L’infinita angoscia dell’immobilità da sensi di colpa
Le opere di Francis Bacon
Claudio Simeoni: la religione Pagana nell'arte.
53esima Biennale di Venezia: La Religione Pagana come bisogno umano espresso nell'arte.
Gli artisti, le opere e le idee religiose Pagane espresse in esse.
English version: Francis Bacon at the 53rd Venice Biennale
Francis Bacon un pittore
considerato fondamentale nel XX° secolo.
Di questo pittore
vengono presentati dei disegni. Disegni che in un primo momento furono
considerati falsi finché una sentenza definitiva di un tribunale li dichiarò
autentici sia per il soggetto “mostruoso”, comune alle opere di Bacon, che per
la firma. Francis Bacon aveva l’abitudine di distruggere i disegni una volta
fatti. I disegni furono regalati da Francis Bacon ad un amico intimo.
Però non è la storia dei
disegni che a me interessa della mostra intitolata “la punta dell’iceberg”
presso il padiglione della Repubblica Araba Siriana.
A me interessa l’effetto
emotivo, le relazioni psico-emotive, che i disegni
richiamano.
Ed è di questo che
parlerò: parlerò dell’eterna e profonda tristezza che tali disegni emanano.
L’uomo, nei disegni di
Bacon, è un prigioniero.
Le sbarre della sua
prigione sono determinate dall’impossibilità di veicolare nel mondo le proprie
emozioni, le proprie passioni.
Quella faccia cancellata
di questi uomini seduti, legati, sdraiati in un’immobilità che li separa dal mondo,
rappresentano l’anima dell’artista bloccata in un contenitore le cui mura sono
quelle dell’ostilità sociale.
La sua ostilità per la
società o l’ostilità della società per le sue passioni e per i suoi desideri?
Una ricerca sull’artista
potrebbe chiarire l’enigma. Cosa che possono fare gli storici dell’arte, non
certo uno stregone che coglie la profonda tristezza dei disegni.
L’uomo che non può
vivere nel mondo.
L’uomo che non si può
costruire perché paralizzato dall’angoscia.
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Ma cosa paralizza
il vivere dell’uomo? Quali paure possono
bloccare l’uomo? |
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Cosa può trasformare un
Essere della Natura in uno zombi paralizzato?
Un uomo può lottare, combattere,
adeguarsi, agire fra le pieghe di un presente ostile. Un uomo può soffrire, ma
nello stesso tempo continua a desiderare, a volere, ad agognare i frutti che
l’oggettività del suo presente gli nega.
Nei disegni da Francis
Bacon vediamo disegnato il SENSO DI COLPA!
L’uomo che riconosce le
proprie colpe e nel riconoscerle sbarra il proprio cammino alla veicolazione della proprie pulsioni. Il senso di colpa,
imposto dalla religione cristiana e soggettivato dai manipolati mentali della
religione cristiana, blocca loro ogni veicolazione
pulsionale nel loro presente.
La colpa, da cui il
senso di colpa, alla base della condizione psichica depressa del soggetto
spiega la sensazione della chiusura al futuro che fa del passato, in cui la
colpa presunta o reale è stata commessa, un tempo e una situazione psichica inoltrepassabile e quindi assoluta.
La colpa non si cancella
dalla coscienza malinconica: si fa avvenimento che si inserisce nella storicità
dell’individuo. Dissolve ogni speranza nel riscatto dalla colpa e
dall’individuo scompare l’orizzonte del proprio futuro che solo potrebbe
permettergli di oltrepassare gli eventi passati e dissolvere il presente di
colpa. Così la colpa, nell’individuo, non è più legata all’evento che l’ha
prodotta, ma diventa oggetto in sé che blocca le emozioni del soggetto e ne
impedisce la loro veicolazione nell’oggettività. La
colpa diventa l’atto morale che coinvolgendo il soggetto nella “contrizione” e
favorisce la nascita della depressione proprio come impossibilità di liberarsi
di quella colpa reale o immaginata che sia.
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Questa è la
situazione indotta in Francis Bacon. |
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Una situazione indotta la cui disperazione viene rappresentata nei disegni. Forse questo è il
motivo per cui Bacon aveva l’abitudine di distruggere i suoi disegni una volta
fatti. Meno che questi disegni. Consegnati ad un amico intimo capace di
comprendere le ragione della sua depressione e della sua mancanza di prospettive
per il proprio futuro.
Con l’amico, Francis
Bacon, non aveva paura di confidare le sue inadeguatezze davanti al mondo.
L’amico lo accettava in quanto tale e proprio come tale Francis Bacon ha
consegnato quei disegni al suo amico.
Ed ora noi li possiamo guardare
e possiamo farci travolgere dall’immensa tristezza che quei disegni comunicano
e farci comprendere come sia un nemico dell’umanità chi impone una morale che
crei sensi di colpa chiudendo il futuro agli Esseri Umani.
La religione Pagana non
porta sensi di colpa. Non appropriandosi egli individui, la Religione Pagana
non necessita di imporre loro colpe per desideri inespressi o per azioni che
potrebbero compromettere la loro adesione a modelli morali o sociali imposti.
Dice Pericle in Tucidide
sulla questione morale:
“libera si svolge la
vita politica nella nostra città, e quanto a quel sospettoso inquisire nelle
quotidiane abitudini dei concittadini, non ci si irrita col vicino, se anche in
qualche cosa si comporta a piacer suo, né lo si rattrista con dispettoso
cipiglio, pur senza colpirlo direttamente.”
Se Francis Bacon,
anziché adeguare la propria psiche e le proprie emozioni alla morale dei
vangeli cristiani l’avesse adeguata alla morale di Pericle, non avrebbe visto
il proprio futuro sbarrato, né sarebbe stato travolto dagli angosciosi sensi di
colpa.
E, noi, non saremmo
stati travolti dalla profonda tristezza dei suoi disegni!
Il proprietario dei disegni, in una e-mail, mi accenna alla sua vicenda con l'autore dei
"papi urlanti", Francis Bacon. Riflettendoci mi sono ricordato che la sensazione che ho avuto nella stanza dei disegni è la stessa
che ho provato ad assistere alla disperazione per il fallimento esistenziale, manifestata dalla finestra, del Wojtyla disperato e morente!
Il proprietario dei disegni cura un giornale on line che trovate all'indirizzo:
www.cristianolovatelliravarinenews.com
Marghera, 18 giugno 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
E-MAIL:
claudiosimeoni@libero.it
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GENERALE DELLA RELIGIONE PAGANA