Dal Trischele a Fanes
(Eros primordiale o Intento)
Da Patrizia Merindi a Wolfgang Joop
54esima biennale d’arte di Venezia
Claudio Simeoni: la religione Pagana nell'arte.
54esima Biennale di Venezia: le pagine per ora sono indicizzate in modo generico.
Da dove può iniziare un ladro di emozioni alla
54esima biennale d’arte di Venezia?
Solo da sé stesso e dai simboli che riconosce.
Sicuramente gli espositori e gli artisti sono molto
conosciuti negli ambienti d’arte. Sicuramente gli artisti che espongono sono
molto apprezzati fra i tecnici dell’arte e tutti gli artisti sanno dove
espongono, cosa espongono e quando espongono. Ma le “persone comuni”, quelle
che non frequentano gli ambienti dell’arte, sono informati di ciò che fanno gli
artisti? Oppure l’informazione si perde nel banale e nell’indifferenza di una vita
dura e difficile da vivere?
A differenza di ciò che si crede, l’arte non è un
prodotto dell’artista. L’artista è un prodotto di un mondo immenso di cui
ignora dimensione e sostanza, ma dal quale viene usato per raccontare di un
immenso dal quale gli Esseri Umani, circoscritti nella ragione che Padre Zeus
impose proteggendola dal Tempo, possono attingere la forza della conoscenza per
costruire il loro divenire nell’infinito dei mutamenti. L’artista è uno
strumento, più o meno inconsapevole, che riproduce nella sua arte desideri,
sentimenti e tensioni che non appartengono al mondo della ragione, ma che nella
ragione hanno bisogno di essere descritti mediante immagini, suoni, simboli per
suscitare nello spettatore una com-passione capace di aprire i suoi canali
della percezione nel mondo in cui vive.
L’artista, che rappresenta il simbolo, è sempre
figlio del suo tempo e l’oggetto che rappresenta è stimolato dalle tensioni
proprie del tempo e della società in cui vive. L’oggetto che viene
rappresentato dall’artista ha una duplice realtà. La realtà dell’oggetto in sé
e quell’in-sé che viene rappresentato dall’artista
come dimensione del suo percepire l’oggetto. L’artista non rappresenta l’oggetto
in sé, rappresenta la sua percezione dell’oggetto in sé nella dimensione
culturale in cui riesce a pensare l’oggetto in sé. L’oggetto, pensato e
rappresentato dall’artista, entra nella testa del “visitatore” dove può o non
può attivare la percezione del “visitatore” a seconda della capacità del “visitatore”
di attivare la propria percezione del mondo utilizzando l’oggetto rappresentato
come una chiave per aprire una porta della percezione sull’immenso che lo circonda.
Passeggiando per Venezia, in una vetrina, osservo un’opera
in vetro azzurro con al centro il simbolo di un Trischele.
Entro nella galleria che lo espone e da quel momento inizia la mia avventura
nella 54esima biennale d’arte di Venezia. In quella passeggiata non sono in
grado di visitare mostre d’arte, ma quell’informazione, che vado a verificare,
mi porta a scoprire la possibilità di visitare la mostra al Palazzo Bembo in Riva del Carbon organizzata
da Dutch NonProfit Organization GlobalArtAffairs Foundation e curata da Karlyn De Jongh & Sarah Gold.
Sulla mostra Eternal Love
di Wolfgang Joop ne farò una pagina a parte per la
complessità della rappresentazione che ha messo in mostra, ma ora mi interessa
mettere in rilievo come entrambi gli artisti, Patrizia Merindi
e Wolfgang Joop, abbiano rappresentato il divenire
dell’universo in un sussurro emotivo che ha preso forma nelle loro opere. Non
me ne abbiano gli artisti se li accoppio arbitrariamente, ma Riva del Vin, dove
espone Patrizia Merindi, e Riva del Carbon, dove espone Wolfgang Joop,
stanno una di fronte all’altra divise dal Canal Grande ed unite dal Ponte di
Rialto.
Ciò che unisce i due artisti è il sussurro dell’universo,
il grande botto, il Big Bang, quella forza di espansione che prima di tutte
emerse e che diventa la rappresentazione divina in ogni oggetto dell’universo
sia che sia consapevole di sé, sia che non sia consapevole di sé.
Dell’esposizione al Padiglione della Repubblica di
san Marino, come dell’esposizione della Dutch NonProfit Organization GlobalArtAffairs Foundation, farò
altre pagine per tentare di dare parola alle sensazioni emotive ricevute, ma
intanto voglio fissare quelle della nascita di Intento e della rappresentazione
dei mondi dell’esistenza del Trischele.
Il Triskell o Trischele ha varie chiavi di lettura, tutte riconducibili a
forme razionali, meno una: quella della coscienza.
Esso rappresenta l’origine di un universo, che non
esisteva, e che si dilata rappresentandosi in tre mondi. Tre mondi perché non
siamo in grado di percepirne un quarto. In nessuno dei tre mondi in cui si
rappresenta l’universo è mai stata trovata traccia, da parte degli Esseri
Umani, di un quarto modo di rappresentarsi da parte dell’universo. Noi
conosciamo il mondo emotivo, conosciamo il mondo del tempo e il mondo della
ragione (quantità e forma). Il guerriero non è colui che combatte con la spada,
come piace ai rievocatori di leggende medioevali, ma
è colui che è capace di viaggiare nei tre mondi senza essere divorato da uno di
loro (i manicomi sono pieni di individui divorati dal mondo del tempo e dal
mondo delle emozioni: chi è divorato dal mondo della ragione attende solo che
la morte ponga fine alla sua angoscia senza fine).
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E’ questo che evoca il Triskell
o Trischele, le altre interpretazioni (come la
trinità cristiana) sono solo “razionalizzazioni” di menti che non sono in grado di
staccarsi dal mondo razionale e che davanti ad un simbolo “evocante” si muovono
smarrite. |
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Dove il Triskell o Trischele è ancora uno, al suo centro Wolfgang Joop individua il potere qualitativo dell’universo.
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Scrive Aristofane negli Uccelli: In principio c'era il Caos e la
Notte e il buio Erebo e il vasto Tartaro; non esisteva la terra, né l'aria,
né il cielo. Nel seno sconfinato di Erebo la Notte dalle ali di tenebra
generò per prima un uovo pieno di vento. Col volgere delle stagioni, da
questo sbocciò Eros, fiore del desiderio: sul dorso splendevano ali d'oro ed
era simile al rapido turbine dei venti. Congiunto di notte al Caos alato
nella vastità del Tartaro, egli covò la nostra stirpe, e
questa fu la prima che condusse alla luce. Neppure la stirpe degli immortali
esisteva prima che Eros mescolasse insieme ogni cosa. Quando l'uno con l'altro si
accoppiarono, nacquero il cielo e l'oceano e la terra, e la stirpe immortale
degli dèi beati... |
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La mostra presso Palazzo Bembo,
estremamente complessa e ricca di significati, troverete questo fino al 27
novembre, ma io ho appena iniziato a parlare di quello che ho visto. Ho appena
iniziato a proporvi i significati magici che ho incontrato e le emozioni che ho
vissuto, ma quello che vi ho proposto in questa pagina è il primo omaggio a Fanes, Eros primordiale, Intento, e ai tre mondi in cui si
rappresenta l’esistente. Sono elementi fondamentali della Religione Pagana al
punto tale che tutto, rispetto a questi, passa in secondo piano e in un secondo
tempo.
Marghera, 10 giugno 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it
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GENERALE DELLA RELIGIONE PAGANA