Tommaso d'Aquino, Aristotele e Marco Tullio Cicerone

Giocatori fondamentalisti
Quarto gruppo di cinque

Capitolo 10

La partita di calcio mondiale fra i filosofi

Claudio Simeoni

 

Sei capace di giocare a calcio?

 

Con questo presento Tommaso d'Aquino, Aristotele e Cicerone.

Tre fondamentalisti che hanno agito in epoche diverse. Tommaso d'Aquino che legittimava il diritto della chiesa cattolica di bruciare sul rogo gli eretici per salvare la loro anima. Aristotele che insegnò ad Alessandro Magno l'assolutismo in nome del dio padrone (Alessandro Magno che costrinse sua madre a confessare che suo padre era Ammone) e Cicerone che fece macellare i seguaci di Catilina in nome di quell'assolutismo che trasformò Roma da Repubblica in Impero.

Tre assolutisti che ebbero una ruolo importante nella storia dell'ideale dell'assoluto, del diritto del potere assoluto, nella sua attività di macello degli uomini e delle società.

Tommaso d'Aquino

Affermando Yahweh, non si intende negare le causalità naturali o libere. Ma poiché la natura non può agire per un fine determinato se non sotto la direzione di un qualche agente ad essa superiore, bisogna necessariamente attribuire a Yahweh, causa prima, ciò che realizza la natura.

Tommaso d'Aquino, La conoscenza di dio, Fabbri, 1996, p. 64-65

Aristotele

Pertanto tali sostanze devono essere senza materia, poiché devono essere eterne, se pure di eterno vi è qualche altra cosa (come il movimento cosmico). Dunque sono essenzialmente in atto. Eppure c'è una difficoltà: sembra che tutto ciò che è in atto sia (anche) in potenza e non tutto quello che è in potenza sia in atto, sicché la potenza (logicamente) procederebbe. Ma invero, se ciò fosse, non sussisterebbe alcuno degli Enti perché ciò che può essere può non essere ancora.

Aristotele, La Metafisica vol II, Fabbri, 1996-2004 p. 643

Marco Tullio Cicerone

Difatti le fonti del piacere non sono in potere del sapiente, perché la condizione di beatitudine non sta nella sapienza in sé, ma nelle cose che la sapienza procura per il raggiungimento del piacere. Ora, si tratta di realtà esterne all'individuo e ciò ch'è esterno è legato al caso.

Marco Tullio Cicerone, Sommo Bene e sommo Male, Fabbri, 1996, p. 64

 

Marghera, 13 marzo 2018

 

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Claudio Simeoni

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