Quali sono i paesi al mondo amici degli USA? Cosa intendono gli USA per amicizia?
Agosto 2026: la Religione Pagana fra filosofia metafisica, psicologia, problemi sociali e cronaca quotidiana.

Settembre 2026
cronache della religione pagana

Claudio Simeoni

Argomenti del sito Religione Pagana

Questo sito web non usa l'intelligenza artificiale, ma solo l'intelligenza umana (con i suoi limiti, i suoi errori e le sue imperfezioni).

30 settembre 2026

La notizia del giorno
Gli USA e la Cina

 

 

30 settembre 2026

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 21: Esistere noeticamente

Il frammento n. 21 della serie di Angelo Tonelli è tratto da Damascio. Poche parole che lasciano aperta ogni interpretazione a seconda del modo di pensare di chi interpreta.

Il frammento dice che qualche cosa è tutte le cose, ma lo è in modo da essere capito, compreso e conosciuto mediante l'intelletto.

Significa che la qualità che rappresenta tutte le cose in modo noetico è: "Pensiero, intenzione, progetto, scopo, intendimento, modo di pensare e giudicare, sentimento". Tutte le qualità che, possedute dagli oggetti, qualificano quegli oggetti come Déi nella misura in cui queste vengono veicolate attraverso la volontà e le determinazioni specifiche di ogni oggetto. Nel farlo, diventa un soggetto che agisce.

Il Dio che cresce dentro ogni Essere della Natura può esercitare il proprio intelletto nella misura in cui l'Essere della Natura, che alimenta il dio che cresce dentro di lui, esercita la propria volontà e le proprie determinazioni nelle sue scelte quotidiane. Esprime il suo stato noetico. O, se preferiamo, alimenta il proprio pensiero; esercita la propria intenzione; alimenta i propri scopi e i propri progetti (il proprio Intento); sviluppa l'articolazione del suo pensiero e la sua capacità di giudizio; alimenta il proprio sentire.

Le coscienze diventano altrettanti Déi purché esercitino la propria volontà nel proprio esistere in maniera noetica. Proprio perché esercitano il proprio vivere in maniera noetica, usando il proprio intelletto, percorrono lo sviluppo nell'infinito dei mutamenti. Esse alimentano le trasformazioni fino a costruire la Coscienza Universale.

Si può anche dire che il "padre", che nel momento presente possiamo identificare con Necessità ed Eros, Intento, è presente in tutte le Coscienze alimentandole noeticamente (significato: un'azione o una conoscenza che avviene tramite l'intelletto puro o la mente intuitiva). Riversa nelle coscienze le proprie qualitài di cui le coscienze si appropriano per sviluppare i loro percorsi di trasformazione e divenire.

Un padre e una madre versano nel figlio la loro scintilla divina, ma quella scintilla divina, pur essendo ceduta dal padre e dalla madre, non è più né del padre né della madre, ma appartiene al figlio. Così l'Energia Vitale, che si muove immota nell'universo, nel momento stesso in cui una sua parte diventa cosciente di sé cessa di essere parte di un tutto inconsapevole per cominciare a percorrere un sentiero di formazione della propria consapevolezza. Quella scintilla, che apparteneva allo spazio silente, ora diventa vortice tumultuoso e rumoroso nella formazione della coscienza.

La qualità noetica è la qualità intrinseca dell'Energia Emotiva. La qualità intrinseca dell'Energia Emotiva la costringe a delle trasformazioni, date le condizioni incontrate nel suo vagare, il cui fine è il passaggio dalla condizione di inconsapevolezza alla condizione di consapevolezza.

Il consapevole esercita la propria volontà d'esistenza sommandola alla qualità intrinseca dell'Energia Emotiva inconsapevole che lo ha posto in essere. Lo sviluppo noetico del soggetto avviene quando l'uso della volontà e la pratica delle determinazioni accumulate portano l'individuo ad ampliare e sviluppare quanto la qualità base dell'Energia Emotiva spingeva. Quando cioè, alla forza del "padre", Necessità e Eros, Intento, viene a sommarsi la volontà d'esistenza del soggetto che nel desiderio di esistere mette in atto il proprio Nous, le proprie strategie d'esistenza.

NOTA: I commenti agli Oracoli Caldaici si riferiscono, come numero di riferimento, alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'edizione Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.

 

Pagina specifica dell'argomento

 

29 settembre 2026

La notizia del giorno
Usa e le missioni spaziali

 

29 settembre 2026

La strada dell'esistenza

Non c'è una strada che porta ad una verità. C'è solo un cammino esistenziale che consiste nel rimuovere gli ostacoli nell'esistenza umana. Si chiama "libertà" la progressiva eliminazione degli ostacoli e ogni volta che un ostacolo viene rimosso uccidiamo il nostro vecchio conoscere e facciamo nascere un nuovo noi stessi con un diverso conoscere.

Poche persone hanno educato sé stesse per fare questo.

Troppe persone confidano in una qualche autorità, in un qualche Dio. Sperano che la luce in fondo al tunnel della loro vita sia la verità che desiderano e non il treno del fallimento dell'esistenza che viene loro incontro.

 

29 settembre 2026

Che i cristiani raggiungano il loro Dio

Sinceramente, non capisco.

I cristiani hanno paura di morire. Eppure, in quanto cristiani, dovrebbero essere contenti di raggiungere il loro Dio.

Il Dio che li ama.

E io auguro ai cristiani di raggiungere presto per abbracciare l'amore del lodo Dio!

E non è ironia.

 

29 settembre 2026

Questioni di linguaggio filosofico

Il problema del linguaggio in filosofia è sempre stato un problema mai risolto. La filosofia assolutista che domina l'ambiente filosofico pretende che venga usato un linguaggio deferente e rispettoso nei confronti di Dio e non tollera che il suo Dio sia definito per le azioni che mette in essere nei confronti degli Esseri Umani. Un Dio assassino, il Macellaio di Sodoma e Gomorra, chiede rispetto per la sua attività di macellaio.

Sto leggendo un filosofo che, parlando dell'epicureismo dice:

"Infine, siamo convinti che questa filosofia decisamente assurda e falsa, una volta rimossi i fondamenti su cui poggia, stramazzi necessariamente al suolo come sconvolta dal medesimo scossone."

Da: Giulio Cesare Vanini, "Anfiteatro dell'eterna provvidenza", in Vanini tutte le opere, Editore Bompiani, 2023, pag. 541

Capite quanto è gentile il mio linguaggio quando parlo del Macellaio di Sodoma e Gomorra e del pederasta in croce?

Gli adoratori del Macellaio di Sodoma e Gomorra non si fanno scrupoli a diffamare e ingiuriare le persone che hanno ideali diversi dai loro mentre proteggono l'attività di genocidio del loro Dio e l'attività pederastica del loro Gesù di Nazareth.

 

29 settembre 2026

Come pensa gli epicurei Giulio Cesare Vanini

Si tratta della premessa di un piccolo lavoro che intendo fare sulla relazione fra cristianesimo ed epicureismo. Oggi conosciamo qualche cosa in più dell'epicureismo di quanto non si conosceva nel medioevo o in epoca rinascimentale. Tuttavia, Agostino d'Ippona viveva in un periodo in cui l'epicureismo era diffuso e se si possono giustificare le idee preconcette sull'epicureismo in epoca rinascimentale, non si possono giustificare le ingiurie e la diffamazione fatta da Agostino d'Ippona contro gli epicurei.

La citazione che tratto è presa da Giulio Cesare Vanini nel suo "Anfiteatro dell'eterna provvidenza", capitolo XXVI sulle opinioni e gli argomenti degli epicurei.

Scrive Giulio Cesare Vanini:

"Fin qui abbiamo parlato della Provvidenza di Dio contro il parere degli atei che hanno eliminato completamente ogni divinità. Ora ci tocca discutere contro gli epicurei, che, pur avendo ammesso l'esistenza di Dio, hanno tuttavia negato la sua provvidenza sulle cose terrene.
Due furono i fondatori di questa dottrina: Democrito ed Epicuro. Parecchi seguaci affermano l'esistenza di un Dio che conduce in un luogo lontano una vita beatissima nell'ozio e nei piaceri, senza prendersi cura delle nostre cose. Senza alcun timore essi non hanno esitato a provare ciò con due argomentazioni.
Prima prova: se Dio si prende cura di noi non è sommamente beato. Ma è sommamente beato, quindi non si cura di noi. Per dare forza di probabilità alla conseguenza della maggiore ricorrevano a questo argomento: la beatitudine consiste nel piacere; la provvidenza, invece, nella privazione e nella mancanza di ogni piacere. Perciò se in Dio c'è provvidenza non può in alcun modo esserci beatitudine.
La maggiore è abbastanza chiara: infatti, ogni animale, fin dal primo momento di vita desidera il piacere e ne gode come di un sommo bene; per questo i latini chiamarono voluttà ciò che tutti, per inclinazione della volontà, ricercano vivamente come bene.
Manifesta è anche la proposizione minore, poiché Epicuro non conosceva altro piacere che il solletico del palato e quello di Venere. Da ciò i poeti epicurei pensavano che le grandi delizie del sommo Giove fossero il nettare, l'ambrosia e Ganimede somministratore delle divine bevande. La provvidenza, invece, consiste nella sollecitudine e nella sobrietà, che sono diametralmente opposte ai piaceri della gola e dell'amore.
La seconda prova è questa: non c'è nulla che ci costringa ad affermare la Provvidenza Divina, se non il casuale pretesto di alcuni che sostengono l'immortalità dell'anima. Ma questa non si dà affatto; quindi neppure quella."

Da: Giulio Cesare Vanini, "Anfiteatro dell'eterna provvidenza", in Vanini tutte le opere, Editore Bompiani, 2023, pag. 535

Noi sappiamo, dagli scritti morali di Epicuro che la ricerca della felicità epicurea non ha nulla a che vedere con quanto afferma Vanini (mangiare, bere, scopare ed oziare come i cristiani intendono queste attività). Epicuro non credeva in un Dio lontano, onorava gli Dèi e definiva quanto percepiva. Non ammetteva i deliri della superstizione e, con superstizione, intendo un Dio davanti al quale inginocchiarsi.

Anche Vanini, nel "I meravigliosi segreti della natura regina e Dea dei mortali" Farà ragionamenti simili ad Epicuro e saranno quelli che lo porteranno ad essere condannato con la lingua mozzata, strangolato e bruciato sul rogo.

A me non interessa solo quanto pensava il prete cattolico e cristiano Vanini, ma come è venuta formandosi quest'idea sugli epicurei che sarà modificata proprio partendo dall'epoca di Vanini sia pur progressivamente.

 

Pagina specifica dell'argomento

 

28 settembre 2026

La notizia del giorno
Il fascismo ucraino che piace alla democrazia cristiana europea

 

28 settembre 2026

Proclo, il neoplatonismo e il cristianesimo

Zeus - Napoli

E' necessario ricordare come i neoplatonici altro non erano che cristiani ante litteram. La loro dottrina era una dottrina creazionista e, anche se usavano i nomi degli Dèi, sottraevano agli Dèi la loro personalità, il loro essere parte del mondo in cui vivevano, per essere trasformati in Dèi superiori.

Zeus aveva un'attività creatrice che consisteva nel modificare la realtà nella quale viveva. Gli amplessi di Zeus e i numerosi figli che da quegli amplessi nascevano, altro non erano che le condizioni all'interno delle quali la vita si sarebbe sviluppata.

Zeus crea modificando la realtà nella quale vive, Non crea qualcosa stando al di fuori della realtà in cui vive.

Nella Teogonia Esiodea, Zeus non crea gli Esseri Umani. Alcune tradizioni del "mito" più tarde indicano Zeus come creatore, ma questa non era l'idea che circolava nell'IX o VIII secolo a.c. Tutta la creazione di Zeus è modificazione del suo presente. Un presente che abita e di cui è parte. Questo vale per ogni altro Dio, per i Titani e per Urano.

I neoplatonici hanno la necessità di un padrone da opporre al Dio padrone dei cristiani.

Scrive Proclo nel suo Commento al Cratilo di Platone:

La natura indivisibile dell'attività degli dèi la nostra anima la conosce in modo diviso e il suo carattere unitario sotto forma di molteplicità, e ciò avviene soprattutto per quel che concerne il Demiurgo, del quale anche il nome che è di per sé uno solo noi presentiamo come una proposizione, poiché egli dispiega le Forme intellettive, raduna a sé le cause intelligibili e le fa espandere per la realizzazione demiurgica dell'universo; e in effetti Parmenide lo caratterizza con l'identità e la differenza, e due giare si trovano presso di lui come dice il poema, e la tradizione in assoluto più mistica, cioè le parole stesse degli dèi, afferma che "la diade risiede presso costui", e dice [cita gli Oracoli Caldaici]:

"infatti ha entrambe le funzioni, da un lato
contenere in sé con l'intelletto gli intelligibili,
dall'altro apportare la percezione nei mondi"

E cosa c'è da dire di più? Proprio in considerazione di ciò tale tradizione lo denomina "due volte al di là" e "due volte là", ed in generale lo celebra attraverso la diade: infatti il Demiurgo precomprende in sé in modo uniforme tutta la natura feconda e capace di far sussistere, propria degli dèi encosmici: è naturale, di conseguenza, che anche il suo nome sia duplice, e di questi nomi l'uno, "Dia, accusativo di Zeus", indica la causa e "a causa del quale", vale a dire la bontà paterna, mentre l'altro, Zéna, altra forma di accusativo di Zeus, indica la zoogonia, la "generazione degli esseri viventi", e di queste due prerogative il Demiurgo precomprende in sé in modo unitario le cause prime insite nell'universo. Ed il primo nome è simbolo della catena cronia e patema, mentre il secondo della catena che appartiene a Rea generatrice di vita e fonte di maternità; ed è in considerazione del fatto che ha accolto in sé Crono nella sua totalità che egli è produttore delle tre forme di essenza, indivisibile, intermedia e divisibile, mentre, conformemente alla Rea che ha in sé, fa scaturire le tre specie di vita, intellettiva, psichica e corporea.

NOTA: nel riportare la citazione ho eliminato le parole greche e ho lasciato solo il loro significato.

Tratto da: Proclo, Commento al Cratilo di Platone, Editore Bompiani (Giunti), 2017, pag. 395/397

L'intero discorso di Proclo ha lo scopo di legittimare da un lato la creazione da parte del Demiurgo e, dall'altro lato, quella di separare gli uomini, le persone, la Natura, dagli Dèi che vengono considerati creatori e padroni della vita stessa.

Proclo riprende il meccanismo cristiano, oppure i cristiani hanno ripreso il meccanismo di Proclo, secondo cui Zeus crea perché Zeus è buono. Lo stesso vale per il concetto secondo cui il Demiurgo "precomprende in sé in modo uniforme tutta la natura feconda" togliendo, di fatto, alla Natura e agli Esseri della Natura, la loro volontà attraverso la quale si sono trasformati trasformando lo stesso Zeus.

E' indubbio che Proclo si stava scontrando con i cristiani, ma aveva assunto gli stessi meccanismi religiosi propri dei cristiani articolando spiegazioni e giustificazioni che, di fatto, costruivano una gerarchia di poteri finalizzata a dominare l'uomo.

Il Mito Esiodeo e il Mito Orfico non ha mai presentato uno Zeus "buono", ma uno Zeus che faceva quanto andava fatto e la giustizia di Zeus non è caratterizzata da pietà o da pietismo, ma da una giustizia che guarda il futuro e non all'attimo presente.

Rea come generatrice degli Dèi Olimpi costruisce le condizioni per la nascita della Natura, ma lo fa proprio perché unita con Cronos, il tempo, e i nati nella Natura si trasformano con i tempi, i mutamenti, le trasformazioni con cui si adattano all'oggettività che incontrano.

C'è una sequenza, una catena del venir in essere della vita, che manifesta la Coscienza di Sé di ogni Essere, ma questa catena non è gerarchica, è conseguenziale. All'azione della materia che si espande nell'universo, l'azione di Phanes, Eros, alimenta le possibilità in quella materia-energia di diventare cosciente, consapevole. Azione e conseguenze e le conseguenze alimentano azioni di adattamento soggettivo che porta altre Coscienze di Sé a germinare, crescere e trasformarsi.

Platone combatteva i poeti, ma Esiodo non era solo un poeta, era il maggior filosofo del suo tempo fatto proprio, sia pur con delle variazioni, dagli orfici.

Non si è persona religiosa perché ci si pone a "padroni della vita" descrivendo un padrone della vita, un Dio creatore o un Demiurgo o, ancora, un Artefice. Si è persone religiose se si abita la vita. Si partecipa alle trasformazioni che la vita propone agli Esseri della Natura. In questo senso, Democrito è una persona religiosa al contrario di Platone che era il nemico della vita. Un individuo che pretendeva di manipolare la struttura psichica degli uomini e imporre loro la sua morale per i propri interessi.

I cristiani hanno fatto propri i principi di Platone e dei neoplatonici e li hanno usati, a seconda delle convenienze del momento, in alternativa al terrore assolutista del loro Dio della Bibbia finendo per trasformare l'umanità in schiavi asserviti al loro Dio padrone.

Questa volontà la riscontriamo in duemila anni di violenze cristiane, stragi e genocidi in nome della volontà del loro Dio padrone. Non si tratta di filosofia metafisica estranea alla realtà. Si tratta di filosofia metafisica che tende non solo a comprendere la realtà in cui viviamo, ma anche la realtà futura che dalla realtà di oggi può emergere.

 

 

Pagina specifica dell'argomento

 

27 settembre 2026

La notizia del giorno
Il fine dell'ideologia Maga

 

 

27 settembre 2026

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 20: Intuendo si intuisce l'immenso intuibile

Il frammento 20 apparentemente sembra affermare una "verità" ovvia: quando l'uomo non intuisce, per lui l'intuibile non esiste e, allo stesso tempo, l'intuizione può essere perché esiste un intuibile al di fuori della verità affermata dalla ragione.

Perché la Coscienza di Sé si può espandersi nell'infinito? Perché esiste un infinito in cui espandersi. Perché l'Essere si può espandere?

Perché esiste la volontà di espansione che il soggetto ha sommato alla necessità che lo ha manifestato.

Questo principio, manifestato dagli Oracolo Caldaici, si oppone al concetto di verità proprio del platonismo e del cristianesimo. Afferma l'esistenza di un universo che il soggetto può intuire e afferma, allo stesso tempo, che tale universo, per il soggetto, non esiste se il soggetto non pratica la propria intuizione per intuirlo. Il cristianesimo e il platonismo non comprendono l'idea della trasformazione dell'individuo perché l'individuo, secondo loro, è formato nella "verità di Dio", nella "verità dell'Artefice creatore", e, pertanto, l'uomo è sottomesso a Dio, o all'artefice, e non può modificare la sua coscienza e la sua conoscenza perché queste sono un dono di Dio e non il prodotto della sua attività.

L'intuizione è prodotta come conseguenza alla manifestazione della volontà di espansione del soggetto. Si può esprimere solo perché esiste un intuibile dal quale il soggetto si può nutrire per espandere la sua coscienza e la sua consapevolezza.

L'individuo non è creato a immagine e somiglianza di un Dio pazzo, cretino e deficiente, ma è divenuto, scelta dopo scelta, rispondendo alle sollecitazioni del Dio che cresce dentro di lui in un mondo che ha imposto le sue condizioni.

Esiste una relazione dialettica fra soggettività-oggettività che determina il divenire dell'individuo. La relazione, che è ente divino in sé, condiziona la trasformazione delle due entità divine, il soggetto e il soggetto-oggetto altro, permettendo al soggetto di espandersi in relazione al soggetto altro che si espande a sua volta. Il terzo ente divino, la relazione come oggetto in sé, si espande a sua volta alimentando altre relazioni.

Questo tipo di relazione, che in filosofia viene presentato in modi diversi, rappresenta un'idea di venir in essere della realtà rispetto a chi nega l'intuibile in quanto, per loro, l'intuizione è un dono di Dio.

Dal momento che l'intuibile costruisce l'individuo, in quanto intuito dal soggetto alimentandone le trasformazioni, viene negata l'affermazione secondo cui è il Dio padrone cristiano a donare l'intuizione a chi supplica di soddisfare il bisogno del suo intuibile.

NOTA: I commenti agli Oracoli Caldaici si riferiscono, come numero di riferimento, alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'edizione Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.

 

Pagina specifica dell'argomento

 

25 settembre 2026

La notizia del giorno
Incontro Trump Xi

 

 

25 settembre 2026

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 19: Intuendo si intuisce l'immenso intuibile

La traduzione del frammento 19 mi lascia un po' perplesso. Il frammento indica "questo", riferendosi genericamente ad un Dio, che intuirebbe ogni intuire.

Il Patrizi, che attribuisce gli Oracoli Caldaici a Zoroastro, il medesimo frammento lo traduce dicendo che "questo" Dio è pensato da ogni intelletto. Afferma che nel pensare questo Dio non è intelletto.

Per contro, Albanese nella sua traduzione afferma che questo Dio è pensato da ogni intelletto.

Indubbiamente esistono delle difficoltà da parte degli autori nel far aderire questa breve citazione allo schema generale del significato degli Oracoli Caldaici che hanno in testa.

La citazione sarebbe presa da Damascio, l'ultimo reggitore dell'ultima accademia di Atene.

Chi intuisce è un Dio. E' colui che è uscito dai confini della ragione e consente alle sue emozioni di creare delle relazioni con le emozioni dei soggetti del mondo facendo giungere l'intuizione, della conoscenza che ne deriva, alla sua coscienza rompendo i confini posti dalla ragione.

Nella Religione Pagana si definisce Dio chiunque, Essere di qualunque specie della Natura, Essere Umano nel nostro caso, attraverso l'intuizione emotiva espande sé stesso uscendo dal mondo della ragione, intuendo gli oggetti emotivi, penetrando lo sconosciuto che circonda la descrizione della ragione. Oppure, se vogliamo, percependo il circostante, attraverso le relazioni emotive nel presente, il Dio nutre la propria percezione espandendo la propria conoscenza soggettiva.

Intuire è un atto con cui l'individuo nutre la sua percezione. La sviluppa e la dilata. E' un atto attraverso il quale espandere la sua coscienza e la sua consapevolezza. Affinché l'intuizione sia l'intuire di una realtà emotiva e non il delirio di una mente malata è necessario che il soggetto abbia messo in atto un percorso di trasformazione attraverso il quale disciplinare la propria capacità di percepire. E' necessario che l'individuo si sia trasformato nello sforzo di fermare il dialogo interno per emarginare il dominio della propria ragione sulla sua coscienza.

Se l'individuo non ha messo in atto un percorso di autodisciplina con cui emarginare la propria ragione, l'insorgenza di illusioni, allucinazioni e idee preconcette bloccano la sua possibilità di intuire fissando la sua attenzione sulle fantasie della sua ragione. L'intuizione non sorge spontaneamente o magicamente nell'individuo. Sorge come atto di volontà espresso nella necessità dell'individuo di affrontare le condizioni e le contraddizioni della propria quotidianità.

Cosa significa "essere un Dio"?

Significa esercitare la propria volontà e le proprie determinazioni per costruire sé stesso trasformazione dopo trasformazione. Nel processo di costruzione di sé stessi si esercita il proprio intuire e l'individuo, mentre intuisce quanto lo circonda, modificando la sua coscienza controllata dalla ragione, introduce l'oggetto intuito nella coscienza modificandola e costringendo la sua ragione a descrivere il nuovo anche se questo la costringe a modificandosi un po'.

Non è un Dio colui chi non trasforma sé stesso accumulando conoscenza, esperienza dopo esperienza. Non è un Dio chi non esercita la propria volontà e le proprie determinazioni per affrontare le contraddizioni esistenziali. Chi non accumula sapere e conoscenza con le quali usare la propria intelligenza nelle proprie scelte. Chi sceglie l'obbedienza, facendosi gregge, rinuncia alla propria vita. Per sopravvivere alla propria sofferenza emotiva esercita il proprio volere e la propria violenza per appropriarsi, poco o tanto che sia, di qualcosa da sottomettere per sentirsi "padrone".

Un Essere Umano che ha preferito diventare un distruttore della vita rinunciando a farsi Dio, ha rinunciato al proprio futuro. Il distruttore della vita non è in grado di intuire l'intuibile che lo circonda. Il distruttore non ha un progetto esistenziale. Il suo progetto è distruggere e soddisfare il proprio dominio mediante la distruzione. Le sue azioni modificano l'ambiente, ma non sono portatrici di progetti. E' l'ambiente che deve ricostruire dove lui ha distrutto. Sia in campo sociale che nella psiche emotiva delle persone che la sua azione ha saccheggiato. L'uomo sottomesso non può intuire l'intuibile perché l'intuizione dell'intuibile risponde alle necessità del soggetto che, costruendo sé stesso e il mondo in cui vive, modifica sé stesso in funzione di un obiettivo, di un desiderio, di una possibile meta da raggiungere nelle relazioni con i soggetti del mondo.

Senza l'esercizio della propria volontà e delle proprie determinazioni nella vita, non si è un Dio. Si è un Dio quando a Necessità, che ha fatto germinare la nostra Coscienza (Necessità nella nostra specie è l'amplesso dei genitori) sommiamo la nostra volontà soggettiva che sceglie fra le opzioni che si presentano per costruire la nostra esistenza. Questo scegliere alimenta la capacità soggettiva di intuire l'intuibile che ci circonda. Se non sommiamo a Necessità la nostra volontà delegando il nostro esistere a determinazioni e volontà diverse dalle nostre, allora scegliamo di diventare dei distruttori.

Dapprima distruggiamo la capacità di veicolazione della nostra struttura emotiva nel mondo, ripieghiamo su sentimenti che rinchiudiamo dentro di noi separandoci dal mondo. Poi neghiamo la possibilità di sviluppo del nostro intuire mediante i deliri costruiti dalla nostra ragione. Il nostro intuire, distrutto dalla nostra rinuncia, viene sostituito dall'illusione, dalla credenza e dalla fede in qualunque assurdo capace di rassicurarci. L'illusione, alimentata dalla ragione, affoga l'intuire dell'individuo mentre tenta di affrontare l'intuibile che lo circonda.

Ed ecco pronto ad affermare, chi ha rinunciato a sviluppare il proprio intuire: "Ma chi te lo fa fare di costruire te stesso? Io intuisco la verità senza sforzo perché qualcuno mi ha donato la capacità di intuire! Rinuncia a costruirti e assoggettati alle mie intuizioni!", ma non sono intuizioni quanto presenta, sono illusioni che costruiscono la distruzione dell'individuo che rinuncia a costruire sé stesso nell'infinito. Costui non è un Dio che intuisce. Costui è un distruttore che distrugge il farsi Dio delle persone incitandole a rinunciare ad essere protagoniste della propria vita.

NOTA: I commenti agli Oracoli Caldaici si riferiscono, come numero di riferimento, alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'edizione Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.

 

Pagina specifica dell'argomento

 

24 settembre 2026

La notizia del giorno
Dio non tollera di essere accusato di genocidio dagli uomini

 

 

24 settembre 2026

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 18: Intuendo si intuisce l'immenso intuibile

Il frammento 18 della serie costruita da Angelo Tonelli è tratto dal Commento al Cratilo di Proclo.

Il soggetto che intuisce arriva a conoscere l'immenso abisso da cui è circondato. Un abisso che verrebbe collocato "al di là del cosmo" e che verrebbe percepito come "paterno" dal soggetto che lo intuisce.

Il frammento ci ricorda che Giuliano il Teurgo aveva consapevolezza di vivere in una conoscenza razionale circondata da un immenso sconosciuto abitato da quanto la ragione nemmeno immaginava potesse esistere. Questo sconosciuto giunge alla coscienza razionale mediante l'intuizione.

L'immenso sconosciuto, dovunque lo si voglia collocare, è vissuto dalla ragione come un "abisso di nulla" perché gli oggetti che contiene non sono descritti dalla ragione, spesso indescrivibili, e, pertanto, per la ragione non esistono.

L'abisso che circonda la nostra ragione è un immenso spazio all'interno del quale gli oggetti diventano coscienti di Sé. Comunicano e costruiscono relazioni tramite le loro emozioni. L'abisso è lo spazio in cui l'Energia Vitale si muove in quanto oggetto alla continua ricerca di condizioni che gli consentano di generare nuove e diverse Coscienze di sé. Questo spazio è il sovracosmico perché il cosmo, che noi percepiamo, lo descriviamo mediante la forma e la quantità. Le categorie descrittive proprie della ragione. Fuori dal cosmo, descritto dalla ragione, sta un altro cosmo, un sovracosmo, se così lo si vuole chiamare, pregno dell'Energia Vitale che tende ad espandere sé stessa in continuazione trasformando l'inconsapevole in consapevole.

Si sta parlando dell'Erebo che, per la ragione, rappresenta l'oscurità profonda che avvolge la sua descrizione. In Esiodo l'Erebo e Nera Notte sono l'utero della vita. Da loro, emersi da Caos, ha inizio il processo delle trasformazioni che portano al presente. Sia per quanto riguarda il mondo della ragione, sia per quanto riguarda l'insieme emotivo dell'Erebo.

Per gli Esseri della Natura, l'Erebo diventa l'Ade da cui emerge la vita razionale dall'uovo, dal seme e dall'utero alimentando l'idea che la vita degli Esseri della Natura, alla fine del loro ciclo, ritornano all'Ade.

La ragione non entra nell'Ade. E' separata dall'Ade. Le emozioni possono entrare ed uscire dall'Ade. Per questo motivo gli Dèi, e gli Esseri Umani che percorrono il loro sentiero di eternità, possono entrare ed uscire dall'Ade perché vi entrano con le loro emozioni e con le loro emozioni escono. E' la lezione di Orfeo e Euridice: non esiste nulla di razionale che si possa portare dentro o fuori dall'Ade.

Tutto ciò che genera è paterno. Erebo è un "Padre" della vita, ma non si può considerarlo un "Padre" come la ragione e la cultura pensano debba essere un "Padre". Nella filosofia orfica il sovracosmico abisso è indicato anche come il "nero Erebo" e "l'ampio Tartaro" che Caos espandendosi, riempie. Il "Caos" è la fonte dalla quale germinano le Coscienze di Sé che organizzano s'è stesse separandosi dall'inconsapevole e procedono, usando la loro volontà d'esistenza, per espandersi nel Caos e costruire la loro ragione. L'inconsapevole dal quale le Coscienze di Sé si separano è il sovracosmico.

Per l'Essere Umano intuire questo significa pensare la vita come un tempo che scorre continuamente in cui le Coscienze di Sé nascono e dilatano se stesse. Quante vie alla Conoscenza e alla Consapevolezza prenderanno forma nel sovracosmico abisso che sovrasta il cosmo di cui noi siamo parte? Quante vie e quante determinazioni diverse dalle nostre? Quante relazioni saremo in grado di costruire con queste?

Intuire l'infinito dello spazio che ci circonda significa intuire i mutamenti che stiamo attraversando per correre verso l'eternità. Significa collocare esattamente il nostro percorso di conoscenza e di consapevolezza nello spazio che stiamo occupando e nel tempo in cui stiamo agendo.

Il frammento orfico appare come una frase monca che vorrei completare in questo modo: "voi che intuendo intuite nel "paterno" sovracosmico abisso, potete affrontare l'infinito dei mutamenti in quanto conoscete ciò che siete all'interno del cosmo che vi contiene e attraverso questa conoscenza potete costruire il vostro cammino nell'infinito dei mutamenti!"

NOTA: I commenti agli Oracoli Caldaici si riferiscono, come numero di riferimento, alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'edizione Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.

 

Pagina specifica dell'argomento

 

23 settembre 2026

La notizia del giorno
Come volevano gli italiani: modificata la legge Fornero

 

 

23 settembre 2026

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 17: L'intuito nutre il soggetto

Il frammento 17 è tratto da Proclo nel suo commento al Timeo di Platone.

Il soggetto che intuisce nutre la propria coscienza degli oggetti intuiti. Il frammento trasferisce al meccanismo dell'intuizione il meccanismo della formazione della conoscenza dove ogni nuovo oggetto conosciuto contribuisce ad espandere la conoscenza del soggetto.

L'esperienza vissuta da un soggetto alimenta la capacità del soggetto di adattarsi e prepararsi per affrontare nuove esperienze.

Il silenzio ci avvolge. Sperimentare il silenzio porta ad intuire quanto abita ciò che è sconosciuto alla nostra ragione. Nel silenzio vivono le nostre emozioni che dal silenzio si nutrono costruendo relazioni emotive. La ragione, separata dall'immenso che la circonda, non ha strumenti per affrontare quell'immenso ed ignora quanto in quell'immenso abita e vive. Ma il nostro intuire emotivo penetra ed abita quel silenzio e costruisce delle relazioni con gli enti che lo vivono e che definiscono sé stessi.

Il nutrimento di ogni Essere è dato dall'oggetto intuito mediante l'intuizione soggettiva.

Intuisci emotivamente l'oggetto che ti affascina e prepotente sorge l'emozione alla coscienza: la persona si innamora. Nessun pensiero razionale l'ha portata ad innamorarsi. Nessuna valutazione. Solo un desiderio che con forza di fuoco si presenta alla coscienza e costringe la ragione a non ignorarlo.

L'intuizione emotiva, quando prepotente di presenta alla coscienza dominata dalla ragione, disgrega quella coscienza. In quel momento la ragione tace, si crea il vuoto di parole nella mente della persona. Tutto dentro di lei si ferma. Poi, a poco a poco, la coscienza si riaggrega. Non è più la coscienza precedente. E' una nuova e diversa coscienza che ha fagocitato il nuovo intuito e si sforza di giustificarlo e descriverlo.

Proprio perché viene intuito diventa parte della coscienza del soggetto stesso.

Intuire, in tutti gli Oracoli Caldaici, sta per "far proprio". Io intuisco il mio circostante. Proprio perché intuisco il mio circostante mi approprio del mio circostante; cresco nel mio circostante; mi dilato nel mio circostante. Il mio circostante mi nutre e nutrendomi alimenta il proprio nutrimento in quanto io divento oggetto dell'intuire del circostante stesso.

Questo vale per il concetto di sentire. Il mio sentire esce dall'ambito della ragione. Raggiunge oggetti che la ragione non descrive e quegli oggetti raggiunti alimentano la mia ragione e la dilatano. Dilatano la sua conoscenza e la mia esperienza. Per alimentare la mia ragione è necessario che io esca dalla ragione, raggiunga gli oggetti attraverso il sentire e l'intuire. Quegli oggetti devo imporli alla ragione, mediante una continua insorgenza emotiva dentro di me, variando la descrizione che la mia ragione fa del mondo.

Il mio intuire si alimenta da quanto intuisco. Una volta che intuisco un solo oggetto fuori della ragione, metto in moto un meccanismo soggettivo attraverso il quale posso, in ogni istante, uscire dalla ragione per cogliere nuovi oggetti. Ogni volta che il mio intuire si nutre dal silenzio che circonda la ragione, diventa più forte del controllo che la ragione esercita sulla mia coscienza. La ragione, da padrona dell'Essere Umano, diventa uno strumento attraverso il quale l'Essere Umano costruisce sé stesso.

NOTA: I commenti agli Oracoli Caldaici si riferiscono, come numero di riferimento, alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'edizione Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.

 

Pagina specifica dell'argomento

 

22 settembre 2026

La notizia del giorno
I rapporti fra USA, Cina e Giappone

 

22 settembre 2026

La sconfitta del nazi-fascismo nelle elezioni regionali tedesche

Se qualcuno vi dice che in Germania l'ultradestra ha vinto le elezioni, sta mentendo. Sia a Berlino che in Meclemburgo-Pomerania Anteriore hanno vinto quelli che in Germania vengono collocati nella sinistra politica. A Berlino Linke, Spd e Verdi hanno la maggioranza assoluta, ma anche nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore Spd, Linke e Verdi hanno la maggioranza.

La cosa che appare "straordinaria", per chi non conosce le dinamiche dell'ideologia politica, è che si svela la vera natura degli elettori Democristiani tedeschi (come quelli italiani del resto). Hanno deciso di non nascondersi più e di manifestare la loro vera natura di nazisti. Così, la Democrazia cristiana del Meclemburgo-Pomerania Anteriore è sparita e i suoi elettori hanno votato per la destra nazista.

Un po' come è avvenuto in Italia nelle ultime elezioni europee. I fascisti che votavano Lega si sono trasferiti in FdI, ma i rapporti sul territorio non sono cambiati. I fascisti sono sempre alla ricerca del loro Gesù che li guidi nel loro paradiso assolutista.

Un po' di attenzione andrebbe messa sulla sinistra elettorale. Dopo la Svezia sembra che stia riprendendo fiato.

 

22 settembre 2026

Ierone, tiranno di Siracusa

Ierone, tiranno di Siracusa dopo Gerione, parlando con Senofane di Colofone, il maestro di Parmenide, odiatore dei poeti si sentì dire da Senofone che egli riusciva a stento a nutrire due schiavi. Ierone rispose a Senofane: "Quell'Omero che tu dileggi, però, nutre più di diecimila uomini pur da morto."

Senofane, Parmenide, Pitagora, Platone, avevano tutti in odio i poeti come Omero ed Esiodo. Omero ed Esiodo ispiravano i modelli religiosi e sociali delle persone e gli odiatori dei poeti non potevano sottomettere le persone alle loro regole morali.

La citazione di Ierofone è tratta da: Proverbi sentenze e massime in Grecia e a Roma da Pitagora all'Umanesimo, pag. 509, editore Bompiani, 2022

 

Pagina specifica dell'argomento

 

21 settembre 2026

La notizia del giorno
Guerra e rincaro dei dei prodotti a carico delle persone civili

 

 

21 settembre 2026

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 16: Il Dio si nutre del silenzio

Il frammento 16 formato è da poche parole. E' una citazione degli oracoli fatta da Proclo nel commento al Cratilo e, probabilmente, anche al suo commento al Timeo.

Secondo il frammento, il Dio si nutrirebbe del silenzio. Il silenzio delle condizioni che lo hanno portato a germinare.

Gli Dèi nascono. Le condizioni da cui gli Dèi nascono, e dalle quali noi stessi nasciamo, non parlano. Non dicono al feto, nella pancia della madre, che cosa fare.

Razionalmente possiamo raccontare che Zeus fagocita Meti. Possiamo rappresentarli in forma umana e rappresentare che cosa significa per gli uomini divorare una persona. Ma se noi usciamo dal mondo delle parole e abitiamo Zeus come l'atmosfera che avvolge la Terra e pensiamo a Meti come nous, intelligenza progettuale, fatta propria dall'atmosfera per modificare le condizioni del suo presente, non ci sono più parole razionali, ma solo dinamiche emotive che sollecitano la nostra coscienza trasformandosi in sensazioni, intuizioni e tensioni. Solo silenzi da cui si nutre la nostra struttura emotiva: il Dio dentro di noi.

E' dal silenzio della ragione che il dio prende nutrimento. E' attraverso il silenzio che le emozioni possono costruire le loro relazioni con le emozioni del mondo in cui l'individuo vive. Il nous è l'intelligenza progettuale che guida il Dio a scegliere le sue possibili trasformazioni. Il nous è la prepotente descrizione della ragione, ma il nutrimento del Dio è fuori dalla ragione. E' nello sconosciuto che circonda la ragione e solo attingendo da quello sconosciuto, mediante il "sottile intuire emotivo", può nutrire il proprio cammino di eternità.

Affinché l'individuo possa nutrirsi dallo sconosciuto attingendo mediante il suo intuire deve aver intrapreso il suo cammino come un Dio. Deve continuare il suo cammino di sviluppo scelta dopo scelta. Se l'individuo non si nutre dal silenzio egli altro non fa che cortocircuitare la ragione su sé stessa alimentando pregiudizi, illusioni e deliri.

E' il silenzioso sconosciuto fuori dai confini della ragione raggiungibile con le emozioni che nutre la ragione, ma per attingere dallo sconosciuto è necessario ascoltare le proprie emozioni e le emozioni del mondo in cui si vive. E' necessario costruire sé stessi nell'infinito dei mutamenti.

Il silenzio dei "Padri" è il loro non-essere. Coscienze e consapevolezze che nascono, creano le condizioni affinché altre consapevolezze germinano, per dissolversi mentre la germinazione di nuove coscienze, nutrendosi dal silenzio della ragione, permette loro di continuare le loro trasformazioni.

L'esistente è silenzio. Davanti alla ragione le emozioni sono mute. Il pensiero dell'universo ha cessato di esistere. Esiste solo l'energia emotiva pronta a nutrire ogni Dio che cammina impavido verso l'infinito.

NOTA: I commenti agli Oracoli Caldaici si riferiscono, come numero di riferimento, alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'edizione Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.

 

Pagina specifica dell'argomento

 

20 settembre 2026

Annuncio della celebrazione dell'Equinozio d'Autunno 19 settembre 2026

Si tratta dell'annuncio della celebrazione dell'Equinozio d'Autunno fra poche ore. Breve discorso relativo ai mondi del silenzio.

 

20 settembre 2026

Celebrazione dell'Equinozio d'Autunno 19 settembre 2026

La celebrazione dell'Equinozio d'Autunno in forma privata è stata fatta il giorno 19 settembre 2026 alle ore 17.45.

La celebrazione, all'interno del ciclo della vita conclude il percorso che va dalla nascita, celebrata nell'Equinozio di Primavera, alla conoscenza, celebrata nel Solstizio d'Estate ai mondi emotivi, ai mondi del silenzio, celebrati nell'Equinozio d'Autunno. Il Solstizio d'Inverno celebra il prigioniero che, liberatosi dalle costrizioni, dalle catene, inizia il suo cilo nella vita: il Sol Invicto.

La celebrazione religiosa privata è esteticamente meno spettacolare, ma emotivamente altrettanto vissuta e, nelle relazioni fra sé e il divino, esprime gli stessi effetti.

 

Pagina specifica dell'annuncio della celebrazione

Pagina specifica della Celebrazione dell'Equinozio d'Autunno

 

19 settembre 2026

La notizia del giorno
L'Italia è in guerra a fianco degli USA?

 

 

19 settembre 2026

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 15: Il Dio partecipa all'eccellenza

Il frammento n. 15 della sequenza di Angelo Tonelli appare oscuro. L'eccellenza vedrebbe la partecipazione di ogni Dio. Agli individui che non sanno questo non resta che "digiunare".

Che cos'è l'eccellenza? In un cammino di trasformazione è la fine del cammino di trasformazione. Dal momento che il "Padre" è diventato nulla, dal nulla viene ricostruito il "padre" attraverso il cammino di trasformazione delle Coscienze di sé che dal nulla della coscienza germinano riconoscendo sé stesse diverse dal circostante.

Ognuna di queste coscienze è un Dio, artefice delle proprie trasformazioni nel mondo e vive le trasformazioni nella qualità in cui è germinato nel mondo.

E le persone che non hanno agito plasmando la propria energia emotiva nelle condizioni e nelle contraddizioni del mondo? Costoro non hanno agito per partecipare all'Eccellente. Erano distratte da altre cose, altri obbiettivi, altri desideri. A loro non resta che sospendere il dialogo interno e rendere digiuna di parole la propria ragione alimentando quel frammento di energia emotiva che ancora abita in loro.

L'eccellenza è quella che gli Oracoli Caldaici chiamano "Padre", solo che il "Padre", in questo momento, non esiste. L'universo come noi lo conosciamo e abitiamo è germinato dal nulla della coscienza in cui il "Padre" ha annientato sé stesso. Il nuovo "Padre", quale prodotto delle trasformazioni delle Coscienze di Sé che germinano ora dall'inconsapevole e che iniziano un cammino di trasformazione, ancora non lo hanno formato.

L'Eccellenza, dunque, in questo momento non è.

Allora che cosa significa partecipare all'Eccellenza se l'Eccellente in questo momento non esiste?

Significa essere partecipi delle trasformazioni, dei mutamenti, degli enti dell'universo che vanno a costruire l'Eccellente.

Significa essere parte della costruzione dell'Eccellente.

Essere parte della costruzione della Coscienza Universale.

In questo senso essere Dio significa essere nel movimento che porta all'Eccellente. Significa essere partecipi dell'Eccellente. Significa essere legati a tutti gli Déi che esprimono lo stesso intento.

Gli infelici sono coloro che non partecipano al movimento verso l'Eccellente avendo scelto direzioni di trasformazione autodistruttive. Essi hanno rinunciato ad essere Déi. Attendono la loro dissoluzione, mentre partecipano al danneggiamento di quanti seguono quel movimento facendosi Déi, in un presente che vivono con sofferenza.

Voi siete partecipi della distruzione degli Déi perché avete scelto di distruggere la vostra possibilità di alimentare il Dio che avrebbe potuto crescere dentro di voi. In un delirio di onnipotenza avete anteposto i vantaggi del vostro presente alle possibilità di trasformarvi. Questa è l'essenza dell'infelicità.

Potete fare ancora una cosa per salvare la vostra esistenza: digiunate!

Cosa significa digiunare?

Significa cessare di alimentare ossessivamente di parole la propria ragione con cui descrive la sua onnipotenza nel mondo.

Mettere la ragione a tacere ed ascoltare le voci emotive che riempiono il mondo in cui abitiamo e che la ragione, nella sua onnipotenza, ne ignora l'esistenza.

Significa compattare sé stessi. Significa togliere l'attenzione dalla forma e iniziare ad osservare l'astratto in cui si manifestano le possibili trasformazioni di noi stessi e del mondo.

Digiunare significa staccarsi dalla materialità della descrizione formale del mondo per seguire gli impulsi che dentro di noi ci spingono a scegliere cose diverse dal qui e oggi.

Infelici quegli Esseri che hanno rinunciato ad essere Déi attendendo la loro fine mentre distruggono l'esistente. Non partecipano alla costruzione dell'Eccellente, ma rosi dalla disperazione distruggono quanti agiscono e operano per diventarne parte. A costoro, se non è troppo tardi, non resta che il digiuno dal mondo e ascoltare quanto di vivo hanno ancora dentro di loro.

NOTA: I commenti agli Oracoli Caldaici si riferiscono, come numero di riferimento, alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'edizione Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.

 

Pagina specifica dell'argomento

 

18 settembre 2026

La notizia del giorno
Riflessione sul traffico di schiavi dell'Inghilterra dal The Guardian

 

 

18 settembre 2026

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 14: Paura e persuasione

Il Padre è "morto", come può suscitare paura?

Il frammento n. 14 della serie di Angelo Tonelli afferma che il "Padre" persuade, ma non suscita paura.

Come può l'universo che ha avuto come unica scelta l'annientare sé stesso diventando "nulla" suscitare paura o apprensione?

Secondo il cristiano Psello, il suo Dio suscita paura solo ai malvagi. Da questo si deduce che ogni Essere Umano che per qualche ragione ha paura deve essere necessariamente malvagio. Si potrebbe anche affermare che Psello è malvagio solo per il fatto di attribuire stati d'animo di paura a chi egli ritiene malvagio. Come potrebbe formulare il concetto di paura, che è una sensazione vissuta, se non fosse malvagio? Nella sua malvagità deve aver sperimentato la paura. Ma questo, lasciamolo ai cristiani.

Rispondere alle sollecitazioni di Necessità dentro di noi non suscita paura. L'immenso di Intento che ci circonda non suscita paura. Solo i pavidi, coloro che hanno rinunciato a costruire il Dio che cresce entro di loro, sono terrorizzati dalla spinta di Necessità e temono di trovarsi smarriti nell'infinito che circonda la loro ragione.

Il "Padre" infonde persuasione.

Il padre non può suscitare paura in quanto la Coscienza di Sé, definibile come "padre" del presente, non esiste. Esiste la sostanza del "Padre" che manca della Coscienza di Sé stessa. Manca di progetti, di intelligenza, di consapevolezza. Il "Padre" che diventando il nulla non ha nulla da chiedere a chi emerge da quel nulla.

La paura può essere infusa soltanto da una Coscienza di Sé che opera fuori dal nostro conosciuto, con fini e scopi a noi estrani, obbedendo ai propri intenti e alle proprie necessità. La Coscienza di Sé "Padre" non può suscitare paura perché non esiste.

Dal "Padre" procede la sostanza e le tensioni della germinazione. Dal "Padre" procede la formazione dell'esistente e la spinta affinché l'esistente costruisca la propria Coscienza di Sé sommando le Coscienze di Sé che progressivamente germinano nell'inconsapevole. Dal "Padre" procede dunque la persuasione, ma non la paura.

In cosa consiste la persuasione?

La persuasione del "padre" consiste nelle condizioni oggettive alle quali una coscienza, che germina, si adatta trasformandosi. Una Coscienza di Sé che germina segue un percorso di trasformazione partendo da ciò che è quando è germinata. L'Essere Umano si adatta trasformandosi nelle condizioni in cui l'Essere Umano è germinato. Un Essere battere o virus si adatta trasformandosi nelle condizioni in cui l'Essere battere o virus è germinato. L'Essere Sole o un Essere Galassia si adatta trasformandosi nelle condizioni in cui l'Essere Sole o un Essere Galassia sono germinati. E così via.

La persuasione sono le condizioni dalle quali non si può prescindere per esercitare le proprie trasformazioni.

La paura è del pavido che rinuncia a costruire la propria Coscienza e che giustifica la propria rinuncia confidando in immagini fantastiche che lo accompagnano alla dissoluzione. Il pavido giustifica la propria paura con un "padrone", un "Padre" che teme e, per questo timore, rinuncia a trasformarsi affrontando lo sconosciuto che circonda la sua ragione.

L'effetto della passata esistenza del "Padre" è la persuasione come effetto di Necessità e Intento a cui si somma la volontà soggettiva dell'individuo che si fa Fato per proiettare la propria Coscienza di Sé nell'infinito dei mutamenti.

Del "Padre" sono diretta emanazione sia Necessità che Intento, esattamente come la materia-energia che forma l'universo. Le consapevolezze in trasformazione camminano per costruire un diverso "Padre" alla fine del loro processo di mutamento. Questo è il motivo per cui individuo l'assoluto delle coscienze nell'infinito dei mutamenti.

La persuasione non è convincimento. La persuasione consiste nel seguire le tensioni, come condizioni proprie della vita, che spingono la Coscienza di Sé mutamento dopo mutamento. Sta all'intelligenza soggettiva, al proprio nous, discriminare e scegliere fra le contraddizioni possibili capaci di generare i mutamenti soggettivamente più opportuni.

Non è convincimento del nous, ma è adattamento dell'intelletto soggettivo alle forze che dall'interno dell'individuo tendono a sollecitare la sua crescita e la sua trasformazione.

L'adesione del soggetto alle tensioni che, generate dal "Padre", tendono a costruirlo come "Padre" dell'esistente stesso in un passaggio continua fra Armonia e Peitò o, se si preferisce, fra amicizia e contesa furente. Coscienza di Sé che, figlia del "Padre" diviene "Padre" del "Padre" che, germinando, sta venendo a nuova luce; a nuova Coscienza di Sé che comprenderà il "tutto"!

NOTA: I commenti agli Oracoli Caldaici si riferiscono, come numero di riferimento, alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'edizione Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.

 

Pagina specifica dell'argomento

 

16 settembre 2026

La notizia del giorno
Sussulto di dignità della Corte Suprema USA

 

16 settembre 2026

Costruire una religione

Una religione non si costruisce aggregando persone.

Una religione si costruisce elaborando il pensiero filosofico, teologico, etico, morale, sociale, economico e psicologico proprio della religione che si vuole costruire.

Aggregare persone, pensando che le persone aggregate pensino la vita allo stesso modo, è solo un atto illusorio. Si aggregano persone costruite dal sistema religioso dominante che veicolano, sempre e comunque, le idee religiose del sistema religioso dominante cambiando solo i nomi o la forma con cui presentare quelle idee.

Costruire una religione è un lavoro lungo, faticoso e noioso. Spesso si vive di aggressioni da parte di chi pensa di usare aspetti formali e apparenti di quanto si sta costruendo per perseguire progetti o scopi che nulla hanno a che fare col sistema religioso che si sta costruendo.

Mentre le persone tendono a partecipare ad una sorta di dibattito relativo a situazioni contingenti, chi costruisce una sistema religioso deve avere lo sguardo su un orizzonte molto più lontano nel tempo e nelle trasformazioni che verranno e, nello stesso tempo, non può ignorare la realtà, con i suoi conflitti e le sue contraddizioni, che sta vivendo nel momento presente.

E' indubbio che sono in corso guerre e conflitti nel mondo. Sono conflitti fra sovranisti, spesso fascisti, e democratici di vario tipo. Guerra della Russia contro l'Ucraina. Guerra di massacri nel sud-Sudan. Genocidio del popolo palestinese da parte degli ebrei. Massacri USA contro palestinesi, libanesi e iraniani. Guerre economiche con il desiderio di accumulare denaro attraverso dazi illegali e pretestuosi. Guerre economiche per il controllo delle risorse energetiche del mondo.

Ognuno di questi conflitti chiede alle persone di prendere posizione. Di raccontare le proprie opinioni. Di esecrare e condannare l'altro come il nemico che va distrutto.

In questo modo i conflitti non si risolvono perché la radice non sta nelle persone che mettono in atto quei conflitti, sta nel sistema religioso che ha costruito le persone in quel e solo in quel modo al fine di perpetuare i conflitti sociali stessi.

Modificare il sistema che produce uomini e donne che tendono al conflitto implica un lavoro di molte generazioni che viene impedito dai profeti delle ricette immediate, dalle facili e banali soluzioni finalizzate a mantenere la situazione attuale.

Non riuscire a comprendere che tutto dipende da una questione religiosa, significa continuare a riprodurre le situazioni di conflitto generazione dopo generazione. In fondo, che cosa importa a questa generazione di risolvere problemi che non sente suoi ma che si manifesteranno sulle generazioni successive?

Non importa nulla!

Esattamente come non ha importato nulla alle generazioni passate affrontare il problema che percepivano lasciando inalterate le condizioni che hanno portato alla formazione dei conflitti attuali.

E' una questione religiosa.

Se non si combatte il Macellaio di Sodoma e Gomorra, il porco che si vanta di aver macellato l'umanità col Diluvio Universale, ci sarà sempre qualcuno, prodotto da quell'ideologia, che farà i propri interessi attraverso il massacro e il genocidio. Poi, magari dirà: "Ho sbagliato a buttare le bombe!".

Se non si combatte il pederasta in croce, il delinquente che si è inventato i forni crematori, ci sarà sempre qualcuno, prodotto da quell'ideologia, che farà i propri interessi indicando come "zizzania malvagia" questi o quei cittadini e in nome del razzismo inciterà al linciaggio come fece il Gesù di Nazareth contro i farisei.

Che differenza c'è fra una destra e una sinistra politica se entrambe non condannano il Macellaio di Sodoma e Gomorra o il pederasta in croce?

Sono due formazioni ideologicamente naziste che combattono fra loro per il predominio su una società che, sia pur in maniera diversa, vogliono portarla al macello.

Costruire una religione è un lavoro lungo e noioso. Un lavoro che non porta riconoscimenti e che richiede abnegazione e costanza fino alla morte del corpo fisico.

 

Pagina specifica dell'argomento

 

15 settembre 2026

La notizia del giorno
Intelligenza artificiale, capitale e Trump

 

 

15 settembre 2026

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 13

Che cosa significa che dal "Padre" non procede nulla di incompiuto?

Che differenza c'è fra ciò che è compiuto da ciò che è incompiuto?

Secondo Pletone, quanto procede dal Dio non si potrebbe perfezionare come se dal Dio procedesse un oggetto immodificabile.

Il frammento 13 della serie che sto seguendo parla del compiuto generato da un principio paterno.

Quella di Pletone, come quella degli altri interpreti, è un'interpretazione creazionista dove la verità di Dio, come oggetto affermato, manifesta la verità dell'oggetto immodificabile che procede da Dio. In questa struttura ideologica, nessuno può modificare quanto procede da Dio se non Dio stesso.

L'idea che nulla di imperfetto discende da quanto è perfetto è un'idea di Platone ripresa sistematicamente da ogni creazionismo che al creatore attribuisce aggettivi assolutistici per definire condizioni immodificabili.

Il termine centrale del frammento è "incompiuto".

Ciò che procede è compiuto, ma il fatto che sia compiuto non significa che sia definitivo o perfetto.

Tutto ciò che procede dalla fine dell'universo è compiuto. La fine dell'universo è compiuta. Il big bang, con la nascita del nuovo universo, è compiuto. Il processo di trasformazione compie ciò che è per negarlo in ciò che sarà o diventerà, per negare ancora ciò che è per ciò che, venendo costruito, sarà.

Tutto è compiuto, ma ciò che è compiuto non è la fine della cosa. Non è la verità oggettiva dell'oggetto perché l'oggetto viene negato per una nuova e diversa compiutezza.

Mio padre e mia madre hanno copulato. Tutto è compiuto. Mia madre ha portato a termine la gestazione: tutto è compiuto. Nulla che procede dall'uno o dall'altro atto è incompiuto.

Ciò che procede dall'inizio del tempo è caratterizzato da Necessità e Intento. L'Intento è il fine di Necessità che ne caratterizza il moto e ne determina la compiutezza. Nulla procede in opposizione a Necessità, nulla risponde a Necessità senza Intento. Il principio è come la fonte. Dalla fonte sorge ciò che è compiuto, non per questo altri compimenti dovranno avvenire.

Dalla fonte sgorga l'acqua e l'acqua procede attratta da Necessità e risponde alle sollecitazioni di Necessità attraverso lo sviluppo del proprio Intento. L'intento dell'acqua è giungere al mare. Rispondendo alle sollecitazioni di Necessità, l'acqua dalla fonte veicola il proprio l'Intento manifestando il proprio progetto (il proprio nous): aggirare gli ostacoli che le impediscono di raggiungere il mare.

Nulla è incompiuto in quanto tutto contiene Necessità e tutto si muove attraverso l'Intento. Necessità è la qualità di ogni forma di materia-energia rappresentata da ogni forma che ci circonda e Intento è il fine del loro movimento. Nel giungere ad Intento la forma, spinta da Necessità, si trasforma, ma la sua compiutezza sta nella spinta intima che manifesta nell'esistente, non nella forma e negli adattamenti che mette in essere per affrontare il proprio esistere.

La compiutezza di quanto esiste sta nell'Intento.

L'intento è il procedere all'interno delle trasformazioni e quanto procede all'interno delle trasformazioni è compiuto. La compiutezza di quanto procede dal principio paterno non è la finitezza di quanto procede, ma è finitezza nelle possibilità di procedere e di trasformarsi.

Fintanto che quanto esiste procede alimentandosi e alimentando l'esistente, è un elemento compiuto perché il suo procedere è alimentato dall'Intento che cresce dentro di lui e che si amalgama in una relazione intima con l'intento delle consapevolezze che lo circondano.

E' il cammino di sviluppo che determina la compitezza di quanto procede, non la finitezza dell'oggetto che, semmai esistesse, determinerebbe la rinuncia dell'oggetto al proprio sviluppo e alla propria trasformazione diventando, di fatto, incompiutezza che collassa su sé stessa.

NOTA: I commenti agli Oracoli Caldaici si riferiscono, come numero di riferimento, alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'edizione Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.

 

Pagina specifica dell'argomento

 

14 settembre 2026

La notizia del giorno
Riunione del BRICS in India

 

 

14 settembre 2026

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 12

Il frammento 12 è preso da Proclo nel Commento al primo libro degli "Elementi" di Euclide. La citazione è usata da Proclo per confermare le sue idee sulla linea in campo geometrico. Conferma il suo ragionamento affermando che la linea è una “monade protesa” e genererebbe due, la diade, perché la linea non è ferma ma prosegue all'infinito.

Questa è l'opinione del neoplatonico Proclo e, per quanto sia ritenuto importante il suo trattato, vale la pena soffermarmi sulla citazione del frammento in quanto frammento citato.

Ho detto che monade è una sostanza spirituale elementare, semplice e indivisibile, ma, a differenza di Proclo che considera la monade un'essenza creata, la monade è divenuta in sé e per sé e rispondendo alla Necessità che l'ha portata in essere esprime la propria Volontà d'Esistenza che la spinge a modificarsi nel mondo in cui è venuta in essere. Ne segue che, costruire le condizioni che portano a generare è il suo Intento. Sia che questo generare avvenga per scissione che in qualsiasi altro modo.

Le monadi sono l'essenza sottile, sostanza dell'intero universo. Il termine monadi, usato da Pitagora, sostituisce il termine atomi usato da Democrito.

La monade altro non è che l'Energia Vitale fondamento primo della materia e dell'energia come, fondamento primo della materia e dell'energia, era indicato dal termine atomo.

Necessità è la forza intrinseca alla monade che spinge la monade, come l'atomo, a modificarsi in continuazione. Nel caso del frammento, la monade costruisce le condizioni affinché due monadi vengano in essere. E la monade genera due.

La monade, l'Energia Vitale nel momento in cui da inconsapevole diventa monade consapevole deve comporre due forze. Alla Necessità, che l'ha spinta alla consapevolezza, date le condizioni oggettive favorevoli, somma la propria volontà d'esistenza. Necessità spinge introducendo la sensazione nei mondi. Introduce il sentire e il sentire, venendo in essere, genera il libero arbitrio soggettivo come adattamento soggettivo alle variabili oggettive incontrate.

Volontà è la qualità attraverso la quale si genera la trasformazione della Coscienza, ma la sua costruzione avviene come sviluppo della monade che rappresenta l'essenza della Coscienza di Sé. Così nell'Essere Umano, la monade, è la sua consapevolezza che alimenta la costruzione del suo corpo, fisico prima e quello luminoso poi, che cresce e si dilata nel circostante. La dilatazione nel circostante avviene attraverso la volontà d'esistenza che si manifesta nelle scelte soggettive del singolo Essere Umano attraverso il vivere del corpo fisico.

Ciò che è uno diventa due.

Lo diventano nell'Essere della Natura come corpo di materia e come corpo di energia. La struttura materiale del corpo, che partecipa alla vita nella natura, altro non è che corpo fisico-emotivo che partecipa all'esistenza sia nel piano fisico e quotidiano, sia attraverso la percezione emotiva della realtà emotiva dell'esistente. Durante la vita come Essere della Natura, l'individuo, partecipando alle contraddizioni dell'esistenza, forgia il suo corpo luminoso plasmando la sua energia emotiva. Questo fino a quando ci saranno due corpi del medesimo individuo che abitano la quotidianità. Uno legato alla forma e alla ragione e l'altro legato alla realtà emotiva dell'esistenza. Entrambi i corpi inviano segnali diversi sulla realtà del mondo alla coscienza che risolverà la percezione di due condizioni diverse nell'azione con la quale l'individuo sceglie e abita il mondo.

Il corpo di Energia che l'Essere Umano costruisce è la struttura fisica del suo futuro. La Coscienza che costruisce attraverso il suo agire come materia è la formazione della sua futura Coscienza ottenuta mediante il suo adattamento soggettivo alle variabili oggettive che altro non è che la risposta soggettiva all'impulso di Necessità a cui ha sommato la sua volontà. Un inconsapevole ha generato due consapevoli. Due consapevoli che concorrono a formare uno, l'individuo, all'interno del gioco universale di dilatazione del consapevole nell'inconsapevole che lo circonda e che, anche attraverso questo, diventa consapevolezza.

NOTA: I commenti agli Oracoli Caldaici si riferiscono, come numero di riferimento, alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'edizione Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.

 

Pagina specifica dell'argomento

 

13 settembre 2026

Oltretomba orfica, metempsicosi e reincarnazione

Firenze - Baccante con satiro e pantera

Io leggo testi antichi tradotti da studiosi, spesso considerati a buon livello.

Il problema del traduttore. nel tradurre testi religiosi pre cristiani o pre platonici, è quello di attribuire alla parola un significato letterale relativo alla sua concezione religiosa attuale.

So che ci sono studiosi che disquisiscono sul significato dei vocaboli, ma queste polemiche sono confinate nel piano culturale. Quando escono testi religiosi antichi tradotti, le parole usate e il modo di usarle tendono a ricondurre la traduzione al significato che il cristiano vuole che le parole abbiano.

La questione che maggiormente mi ha colpito è la polemica di Giovanni Reale contro Wilamowitz-Moellendorff sul fatto che furono, secondo Giovanni Reale, gli orfici ad introdurre la metempsicosi nel loro sistema religioso e non Pitagora.

Wilamowitz-Moellendorff negava che fossero stati gli orfici e, in effetti, in nessun documento orfico c'è un solo accenno al fatto che gli orfici credessero nella metempsicosi.

Scrive Giovanni Reale:

L'opinione più diffusa degli studiosi è che in Grecia siano stati gli Orfici a diffondere la credenza nella «metempsicosi». Tuttavia, siccome alcuni studiosi hanno contestato questa tesi, è bene fare alcune precisazioni, perché fra le voci di dissenso (che pure non sono molte) si è sollevata anche quella assai autorevole di Wilamowitz-Moellendorff.
Nessuna fonte antica ci dice espressamente che siano stati gli Orfici ad introdurre la credenza nella metempsicosi; anzi alcune fonti tarde dicono addirittura che sia stato Pitagora. Tuttavia contro una presa di posizione ipercritica è da rilevare quanto segue:
a) Pindaro conosce questa credenza, e non si può dimostrare che egli l'abbia derivata dai Pitagorici e non dagli Orfici.
b) Le antiche fonti, inoltre, quando parlano della metempsicosi, la riferiscono come dottrina rivelata da «antichi teologi», «indovini» e «sacerdoti», oppure usano le espressioni con le quali solitamente alludono agli Orfici.
c) In un passo del Cratilo, Platone menziona espressamente gli Orfici, attribuendo loro la dottrina del corpo come luogo di espiazione della colpa originaria dell'anima, che presuppone strutturalmente la metempsicosi e anche Aristotele riferisce espressamente agli Orfici dottrine che implicano, la metempsicosi.
d) Alcune fonti antiche fanno espressamente dipendere Pitagora da Orfeo e non viceversa. Il fatto, poi, che antiche fonti affermino che Pitagora mise in versi dottrine, attribuendole ad Orfeo, se non può essere preso in considerazione alla lettera, testimonia, tuttavia, quale fosse la più antica convinzione circa i rapporti fra i due personaggi.

Giovanni Reale, nella prefazione a: Otto Kern, Orfici, testimonianze e frammenti, Bompiani Editore, 2011, pag. 16-17

Le opinioni degli studiosi sono una cosa, le prove sono una cosa diversa. Molti studiosi pensano che Gesù sia esistito, ma sono solo opinioni dal momento che le prove indicano che non è mai esistito.

Questo significa che la maggior parte degli studiosi coltiva idee preconcette solo per fede e non per dimostrazione oggettiva. Altrimenti, non sarebbero solo opinioni, ma risultati di una ricerca.

Dopo aver premesso questo, Giovanni Reale afferma che "Nessuna fonte antica ci dice espressamente che siano stati gli Orfici ad introdurre la credenza nella metempsicosi".

Basterebbe questo per chiudere ogni polemica, ma Giovanni Reale vuole, a tutti i costi, attribuire il concetto della metempsicosi agli orfici e, per farlo, usa quattro argomenti.

Il primo argomento è Pindaro. Giovanni Reale afferma che Pindaro conosceva la credenza della metempsicosi, ma non si può dimostrare che l'abbia conosciuta dai pitagorici e non dagli orfici.

Pitagora, attivo in Calabria e in Sicilia, è nato fra il 580 a.c e il 570 a.c. ad è morto nel 495 a.c.. Pindaro, che ha frequentato la Sicilia fra Siracusa e Agrigento per molti anni, è nato il 518 a.c. ed è morto il 438 a.c.. Pindaro, dunque, era in Sicilia e trascorse diversi anni alla corte di Gerone e Terone dove la filosofia di Pitagora era di casa, se non accettata e discussa. Ricordo che una tradizione vuole che Pitagora fosse ucciso dai siracusani, mentre, nella stessa operazione, si salvò, fuggendo, Archita di Taranto con cui Platone intrattenne rapporti. Affermare, pertanto, che la tradizione fosse orfica e non di pitagora non è solo arbitrario, ma è un atto di fede. Ci sono una serie di aneddoti in cui Pitagora parla della metempsicosi mentre non ce né nessuno che riguarda gli orfici.

Inoltre, la metempsicosi, come la reincarnazione o l'inferno e il paradiso, sono strumenti ideologici per controllare il comportamento degli uomini minacciandoli di pene dopo la morte se non obbediscono alle leggi o a regole morali imposte. Questo tipo di minacce appartiene esclusivamente ai legislatori che voglio ammantare le loro leggi di un carattere religioso, ultraterreno. Questo è il caso di Pitagora che intendeva imporre le proprie leggi alle città della Sicilia e della Calabria. Non certo degli orfici che con i riti dionisiaci rompevano ogni tradizione sociale e ogni convenzione.

Dice ancora Giovanni Reale che le antiche fonti attribuiscono la metempsicosi a indovini, teologi o sacerdoti. Il trucco di attribuire un'invenzione religiosa a qualche "profeta scomparso" ritenuto un'autorità è sempre stata largamente usato. Non sono solo gli ebrei che hanno inventato un Mosè, ma lo stesso Platone rifilava la sua responsabilità per la sua dottrina a Socrate per dare alla sua dottrina una parvenza di autorità . Una sorta di legittimità: "Non lo dico io, lo ha detto Socrate che ora è morto!".

Platone scriva nel Cratilo:

Socrate - In molti modi, mi sembra; anzi, se lo si altera un poco, in moltissimi. E, infatti, alcuni lo chiamano tomba dell'anima, come se essa vi si trovasse sepolta nella vita presente. E poiché, d'altro canto, attraverso questo l'anima significa ciò che intende esprimere, anche per questo viene denominata correttamente segno. Tuttavia, mi sembra che questo nome sia stato assegnato soprattutto dai seguaci di Orfeo, dato che l'anima per essi sconta la pena delle colpe che deve espiare, ed ha questo involucro, immagine di una prigione, affinché si salvi. Questo, pertanto, come suggerisce il nome stesso, è custodia, salvezza dell'anima, finché essa non abbia pagato il suo debito. E non occorre mutare nemmeno una lettera.

Tratto da: Platone, Cratilo, in "Tutti gli scritti", editore Bompiani, 2014, pag. 148-149

Questo indica la volontà di Platone di attribuire agli orfici una credenza, non indica che gli orfici abbiano avuto quella credenza. Non si capirebbero altrimenti le tradizioni orgiastiche della ritualità orfica e dionisiaca se i partecipanti avessero temuto punizioni oltre la morte del corpo fisico. Mentre, al contrario, si comprende la necessità di Platone di sottomettere gli uomini alle sue leggi con cui controllare le società civili.

Platone è un testimone inattendibile, incapace di assumersi la responsabilità per le proprie idee, si nasconde dietro la figura di Socrate. E' difficile dire quanto Platone abbia conosciuto e frequentato Socrate. Quando Socrate morì, Platone non era presente, anche se racconta della morte di Socrate.

Infine, secondo Giovanni Reale, antiche fonti farebbero dipendere Pitagora da Orfeo. Solo che la pratica li separa. Gli orfici praticavano una vita religiosa, Pitagora si interessava al dominio delle città. Dettava leggi e regole che obbligavano i cittadini alla sua morale comportamentale. L'uno non può essere in relazione con l'altro. Gli orfici non hanno mai preteso di dominare le città e, dunque, non avevano interesse ad avere relazioni con Pitagora. Pitagora voleva dettare leggi alle città ed aveva interesse a dare a quelle leggi un valore divino attribuendole agli orfici.

Anche il fatto che secondo alcune fonti Pitagora abbia messo in versi dottrine degli orfici lascia molto perplessi. Pitagora aveva in odio i poeti e sembra che abbia scacciato Empedocle perché mise in versi alcune idee dei pitagorici e, guarda caso, una di queste era relativa alla metempsicosi.

Scrive il Diels Kranz a proposito di Empedocle:

Egli sostiene che le anime tutte trapassano nei corpi di tutti gli esseri viventi. Ed appunto il maestro di tutti costoro, Pitagora, disse di essere stato l'Euforbo che prese parte alla spedizione di Troia e affermava di riconoscerne lo scudo.

Diels Kranz, I presocratici volume 1, Edizione Laterza, 1990, pag. 341

Il sospetto che Pitagora abbia scritto delle dottrine attribuendole agli orfici è piuttosto coerente col personaggio Pitagora. Secondo alcune testimonianze: si fece nascondere per far credere di essere disceso all'Ade; mostrava una gamba d'oro per far credere di essere figlio di Apollo; espresse il suo odio nei confronti dei poeti, Omero ed Esiodo, affermando di averli visti nell'Ade torturati per come avevano parlato degli Dèi.

Infine, Giovanni Reale, per provare che gli orfici credevano in condanne, pene e premi dopo la morte, cita le Laminette Orfiche che tutto ispirano meno che le condanne da parte di terzi per le azioni fatte dagli Esseri della Natura nella loro esistenza.

Scrive Giovanni Reale:

La rivoluzione dell'Orfismo è dunque evidente, ed è errato sopravvalutare quegli antecedenti di cui si è detto: infatti, secondo la nuova concezione, a tutti gli uomini, senza eccezione, compete un premio o una pena, a seconda del modo in cui siano vissuti. Così quella che era eccezione diviene la regola, quello che era il caso privilegiato diviene il destino a tutti comune. Questo è detto con tutta chiarezza nelle laminette orfiche trovate nelle tombe dei seguaci dell'Orfismo.
In una laminetta trovata ad Ipponio si dice che l'anima purificata nell'aldilà farà molta strada per le vie che percorrono anche gli altri iniziati e posseduti da Dioniso.
In una trovata a Petelia si dice che essa regnerà insieme agli altri Eroi.
In una delle laminette di Turi si dice che l'anima purificata, così come originariamente apparteneva alla stirpe degli Dèi, sarà Dio anziché mortale.
Infine, in un'altra laminetta di Turi si dice che da uomo diventerà Dio.
Ecco il testo di questa bella laminetta:

Ma non appena l'anima abbandoni la luce del sole,
a destra guardandosi bene da ogni cosa.
Gioisci, tu che hai patito la passione:
questo prima non l'avevi patito in precedenza.
Da uomo sei diventato dio:
agnello cadesti nel latte.
Gioisci, gioisci prendendo la strada a destra
Verso i sacri prati e i boschi di Persefone.

«Da uomo diventerai dio», perché dal divino derivi: ecco la più sconvolgente novità del nuovo schema di credenza, accogliendo la quale la vita e la morte erano destinate a cambiare il loro più antico significato.

Giovanni Reale, introduzione a Otto Kern, Orfici, testimonianze e frammenti, Bompiani Editore, 2011, pag. 19-20

L'orfismo non fa nessuna rivoluzione nei confronti dell'epoca in cui è nato. Si limita a fissare le idee religiose dell'epoca in cui è emerso come necessità di trasmetterle.

Non esistono pene dopo la morte del corpo fisico. Esiste solo ciò che si è costruito nel corso della propria esistenza fisica.

Le Laminette Orfiche, citate da Giovanni Reale, sono state oggetto di vari studi, come quello di Giovanni Pugliese Cantarelli pubblicato da Adelphi nel 2001.

La laminetta orfica di Ippona racconta dell'inizio del viaggio che fa la persona, una volta morta, nel nuovo mondo:

Dì: "(Son) figlio della Greve e del Cielo Stellato;
di sete son arso e vengo meno: ma datemi presto
da bere la fredda acqua che viene dal lago di Mnemosyne".
Ed essi son misericordiosi per volere del sovrano degli Inferi,
e ti daranno da bere (l'acqua) del lago di Mnemosyne;
e tu quando avrai bevuto percorrerai la sacra via su cui anche gli altri
mystai e bacchoi procedono gloriosi

Nella Laminetta Orfica di Ippona si tratta, in sostanza di rivendicare l'onore con cui si è affrontata la propria vita fisica e la pretesa di essere riconosciuto come un Dio che percorre il proprio sentiero di conoscenza in una diversa dimensione. La via da percorrere è la via delle trasformazioni soggettive che è percorsa da tutti coloro che da Esseri Umani hanno partorito il loro Corpo Emotivo (luminoso).

Nella Laminetta Orfica di Petelia si dice:

Di sete son arsa e vengo meno: ma datemi presto
la fredda acqua che scorre dal lago di Mnemosyne".
Ed essi ti daranno da bere dalla fonte divina;
e dopo di allora con gli altri eroi sarai sovrana.

Il termine usato da Puglisi è "sarai sovrana" e non che "regnerai". In sostanza, "sarai sovrana delle tue scelte" e non che comanderai come piace ai cristiani.

Una delle quattro Laminette Orfiche di Thurii afferma (le altre tre sono simili):

Vengo dai puri pura, regina degli Inferi,
Eucle ed Eubuleo e voi altri, dèi immortali,
giacché affermo di essere anch'io della vostra stirpe beata.
Ma mi soggiogarono la Moira [altri dei immortali]
e il folgoratore celeste con i suoi fulmini.
Volai via dal cerchio di pesante dolore e tormento
e con i piedi veloci salii all'agognata corona,
mi immersi poi nel seno della Signora, regina degli Inferi,
e dall'agognata corona discesi con i piedi veloci.
"Felice e beatissimo, sarai dio invece che mortale."
Capretto caddi nel latte.

Io sono un Dio, dice la persona alla regina degli inferi. Ho attraversato le mie trasformazioni nella vita fisica (soggiogata dalla Moira) e vissuto con il "folgoratore celeste", l'atmosfera, con i suoi fulmini, le contraddizioni dell'esistenza fisica, ma poi sono volata via. Mi immersi nel seno di Persefone. Ora sei diventato un Dio e hai cessato di essere un mortale. Il tuo corpo fisico è morto nella felicità.

Giovanni Reale ha citato un'altra Laminetta Orfica di Thurii che Giovanni Puglisi Carratelli traduce in questo modo, a differenza di Reale:

Ma quando l'anima si allontana dalla luce del sole
procedi dritto verso destra, tu che hai ben tenuto a mente tutti (i precetti).
Allegrati, tu che hai sofferto il patimento: tale non mai prima soffristi.
Da mortale sei diventato un Dio: capretto verso il latte ti lanciasti.
Allegrati, allegrati tu che precedi a destra
verso i prati sacri e i boschi di Persefone.

NOTA: Le citazioni delle Laminette Orfiche sono prese in parte da Giovanni Puglisi Carratelli, Le laminette d'oro Orfiche, Editore Adelphi, 2001. In parte da Paolo Scarpi, Le religioni dei misteri, Edizione Valla.

In questa Laminetta Orfica viene tradotto un termine greco con la parola "anima" che non ha nulla a che vedere col concetto platonico, neoplatonico o cristiano di "anima".

Suona come: "Ciò che anima il corpo si allontana dalla luce del sole..." lasciando di fatto il cadavere del corpo fisico privo di coscienza e consapevolezza. Il concetto di "ciò che anima", "animale", è il concetto che ha preceduto il concetto di anima usato da Pitagora, Parmenide e Platone.

Ogni Essere della Natura è un divino che trasforma e plasma la propria Energia Emotiva nel corso della propria vita per trasformarsi in un Dio. In alternativa, non plasma la propria Energia Emotiva e questo avviene sempre quando un soggetto si sottomette ad un'entità esterna a sé, abortendo la propria possibilità di trasformare la morte del corpo fisico in nascita del suo Corpo Luminoso; del suo Corpo Emotivo.

In tutte le Laminette Orfiche non esiste la "punizione" per non aver rispettato i dettami. Nessuno ti punisce se non vuoi costruire la tua casa, ma quando arriva il temporale subisci la tempesta. Nessuno ti ha punito. Tu hai scelto. E si sceglie anche se si è inconsapevoli delle possibili conseguenze da possibili scelte o non scelte.

L'orfismo non predica la metempsicosi; non predica il ritorno alla vita fisica. Lo testimonia Orfeo che, scendendo all'Ade, non può portare Euridice alla vita fisica. Non esiste possibilità di ritorno nell'utero dell'esistenza fisica. Si può solo crescere, sempre, "procedendo verso i prati sacri e i boschi di Persefone"

Se non si comprende che questa è la Religione Pagana si continua a riproporre i concetti cristiani, derivati dal pitagorismo, dal platonismo e dal neoplatonismo, che vogliono l'uomo sottomesso a qualcuno che lo domini. Se pensate che un padrone sia benevolo, significa che siete assolutamente sottomessi ed obbedienti e lui ha interesse che voi lo siate. Nel momento in cui cessano i suoi interessi, le persone obbedienti diventano carne che deve essere macellata. La sottomissione, anche ad un'idea astratta usata come preconcetto, porta sempre alla distruzione di chi fa del preconcetto un concetto da cui far dipendere la propria vita. In questo modo si costruisce la disperazione.

 

13 settembre 2026

L'assolutismo cristiano si traveste da neopagani

I cristiani stanno cercando di prendere le distanze dai sovranisti.

La bibbia di Trump e il crocifisso della Meloni sono i simboli dell'odio sociale. Ora che l'odio sta montando i cristiani come Prevost devono dissociarsi, creare una distanza e i loro adepti si travestono da sciamani, da neopagani e quant'altro. Fra wiccani e sognatori del proprio paese come superpotenza dai costumi "tradizionalisti" c'è sempre stata la necessità di veicolare l'assolutismo cristiano in forme apparenti diverse.

E' necessario rinnovare continuamente il proprio pensiero religioso per non essere confusi con i delinquenti sociali che nascondono la loro criminalità pretendendo di essere riconosciuti come "pagani".

Si tratta di criminali razzisti legati alla chiesa cattolica e alle chiese protestanti il cui scopo è far credere che il paganesimo è una sorta di cristianesimo violento e discriminante.

Queste persone mettono in pericolo la società civile in nome della supremazia di una razza che ogni Costituzione occidentale condanna.

 

Pagina specifica dell'argomento

 

12 settembre 2026

La notizia del giorno
Criminalizzare gli avversari politici

 

12 settembre 2026

Una prima riflessione sulla Religione Pagana

Quando io ho iniziato ad analizzare il pensiero sociale sono stato costretto a misurarmi con il cristianesimo che, in questo paese, è l'ideologia dominante.

Dal momento che la mia "educazione cristiana" era andata perduta, nel senso che, per quanto violenta, non ha inciso profondamente sulla mia struttura psicologica ed emotiva, non sono stato costretto ad affrontare la mia "educazione cristiana" che avevo, di fatto, emarginalizzato attraverso il mio impegno sociale.

Sono stato costretto a confrontarmi con l'ideologia cristiana come definita dai testi sacri dei cristiani.

Un po' alla volta ho conosciuto tutto l'orrore ideologico e inumano del cristianesimo in un grande numero di sfaccettature sociali in cui l'ideologia cristiana si veicolava.

E' stato un cammino di conoscenza, che ancora non è concluso né mai si concluderà, durante il quale ho scoperto che i cristiani non solo non conoscono i loro testi sacri né le conseguenze sociali dell'ideologia che loro professano ma, psicologicamente parteggiano per tutto quello che può danneggiare la società e, in particolare, la loro vita. Sono così accecati dalla manipolazione mentale che hanno subito da vivere in una sorta di delirio di onnipotenza sentendosi tutti dei "Dio padrone" nei confronti di tutti coloro che non la pensano come loro.

Quando dissi ai cristiani che il loro Gesù ordina di sgozzare, scannare, chiunque non si sottomette a lui, rimasero sbalorditi. Increduli. Vennero a trovarmi con le loro bibbie chiedendomi di indicargli il passo in cui Gesù sosteneva questo. Quando glielo indicai, non condannarono il loro Gesù in quanto malvagio, ma dissero: "Lui può, è il figlio di Dio!". Il che fa il pari con l'affermazione: "Hitler può costruire i campi di sterminio perché è il capo della Germania!".

Solo che, la domanda che voglio fare ora è: che cosa significa essere pagani?

Le persone usano il termine pagano significandolo con quanto i cristiani vogliono intendere col termine "pagano". I cristiani trasferirono il termine dall'ambito sociale, in cui era usato, al campo religioso come un insulto per coloro che non si erano convertiti al cristianesimo. Poi, in un secondo tempo, usarono il termine "pagano" per definire ideologie filosofiche che fra il II e il VII secolo d.c. erano diverse dal cristianesimo, spesso legate allo stoicismo, all'epicureismo, al platonismo e al neoplatonismo. Poi, i cristiani iniziarono ad usare il termine "pagano" per definire tutti i non cristiani. Erano "pagani" i musulmani, i buddisti, i taoisti, gli scintoisti, gli abitanti dell'Africa e dell'America sia del nord che del sud.

Resta la domanda: un Pagano, che cosa pensa? Quando una persona può dirsi Pagana al di là di quanto i cristiani vogliono che sia?

Quali sono i contenuti ideologici che distinguono il pensiero pagano dal pensiero cristiano?

Cosa e come pensavano il loro essere persone religiose gli Antichi, i primi che i cristiani etichettarono come Pagani?

Ma soprattutto, un'altra cosa: come sarebbe oggi il pensiero di quegli antichi, che i cristiani hanno etichettato come Pagani, se il pensiero antico fosse stato trasferito nell'epoca attuale?

Per rispondere a queste domande serve un cammino di risposte e riflessioni lungo 2000 anni e le persone non hanno né pazienza, né disciplina per poterlo percorrere. Si annoiano. Oppure, hanno delle necessità immediate. Cercano delle risposte specifiche che coincidano con quanto loro pensano e, non trovandole, abbandonano la ricerca rivolgendosi ad altri lidi. In fondo, queste persone cercano il "miracolo" non la lenta trasformazione che la sedimentazione della conoscenza, mediante la riflessione, può costruire in loro.

Per le persone, l'unica verità è la possibilità che il pederasta in croce giunga a salvarli con grande potenza scendendo dalle nuvole mentre le stelle cadranno sulla terra. E' quanto disse il vicepresidente USA Vance: "Io lavoro per Dio, se ciò provocherà la fine dei tempi, ben venga!".

Davanti al delirio, ogni discorso ragionevole viene percepito dal delirante come un delirio.

Tuttavia, l'umanità è ciò che noi siamo e anche se agli occhi degli uomini e delle donne della società risultassimo essere dei Don Chisciotte che combattono i mulini a vento, vale la pena lanciarsi, lancia in resta, in questa cavalcata.

 

Pagina specifica dell'argomento

 

11 settembre 2026

La notizia del giorno
Gli USA tengono alto il prezzo del petrolio per colpire l'Europa

 

 

11 settembre 2026

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 11

Monade è un termine usato sia dai pitagorici che da Platone per indicare una sostanza spirituale elementare, semplice e indivisibile. I neoplatonici e i cristiani hanno iniziato ad usare il termine monade per indicare l'Uno o Dio come monade di tutte le monadi. Il termine "monade" fu introdotto in contrapposizione al termine "atomo" che stava ad indicare l'elemento più semplice della materia con proprietà divine.

Nell'undicesimo frammento della serie proposta da Angelo Tonelli si parla della "monade paterna". Si tratta di un frammento di poche parole tratto dal commento all'Alcibiade di Proclo.

Proclo pensava che i logia caldaici, i frammenti, fossero la teologia espressa direttamente dagli Dèi. Questo gli era utile per confermare l'ideologia platonica attraverso la rivelazione che gli Dèi avrebbero fatto attraverso gli Oracoli Caldaici.

Nel frammento si dice che "dove" la "monade" dimora intuisce l'eccellente in sé stessa. L'elemento centrale del frammento è "dove la monade dimora". E' in quel dove che permette alla monade di intuire l'eccellente in sé stessa. Se la monade fosse in un diverso "dove" probabilmente non intuirebbe l'eccellente in sé stessa.

Ed è appunto perché ogni cosa è scaturita dallo stesso fuoco che la Coscienza di Sé della Natura riconosce l'eccellente entro sé stessa. Quell'eccellente nel quale accumula ed accresce la propria Conoscenza e la propria Consapevolezza. Quell'eccellente è quella forma di materia o di energia che, per effetto di Necessità, è diventata consapevole di sé. Questo è la monade, l'atomo della vita, che proprio attraverso Necessità alimenta la propria volontà d'esistenza praticando l'Intento attraverso il quale si espande nello sconosciuto che la circonda e, rispetto al quale, ha tracciato il limite di sé stessa.

L'eccellente non è oggetto sconosciuto, ma è il riconoscimento soggettivo del proprio esistere nell'oggettività. "Io sono!", "Io mi espando perché voglio vivere!", "Io mi trasformo per meglio vivere!". Si tratta dell'eccellenza attraverso la quale il soggetto, come monade dell'esistenza, riconosce la centralità di sé stesso nel mondo in cui esiste.

Quell'eccellente è quella parte di fuoco da cui ogni cosa ha origine, Fuoco è Intento che brucia dentro ogni frammento di materia-energia e fuoco è ciò che ogni frammento di materia-energia può diventare manifestando la propria Necessità di espansione nel mondo.

La Necessità di espansione di ogni frammento consapevole, la monade, è fuoco che divampa con una luce diversa all'interno di un inconsapevole in cui si sviluppa. Questo è l'eccellente che la monade riconosce.

Anche se la monade può essere percepita come un frammento dell'universo che è imploso su sé stesso cessando di esistere e l'oracolo fa della monade un frammento di un padre che ha cessato di essere implodendo su sé stesso, la monade, il frammento di materia-energia diventato consapevole, non ha nulla in comune con quel "padre" che, cessando di esistere, è diventato il nulla. L'eccellente è il nuovo di coscienze che germinano e divengono riconoscendo sé stesse in un mondo in cui l'Intento sollecita la materia-energia a farsi monade per costruire un nuovo universo.

Monade è la qualità intima dell'oggetto che costruisce la propria Coscienza e la propria Consapevolezza. Sebbene l'oggetto sia relativo al proprio divenuto e adatta sé stesso, attraverso Necessità, all'oggettività che incontra e che è in grado di percepire e descrivere, intuisce che una qualità eccellente cresce in lui: la sua Coscienza, sé stesso.

Una qualità che si alimenta attraverso la sua azione e che fonda il proprio futuro oltre l'abisso della fine che la fisicità gli indica. Quell'eccellente che Hekate separa fra il fuoco delle tensioni che divora l'Essere della Natura nel momento presente, dal fuoco della costruzione che prepara lo sviluppo della Coscienza futura oltre il corpo fisico. La monade sta ad indicare l'essenza del fuoco dell'Energia Vitale che diventato consapevole spinge verso un'ulteriore crescita soggettiva. Un fuoco fatto di Necessità e Intento. Questo sia che la monade sia l'essenza del fuoco consapevole delle Galassie, sia che appartenga al più infimo essere dell'Essere Natura.

NOTA: I commenti agli Oracoli Caldaici si riferiscono, come numero di riferimento, alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'edizione Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.

 

Pagina specifica dell'argomento

 

10 settembre 2026

La notizia del giorno
Succede negli USA

 

10 settembre 2026

La via Iniziatica dei Misteri di Eleusi
La trasformazione è la trasformazione degli Dèi

Si legge nell'Inno Omerico a Demetra: 22-37

Ma nessuno degli immortali o degli uomini mortali

udì la sua voce e nemmeno gli olivi dagli splendidi frutti.

Solo la figlia di Perse, che ha candida mente,

Ecate dal diadema luminoso, nel suo antro,

e il divino Elio, splendido figlio di Iperione,

udivano la fanciulla che invocava il padre Cronide; ma questi, in disparte

lontano dagli dei sedeva nel tempio dalle molte preghiere,

ricevendo belle offerte dagli uomini mortali.

Intanto, secondo il volere di Zeus, portava con sé la dea riluttante

colui che è signore di molti, e molti uomini accoglie, il fratello del padre,

il figlio di Crono, che ha molti nomi, con i cavalli immortali.

Fin quando la dea scorgeva la terra e il cielo stellato,

il mare pescoso dalle vaste correnti,

e i raggi del sole, e ancora si attendeva di rivedere la cara madre

e la stirpe degli dei che vivono in eterno,

sebbene ella fosse angosciata, la speranza le confortava il nobile cuore

 

Qui c'è un altro dei misteri di Eleusi.

Chi sono gli DEI che "sentono" o "vedono" le azioni di Ade?

Nessuno sa nulla, nessuno vede nulla solo Ecate e Elio odono e vedono quanto sta succedendo. Ecate sente soltanto. Sente che per lei qualche cosa sta cambiando come qualche cosa sta cambiando per Elio. Gli Dèi assistono al cambiamento di un futuro prossimo, non ad un presente.

Non vedono le azioni di Ade. Vedono come varia il loro presente in relazione a scelte che si stanno compiendo.

Ecate ed Era sono due diversi tipi di nascita. Era alimenta la nascita, la crescita e la riproduzione degli Esseri nella Natura; Ecate alimenta e assiste il Dio che cresce dentro di loro portandoli a superare la morte del corpo fisico per trasformarsi in Esseri Luminosi.

Ecate è la nascita degli DEI. Qualunque sia l'origine del dio, che continua le trasformazioni.

Quando un Essere della Natura muore e nasce un DIO: Ecate è quella nascita. Ad Era non interessa se gli Esseri nati nella Natura non sfruttano la loro opportunità per trasformarsi in DEI. Ad Ecate sì! Per Ecate, ogni gesto di ogni nato nella Natura è importante. Ogni variazione del presente è un'apertura e nuove e diverse possibilità.

Un Essere della Natura manifesta Ecate quando si prende nelle proprie mani la responsabilità della propria vita agendo nel proprio presente. In epoca tarda, delle interpretazioni del Mito, Ecate viene indicata come "divinità che presiede alla magia e agli incantesimi". In epoca antica è una DEA nutrice: nutre il corpo luminoso che cresce dentro gli Esseri della Natura come nutre i cammini degli DEI che alimentano il loro corpo luminoso. E' indicata come figlia di Perse, la sapienza. Sovrintendeva ai crocicchi. I crocicchi delle scelte che si fanno nel corso dell'esistenza fisica. Ad ogni scelta si imbocca una via e se ne cancellano molte altre.

Ecate viene eccitata dall'azione di Ade perché sta per essere coinvolta nei percorsi di trasformazione di nuovi DEI. Questo è quello che sente.

Una cosa simile vale per il figlio di Iperione, Elio.

E' Elio, non Febo-Apollo della tradizione tarda. Elio il Titano.

Elio, l'Essere Sole, la più grande coscienza e consapevolezza in questa parte di universo che chiamiamo "sistema solare" e che, dal punto di vista dello spazio, identifichiamo in Urano Stellato. L'Essere, a cui tutte le coscienze e le consapevolezze tendono una volta che si sono trasformate in DEI all'interno di quel processo di trasformazione dell'Energia Vitale da inconsapevole a consapevole. Quella concentrazione di consapevolezza che è una delle tappe di mutamento nella costruzione della Coscienza Universale.

Chi è a conoscenza o sente il progetto attuato di Ade sono quelle divinità che stanno per subire delle variazioni dall'attività di Ade stesso. Per loro, nulla sarà più come prima. Cosa significa: nulla è più come prima? Significa che il loro mutare e divenire subisce un "salto qualitativo". Altre divinità non saranno più come prima. Era, il cui corpo è formato dagli Esseri della Natura, modificherà la qualità del suo stesso corpo e le contraddizioni che si manifesteranno al suo interno. Gli Dèi si trasformano e divengono seguendo una serie di mutamenti "lineari" finché, nel loro mutare, non subiscono un "salto qualitativo" che li costringe a mutare di piano sul quale continuare i mutamenti in senso lineare.

Come gli Esseri Umani che si sviluppano linearmente come feti nella pancia della madre per poi subire un salto qualitativo nella nascita del corpo fisico e continuare a modificarsi linearmente in una nuova realtà. Elio viene trasformato dalla sedimentazione di una diversa qualità di Esseri divini che verranno a formarsi all'interno di contraddizioni quotidiane nella Natura. Esseri qualitativamente diversi da quelli esistenti prima che Ade rapisse Persefone. Gli Esseri della Natura che crescono nell'oscuro (uovo o utero, seme ecc.) affronteranno delle contraddizioni, nella loro esistenza, diverse dalle contraddizioni che fino ad allora affrontavano coloro che nascevano alla luce (batteri, virus ecc.). Ecate sarà coinvolta nel nuovo compito; portare alla nascita i nuovi DEI che verranno incubati dall'Essere Natura e che dall'Essere Natura separeranno sé stessi trasformando la morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso.

Il grido udito da Ecate suonerebbe al giorno d'oggi come un: "Accidenti, mi tocca lavorare!"

Grida e si dibatte Persefone. Lotta!

La lotta non appare ai nostri occhi come una "contesa furente", ma è esattamente ciò che sta avvenendo. La contraddizione si sviluppa ed avrà la sua soluzione nella crescita che si cala nell'utero della terra. Dall'utero, dall'uovo, dal seme che attende la pioggia là, Demetra genererà nuova "vita", nuovi DEI!

La soluzione della contraddizione si manifesterà in un nuovo assetto dell'Universo e della formazione della sua coscienza.

La soluzione delle contraddizioni, che generano il nuovo, è uno dei misteri di Eleusi!

Da qui il nuovo, dal quale guardiamo il suo divenuto, è divenuto per "scoppi intuitivi", per salti qualitativi in cui la volontà del singolo soggetto ha giocato un ruolo fondamentale. Se Zeus (l'Essere Atmosfera) non avesse dato il suo consenso e non avesse guardato da un'altra parte "ma questi, in disparte lontano dagli dei sedeva nel tempio dalle molte preghiere," la volontà del soggetto sarebbe naufragata nei suoi propositi o avrebbe formulato propositi diversi. Il soggetto che manifesta la propria volontà nel mondo in cui vive può essere premiato (portare a termine l'intento) od ostacolato (impedito) nei suoi propositi da un mondo formato da volontà che come lui progettano la loro esistenza.

Questo è l'insegnamento all'Iniziato: colui che vive manifestando la propria volontà nel mondo in cui vive.

Il mondo, in cui l'Iniziato vive, può ostacolare o alimentare gli intenti che egli manifesta mediante la sua volontà. Il mondo, formato dall'infinito numero di volontà degli Dèi e degli Esseri che percorrono il loro cammino per trasformarsi in Dèi, possono sia ostacolare, alimentare o favorire, gli intenti dell'Iniziato. L'Iniziato dovrà organizzare la sua azione considerando l'insieme delle volontà in cui agisce. L'insieme delle risposte che provoca nell'agire. L'insieme delle azioni che altre volontà mettono in atto nell'insieme in cui egli intende agire. Le azioni formano il camino dell'Iniziato. Il cammino che porta l'iniziato a diventare un DIO è fatto di scelte e di agire in funzione di intenti che sorgono dal suo desiderio e da come il suo desiderio si fonde empaticamente con i desideri dei soggetti del mondo in cui egli vive.

La contraddizione che si esprime negli insiemi, sia che venga affrontata attraverso "contesa furente" sia che venga affrontata attraverso "amicizia" o "fusione", arricchisce sempre l'insieme stesso. L'insieme, che è un elemento di un insieme a sua volta, che è un elemento di un insieme a sua volta, che è un elemento di un insieme a sua volta, ecc. ecc..

 

Indice dei Misteri di Eleusi (il libro sarà pubblicato, ma queste sono le pagine base presentate nell'web)

 

Pagina specifica dell'argomento

 

09 settembre 2026

Illustrazione e significato della celebrazione
dell'Equinozio d'Autunno 07 settembre 2026

Vai alla pagina del filmato

La Celebrazione dell'Equinozio d'Autunno 2026

Celebrazione dell'Equinozio d'Autunno 2026 sarà il 19 settembre 2026 Ore 17.45 diretta

La cerimonia è in forma privata, solo qualche amico, se vorrà, potrà essere presente di persona.

La celebrazione dell'Equinozio d'Autunno è la celebrazione degli infiniti mondi silenziosi che ci circondano.

L'immenso al quale noi accediamo mediante le nostre emozioni e che è abitato dalle emozioni di ogni Essere che abita il mondo in cui viviamo.

La celebrazione consiste nel ricordare i mondi del silenzio e nella lettura delle Laminette Orfiche con cui gli Antichi descrivevano l'accesso ai mondi oltre la morte del corpo fisico.

C'è stato un tempo in cui il centro della celebrazione dell'Equinozio d'Autunno consisteva nella pratica della Contemplazione. La Contemplazione è il metodo con cui giungiamo nei mondi del silenzio, per quello che un corpo fisico può fare, ma non è il caso di rappresentarla in una diretta streaming.

I mondi del silenzio sono i mondi dai quali siamo emersi quando uscimmo dalla vagina di nostra madre e sono i mondi che accolgono le nostre emozioni alla fine della nostra vita fisica.

Sono mondi ricchi di intuizioni e portatori di conoscenza dai quali possiamo attingere in ogni istante della nostra vita.

 

Pagina specifica dell'argomento

 

08 settembre 2026

La notizia del giorno
Finanza e titoli di Stato USA e Cina

 

08 settembre 2026

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 10

Anche il frammento n. 10 della serie proposta da Angelo Tonelli è molto breve e sintetico. Afferma che tutte le cose emergono dal fuoco.

Nel suo commento al frammento, Tonelli afferma che Lewy cita passi affermando che presso i caldei c'è sia il concetto di Uno che l'identificazione dell'Uno con il fuoco. Solo che questi frammenti sono scritti nel 150, quando c'era il concetto di Uno dei pitagorici, ma non quello dei neoplatonici. Che i caldei abbiamo avuto l'assimilazione Uno e fuoco, appare abbastanza opinabile.

Scrive Diogene Laerzio a proposito di Eraclito:

I punti fondamentali della sua dottrina in generale sono i seguenti: tutto si forma dal fuoco e in esso si risolve. Tutto diviene secondo una fatale necessità e le cose che sono si compongono in armonia per mezzo di ricorrenti opposizioni.

Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, editore Mondadori, pag. 354

Quanto era diffusa la filosofia di Eraclito nel 150 d.c.? Giuliano il Teurgo, quando scrisse questo frammento, conosceva la filosofia greca? O era conchiuso nel pensiero dei caldei?

Nel mazdeismo e nello zoroastrismo si pensava il fuoco all'origine dell'universo e la stessa idea del fuoco, all'origine dell'universo, era l'idea degli stoici (che sembra l'abbiamo assunta da Eraclito).

Il possibile coinvolgimento di Eraclito è preso in considerazione, e non escluso, anche da Albanese che commenta questo frammento.

Il frammento è definito, non si parla dell'Uno. Si parla di un solo fuoco. Esattamente come gli Orfici ed Esiodo parlano di un solo uovo luminoso in Nera Notte. Associare quel "solo" all'Uno è una forzatura ideologica che non trova supporto nel frammento. Anche il commento di Psello è finalizzato a ricondurre il frammento ad una dimensione cristiana. Questo frammento, secondo Psello, conferma tutta la dottrina cristiana anche se Psello, nell'affermarlo nel suo commento, non prende in considerazione il fuoco.

Nella frase, il fuoco appare come un oggetto passivo. Non dice che il fuoco crea le cose, ma dice che le cose scaturiscono dal fuoco. Il fuoco, di questo frammento, non può essere associato a "Dio" che, qualunque sia il sistema religioso che usa il termine "Dio", è un soggetto portatore di volontà, di potenza e di nous.

Il frammento dice che le cose scaturiscono dal fuoco; non sono generate dal fuoco. Si generano nel fuoco perché il fuoco è la condizione per la quale possono generarsi, ma non è il fuoco che le genera.

Tutto l'esistente trae origine da un solo fuoco.

La luce primordiale che sfascia le tenebre dell'abisso primordiale. L'uovo ingravidato da cui emerge Eros e da cui promanano le cose dell'esistente. La distruzione di una Coscienza di Sé, di una Consapevolezza, è all'origine del tempo.

Un grande bagliore è l'origine del mutamento.

Proprio attraverso il fuoco e la luce avviene la trasformazione soggettiva.

Conoscere la qualità percepita dell'inizio del tempo ci permette di costruire l'immagine astratta all'interno della quale si muovano le nostre trasformazioni. La materia della nostra forma decade con un ciclo di mutamenti più o meno lungo, ma il fuoco che Necessità e Intento alimentano cresce in ogni forma che nasce e deperisce.

Tutto l'esistente è figlio di quel fuoco. Sia che lo si voglia pensare come fuoco fisico, sia che lo si voglia pensare come fuoco emotivo.

Tutto l'esistente germina la propria Conoscenza e la propria Consapevolezza alimentando quella parte di fuoco di cui è fatto attraverso lo sviluppo del proprio intuire. Ciò che resta, alla fine dei mutamenti e delle trasformazioni della forma che noi descriviamo, è il fuoco della consapevolezza che la forma ha contribuito ad alimentare attraverso il processo di sfida e adattamento del proprio nous all'interno di tutti i nous con i quali è venuta in contatto.

Tutto scaturisce da un solo fuoco; tutto l'agire alimenta lo stesso fuoco!

NOTA: I commenti agli Oracoli Caldaici si riferiscono, come numero di riferimento, alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'edizione Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.

 

Pagina specifica dell'argomento

 

07 settembre 2026

Curare il cancro con le tisane e farsi pagare

Mi ricorda tanto Franco Carraro di Radio Gamma5 che vendeva tisane, qualche volta scadute, vitamina C sintetica da mangiare a cucchiaiate e ospitava curatori svizzeri nel suo "studio Medico". Compreso un iridologo che prometteva diagnosi. Alla fine lui stesso si è intossicato e distrutto i reni con dosi massicie di vitamina C. Visse disprezzando la medicina ufficiale ed è morto supplicando la medicina ufficiale di salvarlo.

Un cristiano fondamentalista cattolico che si spacciava per "comunista" e che, alla fine della sua vita, ha finito per esaltare Israele nella sua attività di sterminio dei "pezzenti palestinesi".

Era il proprietario e il gestore di Radio Gamma5 e per dieci anni sono riuscito a far in modo che non interferisse nella mia trasmissione di "Magia, Stregoneria e Paganesimo". In fondo, io ero ciò che lui avrebbe voluto essere, ma non ha potuto essere data la sua necessità di fare soldi a discapito delle persone fragili.

Il fascismo ha molte sfaccettature, quella dei miracolisti alla Gesù Cristo è una delle più infami perché aggredisce le persone fragili.

Esiste un'ideologia assolutista. Solo che questa ideologia viene fatta propria da persone che perseguono esclusivamente degli interessi personali a discapito della società nel suo insieme.

 

07 settembre 2026

L'ONU approva la nuova carta geografica del mondo con le proporzioni reali

L'ONU ha approvato la "verità cartografica" con l'opposizione degli USA.

In sostanza si tratta della rappresentazione della reale proporzione geografica fra l'Europa, l'America e l'Africa dove, nelle carte di Mercatore l'Africa era rappresentata proporzionalmente più piccola della sua reale etensione.

Le proporzioni della carta di Mercatore era una carta che alimentava l'odio contro le popolazioni africane da parte di fascisti e sovranisti che fanno dell'odio nei confronti degli immigrati la loro ragione di esistere.

E' una carta che dovrebbero guardarsi bene i leghisti come Bossi e Salvini. L'Italia, rispetto all'Africa è solo una pulce che il continente africano contiene oltre 100 volte.

Le carte di Mercatore erano carte più politiche che non geografiche. Tese a favorire il colonialismo dove i paesi sottomessi dovevano apparire deboli e impotenti. E' una carta che andava bene agli USA perché rappresentava visivamente l'onnipotenza degli USA quale nazione che si identifica col Dio cristiano.

Nelle nuove proporzioni, l'Italia praticamente scompare. Nelle nuove proporzioni anche gli USA vengono ridimensionati rispetto all'Africa. Nelle nuove proporzioni anche l'Iran appare diverso da come gli americani degli USA se lo rappresentavano.

NOTA: Le foto delle carte geografiche sono prese da El Globo on-line - Brasile

 

 

Pagina specifica dell'argomento

 

06 settembre 2026

Il Vice Presidente Vance lavora per l'Apocalisse

Con una notizia come questa, c'è poco da stare allegri.

Quando il vicepresidente della nazione più forte al mondo dice di lavorare per Dio e che se questo provocherà la fine del mondo per lui va bene, è bene che le persone inizino ad avere paura.

Se una cosa del genere la dicesse un cittadino qualunque, gli si riderebbe in faccia o lo si rinchiuderebbe in manicomio.

Ma questo individuo è in possesso del più grande arsenale atomico del mondo. Sta portando avanti il genocidio del popolo palestinese per la gloria del Dio di Israele e sta macellando gli iraniani per colpire l'economia dell'Europa.

Nel contempo, l'amministrazione di cui fa parte, si preoccupa di appropriarsi delle ricchezze del mondo come sottrarre il petrolio al Venezuela o affamare Cuba.

E tutto in nome del Dio cristiano.

Il tutto mentre la monarchia assoluta del Vaticano sta pensando di costringere il suo Dio ad istituire il "peccato contro il creato" dopo che il Dio della Genesi ha dato piante, animali e terra all'uomo affinché li dominasse. In pratica, ogni delitto contro la Natura e il clima è stato ordinato dal Dio del Vaticano e il Vaticano, vigliaccamente, come non ha condannato il suo Dio per genocidio contro l'umanità quando si è vantato di aver mandato il Diluvio Universale, così non condanna il suo Dio per i disastri ambientali.

Ma se entriamo nella logica cristiana, i disastri ambientali sono voluti da Dio per punire l'uomo.

Quando i cittadini capiranno che il nemico dell'uomo non è Trump e nemmeno Vance, ma il Dio degli ebrei e della bibbia che ha costruito personaggi come Trump, Vance o Prevost affinché distruggessero il pianeta per la gloria di Dio?

Vance fa la volontà di Dio!

E gli uomini sono stati talmente sottomessi da non rendersi conto che il principio di uguaglianza, manifestato dalla Costituzione Italiana, è il principio di uguaglianza giuridica di ogni cittadino con Dio e che Dio, essendosi macchiato di delitti contro l'umanità, va processato secondo le leggi civili.

Eppure, Vance preferisce fare l'onnipotente per conto del suo sanguinario Dio.

Un Dio che non è nulla senza la ferocia del terrore delle bombe atomiche con cui Vance ricatta il mondo.

 

Pagina specifica dell'argomento

 

05 settembre 2026

La notizia del giorno
Il mondo sta cambiando

 

05 settembre 2026

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 9

Il frammento numero 9 della serie di Angelo Tonelli è un frammento di sette parole che può essere interpretato come un non trattenersi nell'intuire. Non è chiaro se sia il soggetto che si intrattiene nello stato di intuizione o se il soggetto si trattiene dall'intuire.

Questo frammento, a prima vista sembra seguire il frammento precedente anche se è preso dal commento di Proclo al Parmenide di Platone mentre il precedente era preso dal commento di Proclo al Cratilo, sempre di Platone.

L'intuire del soggetto trasforma il soggetto stesso. L'intuire non è un atto della ragione. La ragione registra l'effetto dell'intuire, ma l'intuire è un'insorgenza emotiva capace di abbattere le barriere che la ragione alza per impedire all'informazione emotiva e di giungere alla Coscienza per modificarla.

L'intuire, come insorgenza emotiva, alimenta la Coscienza del soggetto e la sua Consapevolezza. Sviluppa il suo Potere di Essere.

Trattenersi nell'intuire significa trattenere il proprio cammino di trasformazione e sviluppo. L'intuizione, che giunge alla Coscienza come insorgenza emotiva, disgrega la coscienza dell'individuo e costringe la sua ragione a riaggregare la coscienza. La riaggregazione della coscienza non è un ritorno allo stato precedente perché, oltre al patrimonio precedente di dati, contiene i nuovi dati introdotti dall'intuizione.

Nello stesso tempo, non ci si può trattenere nell'intuizione. L'intuizione, quando sorge nell'individuo deve poter sorgere e tramontare perché la sua coscienza deve disgregarsi e riaggregarsi. Permanere nell'intuizione significa perdere la dimensione del reale quotidiano nel quale viviamo impendo alla coscienza di riaggregarsi

La costruzione della Coscienza Universale, il padre figlio dell'esistente, si completa proprio perché gli intuibili alimentano sé stessi di intuizione.

L'intuito, attraverso l'intuire, è a sua volta intuire dell'intuito in un vortice di intuibili che comprendono le possibilità, della Coscienza e della Consapevolezza, capaci di alimentare ogni soggetto modificando Coscienza e Consapevolezza dell'oggettività in cui l'intuire si manifesta.

Trattenere l'intuire significa frenare la qualità e la quantità di sviluppo attraverso il quale la Coscienza di Sé, che intuisce, partecipa alla costruzione della Coscienza di Sé Universo. Nessuno si trattenga dunque dall'intuire, ma espanda la propria intuizione in tutti gli anfratti del mondo in cui vive. Arricchire la propria consapevolezza per arricchire la consapevolezza di ogni soggetto del mondo in cui si vive.

NOTA: I commenti agli Oracoli Caldaici si riferiscono, come numero di riferimento, alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'edizione Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.

 

Pagina specifica dell'argomento

05 settembre 2026

La notizia del giorno
Cronaca di guerra

 

04 settembre 2026

La notizia del giorno
Gli inglesi sono extracomunitari come gli africani

 

04 settembre 2026

Sistema elettorale, democrazia e società

Quando le elezioni possono essere manipolate da chi detiene denaro, potere economico e controllo dell'informazione, non si è più in una democrazia, ma siamo in una dittatura.

 

Quando il sistema elettorale diventa funzionale per imporre norme assolutiste per sottomettere i cittadini, le elezioni vanno sostituite con un diverso modo di formazione del governo dei cittadini. Dittatura è l'assolutismo che obbliga i cittadini a compiere doveri nei confronti dello Stato e non impone doveri allo Stato nei confronti dei cittadini. Diventa assolutismo sia se imposto mediante elezioni o con altri mezzi.

 

Un ambiente sociale cristiano può solo generare forme di dittatura Istituzionale.

I bambini vengono costretti a sottomettersi a Dio e il loro ideale diventa quello di sostituire Dio nel sottomettere altre persone.

Questo indipendentemente dal grado di cultura e di conoscenza che quei bambini acquisiranno mentre diventano adulti.

 

Pagina specifica dell'argomento

 

03 settembre 2026

La notizia del giorno
Pensare le culture antiche

 

03 settembre 2026

Psiche e società

Quando ci si sente bene, si pensa di essere super. Quando ci si sente male si è indotti a pensarsi come a dei miserabili. Il cristianesimo non permette equilibrio psichico fra i due modi di essere. Fa parte delle sue tecniche di controllo di uomini e donne.

Il cristianesimo attende che il singolo individuo si senta male per agire psicologicamente (qualche volta economicamente) per sottometterlo e imporgli la sua fede nell'assurdo.

Il cristiano è come Dio, deve essere il più forte in un mondo di individui deboli e sofferenti. Per questo motivo le società cristiane sono piene di poveri, di indigenti e di emarginati.

 

03 settembre 2026

Riflessione su un frammento degli Oracoli Caldaici

Vi presento la traduzione di un frammento degli Oracoli Caldaici fatta da due diversi traduttori.

Il primo frammento è tratto dagli Oracoli Caldaici a cura di Luciano Albanese, edito da Lorenzo Valla, nel 2025 [pag. 191/193]. La seconda traduzione del medesimo frammento è a cura di Angelo Tonelli, edito per Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995. Si tratta di un frammento usato da Damascio, l'ultimo capo dell'ultima accademia di Atene, chiusa dai cristiani e forse prima di fuggire in Persia.

Le due diverse traduzioni sono diverse nel linguaggio, ma suscitano riflessioni praticamente uguali. Una riflessione unica in due momenti.

Questa è la prima traduzione di Albanese (Oracoli Caldaici, Edizione Lorenzo Valla):

"Esiste infatti un certo intelligibile, che devi comprendere con il fiore dell'intelletto:
infatti se inclini il tuo intelletto e lo pensi
come pensando qualcosa non lo capirai. E' infatti la potenza
di una forza che risplende da ambo i lati e che risplende di tagli intellettivi.
Dunque non bisogna pensare quell'intelligibile con veemenza,
ma con la fiamma protesa di un intelletto proteso che misura ogni cosa
a eccezione di quell'intelligibile. Bisogna pensare tale intelligibile
non in modo impaziente, ma, portando lo sguardo puro della tua anima
distolto [dalle cose sensibili], bisogna tendere un intelletto vuoto verso l'intelligibile
affinché: tu possa conoscerlo, perché: esso risiede fuori dell'intelletto."

Riflessione:

Intelligibile significa: "ciò che può essere compreso, capito o conosciuto dall'intelletto e dalla mente umana".

Qualche cosa che può essere capito col "fiore" dell'intelletto. Un intelletto, che non è un intelletto formato dalla descrizione mediante le parole del mondo, ma un intelletto silenzioso. Un intelletto emotivo. Un intelletto che abita l'uomo fin da quando il suo antenato si muoveva in un ipotetico brodo primordiale.

Questa è una potenza che risplende quando una coscienza viene in essere portando con sé: varie sfaccettature di comprensione soggettiva della realtà.

E' inutile che il soggetto si sforzi di descrivere quanto comprende di quell'intelligibile, deve solo farlo proprio e abitarlo. Si deve viverlo senza fretta. Permettergli di fluire dentro l'individuo permettendo l'arrivo alla coscienza di intuizioni che da quel fluire emergono.

Soprattutto è necessario separare la percezione e l'intuizione di quell'intelligibile dalla materialità delle necessità nella propria quotidianità. E' indispensabile separare il vissuto razionale e quotidiano dalla percezione usata per abitare quell'intelligibile che ci circonda perché: quell'intelligibile è fuori dal mondo della ragione.

E questa è la seconda traduzione di Tonelli (Oracoli Caldaici, Edizione Biblioteca Universale Rizzoli):

"C'è un intuibile che devi cogliere con il fiore dell'intuire, perché:
se inclini verso di esso il tuo intuire, e lo concepisci come se intuissi
qualcosa di determinato, non lo coglierai. E' il potere di
una forza irradiante, che abbaglia per fendenti intuitivi. Non si
deve coglierlo con veemenza, quell'intuibile, ma con la fiamma
sottile di un sottile intuire che tutto sottopone a misura, fuorché:
quell'intuibile; e non devi intuirlo con intensità ma - recando
il puro sguardo della tua anima distolto - tendere verso l'intuibile,
per intenderlo, un vuoto intuire, ché: al di fuori dell'intuire
esso dimora."

La traduzione di Tonelli non è molto diversa dalla traduzione di Albanese.

Riflessione:

C'è qualche cosa che puoi intuire e che devi cogliere col "fiore del tuo intuire".

La frase in sé: indica che c'è più di un modo per intuire. Un intuire quotidiano legato alla ragione come forma e quantità e un intuire sottile che intuisce intuibili collocati fuori dalla ragione.

Se per intuire ciò che sta fuori dalla ragione usi lo stesso metodo che usi quando intuisci stati e condizioni propri della ragione, non lo coglierai. La ragione separa la percezione razionale della forma e della quantità dall'universo emotivo che la circonda.

L'intuibile è una forza che si esprime per scoppi intuitivi. Intuiti che, qualche volta, si presentano con forza alla coscienza dominata dalla ragione e che pretendono attenzione.

La differenza fra intuibile e intelligibile è irrilevante salvo che per intuire l'intuibile intelligibile è necessario il vuoto dell'intuire razionale ma, nello stesso tempo, ciò che si intuisce dall'intelligibile non si riassume mediante parole, ma per modificazione dello stato psichico-emotivo del soggetto.

Conclusione.

Entrambe le traduzioni possono essere usate indifferentemente per comprendere che chi ha scritto gli Oracoli Caldaici, con questo frammento, non intendeva nessuna realtà ontologica, ma intendeva sottolineare l'esistenza di un aspetto della realtà vissuta sconosciuto alla ragione, ma presente al corpo fisico, alle emozioni e a quella parte dell'intelletto che la ragione non controlla.

L'ontologia descrive una realtà trascendente che immaginaria. Questo frammento racconta di una realtà fattiva infinitamente più grande di quanto la ragione possa immaginare e descrive. Si tratta di una realtà oltre la ragione, ma non separata dalla ragione. Come non sono separate dalla ragione le scoperte scientifiche che ampliano progressivamente la descrizione del mondo da parte della ragione. Nello sconosciuto fuori della ragione abitano tutte le scoperte scientifiche che la ragione ancora non ha fatto e che, il coraggio degli uomini, può intuire e portare nella descrizione della ragione.

Questa condizione psicologica vissuta dall'individuo, fra un mondo che conosce e un mondo di possibilità di nuove conoscenze, è una condizione estranea sia al platonismo che al cristianesimo e qualifica un modo opposto di porsi davanti al mondo. L'individuo che deve affrontare lo sconosciuto per ampliare la propria conoscenza è un individuo diverso dall'individuo che pensa che la sua conoscenza sia un "dono di Dio" o l'effetto della sua reminiscenza platonica indotta dalle sue reincarnazioni.

 

Pagina specifica dell'argomento

 

02 settembre 2026

La notizia del giorno
Guerra USA-Canada

 

02 settembre 2026

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 8

Il frammento n. 8 non è di facile interpretazione anche perché il termine "diade" nel neoplatonismo sta a significare una seconda funzione dopo l'assoluto Uno. Una sorta di funzione costruttrice/creatrice.

Nel frammento 8, della serie che seguo di Tonelli, si dice che la diade risiede presso l'Uno e svolgerebbe due funzioni, quella di contenere quanto l'intelletto può intuire e introdurre nella materia la sensazione.

Una sorta di:

In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta.

Vangelo di Giovanni 1, 1-5

Chiamala diade o chiamala verbo, la questione è sempre la stessa, una sorta di volontà demiurgica che agisce al posto del "dio padrone". E' lo stesso meccanismo delineato da Platone nel Timeo:

Poiché, dunque, tutti gli dèi furono generati, quanti si aggirano per il cielo e quanti appaiono in maniera visibile nella maniera in cui vogliono, il Generatore dell'Universo disse a loro le seguenti parole: "O dèi figli di dèi, io sono Artefice e Padre di opere che, generate per mezzo mio, non sono dissolubili, se io non voglio. Infatti, tutto ciò che è legato può dissolversi; ma voler dissolvere ciò che è stato connesso in maniera bella e in buona condizione, è da malvagio. Per queste ragioni e poiché siete stati generati, non siete totalmente in dissolubili. Ma non sarete disciolti e non vi toccherà un destino di morte, poiché avete a vostro vantaggio la mia volontà, che è un legame ancora maggiore e più forte di quello dal quale siete stati legati allorché siete nati. Ora, dunque, imparate ciò che vi dico e vi indico. Restano ancora da generare tre generi di mortali. E se questi non vengono generati, il mondo sarà incompleto: infatti non avrà in se medesimo tutti i generi di viventi. Eppure deve averli, se deve essere perfetto in maniera conveniente. Ma se questi si generassero ed avessero vita per opera mia, diventerebbero uguali agli dèi. Perché, dunque, siano mortali e questo universo sia veramente completo, occupatevi voi, secondo natura, alla costituzione dei viventi, imitando la mia potenza che attuai nella vostra generazione. E per quanto riguarda quella parte che nei viventi conviene abbia il nome in comune con gli immortali e che è detta divina e che governa in coloro che vogliono seguire giustizia e voi, io ne fornirò il seme e il principio. Per il resto voi, intessendo il mortale all'immortale, producete gli animali e generateli, e fornendo loro il nutrimento allevateli, e quando periscono riceveteli nuovamente".

Platone, Timeo in "tutti gli scritti", Editore Bompiani, pag.1369 - 1370

La diade sono gli Dèi di Platone e il verbo di Giovanni. Un'idea generale che viene veicolata in modo diverso a seconda degli interessi ideologici dei vari personaggi.

Le forze divine che procedono alla trasformazione di un universo privo di coscienze sono le qualità proprie della materia-energia che, separate ideologicamente dalla materia-energia, vengono pensate in maniera distinta.

Una volta pensate in maniera distinta, diventano oggetti diversi dalla materia-energia e questa viene relegata in una dimensione vile diventando oggetto di disprezzo rispetto alle qualità che da essa sono state idealmente separate.

Necessità ed Intento esprimono le funzioni.

Necessità è una divinità di Roma antica che veniva associata alla Dea greca Ananke. Sta a simboleggiare l'inevitabilità, una sorta di destino date le condizioni della relazione fra la soggettività e oggettività nella quale la soggettività opera ed agisce. La Necessità in cui ogni soggettività diviene e si trasforma.

L'Intento, Eros, che emerge dall'uovo di Nera Notte all'inizio dei mutamenti, è la qualità della materia e dell'energia che inevitabilmente sono "destinate", date le condizioni incontrate, a passare dallo stato di inconsapevolezza allo stato di consapevolezza.

Sono forze consapevoli, anche se sono di una consapevolezza che la nostra ragione fatica a comprendere. Esprimono la necessità soggettiva di ogni intuibile del nous mentre si espande nel suo intuibile e, nello stesso tempo, introducono la sensazione, la coscienza, e le coscienze, nei mondi (al di là della rappresentazione soggettiva di coscienze e di mondi che noi possiamo averne e descriverli mediante la ragione). Sono forze divine della materia che trasformano ogni soggetto che intuisce componendo l'oggettività intuibile.

Attraverso le trasformazioni introdotte nel soggetto dall'intuire, questo muta l'oggettività intuibile di cui è parte. La diade, formata da Necessità ed Intento, permea ogni cosa ed ogni aspetto di ogni soggetto-oggetto spingendolo a trasformarsi all'infinito, adattamento soggettivo dopo adattamento soggettivo, attraverso ogni istante, intuizione dopo intuizione, all'interno di ogni possibile intuibile.

Necessità ed Intento esprimono la diade alla base del padre. Il padre non esiste, ha dissolto la propria Coscienza e la propria Consapevolezza nell'esistente. E' rimasta la sostanza dell'esistente che attraverso Necessità ed Intento, introducendo la sensazione nel mondo, alimentano la relazione intuito e intuibile del nous ricostruendo la Coscienza e la Consapevolezza di ciò che fu' in una forma che sarà in base alle scelte e agli adattamenti di ogni intuito soggettivo negli intuibili oggettivi.

NOTA: I commenti agli Oracoli Caldaici si riferiscono, come numero di riferimento, alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'edizione Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.

 

Pagina specifica dell'argomento

 

01 settembre 2026

 

 

01 settembre 2026

Commento agli Oracoli Caldaici
Frammento n. 7

Il frammento 7 della serie di Angelo Tonelli che sto seguendo, è preso da Psello. E' un frammento di due righe che parla delle cose che un padre ha portato a compimento e poi le ha affidate ad un altro padre, ad un altro nous, un secondo nous che la razza umana chiama primo nous.

La frase, poco meno di due righe, deve essere interpretata.

Psello, cristiano dell'XI secolo, la interpreta partendo dal cristianesimo. Psello afferma che, secondo il frammento, partendo dalle affermazioni del Libro di Mosè, il figlio del "Padre sovrano" ha messo in opera tutta la creazione. Il "padre" esporrebbe al figlio l'idea della produzione delle creature, ma il figlio diventa il solo artigiano.

Gemisto Pletone, da parte sua, interpreta questo frammento affermando che il padre ha portato a compimento le opere e poi le ha affidate al figlio affinché le governi e le diriga. La stirpe umana considera il Figlio come il demiurgo di questo mondo e che non c'è nessuno superiore a lui.

Prendo atto che il frammento usa il concetto di padre che dà compimento a tutte le opere.

Dunque, ne segue che se il padre ha compiuto tutte le opere, il padre non ha nessuna ragione per continuare ad esistere. La ragione dell'esistenza del padre è il compimento delle opere.

Il frammento non dice che dopo aver compiuto le opere il padre è andato al mare a prendere una tintarella di sole.

Il padre ha compiuto le opere, muore, e il secondo nous ne seppellisce le spoglie. Gli uomini chiamano il secondo nous, la seconda intelligenza progettuale, primo nous.

Il padre muore. L'Universo, diventato cosciente di sé attraverso il venir in essere delle coscienze che si sono sedimentate in un'unica Coscienza di Sé diventata la Coscienza dell'Universo. Ha esaurito ogni possibilità di trasformazione e, l'unica trasformazione che gli è rimasta, è distruggere sé stessa. Da qui, l'Essere è il nulla. La Coscienza distrugge sé stessa. Ma, distruggendo sé stessa, libera la materia- energia formando un altro universo privo di coscienza e di consapevolezza il cui cammino, iniziato come "figlio", va a costruire, mutamento dopo mutamento, una diversa coscienza universale.

Dall'Essere che si trasforma in nulla nasce l'Universo come noi lo conosciamo. Solo che l'Universo, come noi lo conosciamo, quando nasce è solo materia ed energia prive di coscienze e di consapevolezze.

L'universo che è diventato "uovo in Nera Notte" non si è ancora schiuso. In quel momento, tutte le opere che hanno portato in quell'istante, sono state portate a compimento.

Nel nuovo universo inconsapevole e privo di consapevolezza, le trasformazioni si compiono in funzione della nascita e dello sviluppo della Coscienza di Sé. Frammenti di materia o di energia o, ancora, frammenti di materia-energia diventano consapevoli di sé iniziando ad abitare quel nuovo universo compiendo le opere del loro divenire e della loro trasformazione.

Qual è lo stadio più alto della consapevolezza? Come si può stabilire un primo o un secondo nella sequenza dello sviluppo della consapevolezza della Coscienza di Sé?

L'infimo frammento di materia o di energia, sperso nel più lontano angolo dell'universo, una volta che diventa cosciente di sé inizia ad usare la potenza della sua esistenza, la sua volontà per iniziare a trasformarsi e concorrere, alla fine del tempo delle trasformazioni, a formare la Coscienza dell'Universo. Ogni Consapevolezza, ogni Coscienza di sé dell'universo concorre, attraverso le sue trasformazioni, a formare la Coscienza universale.

Un Universo figlio di un Universo che lo ha preceduto.

Solo lo spettatore della consapevolezza altrui può analizzare la sequenza dei mutamenti e asserire che prima c'era questa e poi venne quella. Oppure, ancora, prima c'era questo stadio di nous, ora ce ne quest'altro. All'interno del gioco della vita e dell'esistenza non ci sono spettatori. Ci sono solo attori che giocano la loro partita esercitando la propria volontà, manifestando la loro potenza, ed agendo secondo le proprie determinazioni i propri desideri (Eros) e i propri fini.

Ci sono attori umani stanchi della recita che scelgono di sedersi in poltrona aspettando la fine della loro recita e, nel frattempo, affermano cose che assolutamente ignorano nei confronti di quegli attori che ancora continuano la loro recita tentando di arrivare là dove, chi ora è in poltrona, ha avuto paura o era troppo stanco per provarci. "Io ho raggiunto la meta!" dice l'attore stanco seduto in poltrona mentre guarda con disprezzo coloro che arrancano nella loro recita.

"Il nous che raggiunsi è il primo nous!" afferma! Ma il nous è un nous che si adatta in modo diverso alle trasformazioni di ogni consapevolezza. Gli Esseri lo formano, lo costruiscono, lo trasformano camminando lungo il sentiero della propria esistenza. Non è il nous dell'Essere Cane che mi cammina a fianco; non è il nous dell'Essere Sole che mi abbaglia con i suoi raggi; non è il nous di quando Essere Feto mi dibattevo per trasformarmi nel grembo di mia madre.

Il nous è il nous ed io descrivo il mondo in cui vivo nella speranza che i meccanismi aiutino le mie trasformazioni nell'infinito della percezione. "Io ho il primo nous!" dice l'attore stanco attendendo la sua dissoluzione: "Non tu che ancora stai recitando!"

Il nous è l'intelligenza progettuale di chi cammina lungo la strada della propria esistenza affrontando le contraddizioni che si presentano. Credi di aver intuito il primo nous dell'origine dell'universo, invece, cessando di percorrere il sentiero affrontando le contraddizioni hai attivato l'immaginazione che delira di una verità alla quale vuoi credere per non continuare a camminare.

L'intelligenza progettuale non è né primo né ultimo nous, è quello che la mia determinazione tende ad alimentare fintanto che sono attore della mia esistenza. Fintanto che, articolando le mie determinazioni attraverso l'uso della volontà, sento il fuoco di Hekate spingermi nell'infinito dei mutamenti. Voi razza umana. Voi Esseri della Natura. Voi infimi sperduti in un infimo angolo dell'universo. Quale becero Essere sta guardando altri Esseri e li disprezza mentre tentano di dare l'assalto al cielo della Conoscenza e della Consapevolezza? "Io possiedo il primo sapere", non esiste il primo sapere. Esiste una via che alimenta il sapere. Esiste una trasformazione generata dal sapere che desidera ancora sapere, conoscere. Il sapere non è possesso. Il sapere non è verità. Il sapere non è un dono. Il sapere si conquista attraverso le proprie trasformazioni. Il sapere è prodotto dalla nostra trasformazione soggettiva. Non è posseduto; è il nostro mutamento.

Il nous non è né primo né secondo. Il nous è trasformazione delle Coscienze di Sé che giungono a compimento. E' il loro processo di trasformazione. E' qualificazione della loro esistenza. Qual è il nous del mio corpo luminoso? Qual era il nous del mio essere Feto?

NOTA: I commenti agli Oracoli Caldaici si riferiscono, come numero di riferimento, alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'edizione Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.

 

Pagina specifica dell'argomento

 

Questa pagina sarà alimentata giorno dopo giorno in base alle possibilità.

Verranno postati tutti i messaggi, tutte le proposte di discussione, nel mese di Settembre 2026.

 

Vai alla presentazione delle pagine mensili di Cronache Pagane

 

Torna agli argomenti del sito Religione Pagana

Home Page Religione Pagana

Questo sito web non usa l'intelligenza artificiale, ma solo l'intelligenza umana.

This website does not use artificial intelligence, only human intelligence.

 

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

Iside con bambino - Museo di Napoli prestata a Torino!

 

 

AVVISO: Questo sito web non usa l'intelligenza artificiale, ma solo l'intelligenza umana.

 

Questo sito non usa cookie. Questo sito non traccia i visitatori. Questo sito non chiede dati personali. Questo sito non tratta denaro.