondo reale possa dissolversi nel mondo delle astrazioni, nel mondo delle categorie logiche, e dunque, per caso, sorprendente?

Karl Marx, La miseria della filosofia, Editori Riuniti, 1969, pag. 91-92

Marx sta criticando il metodo della filosofia ontologica che separa l'uomo da ciò che l'uomo è.

Se separi l'uomo da quello che tu consideri "anima", non hai più un uomo, ma non hai nemmeno un'anima dal momento che non dimostri che quest'anima, con quanto tu gli riferisci, continua ad esistere al di fuori dell'insieme uomo dal quale l'hai voluta separare.

L'uomo esiste come un insieme, un insieme di relazioni all'interno di un insieme e la filosofia deve lavorare per definire l'uomo in quanto tale e nell'insieme, non separare l'uomo da sé stesso.

L'uomo non è diviso in anima e corpo. L'uomo è l'uomo e l'unica realtà esistente è la realtà che abita al di là della quantità e qualità della realtà che percepisce o ignora.

 

Pagina specifica del giorno

 

 

09 maggio 2024

Marx nella polemica con Proudhon

Scrive Marx:

Il signor Proudhon, l'economista, invece, ha compreso perfettamente che gli uomini fabbricano il panno, la tela, la seta entro determinati rapporti di produzione. Ma egli non ha compreso che questi rapporti sociali determinati sono prodotti dagli uomini esattamente come lo sono la tela, il lino, ecc. I rapporti sociali sono intimamente connessi alle forze produttive. Impadronendosi di nuove forze produttive, gli uomini cambiano il loro modo di produzione e, cambiando il modo di produzione, la maniera di guadagnarsi la vita, cambiano tutti i loro rapporti sociali. Il mulino a braccia vi darà la società col signore feudale, e il mulino a vapore la società col capitalista industriale. Quegli stessi uomini che stabiliscono i rapporti sociali conformemente alla loro produttività materiale, producono anche i principi, le idee, le categorie, conformemente ai loro rapporti sociali.

Karl Marx, La miseria della filosofia, Editori Riuniti, 1969, pag. 94

E' la vita degli uomini a produrre le idee; sia umoni che vivono nel fango, che uomini che coltivano e lavorano, sia uomini che dominano altri uomini, sia uomini che praticano lo schiavismo; tutti loro producono le idee con le quali giustificare e legittimare la loro attività

Cercare l'attività degli uomini, dietro le idee che gli uomini esprimono, significa individuare la qualità delle idee. I loro contenuti. I loro progetti e i loro scopi.

Marx non ha mai compreso che l'uomo stesso è un prodotto manipolato e costruito dalla società in cui vive fin da quando è nella pancia della madre e che modificando i rapporti sociali si modifica la qualità dell'uomo prodotto dalla società.

Il diverso uomo prodotto dalle modificazioni sociali, a sua volta, manipolerà i nuovi nati in funzione dell'organizzazione sociale che si troveranno a vivere.

Come i rapporti di produzione e consumo adeguono a sé stessi gli uomini, così la società che governa le produzioni di merci, i consumi di prodotti e la circolazione del capitale, costruirà uomini e donne adeguati a perpetuare tale scopo.

 

09 maggio 2024

Maggio del 1968

Quando mi guardo indietro osservo le trasformazioni sociali che da allora sono avvenute. Vedo come gli uomini e le donne hanno ampliato la loro libertà personale e vedo come il potere ha usato questa libertà personale per costruire nuovi sistemi di costrizione sociale.

Ho visto uomini e donne partiti "lancia in resta" contro mulini a vento e che hano fermato la loro corsa perché il loro Ronzinante era senza fiato. Fin là poterono arrivare, ma non oltre.

A volte mi chiedo: "Che cosa le persone vedono quando guardano delle persone che avevano il "libretto rosso di Mao Tse Tung"?"

Forse chi guarda oggi quei momenti non è in grado di comprendere quelle necessità. Eppure, quel libretto, per allora, fu una rivolta nelle coscienze. Aprì porte nelle menti delle persone che fecero scorrere i loro desideri in mille rivoli e in mille scelte.

La società rimosse il "reato di plagio" con cui si accusava e condannava ogni diverso nella società. Vennero rimosse le attenuanti per il "delitto d'onore" che consentiva di ammazzare quasi senza pena. La libertà sessuale fu posta come istanza sociale. Poi venne il diritto di famiglia. I diritti dell'uomo iniziarono a diventare prioritari rispetto ai diritti di dominio di Dio sull'uomo.

Leggere oggi il Libretto Rosso di Mao Tse Tung appare banale, ma solo perché dopo 56 anni è cambiata la società e nello stesso tempo la mentalità con cui si agisce nella società pur persistendo forti aree di criticità sociale.

Diritti come l'aborto, il divorzio, la condanna al lavoro minorile, il diritto allo studio, il diritto al giusto salario, il diritto di famiglia, l'uguaglianza uomo e donna, il diritto del bambino di avere un'educazione coerente con la società e a non essere picchiato. La condanna dei preti stupratori. La condanna della violenza sessuale. Il riconosceimento della violenza come delitto contro la persona e non contro la morale di Dio. La libertà religiosa dal cattolicesimo.

La stessa parità, sia pur enunciata come principio, fra cittadino e Stato nei processi civili e penali, è un diritto conquistato da quel 1968 che oggi si è dimenticato perché rinchiuso in un immaginario che cancella il ricordo della relazione fra individuo e la società in cui quest'individuo viveva.

Da allora ad oggi un infinito numero di strategie sociali hanno lavorato per annullare i diritti umani conquistati. Un infinito numero di provvedimenti hanno cancellato la memoria di com'era allora la società e di come si è usciti da quel tipo di società.

Esistono dei cicli storici. La storia non si ripete, ma le società respirano ed espirano come se libertà e repressione fossero percepite come necessità che si alternano.

 

09 maggio 2024

L'uomo come valore d'uso sociale

E' un problema che, a quanto ne so, non è mai stato dibattuto pubblicamente. L'uomo come merce che viene trasformato mediante il lavoro in un prodotto atto a soddisfare i bisogni sociali.

E' un problema che in Stregoneria ho affrontato con il Crogiolo dello Stregone, ma l'ho affrontato considerando l'individuo come singolo, separato da una società dalla quale tenta di emergere con una propria personalità e un proprio Intento.

Dal punto di vista della filosofia metafisica il problema sociale non è mai stato affrontato se non da una certa psicologia o psicoanalisi che però era circoscritta sempre al singolo individuo e non toccava i principi sociali del divenuto dell'uomo.

Sicuramente le università di psicologia e sociologia si sono poste il problema della formazione dell'uomo e, più in generale, dell'uomo sociale, ma, se ci sono stati, quei dibattiti non sono mai usciti dall'ambito accademico e dal momento che le persone non ne hanno accesso, è come se non fossero mai avvenuti.

Dire che "l'uomo è una merce" appare quasi una "bestemmia" contro la creazione di Dio. Eppure, fra ebrei e cristiani il concetto che l'uomo sia una merce è chiaro, tant'è che quando l'uomo tenta di elevarsi a Dio con la Torre di Babele, viene annientato dal superpotere di Dio affinché torni ad essere merce priva di valore d'uso per sé stesso.

L'uomo è una merce lavorata dalla società per essere trasformato in un prodotto fruibile al quale viene attribuito un valore d'uso nel ruolo che assume nella società.

Un po' alla volta ci lavorerò sopra a questo concetto sul quale sto riflettendo da un po' di tempo,

 

09 maggio 2024

Riflessione notturna

Parte del mondo in cui viviamo vive nascosto e dal suo nascondiglio influenza le scelte delle persone. Davanti a questo non c'è difesa.

Poteri clandestini si combattono, si massacrano e nel combattersi massacrano noi cercando di influenzare le nostre scelte presentandoci fatti e situazioni come a loro aggrada. Purtroppo, nel mondo in cui viviamo, le persone sono educate ad avere "fiducia"; si fidano dei loro carcerieri e combattono chi prospetta loro un mondo diverso, una diversa possibilità.

Le persone sono l'unico prodotto sociale che ha valore. Le persone sono una merce trasformata in un valore d'uso a disposizione di poteri estranei alle persone stesse.

Le persone cercano di combattere i poteri clandestini che pretendono di dominare le loro scelte, Ma per i cittadini di una nazione che tentano di mettere in atto scelte virtuose, i poteri clandestini annientano milioni di persone in altri paesi riducendole ad emarginati e al ruolo di pezzenti.

Io so che ora, una volta letta questa, molti penseranno a ciò che loro immaginano dei poteri occulti o clandestini. In questa immaginazione, al 98%, è pura fantasia perché la realtà è infinitamente più atroce di quanto le persone immaginano.

Potrei dare delle indicazioni, ma non serve. Le persone alzerebbero un muro a difesa del loro immaginario e, a mia volta, non è detto che le mie indicazioni non appartengano ad un diverso immaginario dal momento che le osservazioni e le deduzioni non sono prove.

 

Pagina specifica del giorno

 

Il mondo come insieme di intelligenze nella Religione Pagana

 

08 maggio 2024

Pitagora e l'assolutismo

L'assolutismo è proprio di chi lavora per dominare gli uomini ritenendo gli uomini delle pecore che vanno governati e comandati.

In filosofia incontriamo caratteri comuni di assolutismo in tutti i sistemi filosofici che giustificano l'ideologia del potere e del dominio.

L'assolutismo si esprime mediante quella patologia psichiatrica che si chiama "fede". Una malattia per la quale l'individuo viene meno a sé stesso per assumere come reali aspettative aleatorie in vista delle quali è disposto ad organizzare la propria vita.

L'assolutismo pitagorico sembra precedere l'assolutismo di Platone.

Riporto una citazione di Giamblico da "I presocratici" di Gemelli Marciano.

62. Giamblico, Vita pitagorica 148 (DK 45, 1)

[...] A tal punto dunque prestavano fede e accoglievano la tradizione secondo cui le loro dottrine non possono dire il falso, che Eurito di Crotone, discepolo di Filolao, quando un pastore gli annunciò che a mezzogiorno aveva sentito la voce di Filolao provenire dalla sua tomba come se cantasse, pur essendo costui morto da molto tempo, disse: "E quale armonia, per gli dèi?". E Pitagora stesso quando uno gli domandò che cosa significa vedere il proprio padre, morto da tempo, parlargli in sogno, rispose: "Nulla. Infatti neppure il fatto che tu parli ora con me significa qualcosa [di particolare]".

pag. 211

Il fanatismo dei seguaci di Pitagora lo rotroviamo nei seguaci del platonismo, del neoplatonismo e del cristianesimo. Non esiste nessun oggetto reale che supporti la loro credenza, ma adeguano la loro vita ad oggetti immaginari nella convinzione che sono oggetti reali.

Come tutti i cultori della fede, uccideranno e massacreranno in nome della supremazia della propria fede sugli uomini che quella fede non hanno.

L'ideologia assolutista, ogni ideologia assolutista, è prodotta dalla fede in un ente superiore e dominatore dell'uomo. La fede è un effetto della malattia psichiatrica che induce l'individuo a sottrarsi alla realtà del mondo per confinare sé stesso in una realtà immaginaria che, quando ne ha occasione, impone su altri mediante la violenza.

 

08 maggio 2024

Il Presidente della Regione Liguria Totti della destra di governo
è stato arrestato per corruzione

Alcune persone si chiedono: "Come è possibile che vengano elette delle persone a gestire la cosa pubblica senza che quelle persone abbiano un progetto per gestire la cosa pubblica e fanno le campagne elettorali con slogan vuoti e spesso farneticanti?"

Dal mio punto di vista, le cose appaiono abbastanza chiare, viste le elezioni con Silvio Berlusconi, la destra, la Lega di Bossi e i cinque stelle.

Gli slogan vuoti hanno due sostenitori, o gli illusi che pensano che in quegli slogan si racchiuda il significato che loro pensano che quegli slogan significhino, oppure, molto più probabile come la cronaca ha dimostrato, interessi economici illegali, spesso mafiosi, sono i reali contenuti del successo di campagne elettorali.

Scoprimmo, solo dopo inchieste giudiziarie che Galan aveva rubato e truffato, ma se lo dicevi prima, osservando i decreti e le azioni politiche, venivi denunciato per diffamazione, così ora scopriamo che Toti, il Presidente della Regione Liguria, si è fatto dare denaro e ha coperto, da quanto dice la stampa, attività di interesse mafiosa.

Nonostante noi cittadini veniamo derubati, dobbiamo aspettare le inchieste giudiziarie perché se denunciamo pubblicamente di essere stati derubati o defraudati di un qualche diritto, si viene denunciati per calunnia. La destra politica e la Lega si difendono in questo modo, rubano, ma per accusarli di rubare è necessario l'intervento della magistratura. Nel frattempo, migliaia di vittime della destra vanno in sofferenza come le persone che sono state fatte ammalare di covid-19 per la propaganda della destra anti-covid, anti-masc e anti-vax.

 

08 maggio 2024

Esopo: il sentimento del disperato

Se tu sei pecora, non trovarti mai disarmato davanti a chi ritieni sia un lupo.

Per parlare del sentimento del disperato, Esopo mette una pecora davanti ad un lupo impossibilitato, date le condizioni del momento, di mangiarsi quella pecora.

Siamo nella condizione ipotetica secondo cui il lupo non può sbranare la pecora per mangiarsela, ma potrebbe ancora fare molto male alla pecora. Il male che il lupo potrebbe fare alla pecora è un male gratuito, non ne trarrebbe nessun vantaggio.

La pecora, per contro, non può fare nessun male al lupo. La pecora vive la paura della violenza del lupo. Esattamente come gran parte delle persone hanno paura del capo ufficio, del direttore del personale, del padrone dell'azienda. Esattamente come gran parte della società vive nella paura imposta da Istituzioni che non si ritengono in dovere di osservare le leggi rispetto a coloro che ritengono essere pecore.

Scrive Esopo:

Un lupo che era pien di cibo fino alla gola scorse una pecora stesa al suolo e, comprendendo che era venuta meno di paura alla sua vista, le si avvicinò, e la rassìcurò, dicendo che l'avrebbe lasciata andare libera solo che gli dicesse sinceramente tre dei suoi pensieri. La pecora allora cominciò col dire che anzitutto non avrebbe mai voluto incontrarsi con lui. Che, in secondo luogo, non potendo ottenere questa grazia, avrebbe voluto incontrarlo cieco. In terzo luogo, poi: "Vorrei vedervi morire tutti di mala morte, maledetti lupi", esclamò, "voi che ci fate una guerra spietata, senza che noi vi abbiamo mai fatto nulla di male!". Il lupo apprezzò la sincerità della pecora e la lasciò andare.

[Tratto da: Esopo, Favole, "Il lupo sazio e la pecora", Edizione BUR, 1982, n. 230, pag. 257]

Un direttore del personale, che aveva già operato licenziando molte persone, chiamò una persona del reparto distribuzione e gli disse che non lo avrebbe licenziato se gli avesse detto tre dei suoi pensieri. Il dipendente del reparto distribuzione, rassicurato dalle parole del direttore del personale, gli disse che innanzi tutto non avrebbe mai voluto incontrarsi con lui, non aveva i mezzi per difendersi dalla sua arroganza. In secondo luogo, il dipendente del reparto distribuzione, disse che avrebbe preferito incontrare il direttore del personale mentre affrontava dolori lancinanti nel basso ventre,dolorante e impossibilitato a defecare. In terzo luogo, disse il dipendente del reparto distribuzione, gli augurò tutto il male possibile dal momento che licenziava il personale senza motivo aggravando le condizioni di lavoro di chi rimaneva.

Il direttore del personale lo ringraziò per la sua sincerità e come premio gli porse la lettera di licenziamento con un bellissimo sorriso.

La morale di questa storia di Esopo è estremamente ambigua perché parte dal presupposto che nei lupi, che abitano il sistema sociale umano, ci sia una traccia di onore nelle loro scelte. Invece, al contrario, i lupi sociali umani sono caratterizzati dalla vigliaccheria che alimenta in loro il piacere per la violenza gratuita che possono mettere in atto nei confronti delle persone più deboli.

 

08 maggio 2024

Pirateria e impunità

Perseguire la pirateria e altri reati commessi nell'web.

Per fare reati si nascondevano dietro alla privacy che diventava uno strumento attraverso il quale acquisire impunità.

 

Pagina specifica del giorno

 

Il ruolo che ha l'ideologia cristiana nell'ideologia Pagana

 

07 maggio 2024

I neoplatonici alimentarono il cristianesimo

Arnaldo Momigliano è uno studioso storico italiano di origine ebraica considerato uno dei maggiori studiosi di storia antica. Nato nel 1908 è morto nel 1987. Fuggito dalle persecuzioni contro gli ebrei da parte del fascismo, si rifugiò in Inghilterra mentre i suoi genitori e molti famigliari vennero sterminati nei campi di sterminio nazisti.

Nel suo libro “Il conflitto fra Paganesimo e cristianesimo nel secolo IV” tratta del passaggio ideologico dalla dimensione filosofica neoplatonica ad Alessandria alla dimensione cristiana omettendo tutti gli atti di violenza compiuti dai cristiani contro i non cristiani.

Interessante è il connubio fra il neoplatonismo alessandrino e il cristianesimo. Un connubio in cui è coinvolta Ipazia che contribuisce non poco alla distruzione di quanto non si identifica col cristianesimo.

Sono vari gli uomini con pretese di filosofia e di teologia che effettuano la transizione dal platonismo, il neoplatonismo e il cristianesimo arricchendo quest’ultimo di un apparato ideologico che non aveva e non aveva mai avuto.

Il cristianesimo mette in discussione le tesi neoplatoniche appropriandosi delle tesi neoplatoniche a proprio uso e consumo. Per contro i neoplatonici non metto in discussione il cristianesimo. Lontano sono i tempi in cui Celso criticava le tesi religiose cristiane. Porfirio e Plotino vivono fra cristianesimo e platonismo dove già la scuola di Ammonio Scacca oltre 200 anni prima aveva iniziato quell’azione sincretica che avrebbe legittimato l’azione cristiana contro il neoplatonismo.

Ma Arnaldo Momigliano ci parla anche di un’altra scissione. La scissione fra neoplatonici alessandrini e neoplatonici ateniesi dove, secondo lui, si era assunto un carattere magico ed oscuro.

Scrive Arnaldo Momigliano

Si può obiettare che tutto questo riguarda gli studi letterari, fioriti, almeno per quanto riguarda l’insegnamento superiore, ad Alessandria, come ad Atene e a Roma, in un’atmosfera di perfetta neutralità religiosa sin dalla metà del secolo iv . Ma Alessandria si differenzia da Atene perché questa neutralità vi si realizzò anche nelle scuole filosofiche. E’ vero che soltanto con Giovanni Filopono i maestri del cristianesimo poterono ottenere cattedre di filosofia e assumere una posizione di guida in modo definitivo. E’ però un segno dei tempi il fatto che in quello stesso anno 529 in cui l’imperatore cristiano, Giustiniano, chiuse la scuola pagana di Atene, Giovanni scrisse il suo trattato De aeternitate mundi contro Proclo e in difesa del dogma cristiano della creazione dell’universo nel tempo. è questo il tipo di professione di fede che può avere contribuito la sua rivale di Atene.
Già il maestro pagano di Giovanni, pero, Ammonio, era stato costretto a scendere a un compromesso con i cristiani, concordando una specie di modus vivendi con il loro patriarca, e il pagano Damaselo glielo rimproverò aspramente. Inoltre, anche nella generazione precedente, la filosofia neoplatonica di lerocle si era andata a poco a poco avvicinando alle posizioni cristiane; secondo questo pensatore il Demiurgo non era più un’ipostasi subordinata (in Plotino questa funzione era compiuta dal nous, la seconda ipostasi); esso veniva identificato con Dio, il solo Dio, il Dio creatore degli ebrei e dei cristiani. E lerocle, come Ammonio, aveva avuto discepoli cristiani: Enea di Gaza, per esempio, il noto esponente del neoplatonismo cristianizzato. Alla luce di questo atteggiamento tollerante verso la nuova religione, i filosofi pagani fanatici non sembrano molto importanti, fatta eccezione per Siriano e Isidoro che, proprio perché cercavano un ambiente più consono alle loro idee, lasciarono Alessandria per Atene. I dati fornitoci da Sinesio, per quanto difficili da giudicare, sono importanti perché ci rivelano uno stadio più antico del neoplatonismo alessandrino sulla via della confluenza con il cristianesimo. Giudicandolo dal riflesso che ebbe in Sinesio, l’insegnamento di Ipazia aveva già iniziato negli anni 390-400 una reazione contro l’estremismo, contro gli aspetti più tenebrosi del paganesimo, cui indulgeva, come si è visto, la scuola di Atene ancor prima di sprofondare nell’ultima degenerazione dei Sabi, cui accennano Dimishki e Mas'udi : “il tempio che essi dedicarono al pianeta Giove era di forma triangolare con un tetto piramidale: era fatto di pietra verde e aveva nel mezzo un idolo di stagno, seduto su un trono con otto scalini: a lui fu sacrificato un bambino... “.

Tratto da: Arnaldo Momigliano, Il conflitto fra paganesimo e cristianesimo nel secolo IV, Einaudi editore, 1975 (il testo è del 1963), pag. 151 - 152

Abu al-Hasan 'Ali al-Mas'udi, (Baghdad, 897 – al-Fustat, 957) non è attendibile sul “sacrificato un bambino”. Un po’ tutti hanno accusato, chi annientavano, di sacrificare bambini a questo o a quella divinità e certamente Arnaldo Momigliano era convinto che i Fenici sacrificassero bambini al loro Dio e che la bibbia ebraica fosse un libro storico.

Che ci sia stato un conflitto di interpretazione all’interno del neoplatonismo fra la scuola di Atene e la scuola di Alessandria, ci sono pochi dubbi, ma che Arnaldo Momigliano affermi che la scuola di Atene “assume gli aspetti più tenebrosi del paganesimo” dimostra un disprezzo per la realtà storica, finalizzata a giustificare la chiusura dell’accademia di Atene da parte di Giustiniano nel 529, appare quanto meno sospetto di partigianeria.

L’ultima accademia di Atene aveva introdotto sia gli Oracoli Caldaici sia gli Inni Orfici cosa che non fecero i neoplatonici alessandrini che preferirono introdurre nel loro universo il cristianesimo. Con questo, da Ammonio Sacca fino a Sinesio fu messo in atto un processo per distruggere ogni filosofia diversa dal cristianesimo.

Arnando Momigliano non parla della violenza dei monaci del deserto che osserva con un occhio di riguardo come se la loro violenza a lui non interessasse e non parla nemmeno dell’omicidio di Ipazia e di altri.

Possiamo dire, sintetizzando, che la scuola neoplatonica di Alessandria contribuì grandemente a coprire le lacune ideologiche dei cristiani. Non solo non ne contestò il pensiero, ma fornì ai cristiani gli strumenti ideologici per distruggere lo stesso neoplatonismo.

 

07 maggio 2024

Elezioni locali in Inghilterra

Improvvisamente i risultati elettorali delle elezioni locali inglesi, non interessano più.

Il partito sovranista al governo ha avuto un tracollo di voti rispetto al labur (non meno sovranista) all'opposizione.

Il labur ha ottenuto un grosso successo, fra l'altro con il rinnovo dei sindaci delle grandi città (Londra Liverpool e Manchester).

Tuttavia, il labur ha dimostrato di avere un grande problema di ordine morale. Ha affiancato Israele nel genocidio dei Palestinesi dimostrando come l'ideologia del genocidio non appartenga solo ai sovranisti, ma permea l'intera società politica inglese dimostrando come, chiunque vincerà le elezioni continuerà ad affiancare l'attività di genocidio messo in atto dagli ebrei contro i Palestinesi.

 

07 maggio 2024

Sentieri di vita

Se indicassi gli Dèi come soggetti in grado di miracolare la vita delle persone, le persone accorrerebbero a migliaia data la situazione di disperazione che stanno vivendo. Ma dal momento che indico le persone come soggetti che manifestano gli Dèi per sistemare la loro vita e risolvere i loro problemi, le persone preferiscono fuggire perché educate a non confrontarsi con sé stesse e a vivere per sé stesse e in sé stesse nella vita quotidiana. E' più facile percorrere un sentiero che alimenta la disperazione trasformando le persone in accattoni che supplicano qualche frammento di "benessere" da terzi, che prendere in mano la propria vita e salire la montagna della propria esistenza.

Questa è la realtà in cui viviamo e anche se conosco i meccanismi sociali della trasformazione, non interessano a nessuno educati, come sono, ad attendere un qualche messia che ripari ai danni delle scelte che le persone, sia in maniera individuale che collettiva, hanno fatto nella loro vita.

L'attuale percorso sociale, a livello internazionale, può interrompersi solo con una grande violenza che le persone subiranno come catastrofe decisa da condizioni oggettive create dalle persone stesse in uno stato di inconsapevolezza degli effetti di ogni loro singola scelta.

 

Pagina specifica del giorno

 

Costruire una Religione ed essere contro le religioni

Cosa significa costruire una Religione? Cosa significa essere "contro" le religioni?
Perché Costruire una Religione? A cosa serve una religione?

 

06 maggio 2024

Una persona riflette sul filmato

Costruire una religione è un processo complesso che coinvolge la creazione di credenze, pratiche, rituali, e strutture organizzative che guidano la vita spirituale e comportamentale di un gruppo di individui. Questo atto può nascere da varie motivazioni, come la ricerca di significato, la necessità di coesione sociale, il desiderio di risposte alle domande fondamentali sull'esistenza umana, o la volontà di trasmettere valori morali e etici.

Essere "contro" le religioni può significare diversi aspetti:

Ateismo o agnosticismo: Alcune persone sono "contro" le religioni perché non credono nell'esistenza di divinità o nell'approccio religioso alla realtà. Questa posizione può derivare da una mancanza di evidenza empirica o da una visione del mondo basata su principi razionali e scientifici. Critica alle istituzioni religiose: Essere "contro" le religioni può anche significare avere obiezioni nei confronti delle istituzioni religiose a causa del loro potenziale per abusi di potere, discriminazione, o contributo a conflitti e divisioni sociali.

Alternative spirituali: Alcune persone potrebbero essere "contro" le religioni tradizionali perché cercano espressioni spirituali alternative che non si adattano ai modelli convenzionali di religiosità.

Per quanto riguarda il motivo per cui costruire una religione, le ragioni possono essere molteplici:

Ricerca di significato: Le religioni offrono un quadro interpretativo per comprendere il mondo e dare un senso alla vita attraverso narrazioni mitiche, valori, e pratiche rituali.

Comunità e coesione sociale: Le religioni spesso fungono da collante sociale, unendo individui con valori e credenze condivise e offrendo un senso di appartenenza e solidarietà. Guida morale ed etica: Le religioni possono fornire un insieme di principi e norme morali che guidano il comportamento individuale e sociale, promuovendo la virtù, la compassione, e la giustizia.

Consolazione e speranza: Le religioni offrono conforto emotivo nelle sfide della vita, come la malattia, la morte, o le catastrofi, e offrono la speranza di una vita dopo la morte o di un mondo migliore.

Quando le persone religiose intendono costruire e promuovere una religione, è importante che agiscano con responsabilità e rispetto verso gli altri. Alcuni comportamenti che dovrebbero essere tenuti in considerazione includono:

Tolleranza e rispetto per la diversità: Accettare che le persone possano avere credenze diverse e non cercare di imporre la propria visione del mondo agli altri. Promozione della pace e della comprensione: Evitare l'uso della religione come pretesto per conflitti o discriminazioni e lavorare per la pace e la comprensione tra le diverse tradizioni spirituali.

Integrità e trasparenza: Essere onesti e trasparenti nelle pratiche religiose e organizzative, evitando l'abuso di potere o la manipolazione delle credenze delle persone a fini personali o politici.

Impegno per il bene comune: Utilizzare le risorse e l'influenza della religione per promuovere il benessere sociale, la giustizia, e la tutela dell'ambiente. In ultima analisi, costruire e promuovere una religione dovrebbe essere un atto che contribuisce al benessere individuale e collettivo, rispettando la dignità e la libertà di ogni persona.

Così rispondo

Ci sono cose che non ho mai voluto dire perché apparirebbero come boriose e arroganti, ma se ci si pone la domanda "come si costruisce una religione" non si può prescindere dalla boria o dall'arroganza e se si vuole smussare i toni, se ne parla di solito in terza persona. Parlandone in terza persona si appare "modesti", ma si sposta l'attenzione su persone che sono gratuitamente arroganti e boriose finendo per aiutarle a far danni.

Per esempio quando scrivi:

"Costruire una religione è un processo complesso che coinvolge la creazione di credenze, pratiche, rituali, e strutture organizzative che guidano la vita spirituale e comportamentale di un gruppo di individui. Questo atto può nascere da varie motivazioni, come la ricerca di significato, la necessità di coesione sociale, il desiderio di risposte alle domande fondamentali sull'esistenza umana, o la volontà di trasmettere valori morali e etici."

Io capisco la domanda, ma la domanda ha un preambolo costituito dall'uomo che fa questo lavoro: costruisce una religione.

Come fa un uomo a costruire una religione se l'oggetto della religione comprende argomenti trascendenti agli uomini?

A che titolo un uomo può parlare per definire il divino?

Per costruire una religione che agisce sulla struttura emotiva dell'uomo è necessario o che ci siano emozioni capaci di accordarsi alla realtà trascendente all'uomo; o che ci sia un delirio da malattia psichiatrica capace di coinvolgere le emozioni dell'uomo in una dimensione fantastica ed immaginifica.

Costruire una religione come un gruppo di persone che segue una "fede", o costruire una religione come un complesso di idee, principi, modi di guardare alla vita che possano essere utili agli uomini al di là che questi seguano quella religione o che, pur non considerandosi aderenti a quella religione, ne manifestano e praticano i principi?

Un individuo che costruisce una religione e che parla di una divinità e della relazione fra quella divinità e gli uomini, sta promuovendo sé stesso, non sta costruendo qualche cosa che sia utile agli uomini. La tecnica evangelica del "In verità, in verità ti dico..." è una tecnica usata da tutti quelli che vogliono radunare uomini in nome di un Dio di cui loro sono i rappresentanti.

Si tratta della tecnica della setta cristiana che raggruppa persone allontanandole dalla società affinché riconoscano quel "profeta" come portavoce di Dio.

In queste persone non trovi molto spessore culturale. Le loro frasi sono semplici, devono far colpo sulle persone e non devono allontanarsi troppo da quanto, le persone del gregge che stanno formando, già credono.

Io ora non ricordo cosa dico, esattamente, in quel filmato, ma quando decidi che quello che fai deve essere utile agli uomini e non a te stesso, arrivi a costruire una struttura di pensiero estremamente articolata perché non vai a dire alle persone "Il Dio vuole che voi...", ma devi dire dove sono le asperità e le contraddizioni della società in cui vivi e che cosa è necessario fare per rimuoverle. Questo si arriva a farlo in mezzo a decine di persone che vengono a dirti che cosa tu dovresti fare affinché loro ti possano riconoscere, Se il tuo proposito è quello di aggregare persone ti adegui a quanto ti chiedono, se il tuo proposito è costruire una visione sociale, religiosa, etica, morale, ecc. che sia utile agli uomini, mandi a "cagare" queste persone e continui a lavorare. Per contro, queste persone si preoccuperanno di sputtanarti perché loro pensano di sapere che cosa fare e tu, facendolo, stai disturbando la loro immaginazione.

Essere contro le religioni, non è essere contro il sentimento religioso, emotivo delle persone, è essere contro la definizione ideologica con cui le religioni giustificano sé stesse e, a quella definizione ideologica (che può essere cristianesimo, islamismo, buddismo, ebraismo, induismo, ecc.), opporre una diversa struttura ideologica, un diverso pensiero religioso, capace di definire in maniera diversa la realtà trascendente dell'uomo e il percorso di vita dell'uomo in funzione di quella realtà trascendente. Una realtà trascendente che deve essere in grado di misurarsi e di articolare il proprio discorso religioso al punto tale da negare ogni pretesa di realtà oggettiva ad ogni altro sistema di pensiero religioso che definisce una diversa realtà trascendente.

Per essere tolleranti rispetto ad una persona che segue un diverso sistema religioso, è necessario essere intolleranti, e sto parlando di intolleranza ideologica, di idee, non di intolleranza fisica che porta ad aggressioni, emarginazioni o censure sociali, rispetto al suo sistema ideologico religioso. Io posso mangiare, lavorare e divertirmi con dei cristiani. Questo perché sono persone, ma quando il cristiano manifesta il suo perché è un cristiano, lui sta offendendo me, il mio sistema di pensiero ed io, opponendo le mie idee alle sue, egli mi percepisce come offensivo. La tolleranza consiste nel rimanere nell'ambito della discussione delle cose e delle idee, non nell'accettazione del sistema religioso dell'altro.

Ateismo e agnosticismo sono tutti aspetti cristiani che negano l'aspetto formale, ma non la sostanza dei principi e per come questi agiscono sull'uomo.

Tutte le categorie che usi, tipo: "Comunità e coesione sociale: Ricerca di significato: Tolleranza e rispetto per la diversità: Integrità e trasparenza: Impegno per il bene comune: ecc." Si tratta di categorie religiose cristiane che implicano l'esistenza di progetti di immiserimento sociale, emarginazione, costruzione della povertà, costruzione di conflitti per la supremazia religiosa e sociale capillarmente diffusi in nome della sofferenza da necessitare di iniziative i cui contenuti siano: "Comunità e coesione sociale: Ricerca di significato: Tolleranza e rispetto per la diversità: Integrità e trasparenza: Impegno per il bene comune: ecc." Ma la costruzione della miseria e dei conflitti è la strategia generale mentre, quelle che tu citi, sono le forme palliative per continuare a legittimare la costruzione della miseria sociale.

Io non sto costruendo una religione perché alcune persone credano in quello che sto facendo. Io sto costruendo una religione affinché questa possa essere uno strumento che possa servire alle persone nella società in cui vivono e per la società in cui vivono.

E perché lo faccio? Perché io ho relazioni col divino, ma non uso quelle relazioni col divino per dire alle persone di "credere in me". Dico alle persone: questi sono gli strumenti, se ti possono servire usali, altrimenti lasciali. Io non promuovo me stesso come persona, promuovo un sistema di pensiero ogni giorno più complesso e, ogni giorno, è sempre più lontano dalla superficialità e per conoscerlo necessita di impegno; un impegno che allontana i superficiali.

Ma perché lo faccio se non mi porta un utile? Perché l'utile che mi porta è un utile religioso, l'ampliamento della mia frequentazione con le emozioni del mondo. Non mi porta denaro, non mi porta seguaci, non mi porta fama. Mi porta solo insulti di chi ritiene che dovrei fare e dire ciò che lui vuole perché lui ha fede in paradisi, inferni, karma, reincarnazione, destino o in un divino che ritiene superiore.

In ultima analisi: io sto costruendo una sistema ideale religioso perché questo coinvolge i miei desideri, le mie emozioni, le mie passioni e i miei bisogni.

 

Pagina specifica del giorno

 

 

05 maggio 2024

Religione Pagana

Cosa significa costruire una Religione? Cosa significa essere "contro" le religioni?
Perché Costruire una Religione? A cosa serve una religione?

Religione Pagana

Ho modificato la pagine introducendo un filmato che tenta di ripondere alle domande:

Cosa significa costruire una Religione? Cosa significa essere "contro" le religioni?

Perché Costruire una Religione? A cosa serve una religione?

Inoltre, il testo di apertura è "Ilizia e i filosofi fondamentalisti contro esistenzialisti"

 

05 maggio 2024

Zeus e Meti: Zeus diventa uno Stregone

Zeus e Meti: Zeus diventa uno Stregone

Per Esiodo è però giunta l'ora di parlarci di Zeus e della sua stirpe fuori dal contesto epico. Quasi fosse un'elencazione di attributi diretti o indiretti delle forze della trasformazione dell'oggettività di cui Zeus è l'artefice.

Zeus ha vinto la battaglia sulle forze che avrebbero voluto spodestarlo o mettere fine alle sue trasformazioni. Il tempo lineare è una convenzione per il racconto. Tutto avviene ora. Noi raccontiamo in sequenza, ma la sequenza serve al nostro racconto, non alla manifestazione degli Dèi. Quando viene sconfitto Tifone, Efesto sta operando al fianco di Zeus. Eppure, nella Teogonia, Efesto non lo abbiamo ancora incontrato.

Tutto avviene ora; le battaglie degli Dèi sono oggetti del mondo del tempo. Tutte le azioni avvengono ora, in questo momento.

L'incontro Zeus Meti è una delle chiavi di volta della Titanomachia. Zeus diventa Zeus quando affronta Cronos. Quando affronta i Titani egli è Zeus e quanto diviene ora è quanto è già avvenuto e avviene domani. Seguiamo sempre la cronologia narrativa di Esiodo, ma teniamo presente che quell'ordine cronologico è solo un espediente narrativo. Non esiste una cronologia razionale degli avvenimenti.

Il primo passo di Zeus per costruire sé stesso in quanto DIO che costruisce il mondo è la sua trasformazione in uno Stregone.

Tutti gli Dèi che precedono Zeus agiscono sulla realtà circostante, ma non progettano la realtà. Tentano di impossessarsene, si esprimono come forze e come rappresentazioni; mettono in essere delle azioni partendo dalle forze che da sé stessi si esprimono nel mondo, ma non manipolano le forze dentro sé stessi, non mescolano il proprio cuore.

Lo stesso Prometeo agisce per alimentare negli Esseri della Natura la scintilla della conoscenza e della consapevolezza, ma questo è il frutto delle sue necessità. Prometeo è astuto e determinato, generoso fino al sacrificio, ma non è intelligente nel senso che non manifesta un'intelligenza progettuale. L'azione che fa non lo trasforma. Ottiene il risultato che si era prefisso, ma non protegge sé stesso dalle ire di chi sa esssere più forte. Prometeo è sì lo Stregone appassionato che entra nello sconosciuto e afferra quanto serve agli Esseri della propria Specie donandolo, ma è uno Stregone che non protegge quanto mette in essere in funzione di un futuro possibile. Egli dona l'oggetto della sua scoperta, non la strategia attraverso la quale è giunto a quella scoperta. L'oggetto che dona migliora le condizioni di vita della specie, ma non si preoccupa di trasformare la specie in altrettanti potenziali Prometeo affinché giungendo nello sconosciuto che li circonda possano trovare altri oggetti e riportarli alla specie per continuare il processo di sviluppo. Dona l'oggetto, ma non sé stesso.

Per costruire sé stesso, lo Stregone deve attrezzarsi modificandosi.

Fagocita, ingloba, trasforma quanto arriva dall'oggettività trasformandolo in armi per la propria costruzione attraverso le risposte soggettive che mette in atto.

Il verbo da considerare è: fagocitare!

-----continua al link-----

 

05 maggio 2024

Manipolazione mentale dell'infanzia e selezione

Le sollecitazioni che agiscono sull'educazione sono piene di migliaia di variabili e la soggettività tende a scegliere fra le variabili. Non tutti i genitori esercitano il medesimo tipo di violenza sui figli; non tutte le situazioni esercitano l'imposizione religiosa allo stesso modo. L'educazione religiosa è sempre distruttiva, ma condizioni parentali, sociali o anche scelte soggettive ne modificano con effetti specifici sul singolo soggetto.

Così, la distruzione che appare ai nostri occhi è una percentuale significativa di persone. se si stabiliscono due estremi fra azione distruttiva del condizionamento educazionale e non effetti del condizionamento educazionale religioso. Abbiamo una grande percentuale di disadattati, una percentuale di disadattati, ma non troppo, una percentuale di disadattati ma che non appaiono come disadattati e una percentuale che possiamo considerare privi di un effetto del condizionamento educazionale diretto.

A noi non interessano gli sforzi del singolo soggetto, a noi interessa l'apparato generale della manipolazione educazionale dell'infanzia e gli effetti distruttivi che produce.

Certo, non affoga tutte le persone, ma è organizzato per affogare tutte le persone anche se fattori diversi, per una percentuale di persone, intervengono per limitarne gli effetti.

 

05 maggio 2024

Vittime e carnefici

Persone che hanno deciso di essere prede e vittime consegnandosi ai loro possibili carnefici.

Guarda caso, anche qui si parla di esorcisti.

E' una società malata di persone che si fanno vittime.

[fonte la Repubblica]

 

05 maggio 2024

Dentro di noi

Dentro di noi coabitano un'infinito numero di personalità, ognuna con la propria storia e ognuna con la propria descrizione del mondo e della realtà nella quale viviamo.

Queste realtà sono abitate da diversi Dèi che ne qualificano le modalità espressive.

Noi, crescendo e facendo esperienza nel mondo, selezioniamo queste personalità, a volte le amalgamiamo e a volte le scindiamo facendo abitare la nostra coscienza da una di queste, che selezioniamo, e relegando le altre nel rumore di fondo della nostra coscienza. Ma non sono cancellate. In caso di necessità possiamo portarle alla coscienza e far loro dominare la coscienza per affrontare condizioni specifiche della nostra esistenza.

La disciplina consiste nel riportare queste personalità nel rumore di fondo della coscienza una volta che sono servite allo scopo.

Possiamo dire che è il Dio che siamo che emerge dentro di noi. Un Dio che abbiamo costruito nel corso della nostra vita capace di controllare tutti gli Dèi che ci hanno portato in Essere e che vivono dentro di noi. Il Dio che abbiamo costruito ha le caratteristiche di ogni Dio dell'universo e ha la capacità di diventare quel Dio, comportarsi nel mondo attraverso la capacità di percezione di quel Dio, chiamare quel Dio a sorreggere i nostri Intenti e, nello stesso tempo, di tornare nel suo mondo abitando lo spazio della non-coscienza che noi frequentiamo attraverso il sonno e dal quale la ragione si difende mediante il sogno.

Permettere al Dio che cresce dentro di noi di prendere, sia pur per pochissimi minuti, il controllo della coscienza, non è mai gratis.

Sono necessari giorni per recuperare l'equilibrio recuperando l'energia e separando il luogo in cui abita quel Dio dalla coscienza razionale che abita la realtà quotidiana.

Questo sacrificio lo posso fare solo per un amico, sperando di scuoterlo dal torpore.

 

Pagina specifica del giorno

 

Il ruolo che ha l'ideologia cristiana nell'ideologia Pagana

 

04 maggio 2024

Inno Orfico a Legge - Nomos

Inno Orfico a Legge - Nomos

  Inno Orfico a Legge - Nomos

Invoco la santa sovrana degli immortali e dei mortali,
Legge celeste, che determina la posizione degli astri, giusto sigillo
del pelago marino e della terra, che stabile, sempre estranea alle fazioni
custodisce la sicurezza della Natura con le leggi,
con le quali in alto guidando il grande cielo essa stessa procede,
e l'invidia non giusta amo' di sibilo spinge fuori;
che anche per i mortali risveglia un buon fine di vita:
essa sola infatti possiede il timone dei viventi
accompagnandosi a pensieri rettissimi, sempre sicura,
antica, molto esperta, che senza danno abita con tutto
ciò che è legale, ma porta la pesante sventura a ciò che è illegale.
Ma, beata, onorata da tutti, portatrice di felicità, da tutti desiderata,
con cuore benevolo manda il tuo ricordo, ottima

Tratto da Inni Orfici ed. Lorenzo Valla trad. Gabriella Ricciardelli

Un Pagano Politeista ha bisogno di leggi certe nelle quali costruire sé stesso. E' come l'universo in cui le leggi delle relazioni fra gli enti appartengono agli adattamenti che gli enti hanno costruito partendo da quanto hanno trovato nel venire in essere. Nessuna mente si sveglia al mattino impazzita e decide, perché gelosa dell'Essere Natura, di invertire la gravità dei pianeti. Nessuna mente può farlo perché non esiste nessuna mente che abbia stabilito l'esistenza della gravità o della gravitazione universale. Le cose sono come sono venute in essere mediante trasformazione equilibri ed adattamenti. Gli enti si adattano al loro esistere. L'adattamento degli Esseri modifica il presente, ma solo nella misura in cui gli enti che agiscono nel presente sono attori della loro esistenza, protagonisti all'interno delle leggi, e non spettatori o padroni delle leggi.

L'inno Nomos (la Legge) va interpretato in senso cosmico. La legge non viene associata a Giustizia che proceduta da Temi (giustizia universale), adattata da Zeus per gli Esseri della Natura. Legge è Legge. Senso dell'esistenza degli Esseri. Nomos è il meglio del meglio che in quel momento regola le relazioni fra gli Esseri.

Esseri uguali che rispondono alla medesima legge.

La somma legge che ogni Essere deve esprimere in cui costruire sé stesso. La Legge, violando la quale si distrugge l'ordine cosmico. Lo si distrugge sia che si annienti Legge nel Cosmo sia che la si annienti nel singolo Essere. La manifestazione di Legge, Nomos, nelle azioni di ogni Essere; il principio della sua vita in continuo adattamento e trasformazione.

Che cos'è Nomos, Legge? E’ il meccanismo di adattamento soggettivo alle variabili oggettive.

---continua al link-----

 

04 maggio 2024

Cartomanti e preti cattolici

Guardatevi dai cartomanti. Fare i cartomanti è una professione il cui scopo è quello di individuare le debolezze e le fragilità delle persone per poi rubare loro la vita.

Il mestiere del cartolante è lo stesso mestiere del prete cattolico. Carpisce la fiducia delle persone e crea dipendenza delle persone dal cartomante o dal prete cattolico. La stessa fiducia che il broker chiede alle persone per avere i loro soldi. Solo che il cartomante agisce organizzando agguati alla struttura emotiva delle persone. Le rende dipendenti e poi le succhia come un vampiro succhia il sangue delle persone.

La persona violentata dal cartomante è ua persona costretta alla paura attraverso mezzi di coercizione emotiva e viene, via via, rapinata di denaro e di tempo finendo per perdere la propria vita e trasformarsi in un accattone.

Guardatevi da chi fa della cartomanzia una professione come guardatevi da chi pratica magia cerimoniale: sta usando le stesse tecniche del prete cattolico per creare dipendenza e stuprare le persone.

Non è un caso che i preti cattolici in Italia siano in diminuzione mentre sono in aumento i o le cartomanti. L'uno è facilmente individuabile, i cartomanti sono più subdoli, sfruttano desideri e bisogni di persone fragili.

 

04 maggio 2024

Il mondo si trasforma e i giornalisti Italiano tacciono

La Cina ha lanciato con successo la sonda lunare Chang'e-6 nel primo tentativo di recuperare campioni lunari da lato nascosto della Luna. La Cina sta ampliando le attività spaziali commerciali.

La Cina ha stipulato un accordo di libero scambio con l'Equador e continua l'azione diplomatica cinese volta a costruire rapporti economici con l'America Latina.

La Cina ha creato la sua nuova Shangai in Perù

Scrive l'Espresso:

Un porto gigantesco destinato a essere lo snodo del trasporto via mare tra il Sudamerica e l’Asia. è a Chancay, frutto di un investimento miliardario del governo di Pechino. Un pezzo di Cina oltreoceano
La Cina ha scelto il Perù. Non lo ha scelto per l’argento, il rame, lo zinco che estrae da anni con le sue partecipazioni nelle grandi miniere della Sierra e delle Ande. Lo fa con un porto destinato a essere il più grande hub del commercio marittimo di tutta l’America Latina. è quasi pronto. Il prossimo 10 novembre sarà inaugurato in pompa magna durante il vertice dell’Apec, la Cooperazione Asia-Pacifico, alla presenza del presidente Xi Jinping che vuole così imprimere una valenza geopolitica a questa impresa ingegneristica destinata a cambiare il mercato internazionale e gran parte di quello via mare.

[Fonte espresso online.]

La Cina in questi giorni ha messo in mare la sua terza portaerei.

Mentre l'Europa è tutta concentrata sullo scontro Ucraina-Russia e a sostenere il genocidio dei palestinesi, il mondo si trasforma e questa trasformazione avrà un grande impatto per il futuro riducendo l'Europa in una periferia di rovine morali di un mondo in crescita.

 

04 maggio 2024

L'Europa si arma per la guerra? L'Europa si disarma per la guerra?

Ho l'impressione che l'Europa stia facendo grandi passi verso uno stato di guerra.

La sconfitta dei sovranisti in Inghilterra suggerisce condizioni simili all'inizio della seconda guerra mondiale.

Sovranismo e razzismo vanno di pari passo.

 

04 maggio 2024

la fiducia come premessa per il raggiro e la rapina delle persone

Le persone vengono educate ad aver fiducia in Dio. Così entrano in ambienti sociali senza essere attrezzati per affrontarli e finiscono per trasformarsi in prede.

Una volta predati vengono trasformati in accattoni e, spesso, portano la predatura dentro casa trasformando le persone che li amano in prede a loro volta.

Quando si è aggrediti, si tronca ogni relazione e se non si è in grado di togliersi il guinzaglio della dipendenza emotiva, l'autodistruzione è in atto.

Io ho raccontato il "crogiolo dello Stregone", ma le persone spesso non lo hanno capito sperando, anziché ascoltare, di trovare in esso la conferma delle loro idee.

Io mi ritengo responsabile per ciò che dico, ma non mi ritengo responsabile per ciò che le persone vogliono capire, fraintendono o collacano le mie parole in insiemi che ne cambiano il significato.

 

Pagina specifica del giorno

 

4) L'Essere Assolutamente Necessario nella Religione Pagana

 

03 maggio 2024

La mancanza di conoscenza

La mancanza di cultura non si manifesta col "non sapere nulla", ma coll'inventare una realtà diversa, spesso immaginifica, con cui riempire il nulla della propria conoscenza.

La ricerca del conoscere è lavoro. E' dolore in una costante pulizia di una ragione che tende a fuggire dalla realtà vissuta perché, nell'immaginazione, non è necessario impegno, progetto e angoscia per un risultato da raggiungere.

La mancanza di cultura si esprime mediante vaneggiamenti che, passando di bocca in bocca, alimentando desideri reciproci e collettivi all'interno di una realtà che genera stati psicologici di attesa. La mancanza di cultura non fa altro che imprigionare l'individuo nel suo presente di cui non conosce né realtà, né limiti e nemmeno le possibilità (di trasformazione dello stesso). Non conoscendo, si immagina al di sopra di quanto esiste perché quanto esiste deve essere ignorato.

 

03 maggio 2024

Pitagorismo e schiavismo

Per quanto si possa contestare Giamblico (250 - 330 d.c), che scrive nel quarto secolo dell'era moderna, l'idea che Giamblico attribuisce ai Pitagorici è quella di un divino dominatore dell'uomo, non un compagno degli uomini.

Chi sia il padre dell'idea del Dio padrone, è difficile dirlo. Di volta in volta quest'idea emerge e viene diversamente veicolata da coloro che si sentono padroni degli uomini.

I pitagorici si proponevano come padroni delle persone. Si proponevano di dare leggi di obbedienza agli uomini.

Questo sistema filosofico, a quanto ne so, e io ne so poco, non è mai stato affrontato davanti agli uomini Lo vediamo emergere in Platone. Lo osserviamo nelle relazioni fra Platone e il pitagorico Archita di Taranto e lo vediamo sorgere fra gli ebrei ridotti in servaggio, a Babilonia, da altri ebrei che li dominano e che li marchiano con la circoncisione.

Viene riportato da Giamblico:

Da Giamblico, Vita Pitagorica [174 - 175]

174. [...] I pitagorici ritenevano, per averlo appreso da Pitagora, che fosse utile pensare, a proposito del divino, che esso esiste e guarda con attenzione il genere umano e non lo trascura. Infatti noi abbiamo bisogno di una tale “soprintendenza” alla quale non dobbiamo pensare di opporci per nessun motivo: e tale è quella che promana dal divino, se è vero che il divino è tale da essere degno di reggere tutto l’universo. Essi affermavano infatti, e a ragione, che l’essere vivente è per natura tracotante e sottoposto a svariati impulsi, appetiti e altre passioni. Perciò ha bisogno di [sentire su di sé] la supremazia e la mano minacciosa di una tale autorità, da cui provengono moderazione e ordine.
175. Essi credevano appunto che ciascuno di noi, nella consapevolezza della multiformità della propria natura, non debba mai dimenticare la sacra attenzione e la cura che deve al divino, ma tenere sempre fisso in mente che questo osserva e tiene d’occhio la condotta degli uomini.

Da: Presocratici, "I sentieri della sapienza attraverso la Ionia e oltre da Talete a Eraclito" di Laura Gemelli Marciano, editore Lorenzo Valla, 2023, pag. 205

L'uomo terrorizzato dal divino e il gestore dei misteri Pitagora che media fra gli uomini e il Dio imponendo all'uomo ciò che lui ritiene che il Dio gradisca.

E' un meccanismo infame il cui scopo è sempre lo stesso: rubare la vita all'uomo sottomettendolo e rendendolo schiavo.

Una schiavitù che non ha nulla della relazione economica schiavo-padrone, ma diventerà quella schiavitù, con tutto il cuore e tutta l'anima che, caratterizzerà la schiavitù cristiana. Una schiavitù dalla quale non c'è possibilità di conquistare lo status di liberto.

 

03 maggio 2024

Condivisione di pagine web

Quotidianamente vengono preparate delle pagine web.

Si tratta della serie relativa a "cronache pagane" dove, oltre ai post che condivido su Facebook aggiungo spesso altre e diverse riflessioni.

La pagina cambia ogni giorno, almeno fino ad oggi.

Federazione Pagana

Oltre alla pagina della federazione pagana che cambia tutti i giorni, c'è la specifica pagina del giorno che prende il titolo da uno degli argomenti trattati nel giorno come quella di ieri, 02 maggio 2024

Esopo e il concetto di fidarsi e affidare

 

Pagina specifica del giorno

 

Il concetto di divino come negazione del Dio monoteista (ebreo, cristiano, islamico e buddista)

 

02 maggio 2024

La Tifonomachia nella Teogonia di Esiodo

La Tifonomachia nella Teogonia di Esiodo

Dalla pagina:

Tifone è il nemico degli Dèi Olimpi nella loro esistenza. Il futuro degli Dèi Olimpi si risolve in Tifone.

Noi parliamo di mortali e di immortali in una relazione fra i due soggetti. Consideriamo noi stessi i mortali in quanto possiamo constatare che, nello stato in cui viviamo, il nostro corpo fisico cesserà di esistere: morirà.

Anche gli Dèi hanno un corpo fisico e anche quel corpo fisico morirà. Pensiamo all'Essere Terra, a Rea e al suo cuore, Echidna. Quando il sole esploderà, perché oggi la scienza ci dice che comunque la sua massa incandescente è destinata a modificare radicalmente la sua natura distruggendo la Terra e i Pianeti del Sistema Solare, anche l'Essere Terra, Rea, nello stato in cui esiste ora, morirà. E così l'atmosfera, Zeus, e così il respiro di libertà di ogni Essere della Natura, Demetra, e così la natura stessa, Hera, ecc. ecc.

La Tifonomachia è tutto questo. Lo scontro fra ciò che esiste e la sua distruzione: la sua morte del corpo fisico.

La Tifonomachia è la battaglia con la quale gli Dèi Olimpi riaffermano il loro diritto di costruire la vita della Natura allontanando da sé il momento della "morte".

Nella Natura il predatore si prende la vita dell'animale che preda per nutrire sé stesso; il predato mette in atto le proprie strategie per allontanare l'azione del predatore. Speso il predato riesce a sopravvivere al predatore, ma quando diventa vecchio le sue possibilità di resistere al predatore diminuiscono, le possibilità di difesa de predato diminuiscono fino al momento in cui morirà. Sia che il predatore sia un leone, un virus, un battere o un nemico alle porte della vita, un predatore arriva, anche per gli Dèi. Tifone vuole predare gli Dèi Olimpi quando sono nel loro vigore.

Scrive Esiodo nella Teogonia tradotta da Romagnoli:

E quel di stesso avrebbe compiuta un'impresa fatale,

e avrebbe avuto impero sug1i uomini tutti e sui Numi,

senza l'accorto consiglio del padre degli uomini e i Numi.

Emise un tuono secco, terribile; e intorno la Terra

diede un orrendo rimbombo, e il Cielo che immenso sovrasta,

e il Ponte, e le fluenti d'Oceano, e gli abissi terrestri;

e il grande Olimpo tutto tremò sotto i piedi immortali,

mentre moveva il Signore. Die' gemiti lunghi la Terra,

ed un incendio flagrò sul mar di viola, che acceso

fu dal baleno insieme, dal tuono, dall'orrido fuoco,

da folgori abbaglianti, da venti, da fiammee procelle.

Ed estuava tutta la Terra, col Cielo e col Mare,

e furiavano in giro su tutta la spiaggia i gran flutti,

sotto la spinta dei Numi, tutto era un tremuoto infinito.

Ade tremò, che impera sui morti distrutti, i Titani

che sono intorno a Crono tremaron nel Tartaro, quando

quella tremenda zuffa scoppiò, quel fragore incessante.

E Giove, poi che armò l'ira sua, poi che l'armi ebbe prese,

il tuono col baleno, col folgore fumido ardente,

con un gran lancio un colpo scagliò dall'Olimpo; e le teste

intorno intorno tutte bruciò di quell' orrido mostro.

E quello, poi che fu domato, spezzato dai colpi,

piombò giù mutilato, die' gemiti lunghi la Terra.

Ed una vampa sprizzò dal Dio folgorato percosso

nelle selvose convalli dell'Etna tutto aspro di rupi.

E lungo tratto ardea per quel fiato divino la terra

dall'ampio dorso, e al pari si liquefaceva di stagno

quando lo scaldano dentro nei cavi crogioli i garzoni,

oppur di ferro, ch' è fra tutti i metalli il più duro,

quando in convalli montane lo doma col rabido fuoco

entro la terra divina, lo liquefa Efèsto l'industre.

Così la terra al vampo del fuoco si liquefaceva.

E quindi, lo scagliò, furioso, nel Tartaro immenso.

Esiodo, Teogonia 836 880

---continua al link---

 

02 maggio 2024

Esopo e il concetto di "affidare e di fidarsi"

Di chi ci si deve fidare?

E' la domanda che si fa Esopo.

Viviamo in un mondo di predatori e ognuno di essi tende a trasformare gli altri uomini in prede.

Gli uomini, nella società, sono vittime di un infinito numero di predatori e, essi stesi, quando si presenta l'occasione e ne hanno bisogno, si trasformano in predatori di altri uomini.

La logica del predare nasce dalla necessità dei soggetti sociali di appropriarsi di quanto altri soggetti sociali hanno accumulato per accumulare a propria volta.

Ogni soggetto che nella società si appropria ha le proprie strategie d'azione. Ha le proprie strategie d'inganno. Ha capacità per cogliere le specifiche opportunità che gli si presentano.

Non si è mai esclusivamente vittime e non si è mai esclusivamente predatori.

L'esempio che ci fa Esopo è conchiuso nella relazione fra il pastore e il lupo. Il pastore agisce, il lupo agisce, le pecore mancano di decisione e di azione. Le pecore sono vittime, prede, sia del pastore, che le ha accumulate in un gregge, che del lupo che vorrebbe predarle sottraendole al pastore.

Di chi può fidarsi il pastore?

Nella società in cui viviamo oggi, le persone non sono considerate criminali se non dopo aver commesso un crimine. Fino al giorno prima erano delle persone "oneste" o, comunque, considerate innocue. Poi, commettono il crimine.

E' un poò come succede nella testa del pastore che si "fida" del lupo. Lui che ha rubato la vita alle pecore rinchiudendole in un gregge di cui lui dispone, si fida di un soggetto che, per quanto non abbia ancora tentato di rubargli le pecore, vive mangiando pecore. Fin prima era "soggetto di fiducia" da parte del pastore, poi diventa, per il pastore, un criminale.

scrive Esopo:

Un lupo andava dietro a un gregge di pecore, senza far loro nulla di male. Il pastore da principio si guardava da lui come da un nemico e lo sorvegliava pien di sospetto. Ma poiché quello continuava a seguirli e non faceva neppure un tentativo di rapina, finì col considerarlo più un guardiano che un nemico in agguato e, quando ebbe bisogno di recarsi in città, partendo, affidò le pecore a lui. Il lupo pensò che era giunto il momento buono, e, piombando addosso al gregge, ne sbranò la maggior parte. Quando, al suo ritorno, il pastore vide il gregge distrutto, esclamò: "Ahimè! la colpa è tutta mia: perché ho affidato delle pecore a un lupo?".

[Tratto da: Esopo, Favole, "Il lupo e il pastore", Edizione BUR, 1982, n. 229, pag. 255]

Questa storia non vi sembra simile alla storia di molti bancari e broker fuggiti con i soldi dei clienti? I clienti si fidavano. Era una brava persona che aspettava il momento giusto per predarli.

Prendo una notizia come esempio fra le tante apparse in cronaca negli ultimi anni:

VIGONOVO - Broker di Vigonovo indagato per truffa. Secondo le numerose denunce presentate alla Guardia di Finanza veneziana (ma anche alla Procura della Repubblica), il promoter finanziario avrebbe raggirato varie decine di investitori della Riviera del Brenta. Tra i suoi clienti figurano persone di ogni ceto sociale, piccoli, medi e grandi risparmiatori, compresi diversi imprenditori calzaturieri rivieraschi. Impossibile per il momento quantificare l’entità della truffa, ma a quanto pare si tratterebbe di una cifra milionaria. Esiste anche un dato economico sommerso: alcuni suoi clienti si fidavano talmente del broker che, in cambio del denaro consegnatogli, non hanno neppure richiesto la ricevuta scritta.

[Fonte: Il gazzettino online 26 marzo 2022]

In questo caso non è il pastore che si fida del lupo, sono le pecore che si fidano del lupo allo stesso modo con cui le pecore si fidano del pastore quando le conduce sulla strada del macello.

Un po' come chi affidava i propri figli ai preti cattolici fingendo di non sapere che i preti cattolici li avrebbero violentati.

Rimane la domanda: di chi si si può fidare?

Solo di colui che mangia il tuo stesso pane e che con te è sicuro di continuare a mangiare il pane anche domani. Ma devi essere comunque accorto perché non è detto che tu stesso possa diventare il pane che lui mangerà domani.

 

02 maggio 2024

Riflessione sulla libertà

La libertà non è una condizione generica. Per parlare di libertà è necessario dire che cosa si intende per libertà indicando le limitazioni all'uomo che agiscono nel momento presente.

Altrimenti, non si parla di libertà, ma si vendono illusioni a chi ha problemi e desidera che quei problemi vengano rimossi.

E' necessario dire da cosa si desidera essere liberi e non sempre, una volta che ci si libera di quanto opprimeva, si aprono quegli orizzonti che si speravano. Così è necessario, una volta rimosso quanto ci opprimeva, ridefinire il concetto di libertà per rimuovere quanto opprime.

La scelta del mezzo, mediante il quale liberarsi, determina la qualità della libertà che si vuole ottenere.

 

Pagina specifica del giorno

 

Il concetto di creazione nella Religione Pagana

 

01 maggio 2024

Riflessione sulla festa del lavoro

Il primo maggio si celebra il lavoro: si sono dimenticati di riempire di significato la parola "lavoro".

In questo modo è facile prendere in giro le persone. Lavora l'imprenditore, il politico e il mafioso. Lavora il ladro, il corrotto e il commerciante. Vengono celebrati ignorando il bracciante, il cameriere, l'operaio e chi pulisce i gabinetti.

I cristiani per lavoro intendono Dio che crea con la bacchetta magica e il "sudore della fronte" è la punizione di Dio all'uomo come il "partorirai con dolore" per la donna.

Il Gesù dei vangeli non lavora, è solo un parassita sociale, come parassita sociale diventa il modello a cui il cristiano tende come ideale della sua esistenza.

Così l'imprenditore si sente Dio come il mafioso o come il politico che non tollera critiche e domande sul suo operato. Loro festeggiano il loro lavoro.

Nella Costituzione non si è voluto precisare che cosa si intende per lavoro.

 

01 maggio 2024

Inno Orfico a Rettitudine

Inno Orfico a Rettitudine

  Inno Orfico a Rettitudine

O la più giusta per i mortali, molto felice, desiderabile,
che con equità sempre ti rallegri degli uomini giusti,
onorata da tutti, dal felice destino; Rettitudine molto gloriosa,
che sempre giudichi con puri pensieri ciò che bisogna,
sempre indistruttibile nelle coscienza; infatti distruggi tutti,
quanti sono venuti sotto il tuo giogo, ma che a proprio vantaggio
con i pesanti piatti delle bilancia inclinano lateralmente per ingordigia;
estranea alle fazioni, amica di tutti, amante delle feste, amabile,
ti rallegri della pace, ricerchi la vita sicura;
sempre infatti detesti il di più, mentre gioisci dell'equità:
in te infatti la virtù della saggezza raggiunge un buon fine.
Ascolta, dea, e giustamente distruggi la malvagità dei mortali,
affinché viaggi sempre con equilibrio la vita buona
degli uomini mortali, che mangiano il frutto della terra,
e di tutti gli animali, quanti ne nutre nelle viscere
la dea madre Terra e Zeus marino che sta nel pelago

Tratto da Inni Orfici ed. Lorenzo Valla trad. Gabriella Ricciardelli

Rettitudine. Essere uguali a sé stessi! Nelle diverse circostanze! Vivere alimentando il proprio Potere di Essere anziché vivere per appropriarsi di individui attraverso il Potere di Avere "ma che a proprio vantaggio con i pesanti piatti delle bilancia inclinano lateralmente per ingordigia;".

La manifestazione di questo Dio nell'Essere Umano è la sua capacità di andare e viaggiare fra popoli e culture diverse senza ricevere offese; senza arrecare offese. Chi manifesta questo DIO può muoversi nell'Essere Natura rispettato da ogni Essere e da ogni specie.

Per chi interpreta questa visione Orfica, senza praticare Stregoneria, è sempre difficile distinguerla da Giustizia. Chi pratica Stregoneria, questa divinità la conosce molto bene: la conosce col nome di Impeccabilità. Questo divino viene manifestato dall'apprendista stregone attraverso l'autodisciplina unito all'intento con cui abita il mondo.

L'Intento universale che il soggetto pratica è la sua trasformazione nell'infinito; il coltivare il suo tesoro: alimentare il dio che cresce dentro di lui. L'autodisciplina è la costruzione delle relazioni fra il soggetto che alimenta il proprio Potere di Essere e ogni Potere di Essere che incontra nel mondo.

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01 maggio 2024

La Luna

E' sempre una meraviglia.

Brilla da centinaia di milioni di anni e non ci si stanca di guardarla e di meravigliarsi dello splendore in un infinito numero di rappresentazioni.

Che ci piaccia o meno, la Luna ci ha indicato il senso del mutare, della trasformazione continua ed infinita.

Con i suoi piedi percorre lo spazio, trasforma la sua coscienza e ci sollecita a modificare la nostra coscienza.

 

Pagina specifica del giorno

 

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

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