Quali sono i paesi al mondo amici degli USA? Cosa intendono gli USA per amicizia?
Agosto 2026: la Religione Pagana fra filosofia metafisica, psicologia, problemi sociali e cronaca quotidiana.
Argomenti del sito Religione Pagana
Questo sito web non usa l'intelligenza artificiale, ma solo l'intelligenza umana (con i suoi limiti, i suoi errori e le sue imperfezioni).
14 settembre 2026

14 settembre 2026

Il frammento 12 è preso da Proclo nel Commento al primo libro degli "Elementi" di Euclide. La citazione è usata da Proclo per confermare le sue idee sulla linea in campo geometrico. Conferma il suo ragionamento affermando che la linea è una “monade protesa” e genererebbe due, la diade, perché la linea non è ferma ma prosegue all'infinito.
Questa è l'opinione del neoplatonico Proclo e, per quanto sia ritenuto importante il suo trattato, vale la pena soffermarmi sulla citazione del frammento in quanto frammento citato.
Ho detto che monade è una sostanza spirituale elementare, semplice e indivisibile, ma, a differenza di Proclo che considera la monade un'essenza creata, la monade è divenuta in sé e per sé e rispondendo alla Necessità che l'ha portata in essere esprime la propria Volontà d'Esistenza che la spinge a modificarsi nel mondo in cui è venuta in essere. Ne segue che, costruire le condizioni che portano a generare è il suo Intento. Sia che questo generare avvenga per scissione che in qualsiasi altro modo.
Le monadi sono l'essenza sottile, sostanza dell'intero universo. Il termine monadi, usato da Pitagora, sostituisce il termine atomi usato da Democrito.
La monade altro non è che l'Energia Vitale fondamento primo della materia e dell'energia come, fondamento primo della materia e dell'energia, era indicato dal termine atomo.
Necessità è la forza intrinseca alla monade che spinge la monade, come l'atomo, a modificarsi in continuazione. Nel caso del frammento, la monade costruisce le condizioni affinché due monadi vengano in essere. E la monade genera due.
La monade, l'Energia Vitale nel momento in cui da inconsapevole diventa monade consapevole deve comporre due forze. Alla Necessità, che l'ha spinta alla consapevolezza, date le condizioni oggettive favorevoli, somma la propria volontà d'esistenza. Necessità spinge introducendo la sensazione nei mondi. Introduce il sentire e il sentire, venendo in essere, genera il libero arbitrio soggettivo come adattamento soggettivo alle variabili oggettive incontrate.
Volontà è la qualità attraverso la quale si genera la trasformazione della Coscienza, ma la sua costruzione avviene come sviluppo della monade che rappresenta l'essenza della Coscienza di Sé. Così nell'Essere Umano, la monade, è la sua consapevolezza che alimenta la costruzione del suo corpo, fisico prima e quello luminoso poi, che cresce e si dilata nel circostante. La dilatazione nel circostante avviene attraverso la volontà d'esistenza che si manifesta nelle scelte soggettive del singolo Essere Umano attraverso il vivere del corpo fisico.
Ciò che è uno diventa due.
Lo diventano nell'Essere della Natura come corpo di materia e come corpo di energia. La struttura materiale del corpo, che partecipa alla vita nella natura, altro non è che corpo fisico-emotivo che partecipa all'esistenza sia nel piano fisico e quotidiano, sia attraverso la percezione emotiva della realtà emotiva dell'esistente. Durante la vita come Essere della Natura, l'individuo, partecipando alle contraddizioni dell'esistenza, forgia il suo corpo luminoso plasmando la sua energia emotiva. Questo fino a quando ci saranno due corpi del medesimo individuo che abitano la quotidianità. Uno legato alla forma e alla ragione e l'altro legato alla realtà emotiva dell'esistenza. Entrambi i corpi inviano segnali diversi sulla realtà del mondo alla coscienza che risolverà la percezione di due condizioni diverse nell'azione con la quale l'individuo sceglie e abita il mondo.
Il corpo di Energia che l'Essere Umano costruisce è la struttura fisica del suo futuro. La Coscienza che costruisce attraverso il suo agire come materia è la formazione della sua futura Coscienza ottenuta mediante il suo adattamento soggettivo alle variabili oggettive che altro non è che la risposta soggettiva all'impulso di Necessità a cui ha sommato la sua volontà. Un inconsapevole ha generato due consapevoli. Due consapevoli che concorrono a formare uno, l'individuo, all'interno del gioco universale di dilatazione del consapevole nell'inconsapevole che lo circonda e che, anche attraverso questo, diventa consapevolezza.
NOTA: I commenti agli Oracoli Caldaici si riferiscono, come numero di riferimento, alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'edizione Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.
Pagina specifica dell'argomento
13 settembre 2026

Firenze - Baccante con satiro e pantera
Io leggo testi antichi tradotti da studiosi, spesso considerati a buon livello.
Il problema del traduttore. nel tradurre testi religiosi pre cristiani o pre platonici, è quello di attribuire alla parola un significato letterale relativo alla sua concezione religiosa attuale.
So che ci sono studiosi che disquisiscono sul significato dei vocaboli, ma queste polemiche sono confinate nel piano culturale. Quando escono testi religiosi antichi tradotti, le parole usate e il modo di usarle tendono a ricondurre la traduzione al significato che il cristiano vuole che le parole abbiano.
La questione che maggiormente mi ha colpito è la polemica di Giovanni Reale contro Wilamowitz-Moellendorff sul fatto che furono, secondo Giovanni Reale, gli orfici ad introdurre la metempsicosi nel loro sistema religioso e non Pitagora.
Wilamowitz-Moellendorff negava che fossero stati gli orfici e, in effetti, in nessun documento orfico c'è un solo accenno al fatto che gli orfici credessero nella metempsicosi.
Scrive Giovanni Reale:
L'opinione più diffusa degli studiosi è che in Grecia siano stati gli Orfici a diffondere la credenza nella «metempsicosi». Tuttavia, siccome alcuni studiosi hanno contestato questa tesi, è bene fare alcune precisazioni, perché fra le voci di dissenso (che pure non sono molte) si è sollevata anche quella assai autorevole di Wilamowitz-Moellendorff.
Nessuna fonte antica ci dice espressamente che siano stati gli Orfici ad introdurre la credenza nella metempsicosi; anzi alcune fonti tarde dicono addirittura che sia stato Pitagora. Tuttavia contro una presa di posizione ipercritica è da rilevare quanto segue:
a) Pindaro conosce questa credenza, e non si può dimostrare che egli l'abbia derivata dai Pitagorici e non dagli Orfici.
b) Le antiche fonti, inoltre, quando parlano della metempsicosi, la riferiscono come dottrina rivelata da «antichi teologi», «indovini» e «sacerdoti», oppure usano le espressioni con le quali solitamente alludono agli Orfici.
c) In un passo del Cratilo, Platone menziona espressamente gli Orfici, attribuendo loro la dottrina del corpo come luogo di espiazione della colpa originaria dell'anima, che presuppone strutturalmente la metempsicosi e anche Aristotele riferisce espressamente agli Orfici dottrine che implicano, la metempsicosi.
d) Alcune fonti antiche fanno espressamente dipendere Pitagora da Orfeo e non viceversa. Il fatto, poi, che antiche fonti affermino che Pitagora mise in versi dottrine, attribuendole ad Orfeo, se non può essere preso in considerazione alla lettera, testimonia, tuttavia, quale fosse la più antica convinzione circa i rapporti fra i due personaggi.
Giovanni Reale, nella prefazione a: Otto Kern, Orfici, testimonianze e frammenti, Bompiani Editore, 2011, pag. 16-17
Le opinioni degli studiosi sono una cosa, le prove sono una cosa diversa. Molti studiosi pensano che Gesù sia esistito, ma sono solo opinioni dal momento che le prove indicano che non è mai esistito.
Questo significa che la maggior parte degli studiosi coltiva idee preconcette solo per fede e non per dimostrazione oggettiva. Altrimenti, non sarebbero solo opinioni, ma risultati di una ricerca.
Dopo aver premesso questo, Giovanni Reale afferma che "Nessuna fonte antica ci dice espressamente che siano stati gli Orfici ad introdurre la credenza nella metempsicosi".
Basterebbe questo per chiudere ogni polemica, ma Giovanni Reale vuole, a tutti i costi, attribuire il concetto della metempsicosi agli orfici e, per farlo, usa quattro argomenti.
Il primo argomento è Pindaro. Giovanni Reale afferma che Pindaro conosceva la credenza della metempsicosi, ma non si può dimostrare che l'abbia conosciuta dai pitagorici e non dagli orfici.
Pitagora, attivo in Calabria e in Sicilia, è nato fra il 580 a.c e il 570 a.c. ad è morto nel 495 a.c.. Pindaro, che ha frequentato la Sicilia fra Siracusa e Agrigento per molti anni, è nato il 518 a.c. ed è morto il 438 a.c.. Pindaro, dunque, era in Sicilia e trascorse diversi anni alla corte di Gerone e Terone dove la filosofia di Pitagora era di casa, se non accettata e discussa. Ricordo che una tradizione vuole che Pitagora fosse ucciso dai siracusani, mentre, nella stessa operazione, si salvò, fuggendo, Archita di Taranto con cui Platone intrattenne rapporti. Affermare, pertanto, che la tradizione fosse orfica e non di pitagora non è solo arbitrario, ma è un atto di fede. Ci sono una serie di aneddoti in cui Pitagora parla della metempsicosi mentre non ce né nessuno che riguarda gli orfici.
Inoltre, la metempsicosi, come la reincarnazione o l'inferno e il paradiso, sono strumenti ideologici per controllare il comportamento degli uomini minacciandoli di pene dopo la morte se non obbediscono alle leggi o a regole morali imposte. Questo tipo di minacce appartiene esclusivamente ai legislatori che voglio ammantare le loro leggi di un carattere religioso, ultraterreno. Questo è il caso di Pitagora che intendeva imporre le proprie leggi alle città della Sicilia e della Calabria. Non certo degli orfici che con i riti dionisiaci rompevano ogni tradizione sociale e ogni convenzione.
Dice ancora Giovanni Reale che le antiche fonti attribuiscono la metempsicosi a indovini, teologi o sacerdoti. Il trucco di attribuire un'invenzione religiosa a qualche "profeta scomparso" ritenuto un'autorità è sempre stata largamente usato. Non sono solo gli ebrei che hanno inventato un Mosè, ma lo stesso Platone rifilava la sua responsabilità per la sua dottrina a Socrate per dare alla sua dottrina una parvenza di autorità . Una sorta di legittimità: "Non lo dico io, lo ha detto Socrate che ora è morto!".
Platone scriva nel Cratilo:
Socrate - In molti modi, mi sembra; anzi, se lo si altera un poco, in moltissimi. E, infatti, alcuni lo chiamano tomba dell'anima, come se essa vi si trovasse sepolta nella vita presente. E poiché, d'altro canto, attraverso questo l'anima significa ciò che intende esprimere, anche per questo viene denominata correttamente segno. Tuttavia, mi sembra che questo nome sia stato assegnato soprattutto dai seguaci di Orfeo, dato che l'anima per essi sconta la pena delle colpe che deve espiare, ed ha questo involucro, immagine di una prigione, affinché si salvi. Questo, pertanto, come suggerisce il nome stesso, è custodia, salvezza dell'anima, finché essa non abbia pagato il suo debito. E non occorre mutare nemmeno una lettera.
Tratto da: Platone, Cratilo, in "Tutti gli scritti", editore Bompiani, 2014, pag. 148-149
Questo indica la volontà di Platone di attribuire agli orfici una credenza, non indica che gli orfici abbiano avuto quella credenza. Non si capirebbero altrimenti le tradizioni orgiastiche della ritualità orfica e dionisiaca se i partecipanti avessero temuto punizioni oltre la morte del corpo fisico. Mentre, al contrario, si comprende la necessità di Platone di sottomettere gli uomini alle sue leggi con cui controllare le società civili.
Platone è un testimone inattendibile, incapace di assumersi la responsabilità per le proprie idee, si nasconde dietro la figura di Socrate. E' difficile dire quanto Platone abbia conosciuto e frequentato Socrate. Quando Socrate morì, Platone non era presente, anche se racconta della morte di Socrate.
Infine, secondo Giovanni Reale, antiche fonti farebbero dipendere Pitagora da Orfeo. Solo che la pratica li separa. Gli orfici praticavano una vita religiosa, Pitagora si interessava al dominio delle città. Dettava leggi e regole che obbligavano i cittadini alla sua morale comportamentale. L'uno non può essere in relazione con l'altro. Gli orfici non hanno mai preteso di dominare le città e, dunque, non avevano interesse ad avere relazioni con Pitagora. Pitagora voleva dettare leggi alle città ed aveva interesse a dare a quelle leggi un valore divino attribuendole agli orfici.
Anche il fatto che secondo alcune fonti Pitagora abbia messo in versi dottrine degli orfici lascia molto perplessi. Pitagora aveva in odio i poeti e sembra che abbia scacciato Empedocle perché mise in versi alcune idee dei pitagorici e, guarda caso, una di queste era relativa alla metempsicosi.
Scrive il Diels Kranz a proposito di Empedocle:
Egli sostiene che le anime tutte trapassano nei corpi di tutti gli esseri viventi. Ed appunto il maestro di tutti costoro, Pitagora, disse di essere stato l'Euforbo che prese parte alla spedizione di Troia e affermava di riconoscerne lo scudo.
Diels Kranz, I presocratici volume 1, Edizione Laterza, 1990, pag. 341
Il sospetto che Pitagora abbia scritto delle dottrine attribuendole agli orfici è piuttosto coerente col personaggio Pitagora. Secondo alcune testimonianze: si fece nascondere per far credere di essere disceso all'Ade; mostrava una gamba d'oro per far credere di essere figlio di Apollo; espresse il suo odio nei confronti dei poeti, Omero ed Esiodo, affermando di averli visti nell'Ade torturati per come avevano parlato degli Dèi.
Infine, Giovanni Reale, per provare che gli orfici credevano in condanne, pene e premi dopo la morte, cita le Laminette Orfiche che tutto ispirano meno che le condanne da parte di terzi per le azioni fatte dagli Esseri della Natura nella loro esistenza.
Scrive Giovanni Reale:
La rivoluzione dell'Orfismo è dunque evidente, ed è errato sopravvalutare quegli antecedenti di cui si è detto: infatti, secondo la nuova concezione, a tutti gli uomini, senza eccezione, compete un premio o una pena, a seconda del modo in cui siano vissuti. Così quella che era eccezione diviene la regola, quello che era il caso privilegiato diviene il destino a tutti comune. Questo è detto con tutta chiarezza nelle laminette orfiche trovate nelle tombe dei seguaci dell'Orfismo.
In una laminetta trovata ad Ipponio si dice che l'anima purificata nell'aldilà farà molta strada per le vie che percorrono anche gli altri iniziati e posseduti da Dioniso.
In una trovata a Petelia si dice che essa regnerà insieme agli altri Eroi.
In una delle laminette di Turi si dice che l'anima purificata, così come originariamente apparteneva alla stirpe degli Dèi, sarà Dio anziché mortale.
Infine, in un'altra laminetta di Turi si dice che da uomo diventerà Dio.
Ecco il testo di questa bella laminetta:
Ma non appena l'anima abbandoni la luce del sole,
a destra guardandosi bene da ogni cosa.
Gioisci, tu che hai patito la passione:
questo prima non l'avevi patito in precedenza.
Da uomo sei diventato dio:
agnello cadesti nel latte.
Gioisci, gioisci prendendo la strada a destra
Verso i sacri prati e i boschi di Persefone.
«Da uomo diventerai dio», perché dal divino derivi: ecco la più sconvolgente novità del nuovo schema di credenza, accogliendo la quale la vita e la morte erano destinate a cambiare il loro più antico significato.
Giovanni Reale, introduzione a Otto Kern, Orfici, testimonianze e frammenti, Bompiani Editore, 2011, pag. 19-20
L'orfismo non fa nessuna rivoluzione nei confronti dell'epoca in cui è nato. Si limita a fissare le idee religiose dell'epoca in cui è emerso come necessità di trasmetterle.
Non esistono pene dopo la morte del corpo fisico. Esiste solo ciò che si è costruito nel corso della propria esistenza fisica.
Le Laminette Orfiche, citate da Giovanni Reale, sono state oggetto di vari studi, come quello di Giovanni Pugliese Cantarelli pubblicato da Adelphi nel 2001.
La laminetta orfica di Ippona racconta dell'inizio del viaggio che fa la persona, una volta morta, nel nuovo mondo:
Dì: "(Son) figlio della Greve e del Cielo Stellato;
di sete son arso e vengo meno: ma datemi presto
da bere la fredda acqua che viene dal lago di Mnemosyne".
Ed essi son misericordiosi per volere del sovrano degli Inferi,
e ti daranno da bere (l'acqua) del lago di Mnemosyne;
e tu quando avrai bevuto percorrerai la sacra via su cui anche gli altri
mystai e bacchoi procedono gloriosi
Nella Laminetta Orfica di Ippona si tratta, in sostanza di rivendicare l'onore con cui si è affrontata la propria vita fisica e la pretesa di essere riconosciuto come un Dio che percorre il proprio sentiero di conoscenza in una diversa dimensione. La via da percorrere è la via delle trasformazioni soggettive che è percorsa da tutti coloro che da Esseri Umani hanno partorito il loro Corpo Emotivo (luminoso).
Nella Laminetta Orfica di Petelia si dice:
Di sete son arsa e vengo meno: ma datemi presto
la fredda acqua che scorre dal lago di Mnemosyne".
Ed essi ti daranno da bere dalla fonte divina;
e dopo di allora con gli altri eroi sarai sovrana.
Il termine usato da Puglisi è "sarai sovrana" e non che "regnerai". In sostanza, "sarai sovrana delle tue scelte" e non che comanderai come piace ai cristiani.
Una delle quattro Laminette Orfiche di Thurii afferma (le altre tre sono simili):
Vengo dai puri pura, regina degli Inferi,
Eucle ed Eubuleo e voi altri, dèi immortali,
giacché affermo di essere anch'io della vostra stirpe beata.
Ma mi soggiogarono la Moira [altri dei immortali]
e il folgoratore celeste con i suoi fulmini.
Volai via dal cerchio di pesante dolore e tormento
e con i piedi veloci salii all'agognata corona,
mi immersi poi nel seno della Signora, regina degli Inferi,
e dall'agognata corona discesi con i piedi veloci.
"Felice e beatissimo, sarai dio invece che mortale."
Capretto caddi nel latte.
Io sono un Dio, dice la persona alla regina degli inferi. Ho attraversato le mie trasformazioni nella vita fisica (soggiogata dalla Moira) e vissuto con il "folgoratore celeste", l'atmosfera, con i suoi fulmini, le contraddizioni dell'esistenza fisica, ma poi sono volata via. Mi immersi nel seno di Persefone. Ora sei diventato un Dio e hai cessato di essere un mortale. Il tuo corpo fisico è morto nella felicità.
Giovanni Reale ha citato un'altra Laminetta Orfica di Thurii che Giovanni Puglisi Carratelli traduce in questo modo, a differenza di Reale:
Ma quando l'anima si allontana dalla luce del sole
procedi dritto verso destra, tu che hai ben tenuto a mente tutti (i precetti).
Allegrati, tu che hai sofferto il patimento: tale non mai prima soffristi.
Da mortale sei diventato un Dio: capretto verso il latte ti lanciasti.
Allegrati, allegrati tu che precedi a destra
verso i prati sacri e i boschi di Persefone.
NOTA: Le citazioni delle Laminette Orfiche sono prese in parte da Giovanni Puglisi Carratelli, Le laminette d'oro Orfiche, Editore Adelphi, 2001. In parte da Paolo Scarpi, Le religioni dei misteri, Edizione Valla.
In questa Laminetta Orfica viene tradotto un termine greco con la parola "anima" che non ha nulla a che vedere col concetto platonico, neoplatonico o cristiano di "anima".
Suona come: "Ciò che anima il corpo si allontana dalla luce del sole..." lasciando di fatto il cadavere del corpo fisico privo di coscienza e consapevolezza. Il concetto di "ciò che anima", "animale", è il concetto che ha preceduto il concetto di anima usato da Pitagora, Parmenide e Platone.
Ogni Essere della Natura è un divino che trasforma e plasma la propria Energia Emotiva nel corso della propria vita per trasformarsi in un Dio. In alternativa, non plasma la propria Energia Emotiva e questo avviene sempre quando un soggetto si sottomette ad un'entità esterna a sé, abortendo la propria possibilità di trasformare la morte del corpo fisico in nascita del suo Corpo Luminoso; del suo Corpo Emotivo.
In tutte le Laminette Orfiche non esiste la "punizione" per non aver rispettato i dettami. Nessuno ti punisce se non vuoi costruire la tua casa, ma quando arriva il temporale subisci la tempesta. Nessuno ti ha punito. Tu hai scelto. E si sceglie anche se si è inconsapevoli delle possibili conseguenze da possibili scelte o non scelte.
L'orfismo non predica la metempsicosi; non predica il ritorno alla vita fisica. Lo testimonia Orfeo che, scendendo all'Ade, non può portare Euridice alla vita fisica. Non esiste possibilità di ritorno nell'utero dell'esistenza fisica. Si può solo crescere, sempre, "procedendo verso i prati sacri e i boschi di Persefone"
Se non si comprende che questa è la Religione Pagana si continua a riproporre i concetti cristiani, derivati dal pitagorismo, dal platonismo e dal neoplatonismo, che vogliono l'uomo sottomesso a qualcuno che lo domini. Se pensate che un padrone sia benevolo, significa che siete assolutamente sottomessi ed obbedienti e lui ha interesse che voi lo siate. Nel momento in cui cessano i suoi interessi, le persone obbedienti diventano carne che deve essere macellata. La sottomissione, anche ad un'idea astratta usata come preconcetto, porta sempre alla distruzione di chi fa del preconcetto un concetto da cui far dipendere la propria vita. In questo modo si costruisce la disperazione.
13 settembre 2026

I cristiani stanno cercando di prendere le distanze dai sovranisti.
La bibbia di Trump e il crocifisso della Meloni sono i simboli dell'odio sociale. Ora che l'odio sta montando i cristiani come Prevost devono dissociarsi, creare una distanza e i loro adepti si travestono da sciamani, da neopagani e quant'altro. Fra wiccani e sognatori del proprio paese come superpotenza dai costumi "tradizionalisti" c'è sempre stata la necessità di veicolare l'assolutismo cristiano in forme apparenti diverse.
E' necessario rinnovare continuamente il proprio pensiero religioso per non essere confusi con i delinquenti sociali che nascondono la loro criminalità pretendendo di essere riconosciuti come "pagani".
Si tratta di criminali razzisti legati alla chiesa cattolica e alle chiese protestanti il cui scopo è far credere che il paganesimo è una sorta di cristianesimo violento e discriminante.
Queste persone mettono in pericolo la società civile in nome della supremazia di una razza che ogni Costituzione occidentale condanna.
Pagina specifica dell'argomento
12 settembre 2026

12 settembre 2026

Quando io ho iniziato ad analizzare il pensiero sociale sono stato costretto a misurarmi con il cristianesimo che, in questo paese, è l'ideologia dominante.
Dal momento che la mia "educazione cristiana" era andata perduta, nel senso che, per quanto violenta, non ha inciso profondamente sulla mia struttura psicologica ed emotiva, non sono stato costretto ad affrontare la mia "educazione cristiana" che avevo, di fatto, emarginalizzato attraverso il mio impegno sociale.
Sono stato costretto a confrontarmi con l'ideologia cristiana come definita dai testi sacri dei cristiani.
Un po' alla volta ho conosciuto tutto l'orrore ideologico e inumano del cristianesimo in un grande numero di sfaccettature sociali in cui l'ideologia cristiana si veicolava.
E' stato un cammino di conoscenza, che ancora non è concluso né mai si concluderà, durante il quale ho scoperto che i cristiani non solo non conoscono i loro testi sacri né le conseguenze sociali dell'ideologia che loro professano ma, psicologicamente parteggiano per tutto quello che può danneggiare la società e, in particolare, la loro vita. Sono così accecati dalla manipolazione mentale che hanno subito da vivere in una sorta di delirio di onnipotenza sentendosi tutti dei "Dio padrone" nei confronti di tutti coloro che non la pensano come loro.
Quando dissi ai cristiani che il loro Gesù ordina di sgozzare, scannare, chiunque non si sottomette a lui, rimasero sbalorditi. Increduli. Vennero a trovarmi con le loro bibbie chiedendomi di indicargli il passo in cui Gesù sosteneva questo. Quando glielo indicai, non condannarono il loro Gesù in quanto malvagio, ma dissero: "Lui può, è il figlio di Dio!". Il che fa il pari con l'affermazione: "Hitler può costruire i campi di sterminio perché è il capo della Germania!".
Solo che, la domanda che voglio fare ora è: che cosa significa essere pagani?
Le persone usano il termine pagano significandolo con quanto i cristiani vogliono intendere col termine "pagano". I cristiani trasferirono il termine dall'ambito sociale, in cui era usato, al campo religioso come un insulto per coloro che non si erano convertiti al cristianesimo. Poi, in un secondo tempo, usarono il termine "pagano" per definire ideologie filosofiche che fra il II e il VII secolo d.c. erano diverse dal cristianesimo, spesso legate allo stoicismo, all'epicureismo, al platonismo e al neoplatonismo. Poi, i cristiani iniziarono ad usare il termine "pagano" per definire tutti i non cristiani. Erano "pagani" i musulmani, i buddisti, i taoisti, gli scintoisti, gli abitanti dell'Africa e dell'America sia del nord che del sud.
Resta la domanda: un Pagano, che cosa pensa? Quando una persona può dirsi Pagana al di là di quanto i cristiani vogliono che sia?
Quali sono i contenuti ideologici che distinguono il pensiero pagano dal pensiero cristiano?
Cosa e come pensavano il loro essere persone religiose gli Antichi, i primi che i cristiani etichettarono come Pagani?
Ma soprattutto, un'altra cosa: come sarebbe oggi il pensiero di quegli antichi, che i cristiani hanno etichettato come Pagani, se il pensiero antico fosse stato trasferito nell'epoca attuale?
Per rispondere a queste domande serve un cammino di risposte e riflessioni lungo 2000 anni e le persone non hanno né pazienza, né disciplina per poterlo percorrere. Si annoiano. Oppure, hanno delle necessità immediate. Cercano delle risposte specifiche che coincidano con quanto loro pensano e, non trovandole, abbandonano la ricerca rivolgendosi ad altri lidi. In fondo, queste persone cercano il "miracolo" non la lenta trasformazione che la sedimentazione della conoscenza, mediante la riflessione, può costruire in loro.
Per le persone, l'unica verità è la possibilità che il pederasta in croce giunga a salvarli con grande potenza scendendo dalle nuvole mentre le stelle cadranno sulla terra. E' quanto disse il vicepresidente USA Vance: "Io lavoro per Dio, se ciò provocherà la fine dei tempi, ben venga!".
Davanti al delirio, ogni discorso ragionevole viene percepito dal delirante come un delirio.
Tuttavia, l'umanità è ciò che noi siamo e anche se agli occhi degli uomini e delle donne della società risultassimo essere dei Don Chisciotte che combattono i mulini a vento, vale la pena lanciarsi, lancia in resta, in questa cavalcata.
Pagina specifica dell'argomento
11 settembre 2026

11 settembre 2026

Monade è un termine usato sia dai pitagorici che da Platone per indicare una sostanza spirituale elementare, semplice e indivisibile. I neoplatonici e i cristiani hanno iniziato ad usare il termine monade per indicare l'Uno o Dio come monade di tutte le monadi. Il termine "monade" fu introdotto in contrapposizione al termine "atomo" che stava ad indicare l'elemento più semplice della materia con proprietà divine.
Nell'undicesimo frammento della serie proposta da Angelo Tonelli si parla della "monade paterna". Si tratta di un frammento di poche parole tratto dal commento all'Alcibiade di Proclo.
Proclo pensava che i logia caldaici, i frammenti, fossero la teologia espressa direttamente dagli Dèi. Questo gli era utile per confermare l'ideologia platonica attraverso la rivelazione che gli Dèi avrebbero fatto attraverso gli Oracoli Caldaici.
Nel frammento si dice che "dove" la "monade" dimora intuisce l'eccellente in sé stessa. L'elemento centrale del frammento è "dove la monade dimora". E' in quel dove che permette alla monade di intuire l'eccellente in sé stessa. Se la monade fosse in un diverso "dove" probabilmente non intuirebbe l'eccellente in sé stessa.
Ed è appunto perché ogni cosa è scaturita dallo stesso fuoco che la Coscienza di Sé della Natura riconosce l'eccellente entro sé stessa. Quell'eccellente nel quale accumula ed accresce la propria Conoscenza e la propria Consapevolezza. Quell'eccellente è quella forma di materia o di energia che, per effetto di Necessità, è diventata consapevole di sé. Questo è la monade, l'atomo della vita, che proprio attraverso Necessità alimenta la propria volontà d'esistenza praticando l'Intento attraverso il quale si espande nello sconosciuto che la circonda e, rispetto al quale, ha tracciato il limite di sé stessa.
L'eccellente non è oggetto sconosciuto, ma è il riconoscimento soggettivo del proprio esistere nell'oggettività. "Io sono!", "Io mi espando perché voglio vivere!", "Io mi trasformo per meglio vivere!". Si tratta dell'eccellenza attraverso la quale il soggetto, come monade dell'esistenza, riconosce la centralità di sé stesso nel mondo in cui esiste.
Quell'eccellente è quella parte di fuoco da cui ogni cosa ha origine, Fuoco è Intento che brucia dentro ogni frammento di materia-energia e fuoco è ciò che ogni frammento di materia-energia può diventare manifestando la propria Necessità di espansione nel mondo.
La Necessità di espansione di ogni frammento consapevole, la monade, è fuoco che divampa con una luce diversa all'interno di un inconsapevole in cui si sviluppa. Questo è l'eccellente che la monade riconosce.
Anche se la monade può essere percepita come un frammento dell'universo che è imploso su sé stesso cessando di esistere e l'oracolo fa della monade un frammento di un padre che ha cessato di essere implodendo su sé stesso, la monade, il frammento di materia-energia diventato consapevole, non ha nulla in comune con quel "padre" che, cessando di esistere, è diventato il nulla. L'eccellente è il nuovo di coscienze che germinano e divengono riconoscendo sé stesse in un mondo in cui l'Intento sollecita la materia-energia a farsi monade per costruire un nuovo universo.
Monade è la qualità intima dell'oggetto che costruisce la propria Coscienza e la propria Consapevolezza. Sebbene l'oggetto sia relativo al proprio divenuto e adatta sé stesso, attraverso Necessità, all'oggettività che incontra e che è in grado di percepire e descrivere, intuisce che una qualità eccellente cresce in lui: la sua Coscienza, sé stesso.
Una qualità che si alimenta attraverso la sua azione e che fonda il proprio futuro oltre l'abisso della fine che la fisicità gli indica. Quell'eccellente che Hekate separa fra il fuoco delle tensioni che divora l'Essere della Natura nel momento presente, dal fuoco della costruzione che prepara lo sviluppo della Coscienza futura oltre il corpo fisico. La monade sta ad indicare l'essenza del fuoco dell'Energia Vitale che diventato consapevole spinge verso un'ulteriore crescita soggettiva. Un fuoco fatto di Necessità e Intento. Questo sia che la monade sia l'essenza del fuoco consapevole delle Galassie, sia che appartenga al più infimo essere dell'Essere Natura.
NOTA: I commenti agli Oracoli Caldaici si riferiscono, come numero di riferimento, alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'edizione Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.
Pagina specifica dell'argomento
10 settembre 2026

10 settembre 2026

Si legge nell'Inno Omerico a Demetra: 22-37
Ma nessuno degli immortali o degli uomini mortali
udì la sua voce e nemmeno gli olivi dagli splendidi frutti.
Solo la figlia di Perse, che ha candida mente,
Ecate dal diadema luminoso, nel suo antro,
e il divino Elio, splendido figlio di Iperione,
udivano la fanciulla che invocava il padre Cronide; ma questi, in disparte
lontano dagli dei sedeva nel tempio dalle molte preghiere,
ricevendo belle offerte dagli uomini mortali.
Intanto, secondo il volere di Zeus, portava con sé la dea riluttante
colui che è signore di molti, e molti uomini accoglie, il fratello del padre,
il figlio di Crono, che ha molti nomi, con i cavalli immortali.
Fin quando la dea scorgeva la terra e il cielo stellato,
il mare pescoso dalle vaste correnti,
e i raggi del sole, e ancora si attendeva di rivedere la cara madre
e la stirpe degli dei che vivono in eterno,
sebbene ella fosse angosciata, la speranza le confortava il nobile cuore
Qui c'è un altro dei misteri di Eleusi.
Chi sono gli DEI che "sentono" o "vedono" le azioni di Ade?
Nessuno sa nulla, nessuno vede nulla solo Ecate e Elio odono e vedono quanto sta succedendo. Ecate sente soltanto. Sente che per lei qualche cosa sta cambiando come qualche cosa sta cambiando per Elio. Gli Dèi assistono al cambiamento di un futuro prossimo, non ad un presente.
Non vedono le azioni di Ade. Vedono come varia il loro presente in relazione a scelte che si stanno compiendo.
Ecate ed Era sono due diversi tipi di nascita. Era alimenta la nascita, la crescita e la riproduzione degli Esseri nella Natura; Ecate alimenta e assiste il Dio che cresce dentro di loro portandoli a superare la morte del corpo fisico per trasformarsi in Esseri Luminosi.
Ecate è la nascita degli DEI. Qualunque sia l'origine del dio, che continua le trasformazioni.
Quando un Essere della Natura muore e nasce un DIO: Ecate è quella nascita. Ad Era non interessa se gli Esseri nati nella Natura non sfruttano la loro opportunità per trasformarsi in DEI. Ad Ecate sì! Per Ecate, ogni gesto di ogni nato nella Natura è importante. Ogni variazione del presente è un'apertura e nuove e diverse possibilità.
Un Essere della Natura manifesta Ecate quando si prende nelle proprie mani la responsabilità della propria vita agendo nel proprio presente. In epoca tarda, delle interpretazioni del Mito, Ecate viene indicata come "divinità che presiede alla magia e agli incantesimi". In epoca antica è una DEA nutrice: nutre il corpo luminoso che cresce dentro gli Esseri della Natura come nutre i cammini degli DEI che alimentano il loro corpo luminoso. E' indicata come figlia di Perse, la sapienza. Sovrintendeva ai crocicchi. I crocicchi delle scelte che si fanno nel corso dell'esistenza fisica. Ad ogni scelta si imbocca una via e se ne cancellano molte altre.
Ecate viene eccitata dall'azione di Ade perché sta per essere coinvolta nei percorsi di trasformazione di nuovi DEI. Questo è quello che sente.
Una cosa simile vale per il figlio di Iperione, Elio.
E' Elio, non Febo-Apollo della tradizione tarda. Elio il Titano.
Elio, l'Essere Sole, la più grande coscienza e consapevolezza in questa parte di universo che chiamiamo "sistema solare" e che, dal punto di vista dello spazio, identifichiamo in Urano Stellato. L'Essere, a cui tutte le coscienze e le consapevolezze tendono una volta che si sono trasformate in DEI all'interno di quel processo di trasformazione dell'Energia Vitale da inconsapevole a consapevole. Quella concentrazione di consapevolezza che è una delle tappe di mutamento nella costruzione della Coscienza Universale.
Chi è a conoscenza o sente il progetto attuato di Ade sono quelle divinità che stanno per subire delle variazioni dall'attività di Ade stesso. Per loro, nulla sarà più come prima. Cosa significa: nulla è più come prima? Significa che il loro mutare e divenire subisce un "salto qualitativo". Altre divinità non saranno più come prima. Era, il cui corpo è formato dagli Esseri della Natura, modificherà la qualità del suo stesso corpo e le contraddizioni che si manifesteranno al suo interno. Gli Dèi si trasformano e divengono seguendo una serie di mutamenti "lineari" finché, nel loro mutare, non subiscono un "salto qualitativo" che li costringe a mutare di piano sul quale continuare i mutamenti in senso lineare.
Come gli Esseri Umani che si sviluppano linearmente come feti nella pancia della madre per poi subire un salto qualitativo nella nascita del corpo fisico e continuare a modificarsi linearmente in una nuova realtà. Elio viene trasformato dalla sedimentazione di una diversa qualità di Esseri divini che verranno a formarsi all'interno di contraddizioni quotidiane nella Natura. Esseri qualitativamente diversi da quelli esistenti prima che Ade rapisse Persefone. Gli Esseri della Natura che crescono nell'oscuro (uovo o utero, seme ecc.) affronteranno delle contraddizioni, nella loro esistenza, diverse dalle contraddizioni che fino ad allora affrontavano coloro che nascevano alla luce (batteri, virus ecc.). Ecate sarà coinvolta nel nuovo compito; portare alla nascita i nuovi DEI che verranno incubati dall'Essere Natura e che dall'Essere Natura separeranno sé stessi trasformando la morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso.
Il grido udito da Ecate suonerebbe al giorno d'oggi come un: "Accidenti, mi tocca lavorare!"
Grida e si dibatte Persefone. Lotta!
La lotta non appare ai nostri occhi come una "contesa furente", ma è esattamente ciò che sta avvenendo. La contraddizione si sviluppa ed avrà la sua soluzione nella crescita che si cala nell'utero della terra. Dall'utero, dall'uovo, dal seme che attende la pioggia là, Demetra genererà nuova "vita", nuovi DEI!
La soluzione della contraddizione si manifesterà in un nuovo assetto dell'Universo e della formazione della sua coscienza.
La soluzione delle contraddizioni, che generano il nuovo, è uno dei misteri di Eleusi!
Da qui il nuovo, dal quale guardiamo il suo divenuto, è divenuto per "scoppi intuitivi", per salti qualitativi in cui la volontà del singolo soggetto ha giocato un ruolo fondamentale. Se Zeus (l'Essere Atmosfera) non avesse dato il suo consenso e non avesse guardato da un'altra parte "ma questi, in disparte lontano dagli dei sedeva nel tempio dalle molte preghiere," la volontà del soggetto sarebbe naufragata nei suoi propositi o avrebbe formulato propositi diversi. Il soggetto che manifesta la propria volontà nel mondo in cui vive può essere premiato (portare a termine l'intento) od ostacolato (impedito) nei suoi propositi da un mondo formato da volontà che come lui progettano la loro esistenza.
Questo è l'insegnamento all'Iniziato: colui che vive manifestando la propria volontà nel mondo in cui vive.
Il mondo, in cui l'Iniziato vive, può ostacolare o alimentare gli intenti che egli manifesta mediante la sua volontà. Il mondo, formato dall'infinito numero di volontà degli Dèi e degli Esseri che percorrono il loro cammino per trasformarsi in Dèi, possono sia ostacolare, alimentare o favorire, gli intenti dell'Iniziato. L'Iniziato dovrà organizzare la sua azione considerando l'insieme delle volontà in cui agisce. L'insieme delle risposte che provoca nell'agire. L'insieme delle azioni che altre volontà mettono in atto nell'insieme in cui egli intende agire. Le azioni formano il camino dell'Iniziato. Il cammino che porta l'iniziato a diventare un DIO è fatto di scelte e di agire in funzione di intenti che sorgono dal suo desiderio e da come il suo desiderio si fonde empaticamente con i desideri dei soggetti del mondo in cui egli vive.
La contraddizione che si esprime negli insiemi, sia che venga affrontata attraverso "contesa furente" sia che venga affrontata attraverso "amicizia" o "fusione", arricchisce sempre l'insieme stesso. L'insieme, che è un elemento di un insieme a sua volta, che è un elemento di un insieme a sua volta, che è un elemento di un insieme a sua volta, ecc. ecc..
Pagina specifica dell'argomento
09 settembre 2026
La Celebrazione dell'Equinozio d'Autunno 2026
Celebrazione dell'Equinozio d'Autunno 2026 sarà il 19 settembre 2026 Ore 17.45 diretta
La cerimonia è in forma privata, solo qualche amico, se vorrà, potrà essere presente di persona.
La celebrazione dell'Equinozio d'Autunno è la celebrazione degli infiniti mondi silenziosi che ci circondano.
L'immenso al quale noi accediamo mediante le nostre emozioni e che è abitato dalle emozioni di ogni Essere che abita il mondo in cui viviamo.
La celebrazione consiste nel ricordare i mondi del silenzio e nella lettura delle Laminette Orfiche con cui gli Antichi descrivevano l'accesso ai mondi oltre la morte del corpo fisico.
C'è stato un tempo in cui il centro della celebrazione dell'Equinozio d'Autunno consisteva nella pratica della Contemplazione. La Contemplazione è il metodo con cui giungiamo nei mondi del silenzio, per quello che un corpo fisico può fare, ma non è il caso di rappresentarla in una diretta streaming.
I mondi del silenzio sono i mondi dai quali siamo emersi quando uscimmo dalla vagina di nostra madre e sono i mondi che accolgono le nostre emozioni alla fine della nostra vita fisica.
Sono mondi ricchi di intuizioni e portatori di conoscenza dai quali possiamo attingere in ogni istante della nostra vita.
Pagina specifica dell'argomento
08 settembre 2026

08 settembre 2026

Anche il frammento n. 10 della serie proposta da Angelo Tonelli è molto breve e sintetico. Afferma che tutte le cose emergono dal fuoco.
Nel suo commento al frammento, Tonelli afferma che Lewy cita passi affermando che presso i caldei c'è sia il concetto di Uno che l'identificazione dell'Uno con il fuoco. Solo che questi frammenti sono scritti nel 150, quando c'era il concetto di Uno dei pitagorici, ma non quello dei neoplatonici. Che i caldei abbiamo avuto l'assimilazione Uno e fuoco, appare abbastanza opinabile.
Scrive Diogene Laerzio a proposito di Eraclito:
I punti fondamentali della sua dottrina in generale sono i seguenti: tutto si forma dal fuoco e in esso si risolve. Tutto diviene secondo una fatale necessità e le cose che sono si compongono in armonia per mezzo di ricorrenti opposizioni.
Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, editore Mondadori, pag. 354
Quanto era diffusa la filosofia di Eraclito nel 150 d.c.? Giuliano il Teurgo, quando scrisse questo frammento, conosceva la filosofia greca? O era conchiuso nel pensiero dei caldei?
Nel mazdeismo e nello zoroastrismo si pensava il fuoco all'origine dell'universo e la stessa idea del fuoco, all'origine dell'universo, era l'idea degli stoici (che sembra l'abbiamo assunta da Eraclito).
Il possibile coinvolgimento di Eraclito è preso in considerazione, e non escluso, anche da Albanese che commenta questo frammento.
Il frammento è definito, non si parla dell'Uno. Si parla di un solo fuoco. Esattamente come gli Orfici ed Esiodo parlano di un solo uovo luminoso in Nera Notte. Associare quel "solo" all'Uno è una forzatura ideologica che non trova supporto nel frammento. Anche il commento di Psello è finalizzato a ricondurre il frammento ad una dimensione cristiana. Questo frammento, secondo Psello, conferma tutta la dottrina cristiana anche se Psello, nell'affermarlo nel suo commento, non prende in considerazione il fuoco.
Nella frase, il fuoco appare come un oggetto passivo. Non dice che il fuoco crea le cose, ma dice che le cose scaturiscono dal fuoco. Il fuoco, di questo frammento, non può essere associato a "Dio" che, qualunque sia il sistema religioso che usa il termine "Dio", è un soggetto portatore di volontà, di potenza e di nous.
Il frammento dice che le cose scaturiscono dal fuoco; non sono generate dal fuoco. Si generano nel fuoco perché il fuoco è la condizione per la quale possono generarsi, ma non è il fuoco che le genera.
Tutto l'esistente trae origine da un solo fuoco.
La luce primordiale che sfascia le tenebre dell'abisso primordiale. L'uovo ingravidato da cui emerge Eros e da cui promanano le cose dell'esistente. La distruzione di una Coscienza di Sé, di una Consapevolezza, è all'origine del tempo.
Un grande bagliore è l'origine del mutamento.
Proprio attraverso il fuoco e la luce avviene la trasformazione soggettiva.
Conoscere la qualità percepita dell'inizio del tempo ci permette di costruire l'immagine astratta all'interno della quale si muovano le nostre trasformazioni. La materia della nostra forma decade con un ciclo di mutamenti più o meno lungo, ma il fuoco che Necessità e Intento alimentano cresce in ogni forma che nasce e deperisce.
Tutto l'esistente è figlio di quel fuoco. Sia che lo si voglia pensare come fuoco fisico, sia che lo si voglia pensare come fuoco emotivo.
Tutto l'esistente germina la propria Conoscenza e la propria Consapevolezza alimentando quella parte di fuoco di cui è fatto attraverso lo sviluppo del proprio intuire. Ciò che resta, alla fine dei mutamenti e delle trasformazioni della forma che noi descriviamo, è il fuoco della consapevolezza che la forma ha contribuito ad alimentare attraverso il processo di sfida e adattamento del proprio nous all'interno di tutti i nous con i quali è venuta in contatto.
Tutto scaturisce da un solo fuoco; tutto l'agire alimenta lo stesso fuoco!
NOTA: I commenti agli Oracoli Caldaici si riferiscono, come numero di riferimento, alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'edizione Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.
Pagina specifica dell'argomento
07 settembre 2026

Mi ricorda tanto Franco Carraro di Radio Gamma5 che vendeva tisane, qualche volta scadute, vitamina C sintetica da mangiare a cucchiaiate e ospitava curatori svizzeri nel suo "studio Medico". Compreso un iridologo che prometteva diagnosi. Alla fine lui stesso si è intossicato e distrutto i reni con dosi massicie di vitamina C. Visse disprezzando la medicina ufficiale ed è morto supplicando la medicina ufficiale di salvarlo.
Un cristiano fondamentalista cattolico che si spacciava per "comunista" e che, alla fine della sua vita, ha finito per esaltare Israele nella sua attività di sterminio dei "pezzenti palestinesi".
Era il proprietario e il gestore di Radio Gamma5 e per dieci anni sono riuscito a far in modo che non interferisse nella mia trasmissione di "Magia, Stregoneria e Paganesimo". In fondo, io ero ciò che lui avrebbe voluto essere, ma non ha potuto essere data la sua necessità di fare soldi a discapito delle persone fragili.
Il fascismo ha molte sfaccettature, quella dei miracolisti alla Gesù Cristo è una delle più infami perché aggredisce le persone fragili.
Esiste un'ideologia assolutista. Solo che questa ideologia viene fatta propria da persone che perseguono esclusivamente degli interessi personali a discapito della società nel suo insieme.
07 settembre 2026

L'ONU ha approvato la "verità cartografica" con l'opposizione degli USA.
In sostanza si tratta della rappresentazione della reale proporzione geografica fra l'Europa, l'America e l'Africa dove, nelle carte di Mercatore l'Africa era rappresentata proporzionalmente più piccola della sua reale etensione.
Le proporzioni della carta di Mercatore era una carta che alimentava l'odio contro le popolazioni africane da parte di fascisti e sovranisti che fanno dell'odio nei confronti degli immigrati la loro ragione di esistere.
E' una carta che dovrebbero guardarsi bene i leghisti come Bossi e Salvini. L'Italia, rispetto all'Africa è solo una pulce che il continente africano contiene oltre 100 volte.
Le carte di Mercatore erano carte più politiche che non geografiche. Tese a favorire il colonialismo dove i paesi sottomessi dovevano apparire deboli e impotenti. E' una carta che andava bene agli USA perché rappresentava visivamente l'onnipotenza degli USA quale nazione che si identifica col Dio cristiano.
Nelle nuove proporzioni, l'Italia praticamente scompare. Nelle nuove proporzioni anche gli USA vengono ridimensionati rispetto all'Africa. Nelle nuove proporzioni anche l'Iran appare diverso da come gli americani degli USA se lo rappresentavano.
NOTA: Le foto delle carte geografiche sono prese da El Globo on-line - Brasile

Pagina specifica dell'argomento
06 settembre 2026

Con una notizia come questa, c'è poco da stare allegri.
Quando il vicepresidente della nazione più forte al mondo dice di lavorare per Dio e che se questo provocherà la fine del mondo per lui va bene, è bene che le persone inizino ad avere paura.
Se una cosa del genere la dicesse un cittadino qualunque, gli si riderebbe in faccia o lo si rinchiuderebbe in manicomio.
Ma questo individuo è in possesso del più grande arsenale atomico del mondo. Sta portando avanti il genocidio del popolo palestinese per la gloria del Dio di Israele e sta macellando gli iraniani per colpire l'economia dell'Europa.
Nel contempo, l'amministrazione di cui fa parte, si preoccupa di appropriarsi delle ricchezze del mondo come sottrarre il petrolio al Venezuela o affamare Cuba.
E tutto in nome del Dio cristiano.
Il tutto mentre la monarchia assoluta del Vaticano sta pensando di costringere il suo Dio ad istituire il "peccato contro il creato" dopo che il Dio della Genesi ha dato piante, animali e terra all'uomo affinché li dominasse. In pratica, ogni delitto contro la Natura e il clima è stato ordinato dal Dio del Vaticano e il Vaticano, vigliaccamente, come non ha condannato il suo Dio per genocidio contro l'umanità quando si è vantato di aver mandato il Diluvio Universale, così non condanna il suo Dio per i disastri ambientali.
Ma se entriamo nella logica cristiana, i disastri ambientali sono voluti da Dio per punire l'uomo.
Quando i cittadini capiranno che il nemico dell'uomo non è Trump e nemmeno Vance, ma il Dio degli ebrei e della bibbia che ha costruito personaggi come Trump, Vance o Prevost affinché distruggessero il pianeta per la gloria di Dio?
Vance fa la volontà di Dio!
E gli uomini sono stati talmente sottomessi da non rendersi conto che il principio di uguaglianza, manifestato dalla Costituzione Italiana, è il principio di uguaglianza giuridica di ogni cittadino con Dio e che Dio, essendosi macchiato di delitti contro l'umanità, va processato secondo le leggi civili.
Eppure, Vance preferisce fare l'onnipotente per conto del suo sanguinario Dio.
Un Dio che non è nulla senza la ferocia del terrore delle bombe atomiche con cui Vance ricatta il mondo.
Pagina specifica dell'argomento
05 settembre 2026

05 settembre 2026

Il frammento numero 9 della serie di Angelo Tonelli è un frammento di sette parole che può essere interpretato come un non trattenersi nell'intuire. Non è chiaro se sia il soggetto che si intrattiene nello stato di intuizione o se il soggetto si trattiene dall'intuire.
Questo frammento, a prima vista sembra seguire il frammento precedente anche se è preso dal commento di Proclo al Parmenide di Platone mentre il precedente era preso dal commento di Proclo al Cratilo, sempre di Platone.
L'intuire del soggetto trasforma il soggetto stesso. L'intuire non è un atto della ragione. La ragione registra l'effetto dell'intuire, ma l'intuire è un'insorgenza emotiva capace di abbattere le barriere che la ragione alza per impedire all'informazione emotiva e di giungere alla Coscienza per modificarla.
L'intuire, come insorgenza emotiva, alimenta la Coscienza del soggetto e la sua Consapevolezza. Sviluppa il suo Potere di Essere.
Trattenersi nell'intuire significa trattenere il proprio cammino di trasformazione e sviluppo. L'intuizione, che giunge alla Coscienza come insorgenza emotiva, disgrega la coscienza dell'individuo e costringe la sua ragione a riaggregare la coscienza. La riaggregazione della coscienza non è un ritorno allo stato precedente perché, oltre al patrimonio precedente di dati, contiene i nuovi dati introdotti dall'intuizione.
Nello stesso tempo, non ci si può trattenere nell'intuizione. L'intuizione, quando sorge nell'individuo deve poter sorgere e tramontare perché la sua coscienza deve disgregarsi e riaggregarsi. Permanere nell'intuizione significa perdere la dimensione del reale quotidiano nel quale viviamo impendo alla coscienza di riaggregarsi
La costruzione della Coscienza Universale, il padre figlio dell'esistente, si completa proprio perché gli intuibili alimentano sé stessi di intuizione.
L'intuito, attraverso l'intuire, è a sua volta intuire dell'intuito in un vortice di intuibili che comprendono le possibilità, della Coscienza e della Consapevolezza, capaci di alimentare ogni soggetto modificando Coscienza e Consapevolezza dell'oggettività in cui l'intuire si manifesta.
Trattenere l'intuire significa frenare la qualità e la quantità di sviluppo attraverso il quale la Coscienza di Sé, che intuisce, partecipa alla costruzione della Coscienza di Sé Universo. Nessuno si trattenga dunque dall'intuire, ma espanda la propria intuizione in tutti gli anfratti del mondo in cui vive. Arricchire la propria consapevolezza per arricchire la consapevolezza di ogni soggetto del mondo in cui si vive.
NOTA: I commenti agli Oracoli Caldaici si riferiscono, come numero di riferimento, alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'edizione Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.
Pagina specifica dell'argomento
05 settembre 2026

04 settembre 2026

04 settembre 2026

Quando le elezioni possono essere manipolate da chi detiene denaro, potere economico e controllo dell'informazione, non si è più in una democrazia, ma siamo in una dittatura.

Quando il sistema elettorale diventa funzionale per imporre norme assolutiste per sottomettere i cittadini, le elezioni vanno sostituite con un diverso modo di formazione del governo dei cittadini. Dittatura è l'assolutismo che obbliga i cittadini a compiere doveri nei confronti dello Stato e non impone doveri allo Stato nei confronti dei cittadini. Diventa assolutismo sia se imposto mediante elezioni o con altri mezzi.

Un ambiente sociale cristiano può solo generare forme di dittatura Istituzionale.
I bambini vengono costretti a sottomettersi a Dio e il loro ideale diventa quello di sostituire Dio nel sottomettere altre persone.
Questo indipendentemente dal grado di cultura e di conoscenza che quei bambini acquisiranno mentre diventano adulti.
Pagina specifica dell'argomento
03 settembre 2026

03 settembre 2026

Quando ci si sente bene, si pensa di essere super. Quando ci si sente male si è indotti a pensarsi come a dei miserabili. Il cristianesimo non permette equilibrio psichico fra i due modi di essere. Fa parte delle sue tecniche di controllo di uomini e donne.
Il cristianesimo attende che il singolo individuo si senta male per agire psicologicamente (qualche volta economicamente) per sottometterlo e imporgli la sua fede nell'assurdo.
Il cristiano è come Dio, deve essere il più forte in un mondo di individui deboli e sofferenti. Per questo motivo le società cristiane sono piene di poveri, di indigenti e di emarginati.
03 settembre 2026

Vi presento la traduzione di un frammento degli Oracoli Caldaici fatta da due diversi traduttori.
Il primo frammento è tratto dagli Oracoli Caldaici a cura di Luciano Albanese, edito da Lorenzo Valla, nel 2025 [pag. 191/193]. La seconda traduzione del medesimo frammento è a cura di Angelo Tonelli, edito per Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995. Si tratta di un frammento usato da Damascio, l'ultimo capo dell'ultima accademia di Atene, chiusa dai cristiani e forse prima di fuggire in Persia.
Le due diverse traduzioni sono diverse nel linguaggio, ma suscitano riflessioni praticamente uguali. Una riflessione unica in due momenti.
Questa è la prima traduzione di Albanese (Oracoli Caldaici, Edizione Lorenzo Valla):
"Esiste infatti un certo intelligibile, che devi comprendere con il fiore dell'intelletto:
infatti se inclini il tuo intelletto e lo pensi
come pensando qualcosa non lo capirai. E' infatti la potenza
di una forza che risplende da ambo i lati e che risplende di tagli intellettivi.
Dunque non bisogna pensare quell'intelligibile con veemenza,
ma con la fiamma protesa di un intelletto proteso che misura ogni cosa
a eccezione di quell'intelligibile. Bisogna pensare tale intelligibile
non in modo impaziente, ma, portando lo sguardo puro della tua anima
distolto [dalle cose sensibili], bisogna tendere un intelletto vuoto verso l'intelligibile
affinché: tu possa conoscerlo, perché: esso risiede fuori dell'intelletto."
Riflessione:
Intelligibile significa: "ciò che può essere compreso, capito o conosciuto dall'intelletto e dalla mente umana".
Qualche cosa che può essere capito col "fiore" dell'intelletto. Un intelletto, che non è un intelletto formato dalla descrizione mediante le parole del mondo, ma un intelletto silenzioso. Un intelletto emotivo. Un intelletto che abita l'uomo fin da quando il suo antenato si muoveva in un ipotetico brodo primordiale.
Questa è una potenza che risplende quando una coscienza viene in essere portando con sé: varie sfaccettature di comprensione soggettiva della realtà.
E' inutile che il soggetto si sforzi di descrivere quanto comprende di quell'intelligibile, deve solo farlo proprio e abitarlo. Si deve viverlo senza fretta. Permettergli di fluire dentro l'individuo permettendo l'arrivo alla coscienza di intuizioni che da quel fluire emergono.
Soprattutto è necessario separare la percezione e l'intuizione di quell'intelligibile dalla materialità delle necessità nella propria quotidianità. E' indispensabile separare il vissuto razionale e quotidiano dalla percezione usata per abitare quell'intelligibile che ci circonda perché: quell'intelligibile è fuori dal mondo della ragione.
E questa è la seconda traduzione di Tonelli (Oracoli Caldaici, Edizione Biblioteca Universale Rizzoli):
"C'è un intuibile che devi cogliere con il fiore dell'intuire, perché:
se inclini verso di esso il tuo intuire, e lo concepisci come se intuissi
qualcosa di determinato, non lo coglierai. E' il potere di
una forza irradiante, che abbaglia per fendenti intuitivi. Non si
deve coglierlo con veemenza, quell'intuibile, ma con la fiamma
sottile di un sottile intuire che tutto sottopone a misura, fuorché:
quell'intuibile; e non devi intuirlo con intensità ma - recando
il puro sguardo della tua anima distolto - tendere verso l'intuibile,
per intenderlo, un vuoto intuire, ché: al di fuori dell'intuire
esso dimora."
La traduzione di Tonelli non è molto diversa dalla traduzione di Albanese.
Riflessione:
C'è qualche cosa che puoi intuire e che devi cogliere col "fiore del tuo intuire".
La frase in sé: indica che c'è più di un modo per intuire. Un intuire quotidiano legato alla ragione come forma e quantità e un intuire sottile che intuisce intuibili collocati fuori dalla ragione.
Se per intuire ciò che sta fuori dalla ragione usi lo stesso metodo che usi quando intuisci stati e condizioni propri della ragione, non lo coglierai. La ragione separa la percezione razionale della forma e della quantità dall'universo emotivo che la circonda.
L'intuibile è una forza che si esprime per scoppi intuitivi. Intuiti che, qualche volta, si presentano con forza alla coscienza dominata dalla ragione e che pretendono attenzione.
La differenza fra intuibile e intelligibile è irrilevante salvo che per intuire l'intuibile intelligibile è necessario il vuoto dell'intuire razionale ma, nello stesso tempo, ciò che si intuisce dall'intelligibile non si riassume mediante parole, ma per modificazione dello stato psichico-emotivo del soggetto.
Conclusione.
Entrambe le traduzioni possono essere usate indifferentemente per comprendere che chi ha scritto gli Oracoli Caldaici, con questo frammento, non intendeva nessuna realtà ontologica, ma intendeva sottolineare l'esistenza di un aspetto della realtà vissuta sconosciuto alla ragione, ma presente al corpo fisico, alle emozioni e a quella parte dell'intelletto che la ragione non controlla.
L'ontologia descrive una realtà trascendente che immaginaria. Questo frammento racconta di una realtà fattiva infinitamente più grande di quanto la ragione possa immaginare e descrive. Si tratta di una realtà oltre la ragione, ma non separata dalla ragione. Come non sono separate dalla ragione le scoperte scientifiche che ampliano progressivamente la descrizione del mondo da parte della ragione. Nello sconosciuto fuori della ragione abitano tutte le scoperte scientifiche che la ragione ancora non ha fatto e che, il coraggio degli uomini, può intuire e portare nella descrizione della ragione.
Questa condizione psicologica vissuta dall'individuo, fra un mondo che conosce e un mondo di possibilità di nuove conoscenze, è una condizione estranea sia al platonismo che al cristianesimo e qualifica un modo opposto di porsi davanti al mondo. L'individuo che deve affrontare lo sconosciuto per ampliare la propria conoscenza è un individuo diverso dall'individuo che pensa che la sua conoscenza sia un "dono di Dio" o l'effetto della sua reminiscenza platonica indotta dalle sue reincarnazioni.
Pagina specifica dell'argomento
02 settembre 2026

02 settembre 2026

Il frammento n. 8 non è di facile interpretazione anche perché il termine "diade" nel neoplatonismo sta a significare una seconda funzione dopo l'assoluto Uno. Una sorta di funzione costruttrice/creatrice.
Nel frammento 8, della serie che seguo di Tonelli, si dice che la diade risiede presso l'Uno e svolgerebbe due funzioni, quella di contenere quanto l'intelletto può intuire e introdurre nella materia la sensazione.
Una sorta di:
In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta.
Vangelo di Giovanni 1, 1-5
Chiamala diade o chiamala verbo, la questione è sempre la stessa, una sorta di volontà demiurgica che agisce al posto del "dio padrone". E' lo stesso meccanismo delineato da Platone nel Timeo:
Poiché, dunque, tutti gli dèi furono generati, quanti si aggirano per il cielo e quanti appaiono in maniera visibile nella maniera in cui vogliono, il Generatore dell'Universo disse a loro le seguenti parole: "O dèi figli di dèi, io sono Artefice e Padre di opere che, generate per mezzo mio, non sono dissolubili, se io non voglio. Infatti, tutto ciò che è legato può dissolversi; ma voler dissolvere ciò che è stato connesso in maniera bella e in buona condizione, è da malvagio. Per queste ragioni e poiché siete stati generati, non siete totalmente in dissolubili. Ma non sarete disciolti e non vi toccherà un destino di morte, poiché avete a vostro vantaggio la mia volontà, che è un legame ancora maggiore e più forte di quello dal quale siete stati legati allorché siete nati. Ora, dunque, imparate ciò che vi dico e vi indico. Restano ancora da generare tre generi di mortali. E se questi non vengono generati, il mondo sarà incompleto: infatti non avrà in se medesimo tutti i generi di viventi. Eppure deve averli, se deve essere perfetto in maniera conveniente. Ma se questi si generassero ed avessero vita per opera mia, diventerebbero uguali agli dèi. Perché, dunque, siano mortali e questo universo sia veramente completo, occupatevi voi, secondo natura, alla costituzione dei viventi, imitando la mia potenza che attuai nella vostra generazione. E per quanto riguarda quella parte che nei viventi conviene abbia il nome in comune con gli immortali e che è detta divina e che governa in coloro che vogliono seguire giustizia e voi, io ne fornirò il seme e il principio. Per il resto voi, intessendo il mortale all'immortale, producete gli animali e generateli, e fornendo loro il nutrimento allevateli, e quando periscono riceveteli nuovamente".
Platone, Timeo in "tutti gli scritti", Editore Bompiani, pag.1369 - 1370
La diade sono gli Dèi di Platone e il verbo di Giovanni. Un'idea generale che viene veicolata in modo diverso a seconda degli interessi ideologici dei vari personaggi.
Le forze divine che procedono alla trasformazione di un universo privo di coscienze sono le qualità proprie della materia-energia che, separate ideologicamente dalla materia-energia, vengono pensate in maniera distinta.
Una volta pensate in maniera distinta, diventano oggetti diversi dalla materia-energia e questa viene relegata in una dimensione vile diventando oggetto di disprezzo rispetto alle qualità che da essa sono state idealmente separate.
Necessità ed Intento esprimono le funzioni.
Necessità è una divinità di Roma antica che veniva associata alla Dea greca Ananke. Sta a simboleggiare l'inevitabilità, una sorta di destino date le condizioni della relazione fra la soggettività e oggettività nella quale la soggettività opera ed agisce. La Necessità in cui ogni soggettività diviene e si trasforma.
L'Intento, Eros, che emerge dall'uovo di Nera Notte all'inizio dei mutamenti, è la qualità della materia e dell'energia che inevitabilmente sono "destinate", date le condizioni incontrate, a passare dallo stato di inconsapevolezza allo stato di consapevolezza.
Sono forze consapevoli, anche se sono di una consapevolezza che la nostra ragione fatica a comprendere. Esprimono la necessità soggettiva di ogni intuibile del nous mentre si espande nel suo intuibile e, nello stesso tempo, introducono la sensazione, la coscienza, e le coscienze, nei mondi (al di là della rappresentazione soggettiva di coscienze e di mondi che noi possiamo averne e descriverli mediante la ragione). Sono forze divine della materia che trasformano ogni soggetto che intuisce componendo l'oggettività intuibile.
Attraverso le trasformazioni introdotte nel soggetto dall'intuire, questo muta l'oggettività intuibile di cui è parte. La diade, formata da Necessità ed Intento, permea ogni cosa ed ogni aspetto di ogni soggetto-oggetto spingendolo a trasformarsi all'infinito, adattamento soggettivo dopo adattamento soggettivo, attraverso ogni istante, intuizione dopo intuizione, all'interno di ogni possibile intuibile.
Necessità ed Intento esprimono la diade alla base del padre. Il padre non esiste, ha dissolto la propria Coscienza e la propria Consapevolezza nell'esistente. E' rimasta la sostanza dell'esistente che attraverso Necessità ed Intento, introducendo la sensazione nel mondo, alimentano la relazione intuito e intuibile del nous ricostruendo la Coscienza e la Consapevolezza di ciò che fu' in una forma che sarà in base alle scelte e agli adattamenti di ogni intuito soggettivo negli intuibili oggettivi.
NOTA: I commenti agli Oracoli Caldaici si riferiscono, come numero di riferimento, alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'edizione Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.
Pagina specifica dell'argomento
01 settembre 2026

01 settembre 2026

Il frammento 7 della serie di Angelo Tonelli che sto seguendo, è preso da Psello. E' un frammento di due righe che parla delle cose che un padre ha portato a compimento e poi le ha affidate ad un altro padre, ad un altro nous, un secondo nous che la razza umana chiama primo nous.
La frase, poco meno di due righe, deve essere interpretata.
Psello, cristiano dell'XI secolo, la interpreta partendo dal cristianesimo. Psello afferma che, secondo il frammento, partendo dalle affermazioni del Libro di Mosè, il figlio del "Padre sovrano" ha messo in opera tutta la creazione. Il "padre" esporrebbe al figlio l'idea della produzione delle creature, ma il figlio diventa il solo artigiano.
Gemisto Pletone, da parte sua, interpreta questo frammento affermando che il padre ha portato a compimento le opere e poi le ha affidate al figlio affinché le governi e le diriga. La stirpe umana considera il Figlio come il demiurgo di questo mondo e che non c'è nessuno superiore a lui.
Prendo atto che il frammento usa il concetto di padre che dà compimento a tutte le opere.
Dunque, ne segue che se il padre ha compiuto tutte le opere, il padre non ha nessuna ragione per continuare ad esistere. La ragione dell'esistenza del padre è il compimento delle opere.
Il frammento non dice che dopo aver compiuto le opere il padre è andato al mare a prendere una tintarella di sole.
Il padre ha compiuto le opere, muore, e il secondo nous ne seppellisce le spoglie. Gli uomini chiamano il secondo nous, la seconda intelligenza progettuale, primo nous.
Il padre muore. L'Universo, diventato cosciente di sé attraverso il venir in essere delle coscienze che si sono sedimentate in un'unica Coscienza di Sé diventata la Coscienza dell'Universo. Ha esaurito ogni possibilità di trasformazione e, l'unica trasformazione che gli è rimasta, è distruggere sé stessa. Da qui, l'Essere è il nulla. La Coscienza distrugge sé stessa. Ma, distruggendo sé stessa, libera la materia- energia formando un altro universo privo di coscienza e di consapevolezza il cui cammino, iniziato come "figlio", va a costruire, mutamento dopo mutamento, una diversa coscienza universale.
Dall'Essere che si trasforma in nulla nasce l'Universo come noi lo conosciamo. Solo che l'Universo, come noi lo conosciamo, quando nasce è solo materia ed energia prive di coscienze e di consapevolezze.
L'universo che è diventato "uovo in Nera Notte" non si è ancora schiuso. In quel momento, tutte le opere che hanno portato in quell'istante, sono state portate a compimento.
Nel nuovo universo inconsapevole e privo di consapevolezza, le trasformazioni si compiono in funzione della nascita e dello sviluppo della Coscienza di Sé. Frammenti di materia o di energia o, ancora, frammenti di materia-energia diventano consapevoli di sé iniziando ad abitare quel nuovo universo compiendo le opere del loro divenire e della loro trasformazione.
Qual è lo stadio più alto della consapevolezza? Come si può stabilire un primo o un secondo nella sequenza dello sviluppo della consapevolezza della Coscienza di Sé?
L'infimo frammento di materia o di energia, sperso nel più lontano angolo dell'universo, una volta che diventa cosciente di sé inizia ad usare la potenza della sua esistenza, la sua volontà per iniziare a trasformarsi e concorrere, alla fine del tempo delle trasformazioni, a formare la Coscienza dell'Universo. Ogni Consapevolezza, ogni Coscienza di sé dell'universo concorre, attraverso le sue trasformazioni, a formare la Coscienza universale.
Un Universo figlio di un Universo che lo ha preceduto.
Solo lo spettatore della consapevolezza altrui può analizzare la sequenza dei mutamenti e asserire che prima c'era questa e poi venne quella. Oppure, ancora, prima c'era questo stadio di nous, ora ce ne quest'altro. All'interno del gioco della vita e dell'esistenza non ci sono spettatori. Ci sono solo attori che giocano la loro partita esercitando la propria volontà, manifestando la loro potenza, ed agendo secondo le proprie determinazioni i propri desideri (Eros) e i propri fini.
Ci sono attori umani stanchi della recita che scelgono di sedersi in poltrona aspettando la fine della loro recita e, nel frattempo, affermano cose che assolutamente ignorano nei confronti di quegli attori che ancora continuano la loro recita tentando di arrivare là dove, chi ora è in poltrona, ha avuto paura o era troppo stanco per provarci. "Io ho raggiunto la meta!" dice l'attore stanco seduto in poltrona mentre guarda con disprezzo coloro che arrancano nella loro recita.
"Il nous che raggiunsi è il primo nous!" afferma! Ma il nous è un nous che si adatta in modo diverso alle trasformazioni di ogni consapevolezza. Gli Esseri lo formano, lo costruiscono, lo trasformano camminando lungo il sentiero della propria esistenza. Non è il nous dell'Essere Cane che mi cammina a fianco; non è il nous dell'Essere Sole che mi abbaglia con i suoi raggi; non è il nous di quando Essere Feto mi dibattevo per trasformarmi nel grembo di mia madre.
Il nous è il nous ed io descrivo il mondo in cui vivo nella speranza che i meccanismi aiutino le mie trasformazioni nell'infinito della percezione. "Io ho il primo nous!" dice l'attore stanco attendendo la sua dissoluzione: "Non tu che ancora stai recitando!"
Il nous è l'intelligenza progettuale di chi cammina lungo la strada della propria esistenza affrontando le contraddizioni che si presentano. Credi di aver intuito il primo nous dell'origine dell'universo, invece, cessando di percorrere il sentiero affrontando le contraddizioni hai attivato l'immaginazione che delira di una verità alla quale vuoi credere per non continuare a camminare.
L'intelligenza progettuale non è né primo né ultimo nous, è quello che la mia determinazione tende ad alimentare fintanto che sono attore della mia esistenza. Fintanto che, articolando le mie determinazioni attraverso l'uso della volontà, sento il fuoco di Hekate spingermi nell'infinito dei mutamenti. Voi razza umana. Voi Esseri della Natura. Voi infimi sperduti in un infimo angolo dell'universo. Quale becero Essere sta guardando altri Esseri e li disprezza mentre tentano di dare l'assalto al cielo della Conoscenza e della Consapevolezza? "Io possiedo il primo sapere", non esiste il primo sapere. Esiste una via che alimenta il sapere. Esiste una trasformazione generata dal sapere che desidera ancora sapere, conoscere. Il sapere non è possesso. Il sapere non è verità. Il sapere non è un dono. Il sapere si conquista attraverso le proprie trasformazioni. Il sapere è prodotto dalla nostra trasformazione soggettiva. Non è posseduto; è il nostro mutamento.
Il nous non è né primo né secondo. Il nous è trasformazione delle Coscienze di Sé che giungono a compimento. E' il loro processo di trasformazione. E' qualificazione della loro esistenza. Qual è il nous del mio corpo luminoso? Qual era il nous del mio essere Feto?
NOTA: I commenti agli Oracoli Caldaici si riferiscono, come numero di riferimento, alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'edizione Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.
Pagina specifica dell'argomento
Questa pagina sarà alimentata giorno dopo giorno in base alle possibilità.
Verranno postati tutti i messaggi, tutte le proposte di discussione, nel mese di Settembre 2026.
Vai alla presentazione delle pagine mensili di Cronache Pagane
Torna agli argomenti del sito Religione Pagana
Questo sito web non usa l'intelligenza artificiale, ma solo l'intelligenza umana.
This website does not use artificial intelligence, only human intelligence.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Membro fondatore
della Federazione Pagana
Piaz.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
Tel. 3277862784
e-mail: claudiosimeoni@libero.it
Iside con bambino - Museo di Napoli prestata a Torino!
AVVISO: Questo sito web non usa l'intelligenza artificiale, ma solo l'intelligenza umana.
Questo sito non usa cookie. Questo sito non traccia i visitatori. Questo sito non chiede dati personali. Questo sito non tratta denaro.