La partita di calcio fra filosofi, azione n.21
Fondamentalisti contro Esistenzialisti n.4

Capitolo 52

La partita di calcio mondiale fra i filosofi

Claudio Simeoni

 

Sei capace di giocare a calcio?

 

Fondamentalisti ed Esistenzialisti n.4

 

Continua dal precedente...

 

Gentile fa un lungo rinvio a centro campo a cercare Lombroso.

"Ciò si comprende da quanto vedemmo nella parte prima sulle tendenze criminali dei fanciulli che presentano fisiologicamente uno stato simile alla pazzia morale, sicché quando nell'ambiente non trovino circostanze favorevoli alla trasformazione normale verso l'uomo onesto vi perdurano come perdurano i triton alpestri nello stadio di girini in un ambiente freddo. Questo stato patologico si fa col tempo abituale, insomma, anche quando l'individuo non avrebbe avuto delle speciali tendenze al delitto, quando non sarebbe stato che un uomo come tutti gli altri, ma più facilmente, poi, se ve lo spingono latenti tendenze ereditarie come nell'ora citato T… E questo spiega i casi di criminali apparentemente nati tali, eppure senza anomalie craniche o facciali."

Presa la palla, Lombroso cerca di muoversi fra avversari decisi a togliergli la palla, ma non riesce a liberarsi di Platone:

"Infatti, privati della cura del demone che ci possedeva e ci faceva da pastore, essendosi a loro volta rinselvatichite, per la maggior parte, le bestie che erano docili per loro natura, mentre gli uomini – loro – erano rimasti deboli e indifesi, venivano da esse sbranati, e in quei primi tempi erano ancora privi di mezzi e di arti: era venuto a mancare il nutrimento che si offriva spontaneo, e, d'altra parte, non avevano ancora la scienza per procurarselo, perché nessuna necessità ve li aveva prima costretti. Per tutti questi motivi, si trovano in grande difficoltà. E' per questo, dunque, che sono stati donati quelli che fin dall'antichità sono chiamati "doni degli Dèi", insieme con l'insegnamento e l'addestramento indispensabili: il fuoco da Prometeo, le arti da Efesto e dalla sua collaboratrice, e da altri i semi e le piante. E tutte queste cose che concorrono a sostenere la vita umana sono nate da questi doni, dopo che gli uomini furono abbandonati dalla cura degli Dèi, come abbiamo appena detto, e dopo che divenne necessario che essi si procurassero da vivere da sé stessi e che si prendessero cura di sé, come l'universo nel suo complesso, imitando e seguendo il quale in ogni tempo, ora in questo modo, allora in quell'altro, viviamo e nasciamo."

Platone, Tutti gli scritti, Politico, Bompiani, 2014, p. 334

Platone, dopo aver fatto qualche passo, manda la palla sui piedi di Gesù detto "figlio di Yahweh":

"Ma in quei giorni, dopo questa tribolazione, il sole si oscurerà, la Luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le forze che sono nei cieli saranno sconvolte. Allora si vedrà il Figlio dell'uomo venire sulle nubi, con grande potenza e gloria."

Vangelo di Marco 13, 24 - 26

Gesù detto "figlio di Yahweh", in possesso di palla passa a Filone d'Alessandria il quale stoppa la palla di petto e inizia la sua corsa:

"Infatti l'elemento primo e migliore in noi è la ragione, ed è giusto che le primizie dell'intelligenza, dell'acume, dell'intuizione, della saggezza e di tutte le altre facoltà inerenti alla ragione siano consacrate a Dio che ci ha dato la fertilità del pensiero. Muovendo d tale convinzione, l'asceta fece questo voto: "Di tutto ciò che tu mi concederai, io Ti darò la decima" (Gen. 28,22), e su di essa si basa l'oracolo che segue nella scrittura alle benedizioni per la vittoria, formulate da Melchisedech, l'uomo investito del sacerdozio, in cui non aveva avuto maestri e si era formato da sé."

Filone d'Alessandria, l'Uomo e Dio, Rusconi, 1986, p. 139

E' Schopenhauer che affronta Filone e gli toglie la palla.

"Gli uomini somigliano ad orologi, che vengono caricati e camminano, senza sapere il perché; ed ogni volta che un uomo viene generato e partorito, è l'orologio della vita umana di nuovo caricato, per ancora una volta ripetere, frase per frase, battuta per battuta, con variazioni insignificanti, la stessa musica già infinite volte suonata."

Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, Laterza, 1986, p. 424

E' facile, in questo contesto, l'intervento di Nietzsche che col suo "eterno ritorno" può facilmente togliere la palla dai piedi di Schopenhauer.

"Il peso Più grande. Che accadrebbe se, un giorno o una notte, un demone strisciasse furtivo nella più solitaria delle tue solitudini e ti dicesse: "Questa vita, come tu ora la vivi e l'hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e successione - e così pure questo ragno e questo lume di luna tra i rami e così pure questo attimo e io stesso. L'eterna clessidra dell'esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello della polvere!"."

Nietzsche, La gaia scienza, Adelphi, 1984, p. 201

Una volta in possesso di palla, Nietzsche passa a Heidegger.

"La possibilità più propria e incondizionata è insuperabile. L'esser-per questa possibilità fa comprendere all'Esserci che su esso incombe, come estrema possibilità della sua esistenza, la rinuncia a sé stesso. L'anticipazione non elude però l'insuperabilità come fa l'essere-per-la-morte inautentico, ma, al contrario, si rende libera per essa. L'anticipante farsi libero per la propria morte affranca dalla dispersione nelle possibilità che si presentano casualmente, di guisa che le possibilità effettive, cioè situate al di qua di quella insuperabile, possono essere comprese e scelte autenticamente."

Heidegger, L'essere e tempo, Longanesi, 2011, p. 315

Con la palla al piede, Heidegger si lancia verso la porta avversaria….

 

Continua...

 

Marghera, 26 maggio 2018

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

 

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