La partita di calcio fra filosofi, azione n.11
Fondamentalisti ed Esistenzialisti n.2

Capitolo 42

La partita di calcio mondiale fra i filosofi

Claudio Simeoni

 

Sei capace di giocare a calcio?

 

Fondamentalisti ed Esistenzialisti n.2

 

Continua dal precedente...

Dopo aver strappato la palla dal piede di Maometto detto "profeta di Allahu Akbar", per aver meno problemi, visto il sopraggiungere di Plotino preferisce passare ad Heidegger che si trova smarcato:

"Il senso della chiamata diviene chiaro solo se la comprensione, anziché assumere un concetto di colpa derivato (nel senso di colpevolezza "risultante" da un'azione o da una omissione), si atterrà al senso esistenziale dell'esser-colpevole. Un'esigenza di questo genere non è arbitraria, se si tiene presente che la chiamata della coscienza muove dall'Esserci e si indirizza esclusivamente all'Esserci stesso. Ma in tal caso il risvegliare al proprio esser-colpevole equivale a un chiamare-innanzi a quel poter-essere che, in quanto Esserci, già sempre sono. Per esser-colpevole l'Esserci non ha bisogno di accollarsi una "colpa" mediante azioni od omissioni, esso non deve che "essere autenticamente" quel "colpevole" che, essendo, è."

Heidegger, Essere e tempo, Longanesi, 2011 p. 343

Heidegger pensa di essere originale, ma non si accorge del sopraggiungere di Paolo di Tarso alle sue spalle

"Perciò Dio, lasciando che essi seguissero i perversi desideri dei loro cuori, li abbandonò all'impurità, in modo che essi disonorarono i loro corpi tra di loro, scambiarono la verità di Dio con la menzogna e adorarono e servirono le creature anziché il Creatore, che è benedetto nei secoli. Amen.

Paolo di Tarso, Romani, 1, 24

Ed ecco Gesù detto "figlio di Yahweh" affiancare Paolo di Tarso e ricevere da lui il passaggio della palla:

"Diceva dunque a coloro che accorrevano in folla per essere battezzati da lui: "Razza di vipere, chi vi ha insegnato a fuggire la collera che vi sovrasta? Fate dunque degni frutti di penitenza, e non incominciate a dire dentro di voi: "Noi abbiamo Abramo per padre!". Perché io vi dico che Dio può suscitare dei figli di Abramo anche da queste pietre. "Già la scure è messa alla radice degli alberi: ogni albero che non produce buon frutto sarà tagliato e gettato nel fuoco."."

Vangelo di Luca 3, 7-9

Piaceva tanto a Gesù detto "figlio di Yahweh" bruciare vive le persone, ma sulle sue gambe intervenne Nietzsche:

"Lo stesso vale, ancora una vola e nel senso più alto, per il Dio di questo tipico simbolista, per il "regno di Dio", per il "regno dei cieli", per la "figliolanza d'Iddio". Niente è più anticristiano delle grossolanità ecclesiastiche di un Dio persona, di un "regno di Dio" che sopraggiunge, di un "regno dei cieli", trascendente, di un "figlio di Dio", la seconda persona della trinità."

Nietzsche, L'anticristiano, Adelphi, 1977, p. 45

Con questo fraseggio calcistico Nietzsche è rimasto troppo fermo sul posto, anziché far girare il pallone e ne approfitta Gesù detto "figlio di Yahweh" per rigettarsi sul pallone:

...Inoltre il Padre non giudica nessuno; ma ha rimesso ogni giudizio al Figlio, affinché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio non onora il Padre che lo ha mandato. In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede in colui che mi ha mandato, ha la vita eterna, non va in giudizio, ma passa da morte a vita. In verità, in verità vi dico: viene l'ora, ed è questa, in cui i morti udranno la voce del figlio di Dio, e chi l'ascolta vivrà. Poiché come il Padre ha in sé la vita, così pure ha dato al Figlio d'aver la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell'uomo. Non vi meravigliate di questo, perché viene l'ora in cui tutti quelli che sono nei sepolcri udranno la sua voce, e quelli che hanno operato il bene ne usciranno per la risurrezione della vita; quelli, invece, che fecero il male, per la risurrezione della condanna..."

Vangelo di Giovanni 5, 22-29

Ed è Heidegger che interviene sui piedi di Gesù detto "figlio di Yahweh che con un fraseggio gli toglie la palla dal piede:

"Con questa scelta, l'Esserci rende possibile a sé stesso quel suo proprio esser-colpevole che resta invece precluso al Si-stesso. La comprensione comune, propria del Si, non conosce che l'ottemperanza o la violazione di regole pratiche o di norme pubbliche. Essa procede computando manchevolezze ed escogitando compensazioni. Si è già sottratta all'esser-colpevole più proprio per parlare a voce tanto più alta di mancanze. Ma nel richiamo il Si-stesso è il richiamo all'esser-colpevole che è più proprio del suo se-Stesso."

Heidegger, Essere e tempo, Longanesi, 2011 p. 343

Ed ecco Heidegger liberarsi della palla e lanciare verso la porta avversaria Sartre:

"Invano si obbietterà che questa angoscia ha per unica condizione l'ignoranza del determinismo psicologico sottostante: sarei ansioso perché non conosco i motivi reali ed efficaci che, nell'ombra dell'inconscio, determinano la mia azione. Risponderemo subito che l'angoscia non ci è apparsa come una prova della libertà umana: questa ci è presentata come la condizione necessaria dell'interrogazione."

Sartre, L'essere e il nulla, Saggiatore, 2002, p. 69

Mentre Sartre tenta di scattare in avanti, subito viene affiancato da Kierkegaard che prende la palla in una mossa di aperta sfida alla squadra avversaria:

"L'angoscia allora significa ora due cose: l'angoscia, nella quale l'individuo pone il peccato col salto qualitativo, e l'angoscia che è entrata e entra col peccato e che così entra nel mondo anche in modo quantitativo, ogni volta che l'individuo pone il peccato."

Kierkegaard, Il concetto dell'angoscia, Biblioteca Ideale Tascabile, 1995, p. 44

Con la palla al piede e la sua angoscia assillante, Kierkegaad si precipita verso la porta avversaria….

 

Continua...

 

Marghera, 01 maggio 2018

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

 

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