La partita di calcio fra filosofi, azione n.16
Fondamentalisti ed Esistenzialisti n.3

Capitolo 47

La partita di calcio mondiale fra i filosofi

Claudio Simeoni

 

Sei capace di giocare a calcio?

 

Fondamentalisti ed Esistenzialisti n.3

 

Continua dal precedente...

 

Kierkegaard viene affrontato da Gesù detto "figlio di Yahweh" che alla sua angoscia risponde con un abile mossa di piede:

"Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: «Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Allora i farisei gli dissero: «Tu testimoni di te stesso; la tua testimonianza non è vera». Gesù rispose loro: «Anche se io testimonio di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove son venuto e dove vado; ma voi non sapete da dove io vengo né dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. Anche se giudico, il mio giudizio è veritiero, perché non sono solo, ma sono io con il Padre che mi ha mandato. D'altronde nella vostra legge è scritto che la testimonianza di due uomini è vera. Or sono io a testimoniare di me stesso, e anche il Padre che mi ha mandato testimonia di me». Essi perciò gli dissero: «Dov'è tuo Padre?» Gesù rispose: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio»."

Vangelo di Giovanni 8, 12-19

Gesù detto "figlio di Yahweh", un po' in affanno, passa la palla a Platone in attesa:

"Tali esseri, comunque, possiedono una mente eccelsa, costituiscono una razza che impara facilmente e ha ottima memoria. Diciamo pure che conoscono tutto quello che ci passa per la testa, ed hanno una particolare predilezione per chi di noi è moralmente buono e una viva avversione per il malvagio. In effetti i demoni partecipano del dolore, a differenza degli Dèi che, avendo in sé la perfezione della natura divina, sono assolutamente estranei a tutti questi sentimenti, al dolore e al piacere, e sono invece onniscienti e onnisapienti. Ora, siccome il cielo è pieno di esseri animati, i demoni fanno da interpreti l'uno con l'altro, con tutti gli Dèi superiori, e con ogni altro essere, potendo essi con lieve sforzo passare dalla terra ad ogni regione del cielo, grazie alla posizione intermedia che occupano fra i viventi."

Platone, Tutti gli scritti, Epinomide, Bompiani, 2014, p. 1780

Nell'affermare l'esistenza dei demoni, Platone passa la palla a Maometto detto "profeta di Allahu Akbar":

"O Beni Adam non vi tenti il Saytan allo stesso modo con cui ha tentato i progenitori fino al punto di farli uscire dal Gannat, strappandogli di dosso gli abiti, rendendo visibile la loro nudità! Egli e la sua ciurma vi osservano, ma voi non li vedete. Abbiamo dato i shaytan come nemici a coloro che non credono."

Maometto, Corano, Sura VII, versetto 27, Oscar Mondadori, 1980, pag. 235

Maometto detto "profeta di Allahu Akbar" velocemente ripassa la palla a Gesù detto "figlio di Yahweh" tentando di sfondare la line difensiva degli Esistenzialisti:

"Se ti prostri dinanzi a me tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai». Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, buttati giù; sta scritto infatti:

Ai suoi angeli darà ordine per te, perché essi ti custodiscano; a11e anche: essi ti sosterranno con le mani, perché il tuo piede non inciampi in una pietra».

Gesù gli rispose: «E' stato detto: Non tenterai il Signore Dio tuo». Dopo aver esaurito ogni specie di tentazione, il diavolo si allontanò da lui per ritornare al tempo fissato."

Vangelo di Luca 4, 7 - 12

E' Durkheim che interviene su Gesù:

"Se ella fosse vera, bisognerebbe ammettere che le credenze religiose sono altrettante rappresentazioni allucinatorie; senza alcun fondamento oggettivo. Si suppone infatti che esse siano derivate tutte dalla nozione di anima, poiché negli spiriti e negli dèi si vedono soltanto anime sublimare. Ma la stessa nozione di anima, secondo TYLOR e i suoi discepoli, è costruita interamente con le vaghe e inconsistenti immagini. che occupano il nostro spirito durante il sonno: infatti l'anima è il duplicato, e il duplicato non è altro che l'uomo quale appare a se stesso mentre dorme. Gli esseri sacri sarebbero, da questo punto di vista, soltanto concezioni immaginarie create dall'uomo in una specie di delirio che lo coglie regolarmente ogni giorno, senza che sia possibile vedere a quali fini utili esse servano, né a che cosa esse corrispondano in realtà. Se egli prega, se compie sacrifici o offerte, se si attiene alle privazioni molteplici che il rito gli prescrive, ciò avviene dunque perché una specie di aberrazione costitutiva gli ha fatto scambiare i suoi sogni per percezioni, la morte per un sonno prolungato, i corpi inanimati per esseri viventi e pensanti."

Emilé Durkheim, Le forme elementari della vita religiosa, Le principali concezioni della religione elementare, ed. Comunità, 1971, p. 73

Durkheim si libera della palla passandola a Schopenhauer:

"Così vediamo dappertutto nella natura contesa, battaglia e alternanze di vittorie; ed in ciò appunto conosceremo più chiaramente d'ora innanzi l'essenziale dissidio della volontà da sé medesima. Ogni grado nell'obbiettivazione della materia contende all'altro la materia, lo spazio, il tempo. Senza tregua deve la permanente materia mutar di forma, mentre, seguendo il filo conduttore della causalità, fenomeni meccanici, fisici, chimici, organici, facendo avidamente ressa per venire alla luce, si strappano l'un l'altro la materia stessa – poiché ciascuno vuole rendere manifesta la propria idea."

Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, Laterza, 1986, p. 211

Schopenhauer vistosi circondato fa un lungo passaggio all'indietro al proprio portiere Gentile:

"Ma conoscere è conoscere con certezza, e si dubita di ciò che non si conosce, o di cui non si conosce quel tanto, che è per l'appunto materia di dubbio. Si dubita di Dio nel senso che se ne conosce l'essenza, ma non l'esistenza: si sa che cosa dovrebbe essere, se fosse; ma che sia, non si riesce a sapere, non si conosce. Si dubita del valore obbiettivo delle cognizioni umane, non perché siano ignote, esse stesse, queste cognizioni: il loro essere e contenuto è anzi il dato da cui nasce il problema; ma s'ignora quel rapporto fra il contenuto di esse e il contenuto di una presunta realtà esterna a cui pur le cognizioni dovrebbero corrispondere; e questo che s'ignora è oggetto del dubbio."

Giovanni Gentile, L'attualismo, Bompiani, 2014, p. 761

Con la palla tenuta fra le mani, Gentile si appresta al rinvio…

 

Continua...

 

Marghera, 17 maggio 2018

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

 

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