La biografia di Platone figlio di Aristone

Le biografie dei giocatori - seconda biografia

Capitolo 85

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Claudio Simeoni

 

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La biografia di Platone figlio di Aristone

 

Platone nasce nel 427 a. c. e muore nel 347 a. c.

Per capire la qualità del pensiero di Platone è necessario capire che non solo Platone era legato da parentele e da frequentazioni ideologiche con i tiranni oligarchici imposti da Sparta, ma la tirannia era l'oggetto che veniva giustificato nel suo pensiero filosofico.

Con Platone, vita e filosofia vanno di pari passo. Ha tessuto le lodi al tiranno Crizia e Alcibiade, ed era parente di Crizia.

Platone non è presente alla morte di Socrate e questo fatto ha destato molto stupore fra gli studiosi. Per essersi prestato a collaborare con i Trenta Tiranni imposti da Sparta, fugge da Atene e si rifugia a Megara una città che nelle guerre del Peloporneso si era schierata con Sparta e le oligarchie antidemocratiche contro Atene.

Frequenta il tiranno di Siracusa, Dionisio I, il nipote Dione (che diventerà tiranno a sua volta), Dionigi il vecchio, Dionigi il giovane. Platone non si fa scrupolo di difendere Eraclide che contro Siracusa ha incitato alla rivolta dei mercenari.

E' da ricordare che nel 353 a. c. Dione, l'allievo di Platone che in seguito prenderà il potere con un colpo di Stato a Siracusa, verrà a sua volta giustiziato da una rivolta.

Ma la frequentazione dei tiranni non va molto bene a Platone. Platone il tiranno senza una tirannide, vuole fare guerra al tiranno che domina Siracusa e il tiranno che domina Siracusa gli concede un bel viaggio nell'inferno della schiavitù. Durante un viaggio di ritorno da Siracusa, Platone fu condotto all'isola di Egina e là fatto prigioniero e reso schiavo. In seguito Platone verrà riscattato alla schiavitù da Aniceride di Cirene.

Nel tentativo di sostituire la propria tirannia ad altre tirannie, sarà cacciato da Siracusa una seconda volta.

Che Platone si sentisse un dio figlio di un dio, non ci dovrebbero essere dei dubbi.

E' un'operazione di Speusippo, figlio della sorella di Platone e allievo di Platone che, succedutogli alla direzione dell'Accademia, ha l'idea di santificare Platone.

La santificazione dei delinquenti, affinché non si analizzi troppo profondamente il loro pensiero, è un'invenzione dell'Accademia di Atene e verrà fatta propria dai cristiani, in epoca successiva, per giustificare il loro delinquere.

Platone, secondo Speusippo, sarebbe stato figlio del dio Apollo e, per questo, fratello di Asclepio. Ci raccontano che Aristone (padre di Platone) in procinto di giacere con la madre di Platone, Perictione, gli appare il dio Apollo che lo convince a non avere un rapporto sessuale con Perictione perché ci avrebbe pensato lui a metterla incinta di Platone. E' lo stesso tema del dio dei cristiani, di Maria e di Giuseppe. Un tema che, prima di arrivare ai cristiani, passa per Scipione l'Africano (ricordiamo il ruolo del circolo degli Scipioni nell'arrivo delle idee dell'Accademia a Roma) la cui madre racconta di essere stata messa incinta da una luce del dio, per ricordare Alessandro Magno che istiga sua madre a confessare che suo padre non era Filippo, ma il dio Ammon.

Speusippo non si inventa una storia di sana pianta se questa tecnica non fosse stata parte del progetto dell'Accademia come dimostra, del resto, la stessa Apologia di Socrate in cui Socrate afferma di essere l'uomo più saggio del mondo perché l'aveva detto Apollo ad un suo amico.

Il mitizzare rispetto ad una rivelazione divina o ad un mandato divino è un modello di tutti i pensatori il cui pensiero tende a legittimare la dittatura e la sottomissione. Il sottomettere gli uomini non dipende dalla loro malvagità o dalla loro incapacità di vivere, ma dipende dalla volontà del dio di cui loro si sentono i portavoce.

In questo modo all'Accademia di Atene ebbe inizio il culto di Platone elevato a dio. E chi poteva discutere le idee assolutistiche e tirannidi di Platone se quelle erano le idee di un Dio o di un inviato del Dio?

Platone, come Gesù, curava gli ammalati. Era figlio di Apollo e fratello di Asclepio e, dunque, un miracolista. La venerazione di Platone fu accentuata anche fra i neoplatonici.

Speusippo nella sua opera, Il banchetto funebre di Platone, pose le basi per il vangelo di Luca quando esaltò l'intelligenza e la memoria di Platone quando era bambino e quanto era studioso nell'adolescenza. Esattamente come Gesù bambino, secondo Luca, stupì al tempio (Vangelo di Luca 2, 46 -). Il modello letterario su cui vengono cuciti i Vangeli sono quelli di Socrate, Platone e quanto fu inventato nell'Accademia di Atene al solo scopo di rendere gli scritti di Platone rivelazione di un dio e impedirne l'analisi critica.

 

 

Marghera, 07 settembre 2018

 

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Claudio Simeoni

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