Coscienza e Illuminazione
Le opere di Issam Darwich (anche Darwish) e Yasser Hammoud
Claudio Simeoni: la religione Pagana nell'arte.
53esima Biennale di Venezia: La Religione Pagana come bisogno umano espresso nell'arte.
Gli artisti, le opere e le idee religiose Pagane espresse in esse.
English version: Issam Darwich e Yasser Hammoud at the 53rd Venice Biennale
Il padiglione espositivo
della Repubblica Araba Siriana contiene vari artisti, all’interno di un
progetto di rapporti culturali. La Repubblica Araba Siriana presenta la “Stanza
d’Artista” un insieme di stanze in cui ogni artista presenta il proprio
percorso espressivo. La repubblica Araba di Siria organizza un’esposizione
comune con artisti italiani.
A me interessano, per
ora, solo due artisti: Issam Darwich (lo trovo scritto anche Darwish)
e Yasser Hammoud.
Svolgono il tema sul
corpo, la consapevolezza e l’illuminazione.
Quel processo per cui l’intuizione
giunge, come un lampo che illumina, accolta dalla ragione. Un illuminarsi della
ragione dove lo sconosciuto, lo scuro che la circondava, viene squarciato. Una
parte di sconosciuto si svela. Come un lampo che appare modificando la ragione.
Così, colpita dal lampo illuminante, alla ragione non resta che rimodellarsi.
Variare le sue categorie logiche. Costringersi a fagocitare quel lampo
intuitivo che non può essere né ignorato né demonizzato, ma solo accolto in un
processo di rimodulazione dell’intera ragione.
Così il lampo squarcia
le tenebre nell’arte di Yasser Hammond e nulla è più
come prima.
I tre dipinti, in
sequenza sul pavimento, descrivono una relazione fra tenebre e luce che le
squarcia. Un meraviglioso discorso poetico. Tutti gli uomini si illuminano.
Tutta la crescita, fin da quando usciamo dalla pancia di nostra madre, è un
continuo illuminarsi della nostra ragione mediante scoppi intuitivi che
appaiono come chiarezza là dove prima c’era il buio. Nella crescita delle
persone lo sconosciuto che ci circonda si rivela per scoppi intuitivi.
Per tutte le persone gli
scoppi intuitivi continuano durante la crescita tanto che i bambini e gli
adolescenti non ci fanno caso: crescono per scoppi intuitivi della loro
coscienza.
Una volta adulti gli scoppi
intuitivi tendono a diradarsi e, spesso a scomparire. Così il loro apparato
psichico sostituisce gli scoppi intuitivi con effetti patologici allucinatori.
Le credenze diventano la barriera della ragione contro ogni novità che dal
mondo esterno giunge all’Essere Umano.
L’adulto che riuscirà a
disciplinare la propria ragione, affinché questa accolga scoppi intuitivi
dietro a scoppi intuitivi, facendoli propri e modificandosi, è diventato come
un bambino che cresce stupore dopo stupore. Questo individuo, anche davanti
alla morte, è come un bambino stupito di nascere anziché disperato nel “dover
morire”.
Questa barriera è ben
rappresentata nel dipinto di Yasser Hammond. La
coscienza dell’uomo separata dall’universo che la circonda. La coscienza
dell’uomo come una piccola isola soggettiva circondata dall’immenso del “poter
conoscere” dal quale l’uomo è separato.
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L’illuminazione: la
luce di Prometeo. |
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Ma ecco che quella barriera,
lo scuro della ragione è illuminato da un lampo intuitivo.
Il nuovo, un nuovo, è
giunto alla ragione. Ma quel nuovo, in quel caso, non entra nell’indistinto
rumore di fondo, ma squarcia la ragione con un raggio di luce. La coscienza
dell’Essere Umano si illumina ed egli intuisce. Comprende. Ciò che prima era
sconosciuto ora si è presentato con una tale forza luminosa da costringere la
ragione a modificare sé stessa. Costringe la ragione a riflettere sull’oggetto
intuito. Costringe la ragione a fagocitare quell’intuizione e a modificare le
proprie assonanze. Così, l’individuo adulto continua a crescere. Dilata sé
stesso nell’oggettività. Le sue emozioni hanno aggiunto intuizione alla sua
ragione squarciando un velo.
Ci sono uomini che
combattono affinché la loro ragione si conservi come una grande tavola grigia.
Uomini che fissano le loro idee, il loro modo di essere nel mondo, dentro a
principi morali ed etici fissi ai quali costringono i loro tendini, i loro
nervi, le loro passioni. Con un gesto di volontà ferrea impongono a sé stessi
l’adesione a quella morale e a quell’etica anche quando quella morale e
quell’etica diventa faticosa, inadeguata, controproducente per la loro vita. Ci
sono uomini che cercano l’intuizione allentando il grigio della loro ragione
cercando, intuizione dopo intuizione, di penetrare l’universo che li circonda.
Instabili ad ogni regola, sfuggenti ad ogni categoria morale, spesso si perdono
nell’immenso luminoso di un’intuizione che non sanno controllare o
disciplinare. Il desiderio dell’intuire li travolge e spesso, troppo spesso,
cercano scorciatoie intuitive in mondi luminosi nei quali non sanno navigare,
ma si perdono nell’incoerenza.
Padre Zeus rinchiuse i
Titani nell’ampio Tartaro dietro a porte di bronzo lasciando agli Esseri della
Natura il grigio della ragione affinché costruissero i loro cammini divini. Fra
tutti i Titani, Padre Prometeo porta la scintilla dell’intuizione alla
coscienza dell’uomo affinché ricordi che il suo cammino nell’esistenza non è
una lunga attesa della morte, ma è una crescita intuitiva nel mondo in cui è
nato.
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Questo ci ricorda
Yasser Hammond. |
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Un ricordo fissato
da Issam Darwich con i
suoi vestiti. |
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Con la “Presenza dell’assenza”
Issam Darwich ci permette
di riflettere sulla differenza che c’è fra il corpo e il cadavere. Il cadavere,
come vestito nelle sue rappresentazioni, presente in un insieme che non
percepisce il mondo perché privato delle peculiarità del corpo. Un cadavere,
rappresentato dai vestiti e dalla loro forma, che percorre il mondo senza
abitarlo. Senza fagocitarlo. Senza percepirlo.
Issam Darwich
ci parla del distacco della forma dalla percezione. Una forma che ferma ogni
percepire sia nella rappresentazione che nel visitatore.
Ogni quadro esposto ha
una tonalità di colore unica. Un tono di colore che caratterizza l’intero
quadro.
A questa categoria
autoimposta Issam Darwich
ha una sola forma di ribellione: quella di Madre Afrodite. Nel quadro blu c’è
un piccolo fiore rosso. Come un corpo vivente che esprime un moto emotivo
capace di percepire un mondo fatto solo di forma e privo di relazioni. La sua
ombra si riflette sul vestito blu quasi volesse riportare alla vita, alla
percezione del mondo, un cadavere di un soggetto assente dal mondo.
Issam Darwich
ci porta a riflettere sul nostro essere nel mondo e lo fa scegliendo di
presentarci ciò che non può essere soggetto nel mondo perché assente dalla
percezione dall’azione che l’abitare il mondo richiede.
La Repubblica Araba Siriana partecipa alla Biennale 2009 di Venezia con l'esposizione "La Stanza d'Artista"
in cui confluiscono artisti Siriani e Italiani. Questi i filmati della loro partecipazione. Cinque brevi filmati.
Non separiamoci dal
mondo: non leghiamoci ad una forma statica ed immobile. Lasciamo che la luce di
Afrodite ci illumini e ci spinga a partecipare delle emozioni nel mondo.
Marghera, 14 giugno 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
E-MAIL:
claudiosimeoni@libero.it
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GENERALE DELLA RELIGIONE PAGANA