La biografia di Marsilio Ficino

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Capitolo 88

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Claudio Simeoni

 

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La biografia di Marsilio Ficino

 

Marsilio Ficino è nato nel 1433, e morì nel 1499.

Marsilio Ficino divenne sacerdote nel 1474 e da prete cattolico praticò la magia, la filosofia e tradusse (come può interpretare un prete cattolico) i testi di Platone, del Neoplatonismo e il Corpus Hermeticum.

Quando parliamo di Marsilio Ficino, parliamo del fondatore di tutta quella struttura di pensiero che è stata indicata come "esoterismo".

Ficino affermava di praticare la "magia naturale", in altre parole, il vampirismo energetico. Cercava di appropriarsi dell'energia di oggetti diversi da sé per accumularla per sé. Costruiva amuleti e talismani a cui attribuiva un potere soprannaturale. Pensava di fare incantesimi musicali cantando gli Inni Orfici.

Non siamo in presenza dell'uomo che si è limitato a tradurre filosofi come Platone, Porfirio o il Corpus Hermeticum, ma siamo in presenza dell'uomo che ha preteso di considerarli "rivelazione di una realtà fattiva" e di spiegarne il significato per i propri fini.

La nozione anima, che in Platone è un mero trucco per impossessarsi dei corpi e di controllarli mediante le caratteristiche del "bene" che attribuisce all'anima, in Marsilio Ficino diventa una condizione reale vissuta dall'uomo che assume la dimensione esoterica dell'esistenza umana. Una visione ontologica per cui, dal momento che Ficino pensa l'"anima", questa deve necessariamente esistere perché, altrimenti, Ficino non la potrebbe pensare.

Marsilio Ficino fu l'uomo di Cosimo dei Medici, un banchiere che per trent'anni controllò la città di Firenze e che utilizzò Marsilio Ficino per fondare una scuola Platonica a Firenze donandogli la villa di Careggi.

Cosimo dei Medici fu colui che con la sua organizzazione privata controllava la città di Firenze senza ricoprire cariche politiche o amministrative. Uno dei prototipi a cui oggi si attribuirebbero i "complotti".

Nella villa di Careggi, Ficino fondò un'Accademia Charegiana che divenne ben presto un centro culturale estremamente attivo.

Marsilio Ficino si dedicava a tradurre le opere di Platone nel tentativo di conciliare il platonismo con il cattolicesimo.

Dalla corrispondenza di Ficino si deduce che all'attività dell'Accademia partecipavano persone come A. Poliziano, Nicola Cusano, Francesco Cattani da Diacceto, Pico della Mirandola, Nicolò Macchiavelli, Giuliano e Lorenzo de' Medici, ma anche giuristi, medici, sacerdoti, poeti e musicisti.

Dopo la morte di Ficino, alla guida dell'Accademia subentrò Cattani da Diacceto e le riunioni si spostarono agli Orti Oricellari.

Nel 1522 l'Accademia venne sciolta quando molti frequentatori parteciparono ad una congiura contro il cardinale Giulio de' Medici.

Marsilio Ficino, sia traducendo le opere di Platone, dei Neoplatonici e il Corpus Hermeticum, sia interpretandoli in chiave "magica", fu l'iniziatore dell'esoterismo e di tutte le aberrazioni ad esso legate.

Delle sue interpretazioni platoniche e neoplatoniche si ricordano essenzialmente due punti fondamentali. Il tentativo di far collimare il neoplatonismo, come sviluppo del platonismo, con il cattolicesimo. Cosa che tenterà di fare anche Ratzinger qualche secolo dopo.

Inoltre, nell'esoterismo, per secoli ci si è raccontato della catena di trasmissione della conoscenza che partiva da Ermete Trismegisto, Zoroastro, Orfeo, Mosé, Pitagora, Filone Ebreo, che avrebbero preceduto Platone e da cui Platone avrebbe attinto come, in seguito, fecero, secondo Ficino, i neoplatonici.

Questa fantasia ha fatto un sacco di danni nella storia del pensiero umano legittimando gerarchie di potere sociale che ad essa si ispiravano.

L'intero universo ficiano è formato da Dio, da uno spirito (angelo), dall'anima, dalla qualità e dalla forma. Questi sono i cinque elementi dell'universo ficiano.

Manca totalmente il concetto di coscienza, di consapevolezza. C'è solo la volontà di dio a cui chiunque si deve sottomettere in una gerarchia predeterminata. Come nel Platonismo e nel neoplatonismo, come nel cristianesimo.

E come Platone ritiene che l'anima sia indipendente dal corpo per poter dominare gli uomini.

Questo assolutismo fideistico di Marsilio Ficino ben si accorda con le strategie di controllo sociale di Cosimo de' Medici

Nel 1457 Ficino scrive un "commento a Lucrezio". Ficino distruggerà questo commento nel 1492. Le idee sulla natura, sugli Dèi e il divenuto della vita è in contrasto con il platonismo che Ficino farà proprio. E questo la dice lunga sulle intenzioni e sull'onestà intellettuale di Marsilio Ficino.

In Lucrezio non c'è il dio creatore, non c'è gerarchia, non c'è sottomissione e questo, al prete cattolico Marsilio Ficino, risultava intollerabile rispetto alla rivelazione platonica e neoplatonica che lo esaltava come "prodotto dell'anima quale stessa sostanza di dio".

 

 

Marghera, 07 settembre 2018

 

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Claudio Simeoni

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