I dogmi che guidano gli arbitri nella partita di calcio fra filosofi

Le discussioni degli arbitri
Yahweh, Fanes, Beppi di (o da) Lusiana e Allahu Akbar

Capitolo 3 delle decisioni arbitrali

La partita di calcio mondiale fra i filosofi

Claudio Simeoni

 

Sei capace di giocare a calcio?

 

Le regole degli arbitri - Terza riunione

Le persone sono educate a pensare l'arbitro come soggetto indipendente dalle parti in conflitto. Si dice che l'arbitro non partecipa, ma giudica.

Solo che il giudicare dell'arbitro è partecipazione attiva nel conflitto.

Il giudizio dell'arbitro non parte dall'analisi delle condizioni che provocano e sviluppano il conflitto, ma parte dall'idea che l'arbitro ha del conflitto e del come questo potrebbe svolgersi, per come si è svolto. L'arbitro afferma che questi e solo questi erano intenzioni ed obbiettivi del conflitto.

Le parti in conflitto non vengono giudicate per le azioni e le intenzioni che avevano le parti in conflitto, ma vengono giudicate secondo i criteri con cui l'arbitro proietta la sua idea sul mondo.

Quando noi parliamo degli arbitri della nostra partita di calcio, Yahweh, Allahu Akbar, Fanes, Beppi di Lusiana, noi pensiamo a quattro personaggi che hanno messo le fondamenta del pensiero umano. Questi arbitri impongono dei comportamenti e non sono in grado di giudicare fuori dai comportamenti imposti perché ritengono che tali regole comportamentali rappresentino l'assoluto dogmatico dell'esistenza umana.

Qui non stiamo parlando di arbitri addestrati entro certe regole e che devono essere diligenti nell'osservarle. Stiamo parlando di arbitri che hanno fatto le regole della vita e che ne impongono il rispetto mediante le loro decisioni che non possono prescindere da tali regole.

Yahweh, Allahu Akbar, Fanes, Beppi da Lusiana, sono coloro che hanno stabilito le regole, le regole che applicano sia a loro stessi che alle persone che devono seguire i loro dettami.

Yahweh vi ammazza tutti se ritiene che siete malvagi e voi siete malvagi nel momento in cui non rispettate le sue regole per come gli vuole che voi le interpretiate e le applicate. Yahweh ordina di uccidere tutti coloro che adorano altri Dèi.

Allahu Akbar il compassionevole, ordina di uccidere i miscredenti. E chi sono i miscredenti se non coloro che non seguono le regole che ha imposto?

E quali sono le regole, i dogmi, imposti da Fanes il poderoso vento di Eros emerso dall'uovo luminoso all'inizio del tempo e dello spazio?

E quali sono i dogmi a cui si attiene Beppi da Lusiana quando con la sua zappa affronta Allahu Akbar, Yahweh e Fanes? Quali sono i dogmi imposti da Beppi da Lusiana, che leggiamo nella società, quando in una terra giovane prese coscienza formando la Natura?

Tutti conoscono i "dieci comandamenti" imposti da Yahweh come tutti conoscono i "Pilastri dell'Islam", ma chi conosce i "I sette principi ferrei di Fanes"?

Chi conosce gli "I dieci sacri dogmi dell'esistenza" di Beppi da Lusiana?

Fu indetta una riunione arbitrale fra i quattro arbitri affinché ogni arbitro fosse in grado di presentare le sue regole entro le quali, o contro le quali, avrebbero potuto o dovuto giocare i filosofi.

La riunione fra gli arbitri si svolse in un clima infuocato fra Yahweh, Allahu Akbar, Fanes e Beppi di Lusiana. Mentre Beppi da Lusiana roteava la sua zappa, Yahweh tenta di fulminarlo. Nel contempo Fanes, con le sue ali d'oro, alimentava tempeste cosmiche che mettevano in affanno Allahu Akbar.

In questa sede gli arbitri presentarono i principi a cui loro si sarebbero attenuti nell'arbitraggio della partita di calcio mondiale di filosofia.

Il primo a parlare fu Yahweh:

Le regole di Yahweh

Io sono il tuo padrone, Yahweh tuo, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla casa di schiavitù!
Tu non avrai altro Yahweh fuori che me. Tu non ti fare nessuna scultura, né immagini di cose che splendono in cielo, o che sono sulla terra. Tu non adorar tali cose, né servir loro, perché io, il tuo padrone, Yahweh tuo, sono un padrone geloso!
Tu non nominare il nome di Yahweh, il tuo padrone, invano, poiché Yahweh non riterrà innocenti chi proferisce invano il suo nome.
Tu ricordati del giorno di riposo per santificarlo. Per sei giorni lavorerai e attenderai alle opere tue, ma il settimo giorno è di riposo per Yahweh, il tuo dio; non fare in quello alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia; né il tuo servo né la tua serva né il bestiame o il forestiero che è dentro alle tue porte, poiché in sei giorni il signore fece il cielo e la terra e il mare e tutto quello che essi contengono, ma il settimo giorno si riposò: per questo Yahweh benedisse il giorno del sabato e lo santificò.
Tu onora tuo padre e tua madre!
Tu non ammazzare!
Tu non commettere adulterio; non fornicare; non commettere atti impuri; non masturbarti; non eiaculare; non toccarti il clitoride; tu non aver rapporti fra uomini, non frequentare prostitute; non godere della pornografia; ecc.!
Tu non rubare.
Tu non dire falsa testimonianza.
Tu non desiderare la donna d'altri.
Tu non desiderare la roba d'altri.

Il secondo a parlare fu Fanes:

Le regole di Fanes

Nacqui dall'uovo cosmico e partecipai alla moltiplicazione delle coscienze in un mondo silenzioso.
Mia è la voce che chiede.
Mia è la volontà che costruisce.
Miei sono i bisogni di espansione.
Mia è la capacità di percepire il mondo in cui vivo
Io sono l'oggi, io sono lo ieri, di ogni coscienza che emerge dall'inconscio e che agisce per un domani.
Io sono il desiderio d'esistenza che viene alimentato da ogni coscienza quando agisce in sé e per sé.

Il terzo a parlare fu Allahu Akbar

Le regole di Allahu Akbar

I seguaci di Allah devono avere fede in Allah recitando le parole: -Non vi è altro dio che Allah e Maometto è il suo profeta.-
I seguaci di Allah devono pregare 5 volte al giorno rivolgendo il capo verso la Mecca, sdraiandosi su un tappetino. Il mezzogiorno del venerdì I seguaci di Allah devono ritrovarsi per fare una preghiera comune.
I seguaci di Allah devono fare l'elemosina per aiutare i più poveri seguaci di Allah
I seguaci di Allah devono digiunare durante il giorno, in tutto il mese di Ramadan.
I seguaci di Allah devono fare il pellegrinaggio alla Mecca, almeno una volta nella vita per tutti quelli che siano in grado di permetterselo economicamente e di affrontarlo fisicamente.

Il quarto a parlare fu Beppi da Lusiana

I dogmi di Beppi da Lusiana

1) Si chiama lavoro l'attività mediante la quale la vita nasce e si trasforma. Si chiama lavoro ogni attività che trasformi l'oggetto per renderlo funzionale alle trasformazioni della vita. Il vivente è sovrano di sé stesso e in sé stesso.
2) La società deve riconoscere, difendere e ottemperare ai diritti inviolabili dell'uomo. E obbligo della società favorire le condizioni affinché ognuno disponga del proprio corpo, gestisca il proprio lavoro, costruisca il proprio futuro senza che qualcuno possa impadronirsi di lui e del suo tempo di vita.
3) Tutti gli Esseri dell'universo sono uguali davanti alla vita e le leggi sociali devono legittimare l'uguaglianza di tutti i soggetti senza l'introduzione di categorie sociali che separino i soggetti nella società. Se si individuano ostacoli alla partecipazione alla vita di una parte della società, l'impegno primario di quella società è rimuovere tali ostacoli.
4) Riconoscere il diritto alla vita, riconoscere il diritto di trasformare il presente in cui si vive, riconoscere il diritto di modificare sé stessi. Tali diritti non sono negoziabili. Ogni soggetto che viene in essere ha il dovere di modificarsi espandendo sé stesso nel mondo in cui è diventato consapevole contribuendo alla costruzione della coscienza universale.
5) La vita è un insieme di consapevolezze che agiscono in sé e per sé contribuendo allo sviluppo di tutta la vita.
6) La coscienza è manifestazione di un corpo e un corpo che manifesta coscienza non può essere costretto a comportamenti in contrasto con le sue necessità e i suoi bisogni.
7) L'emozione è espressione di un corpo e nessuno può controllare i corpi legando le loro emozioni.
8) I corpi devono essere stimolati per costruire la loro cultura e, nel caso di esseri umani, della loro descrizione del mondo in cui vivono. Un corpo che non cura l'ambiente in cui è venuto in essere non ha diritto al rispetto.
9) L'armonia fra l'uomo e il mondo si conforma all'armonia fra ogni soggetto e l'universo. Nella vita nessuno è straniero.
10) La violenza di annientamento, chiamata guerra, è manifestazione degli incapaci e l'ultima risorsa dei disperati.

Questi sono i dogmi che guidano gli arbitri nei loro giudizi.

E' come per l'imputato nei tribunali. Quando il giudice è prigioniero dei propri dogmi e delle proprie convinzioni, qualunque cosa dica l'imputato per attenuare la propria condizione o per confutare accuse deliranti, viene sempre deriso o schernito.

Anche contro i preconcetti e i pregiudizi dovranno giocare i filosofi.

 

Marghera, 16 aprile 2018

 

Hai imparato a chiedere l'elemosina?

 

Davvero vuoi continuare a navigare in questo sito?

Clicca qui e impara come si chiede l'elemosina

 

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

 

2017

Indice Generale degli argomenti