La biografia di Friedrich Nietzsche

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Claudio Simeoni

 

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La biografia di Friedrich Nietzsche

 

E' indubbio che la struttura del pensiero di Nietzsche si costruisce nella sua infanzia attraverso una rigorosa educazione cristiana.

La sua innegabile intelligenza e la sua capacità di apprendere sono elementi centrali nella formazione del suo delirio religioso. Nietzsche appare ateo, ma non lo è mai stato. Il suo amore per Gesù è tanto grande da identificarsi in lui.

In molti passi delle sue opere che vanno dal 1879 al 1888 lui è Gesù, lui è alla ricerca di Dio. Lui è il Gesù che deve venire sulle nubi con grande potenza mentre le stelle cadono sulla terra.

Innanzi tutto, Nietzsche nasce il 15 ottobre 1844 a Rocken nella Sassonia allora Prussiana. Il padre, Karl Ludwig è un pastore protestante e la madre Franziska Oehler è figlia di un pastore protestante. Nel 1846 nasce la sorella Elisabeth e nel 1849 muore il padre di Friedrich Nietzsche.

Morto il marito, Franziska Nietzsche si trasferisce a Naumburg. Il bambino Friedrich cresce e si adatta in un ambiente impregnato dal fanatismo religioso cristiano. La lettura della bibbia e l'identificazione soggettiva con i personaggi della bibbia manipola costantemente e condiziona perennemente la struttura psico-emotiva di Nietzsche. Accanto a questa costante attività di manipolazione soggettiva, la sua struttura emotiva viene veicolata nella poesia, nella musica e al canto sempre di impronta fondamentalista cristiana.

Nietzsche ha una notevole intelligenza e una buona capacità di analisi culturale e notevole è la sua capacità di esporre il proprio pensiero. Quando, fra i modelli esistenziali proposti dalla bibbia e dai vangeli, è costretto a scegliere il suo modello di riferimento mettendolo a fondamento della propria esistenza, nell'episodio Marta, Maria e Gesù, Nietzsche capisce che deve identificarsi in Gesù. Perché identificarsi in Maria che lava i piedi al padrone Gesù? Perché identificarsi con Marta che lavora per consentire a Maria di lavare i piedi a Gesù? Nietzsche si identifica con Gesù stesso. Il profeta dell'eterno ritorno.

La base pisco-emotiva del futuro pensiero di Nietzsche è gettata. Ora si tratta di vedere come Nietzsche veicolerà quella pulsione emotiva nelle condizioni culturali in cui vive.

A 14 anni è ammesso alla scuola di Pforta. Viene educato a leggere i classici e legge Byron, Holderlin, Emerson, Sterne, Goethe e Feuerbach. Nel 1860 scrive due saggi, "Fato e volontà" e "Libertà della volontà e fato". Sono due temi che resteranno nella letteratura di Nietzsche come "destino ineluttabile in quanto voluto da Dio" che avrà la sua apoteosi nell'idea dell'eterno ritorno, e la volontà, come capacità di dominio e di possedere, in particolare gli uomini, che si estenderà fino a considerare sé stesso il detentore della volontà di possesso nel mondo.

Si tratta di due concetti che derivano direttamente dall'educazione cristiana che hanno il fondamento ideologico nell'idea di destino della creazione di Dio e la volontà dell'uomo di obbedire a Dio.

I concetti indotti dall'educazione cristiana possono essere innocui e rimanere nel rumore di fondo dell'esistenza umana perché mediati dalle relazioni che si intrattengono nel mondo o possono impossessarsi dell'individuo, date condizioni di malattia o di isolamento sociale, in modo tanto profondo che l'individuo non è più in grado di esprimersi se non all'interno di questi modelli educazionalmente imposti.

La prima rottura, secondo alcuni studiosi, col passato dell'esistenza Nietzsche sembra averlo nel febbraio del 1865 a Colonia. A Colonia Nietzsche visita il bordello e quella visita fa discutere gli studiosi sull'origine sifilitica della malattia mentale di Nietzsche. Nietzsche ha contratto o non ha contratto la sifilide? E' iniziata allora la malattia di Nietzsche? Sta di fatto che dall'episodio del bordello ai sintomi del delirio di Nietzsche verificatisi a Torino nel 1888 passano 23 anni.

Il secondo episodio che determina la vita di Nietzsche è la caduta da cavallo del 1867. Entrato in servizio nel corpo di cavalleria dell'esercito a Naumburg nel marzo di quell'anno, cade da cavallo. Trascorre sei mesi immobile a letto riempito di morfina come antidolorifico.

E' in quei sei mesi che diventa assuefatto alla morfina per diventare, contemporaneamente un consumatore abituale di cocaina.

Da quel momento in poi le condizioni psicologiche di Nietzsche si indirizzano. La scelta fatta nell'infanzia della lettura della bibbia e dell'identificazione nell'ambiente religioso si fissano sia con l'uso della morfina e della cocaina sia, probabilmente, attraverso la sifilide. Non è più il devoto seguace del cristianesimo sottomesso, è il Gesù, l'oltreuomo, che anela ad arrivare sulla terra dalle nubi con grande potenza e giudicare gli uomini che devono essere sottomessi.

Tutta la filosofia di Nietzsche è un lungo delirio lucido. Un delirio col quale è facile identificarsi una volta che si voglia ignorare l'origine malata del delirio. Ogni uomo ha qualche cosa da recriminare nei confronti del mondo. Ogni uomo vorrebbe ergersi a padrone del mondo nonostante le frustrazioni, ma pochi uomini hanno la capacità di scrivere con impeto, con eleganza e vastità di concetti come Nietzsche.

Nietzsche si ritiene il profeta dell'eterno ritorno condannato dal destino a compiere continuamente il medesimo gesto perché il medesimo gesto è già stato compiuto e non può che essere ripetuto. In sostanza, Nietzsche rielabora a proprio modo il concetto platonico di reminiscenza.

Se nella "Tragedia Greca" Nietzsche mette in atto una critica a Platone, ora, malato, scorge nel platonismo gli stessi sintomi della malattia che sta vivendo.

Diventa nemico del cristianesimo perché il cristianesimo non è come lui vorrebbe, ma è tollerante con Cristo perché è tollerante con sé stesso. In tutto l'Anticristiano non c'è una critica a Cristo, ma c'è una feroce difesa di Cristo con cui articola una feroce critica al cristianesimo. D'altronde, egli è il novello Cristo nell'eterno ritorno.

Cosa sta avvenendo dentro il suo corpo fra malattia mentale ed assuefazione alla morfina e alla cocaina, non lo possiamo sapere, ma la malattia, se così la vogliamo chiamare, degenera al punto da aggravarsi nel 1888. In quell'anno lavora alla "Volontà di potenza". Quel lavoro non vedrà la luce fintanto che egli è in vita, ma da quel lavoro vedranno la luce "Il crepuscolo degli Dèi" e "l'Anticristo". Da novembre di quell'anno lavora per scrivere "Ecce homo".

Il 3 gennaio 1889 i sintomi della pazzia si fanno forti e frequenti. Viene condotto a Basilea il 9 gennaio e ricoverato nella clinica per malattie mentali.

Nel 1897 muore la madre di Friedrich Nietzsche e l'assistenza a Nietzsche malato viene assunta da Elisabeth.

Il 25 agosto 1900 Nietzsche muore.

 

 

Marghera, 08 settembre 2018

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
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