Volontà d’esistenza
Cristiano e Patrizio Alviti
Claudio Simeoni: la religione Pagana nell'arte.
53esima Biennale di Venezia: La Religione Pagana come bisogno umano espresso nell'arte.
Gli artisti, le opere e le idee religiose Pagane espresse in esse.
Presso l’Archivio di Stato,
ai Frari, a Venezia espongono Cristiano e Patrizio Alviti in occasione della 53esima Esposizione
Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia.
Sculture in bronzo
realizzate da Cristiano Alviti e 10 opere su ferro e
pannelli di legno realizzate da Patrizio Alviti
Queste opere parlano
della volontà d’esistenza. Nulla a che vedere con la volontà di potenza. Non
c’è in esse il desiderio di possedere, ma c’è, piuttosto, un desiderio di
esistere al di là delle condizioni che il mondo presenta.
Tutto si muove. Tutto si
trasforma in continuazione all’interno delle opere degli Alviti.
La volontà d’esistenza,
che realizza il Potere di Essere di un Essere della Natura, è sempre stata
confusa con il Potere di Avere caratterizzato dal possesso degli individui
all’interno del Sistema Sociale.
Da quando la filosofia
ha iniziato ad aggiungere il concetto di evoluzionismo, inteso come crescita di
un soggetto nel mondo e nella sedimentazione, nel soggetto, di conoscenza,
consapevolezza e capacità di agire nel mondo; il Potere di Essere da concetto
intuito è diventato elemento fondativo delle idee con
cui gli individui si rappresentano nel mondo e nella società.
Il Potere di Avere era
ben rappresentato nei ritratti dinastici. L’imperatore, il re, il funzionario o
il commerciante, erano rappresentati con i simboli della ricchezza, del
possesso o del comando. Le emozioni rappresentate erano in funzione di un
oggetto esterno: dio, patria, obbedienza, sacrificio; in funzione di un
padrone. Dove l’ideale stesso non apparteneva all’uomo, ma al padrone e l’uomo
visi adeguava con le sue emozioni.
Il Potere di Essere
viene rappresentato con la capacità di divenire e trasformarsi dell’uomo nel
mondo; l’interazione fra uomo e mondo; le trasformazioni dell’uomo nel mondo
sedimentando, attraverso lo sperimentare, la sua conoscenza e le sue capacità
d’azione. Le emozioni, dunque, decontestualizzate per essere emozioni in sé, in
funzione della propria vita, della propria esistenza.
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Le trasformazioni dell’Uomo. |
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Sono ben rappresentate negli
Alviti dove la trasformazione è sempre presente. Già
il “pensatore” di Rodin usciva dagli schemi
dell’autocelebrazione per rappresentare la necessità di agire che in Cristiano Alviti si presentano nella grande scultura dell’uomo che si
rialza.
Perché si sta alzando?
Perché ha deciso di alzarsi!
In tutte le sculture di
Cristiano Alviti il movimento e la trasformazione è
l’elemento alla base della scultura.
Alcune sculture sono
sospese nel tempo in cui non è dato sapere se è il tempo che distrugge la forma
o la forma si sta costituendo nel tempo. Se il Potere di Essere è annientato
nelle relazioni con il mondo o se il Potere di Essere riesce ad emergere nel
mondo.
Come per le opere di
Patrizio Alviti dove il soggetto, la figura, si sta
dissolvendo nel mondo o emerge dal mondo o ancora, semplicemente, vive nel
mondo attraverso le stesse tensioni e le stesse pulsioni del mondo. Ha
soggettivato l’oggettività attraverso il continuum del colore dove il tratto
separa il soggetto dal mondo, ma non ne distingue passioni, emozioni e tensioni
Le opere di Alviti sono decontestualizzate. Se trovassi una scultura di
Cristiano Alviti sopra ad un “monumento ai caduti”,
ne significherei le espressioni emotive in quella direzione. Ma le sculture
sono decontestualizzate e, dunque, le espressioni emotive vanno lette in sé.
Vanno lette in quanto espressioni della vita.
C’è un dolore nel
“cadere per la patria”, ma c’è un dolore in ogni trasformazione soggettiva al
di là delle forze o delle scelte che inducono tale trasformazione. Dove il
concetto di “patria”, nei monumenti ai caduti, è il marchio di possesso che
viene posto da un padrone “la patria” sugli Esseri Umani costretti, per esso,
al dolore.
Dove, come sempre, la
simbologia emotiva esce dall’insieme di significati per i quali l’artista l’ha
pensata ed entra nell’insieme emotivo del visitatore che pensa tali espressioni
emotive all’interno del suo vissuto, della sua esperienza.
Per questo motivo le
sculture e le opere Alviti si prestano ad
interpretazioni soggettive del messaggio emotivo.
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E’ un esempio della “libertà dell’arte” in contrapposizione alla “verità dell’arte”. |
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La verità dell’arte
impone l’espressione della madonna addolorata alla quale chiede, al visitatore,
di coinvolgere la sua “compassione”; la “libertà dell’arte” evoca un’immagine
emotiva e lascia al visitatore la libertà di collocarla nel proprio vissuto interpretando
l’emozione suscitata dall’arte nella propria esperienza.
Si tratta di un cambio
culturale che libera l’uomo dai legami del possesso per legarlo, come
rappresenta Patrizio Alviti, al mondo in cui vive.
L’Essere Umano eroico, colui che soggettiva le passioni, le emozioni e le
tensioni del mondo in cui vive partecipando “con-passione”
di tutte le passioni del mondo e riversando nel mondo le proprie passioni
passando dall’ideologia del “dovere” all’ideologia della difesa del proprio essere
nel mondo.
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Del proprio “abitare il mondo”. |
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La mostra è aperta presso
l’Archivio di Stato a Venezia in Campo dei Frari a S.
Polo e rimarrà aperta fino al 09 agosto 2009.
Marghera, 15 giugno 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
E-MAIL:
claudiosimeoni@libero.it
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GENERALE DELLA RELIGIONE PAGANA