La biografia di Tommaso Campanella

Le biografie dei giocatori - quarta biografia

Capitolo 87

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Claudio Simeoni

 

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La biografia di Tommaso Campanella

 

Tommaso Campanella nato il 5 settembre 1568 e morto il 21 maggio 1639.

A quindici anni prende i voti di frate Dominicano e da quel momento sarà tutto un dentro e fuori dalla galera.

Qual era il vero problema di Tommaso Campanella? Era il delirio di onnipotenza che gli faceva credere di essere il meglio del meglio del meglio all'interno di una chiesa cattolica che, dal punto di vista religioso, era il meglio del meglio del meglio.

Scrive Eugenio Garin:

"Ne in questo Campanella si staccava dal pensiero rinascimentale ma vi si conformava in pieno, assai più del Telesio. Ma non trovava solo questo nell'iniziazione magico-astrologica: vi trovava l'annunzio di una pienezza e di un rinnovamento dei tempi; -« tempora sunt tenebrosa, Antichristus est in ianuis » [Sono tempi di tenebre; l'Anticristo è alle porte.] La teoria delle grandi congiunzioni che elaborata tra gli arabi da Alkindi, era stata introdotta in occidente con la versione degli scritti di Albumasar, aveva affascinato da Ruggero Bacone a Pietro d'Ailly spiriti piissimi, certi di vedere nella congiunzione dei pianeti superiori il ritmo occulto delle vicende delle religioni e dei regni."

p. 305

1591 Campanella è arrestato dalle guardie del nunzio apostolico per sospetta eresia o per connivenza col demonio dal momento che, avendo rifiutato l'autorità di Aristotele e Tommaso d'Aquino, ha preferito rivolgere i suoi studi al naturismo di Telesio. Durante il processo l'accusa di praticare il demonio viene a cadere, ma si conferma l'anno di carcerazione per contiguità con le idee di Telesio.

Nel 1594 Campanella viene arrestato a Padova e al processo gli si contestano idee eretiche. Tommaso Campanella, un frate Dominicano, quelli dell'inquisizione, conosceva bene le implicazioni delle sue scelte.

Trasferito da Padova a Roma, fu rinchiuso nel carcere dell'inquisizione l'11 ottobre 1594. Sottoposto a tortura nel 1595 il 16 maggio Tommaso Campanella abiurava nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva e fu confinato in un convento.

Il 5 marzo 1597 Tommaso Campanella fu arrestato perché accusato da un condannato a morte, ma il 17 dicembre 1597 fu assolto.

Scrive Eugenio Garin:

"Stende allora il De monarchia christianorum, perduto, e il De regimine ecclesiae, delineando quella concezione di un dominio universale della Chiesa che doveva poi svolgere nella Monarchia del Messia. Scrive il Dialogo contro Luterani e Caluinisti e altri eretici e compone i Discorsi ai principi d'Italia, in cui i concetti della potenza papale sono fortemente affermati. «Nulla nazione dopo perduto l'imperio ha potuto ricuperarlo più, però non ci è più speranza in Italia che le stelle pur contraddicono; solo ci resta questa gloria del papato, ed è tanto grande che tutti i principi Cristiani baciano i piedi al nostro principe, il che non facevano all'Imperator Romano. Egli pone e depone tutti i principi, e dà legge all'universo, ed è capo della monarchia celeste, e seggio della scola di Dio». L'ideale della monarchia del Messia e quello della monarchia di Spagna confluiscono nell'ideale unico di un'unificazione politica operata dal re cattolico per l'unione spirituale del mondo."

p. 309

Per capire il disprezzo per l'uomo e l'amore per il monarca Gesù e la chiesa cattolica, è necessario ricordare come Tommaso Campanella odiasse tutto ciò che non rispondeva all'ideale del superuomo.

Scrive Eugenio Garin che cita letteralmente Tommaso Campanella:

« volea fare una repubblica dove si havesse da vivere in commune e ... la generatione humana si doveva solamente fare dali huomini buoni, e ... li inhabili non dovevano fare la generatione humana, intendendo e dichiarando per huomini inhabili quelli che non erano valorosi et huomini gagliardi »

p. 311

In sostanza, pensava che gli uomini fossero da allevare come le bestie, esattamente come Platone. Esattamente come Platone predica l'eugenetica per la selezione della razza. Poi i nazisti faranno il resto.

Di tutte le sue lusinghe, dice Eugenio Garin, Tommaso Campanella rivelò le sue vere intenzioni:

Comunque la maschera il Campanella la gettò quando organizzò l'insurrezione, traendosi dietro monaci ignoranti e dissoluti, banditi rifugiati nei conventi; fra essi emergevano Dionisio Ponzio e, capo degli armati, Maurizio de Rinaldis, nobile, impetuoso, 'che aveva stretto accordi con i Turchi, i quali sarebbero intervenuti con una flotta. Due denunce troncarono la cosa; ben presto tutti i capi vennero arrestati, Campanella fu preso il 6 settembre 1499, trenta galere turche si presentarono invano il 30 settembre davanti a Stilo. Si inizia allora il lungo processo contro il filosofo, di ribellione, davanti a un tribunale misto, laico ed ecclesiastico; e di eresia. Campanella che, sottoposto a tortura, aveva in un primo momento fatto delle pericolose ammissioni, si finse pazzo e sopportò con animo immutabile i nuovi e più terribili tormenti con cui si volle strapparlo alla sua finzione. Il Sant'Uffizio lo condannò alla prigione a vita; il governo spagnuolo, pur senza chiedere esplicitamente il processo, accolse tacitamente la stessa conclusione.

p. 315

Arrestato il 6 settembre 1599, incarcerato a Castelvetere, il 10 settembre firmò una confessione denunciando di correità i suoi complici e negò la sua partecipazione attiva all'insurrezione, ma i suoi complici lo indicarono come capo dell'insurrezione.

Scrive Eugenio Garin in Storia della filosofia italiana vol. II

… l'idea di un'unica natura, signora di tutte le vicende, unico e vero Dio. «Dicea che non c'era Dio, ma solo la natura, et noi a questa gli havemo messo nome Dio», confessano concordemente i compagni di congiura. Comunque, anche quando la ritenne, o volle mostrarla, conciliabile con la religione rivelata, sempre ne sostenne le basi, attingendone conferma non solo alla propria profezia, ma alla propria facoltà profetica medesima. Nella confessione fatta nel '99 affermerà: «io ... ho atteso a diverse professioni de scienza, et in particulare alla prophetia, tanto raccomandata da S.to Paulo alli Corinthi, potestis omnes prophetare, et per questo mi dilettai di quelle cose che donano iuditio del futuro, secondo che domine Dio l'ha posto per segni delle cose del mondo ... » E nelle stelle e nei libri astrologici e profetici aveva trovato l'annuncio della renovatio. «Ego vero qui inter tenebras saeculi huius quaesivi lucem, evolvi prophetarum volumina et doctorum scripturas et sapientium universae terrae quos habere potui...» [Io che fra le tenebre di questo mondo cercai la luce, sfogliai tutti i libri dei profeti, tutti gli scritti dei dottori e dei sapienti della terra che mi riuscì d'avere ...] ed in tanti volumi aveva trovato la vera fede universale, destinata a trionfare dopo l'Anticristo, ed aveva trovato nelle situazioni stellari, confermate dagli avvenimenti terreni, la certezza della vicinanza del grande evento: «post modicum tempus .. : relicta barbarie assumptaque rationalitate, cum corruerit Antichristus .... universus mundus erit christianus »[ In breve, quando, scomparsa la barbarie, nel trionfo della ragione, l'Anticristo precipiterà rovinosamente ... , il mondo intero sarà cristiano.]

p. 305 - 306

Fu protetto dal Sant'ufficio e da Clemente VIII che gli evitò la condanna a morte. Tommaso Campanella si difese fingendosi pazzo e fu torturato anche per controllare se fosse stato davvero pazzo. A Napoli fu condannato e passò 27 anni in carcere. Fu liberato su intercezione di Maffeo Barberini che, in seguito, divenne papa col nome di Urbano VIII. Portato a Roma, Tommaso Campanella, liberato nel 1629, lavorò come consigliere, per le questioni astrologiche, di Urbano VIII per cinque anni.

Nel 1634 un nuovo tentativo insurrezionale messo in atto dai suoi seguaci in Calabria lo costrinse a fuggire da Roma con l'aiuto del cardinale Bernini e dell'ambasciatore francese. Fuggito a Parigi, fu accolto e finanziato dal re Luigi XIII e protetto dal cardinale di Richelieu.

Tommaso Campanella voleva far trionfare la chiesa cattolica, degli uomini, a lui, non importava nulla. Erano solo merce avariata per i suoi scopi di onnipotenza.

Morì nel 1639.

Nota: Le citazioni sono prese da Eugenio Garin, Storia della filosofia Italiana, vol. II, ed. CDE, 1989.

 

 

Marghera, 08 settembre 2018

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
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