Thomas Hobbes

Le biografie dei giocatori - ventiquattresima biografia

Capitolo 107

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Claudio Simeoni

 

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La biografia di Thomas Hobbes

 

Hobbes è il teorico dell'assolutismo. Quando dalle contraddizioni sociali le persone spingono per la libertà e per la democrazia, Hobbes spinge per la sottomissione e la schiavitù ad un potere centrale il cui scopo è quello di dominare l'uomo al quale si chiede di obbedire.

Thomas Hobbes nasce nel 1588 quando la Grande Armada spagnola stava tentando di conquistare l'Inghilterra. Nasce nel villaggio di Westport vicino a Malmesbury. La sua nascita fu un parto prematuro. Il padre di Thomas Hobbes era il parroco di Charlton e Westport, fu licenziato dalla parrocchia e abbandonò i suoi figli che furono accuditi dal fratello.

Nel 1592 Hobbes inizia gli studi elementari nella chiesa di Westport.

Nel 1594 arrivò alla scuola di Malmesbury e poi studiò il greco e il latino prendendo lezioni private che gli permisero di laurearsi all'Università di Oxford.

Nel 1603 Thomas Hobbes, con l'aiuto dello zio, è ammesso alla Magdalen Hall di Oxford col preside puritano John Wilkinson che si interessò degli studi di Hobbes. Il movimento puritano era diffuso fra i nobili e i borghesi inglesi e teorizzava, come il calvinismo, l'idea secondo cui la condizione sociale dell'uomo era quella che Dio aveva determinato e nulla poteva essere fatto contro la volontà di Dio in cui rientravano anche le scelte dell'uomo che, in quanto scelte, esprimevano il disegno e la volontà di Dio. Questo assolutismo, al di là di come Hobbes lo veicolerà nel Leviatano, sarà la linea emotiva che condurrà l'idea sociale di Hobbes.

Nel 1603 diventa re d'Inghilterra Giacomo VI, già re di Scozia. Sotto la medesima corona vengono riunite l'Inghilterra anglicana, l'Irlanda cattolica e la Scozia calvinista. Rimarrà sul trono fino al 1625,

Nel 1608 Hobbes consegue il baccalaureato delle Arti. Poi si iscrive all'Università di Cambrige, ma non frequenta i corsi. Raccomandato dal suo insegnante, divenne tutore del figlio di William Cavendish, il barone di Hardwick (diventerà duca del Devonshire). Con questa famiglia intreccerà relazioni che dureranno tutta la vita.

Nel 1610 Hobbes accompagna William, il ragazzo di cui è il tutore, in un viaggio per l'Europa. In questo viaggio conosce Fulgenzio Micanzio, che frequenta sia Galileo Galilei che Paolo Sarpi. Inizia ad analizzare il metodo "scientifico" con cui descrivere la realtà e inizia a rifiutare il metodo filosofico della filosofia scolastica cristiana.

Hobbes ritiene di trovare conferma alla sua idea sulla monarchia assoluta nei classici greci. Traduce "La guerra del Peloporneso" di Tucidide ritenendo che l'opera confermi la validità del regime monarchico.

Nel 1628 il conte di Devonshire muore di peste e la vedova lo allontana dalla casa. Hobbes trova lavoro da Sir Gervase Clifton come tutore di suo figlio.

Come protettore del figlio di Sir Gervase Clifton, Hobbes accompagna il ragazzo nel suo viaggio in Europa. Un viaggio che vedrà Hobbes quasi sempre a Parigi oltre che in Svizzera.

Nel 1628 il parlamento inglese vota la "Petition of Right" con la quale chiede al re Carlo I di non imporre tasse che non siano approvate dal Parlamento; non imprigionare uomini senza un processo penale; di non usare tribunali speciali; di non costringere cittadini ad alloggiare militari. Come risposta, Carlo I istituì tribunali speciali monarchici, estese le tasse a tutti i sudditi dichiarando guerra alla Scozia e all'Irlanda.

Nel 1629 il re Carlo I sciolse il Parlamento e dette il via alla dittatura del re.

Nel 1628 era nato un movimento puritano che chiedeva libertà religiose simili a quelle scozzesi con l'elezione di vescovi e parroci. Il re Carlo I non poteva rinunciare al controllo dei vescovi e dei parroci che rappresentavano la sua rete di controllo sociale e così dichiarò guerra alla Scozia calvinista per imporre la chiesa anglicana d'Inghilterra.

Nel 1631 Hobbes lascia l'incarico presso Sir Gervase Clifton per tornare presso la famiglia Cavendish e fare da tutore al figlio del suo primo alunno. Lavorò presso la famiglia Cavendish per sette anni intraprendendo anche un viaggio per l'Europa.

Nel 1634 Hobbes parte per un viaggio in Europa. In questo viaggio, il terzo, va anche in Italia e presso Arceri, nel 1636, incontra Galileo Galilei.

A Parigi inizia a frequentare l'Academia Parisiensis, diventa amico del frate Marin Mersenne e incontra Pierre Gassendi.

Hobbes comincia a interessarsi di filosofia e dopo gli incontri di Parigi e quello con Galilei inizia a sviluppare una teoria meccanicista dell'esistente secondo la quale tutti i fenomeni fisici si potevano spiegare meccanicamente.

Nel 1637 Hobbes torna in Inghilterra e trova una situazione post guerra civile. Hobbes, nel frattempo ha pubblicato "Human Nature", "De corpore politico", che in seguito furono pubblicati col titolo "The Elements of Law" Scrive nel "De Corpore" «Le verità prime nacquero dall'arbitrio di quelli che per primi imposero nomi alle cose o li accolsero, una volta posti dagli altri» (De corpore III, 8). La verità non è ciò che è, ma è ciò che può essere imposta come tale. Imporre la verità, che deve essere accettata, diventa il vero fine del potere e del dominio assoluto.

Nel 1640 Hobbes fugge dall'Inghilterra e si rifugia a Parigi. Rimase a Parigi undici anni. Continuò a frequentare il gruppo di Mersenne e Descartes.

Nel 1641 Hobbes completa il "De civis".

Nel 1641 scoppia la rivolta dei proprietari terrieri cattolici in Irlanda contro il tentativo di colonizzazione dei protestanti di Carlo I. Carlo I, non potendo combattere su due fronti, accetta di riconoscere la "chiesa presbiteriana scozzese".

Nel 1641 il re Carlo I è costretto a convocare il Parlamento in cui John Pym inizia ad incitare alla guerra contro Carlo I accusato di essere uno scozzese. L'esercito Inglese torna dall'Irlanda e si trova, di fatto, sotto il controllo di John Pym che esautora il re. Il Parlamento approva 200 articoli di legge contro il re Carlo I.

Nel 1642 inizia la "Guerra dei tre regni" con il taglio della testa a Carlo I e con Cromwell. La guerra dei tre regni terminerà nel 1660 e vedrà il trionfo di Carlo II che porterà comunque alla fine della monarchia assoluta e trasformerà l'Inghilterra in una monarchia parlamentare.

Nel 1642 inizia l'ascesa di Oliver Cromwell che a capo di alcune truppe contro il re riesce a tener testa in Londra alla cavalleria degli aristocratici fedeli al re.

Nel 1644 Hobbes, all'interno di "Universae geometriae mixtaeque mathematicae synopsis" di Mersenne, pubblica "Tractatus opticus".

Nel 1645 Hobbes con Descartes, Gilles Personne de Roberval viene chiamato per risolvere una disputa relativa alla "quadratura del cerchio".

Nel 1646 Hobbes ristampa il "De cive" che venne distribuito soprattutto fra i fuorusciti inglesi, seguaci del re, che si erano rifugiati a Parigi.

Nel 1646, battaglia di Oxford sembra mettere fine alla guerra civile. Il Parlamento inizia a legiferare, ma scontenta tutti. Scontenta i rivoluzionari delle varie fazioni, anche se istituisce la proprietà privata ed elimina molti privilegi feudali, e scontenta aristocratici, anglicani e altri.

Nel 1647 Hobbes fu assunto come precettore di Carlo (il futuro re Calo II), principe del Galles, affinché gli insegnasse matematica.

Nel 1648 Hobbes si ammalò, molto gravemente, in quell'anno cessò di essere insegnante di Carlo. Una volta rimessosi dalla malattia riscrisse in inglese i libri che aveva scritto in latino. Inoltre iniziò a scrivere il "Leviatano".

Nel 1648 i confederati cattolici irlandesi firmano un accordo con i monarchici anglicani e tentano di eliminare l'esercito parlamentare di Dublino. Ma furono sconfitti il 2 agosto nella battaglia di Rathmines. Poi, Oliver Cromwell il 15 agosto sconfisse definitivamente i monarchici a Dublino. Cromwell decise di mettere fine alla monarchia facendo fucilare come traditori 2700 soldati monarchici e 700 "civili" fra prigionieri e preti cattolici. Quest'azione spingerà l'Irlanda alla guerra dei cattolici contro i protestanti per varie centinaia di anni. In Irlanda questa guerra continua fino al 1653 quando l'ultimo confederato e l'ultimo soldato della monarchia si arrende.

Nel 1649 il re, Carlo I, processato per alto tradimento, viene condannato a morte e decapitato. Il re, che era re per volontà di Dio fu decapitato dagli uomini che volevano il potere del re (a differenza della Rivoluzione Francese che decapitò il re per costruire la democrazia).

Nel 1650 Hobbes ristampa i suoi scritti col titolo "The Elements of Law, Natural and Politic".

Nel 1651 Cromwell inizia ad invadere la Scozia.

Nel 1651 Hobbes pubblica il "Leviatano". Il libro irritò sia gli anglicani che i cattolici e Hobbes fu costretto a rompere con i gruppi realisti inglesi rifugiati in Francia. Per questo motivo fu costretto a chiedere protezione al governo Inglese. Più che partigiano del re, Hobbes era fautore dell'assolutismo, come dimostrò il suo ritorno in Inghilterra all'epoca di Cromwell, che Hobbes fece precedere dalla pubblicazione, in inglese, del Leviatano.

Del pensiero di Hobbes, scrive il dizionario di filosofia:

"Di qui anche la polemica contro l'implicazione tra essere e pensare posta da Cartesio, che deduceva dal cogito lo statuto ontologico della sostanza pensante. La ragione non ha per Hobbes alcuna implicazione ontologica, ma è definita come un puro procedimento formale di connessione di nomi: «La ragione, in questo senso, non è che il calcolo delle conseguenze dei nomi generali su cui c'è accordo per contrassegnare e significare i nostri pensieri» (Leviatano v)"

Dal dizionario di filosofia Garzanti, 1999

Nel 1653 Oliver Cromwell diventa il dittatore dell'Inghilterra.

Nel 1655 Hobbes ripubblica "De Corpore". Il vescovo Bramhall fece pubblicare la corrispondenza che aveva avuto con Hobbes titolandola "Difesa della vera libertà delle azioni umane dalla necessità antecedente o estrinseca". A quest'azione Hobbes rispose con "Questioni circa la libertà, la necessità e il caso". Dopo di che lasciò perdere la polemica anche se il vescovo scrisse, nel 1658 "La cattura del Leviatano, la grossa balena".

Nel 1654 Hobbes inizia un'altra polemica col mondo accademico. Nel "Leviatano" Hobbes aveva criticato il sistema accademico e ad Hobbes rispose Seth Ward, professore di astronomia. Gli errori di Hobbes nelle parti matematiche del De Corpore facilitarono la critica di Ward. Gli errori nel De Corpore fecero muovere le critiche anche di John Wallis, professore di Geometria. John Wallis criticò Hobbes scrivendo "Elenchus geometriae Hobbianae".

Hobbes rimosse alcuni degli errori più gravi segnalati da Seth Ward. ma attaccò John Wallis nel 1656 in "Six Lessons to the Professors of Mathematics". John Wallis usò la copia in inglese del "De civi" per attaccare ulteriormente Hobbes che rispose con "Marks of the Absurd Geometry, Rural Language, Scottish Church Politics, and Barbarisms of John Wallis, Professor of Geometry and Doctor of Divinity" (Segni della assurda geometria, linguaggio rurale, politica della chiesa scozzese, e del barbarismo di John Wallis, professore di Geometria e dottore in Teologia). La disputa fu facilmente conclusa da Wallis con la risposta (Hobbiani puncti dispunctio, 1657). In un secondo tempo Hobbes farà un tentativo per riaccendere la polemica, ma Wallis lascerà perdere.

Nel 1658 Cromwell muore, sembra per calcoli renali.

Nel 1660 ripristino della monarchia con l'arrivo di Carlo II.

Nel 1961, il 30 gennaio, nella ricorrenza della testa tagliata a Carlo I, viene riesumata la salma di Cromwell ed ufficialmente decapitato.

Hobbes fece altre polemiche.

Nel 1666 pubblicò un libro "De principiis et ratiocinatione geometrarum" che era un attacco alla geometria e agli accademici della materia.

Tutta la logica filosofica di Hobbes è ben delineata nel dizionario di filosofia Garzanti:

"Questo metodo porta alla definizione di un modello logico costruito sulla dicotomia tra stato di natura e stato civile, che, in forme differenziate, verrà adottato da tutto il giusnaturalismo. L'ipotesi logica dello stato di natura è una situazione di isolamento assoluto degli individui che, essendo una condizione di eguaglianza e di diritto illimitato di ognuno su tutte le cose, ha come conseguenza la guerra di ogni uomo contro tutti gli altri uomini. La sola via di uscita da questa condizione di guerra è la generazione, appunto, dello stato inteso come l'unità reale di tutti gli individui, ossia come entità capace di ridurre la pluralità delle volontà dei singoli a una volontà unica, attraverso il conferimento di tutti i poteri e di tutti i diritti dello stato di natura - tranne il diritto alla vita - alla persona del sovrano (uomo o assemblea di uomini). La costituzione dello stato non discende quindi dalla condizione naturale dell'uomo, come nella tradizione aristotelica che concepiva l'uomo come «animale sociale»; essa deriva invece da un patto, ed è perciò artificiale. Lo stato è il grande Leviatano, il mostro biblico di cui si parla nel libro di Giobbe: «Non c'è niente sulla terra che sia paragonabile a lui. è fatto in modo da non aver paura». Lo Stato-Leviatano è un uomo artificiale, è la più grande macchina, il più importante prodotto della tecnica e del pensiero meccanicistico. Le regole del meccanismo statale sono le leggi civili e unico legislatore è il sovrano. «La legge», scrive Hobbes, «è il comando di quella persona, il cui precetto contiene la ragione dell'obbedienza» (De cive XIV, l). La ragione dell'obbedienza non sta dunque nella cosa stessa che viene comandata, ma nella forma del comando in quanto espressione della volontà del sovrano. Non esiste infatti per Hobbes un criterio di giustizia naturale indipendente dallo stato, che fondi la possibilità di una critica del singolo individuo alle leggi del sovrano: questa possibilità significherebbe la dissoluzione dello stato."

Dal dizionario di filosofia Garzanti, 1999

Nel 1666 la camera dei comuni emana una legge contro l'ateismo, la blasfemia e la profanità. Una legge sembra rivolta contro il Leviatano di Hobbes. Hobbes ebbe paura di essere etichettato come eretico ed introdusse una serie di note nel "Leviatano".

Nel 1667 la camera dei comuni che reclamò misure penali contro gli atei convinse il re Carlo II a prendere il filosofo sotto la propria protezione, a condizione che egli non pubblicasse più nessuno scritto.

Nel 1668 le opere di Hobbes furono stampate ad Amsterdam e gli scritti sulla guerra civile in Inghilterra furono stampate dopo la sua morte.

Ritirato a vita privata, si dedicò ai classici greci e latini.

Nel 1672 Scrive un'autobiografia in versi latini.

Nel 1673 scrive una traduzione in inglese arcaico di quattro libri dell'Odissea.

Nel 1675 scrive una traduzione completa dell'Iliade e dell'Odissea.

Nel 1679 è colpito da una paresi e muore.

Le idee filosofiche di Hobbes, dopo la sua morte vennero ignorate in favore di filosofie più deiste. Hobbes fu ripreso dall'illuminista d'Holbach che sosteneva il primato dello Stato anticlericale.

Hobbes non dice "chi deve dominare l'uomo". Da buon puritano, ogni singolo uomo è dominato da Dio che ne ha tracciato il destino. Pertanto, l'oggetto della filosofia di Hobbes è l'uomo che deve obbedire al comando. Al padrone. Al sovrano o all'assemblea che, svincolata da doveri nei confronti del singolo uomo, ne dispone a piacimento secondo i suoi calcoli e i suoi progetti.

L'idea di Hobbes secondo cui l'uomo è in guerra contro tutti gli altri uomini e per questo necessita di un padrone che lo domini, oppure, l'idea che l'uomo è un lupo (inteso come bestia feroce) nei confronti degli altri uomini, è un'idea ripresa dai vangeli cristiani in cui il "buon pastore", il potere assoluto, ha il diritto di portare l'uomo al macello della vita perché l'uomo ha delegato la sua libertà al "buon pastore". E' lo stesso concetto che sarà fatto proprio da Freud secondo cui la civiltà nasce quando l'uomo baratta la sua sicurezza con la sua libertà. La sicurezza assicurata dal mafioso che determina la qualità della vita di ogni singolo uomo.

Potremmo dire che Hobbes è il teorico della mafia. Il teorico delle dittature. Un cristiano che ha elevato l'assolutismo a dogma sociale.

 

Marghera, 22 ottobre 2018

 

 

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Claudio Simeoni

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