La partita di calcio fra filosofi, azione n.22
Rinascimentali contro Dialettici n.4

Capitolo 53

La partita di calcio mondiale fra i filosofi

Claudio Simeoni

 

Sei capace di giocare a calcio?

 

Rinascimentali e Dialettici n.4

 

Continua dal precedente...

 

Vista la palla sui piedi di Robespierre, Bakunin, Democrito, Romagnosi si portano in avanti mentre Darwin e Stalin arretrano per rafforzare la difesa lasciando al centro campo Feuerbach.

Osservata la modifica della disposizione in campo, Robespierre passa a Democrito:

"La conoscenza diretta di un uomo si ha soltanto a partire dalla sua vita personale, familiare e sociale (e non dalla sua conformazione fisica interna!). Tra questa grandezza a noi ben nota (l'uomo quale "microcosmo") e quella a noi ignota (il macrocosmo) sussiste un'analogia; risulta perciò possibile ripristinare per via analogica, le leggi del "macrocosmo" sulla base del modo di comportarsi dell'uomo."

Democrito, Raccolta di frammenti interpretazioni e commentario di Salomon Luria, Bompiani, 2007, p. 969

Democrito, in attacco passa a Romagnosi che riceve:

"Improvvisare una legge costituzionale è opera d'una intelligenza infinitamente superiore alla comune comprensione umana. Ma colla scuola di trent'anni, colle dispute di uomini pensatori, col meditare le leggi vitali degli stati, non si può forse sperare di far progredire la scienza? Capisco che si è agito molto e pensato poco; capisco che dall'essersi più imitato che pensato, si è fabbricato male, e coll'essersi mal fabbricato si è lasciato un gran vantaggio alla causa del dispotismo: ma nello stesso tempo intendo, che studiando gli errori commessi e indagandone le cagioni si giunge finalmente a scoprire il sentiero della verità. Lunga e penosa maniera è questa di giungere al vero e al bene, ma per mala nostra sorte è quella che ci pare riservata su questa terra."

Giandomenico Romagnosi, "Della Costituzione di una monarchia nazionale rappresentativa" (La scienza delle costituzioni), Reale Accademia d'Italia, tomo II, 1937. Appendice "Teoria Speciale", 1937, p. 866

Romagnosi dopo un breve scatto in avanti lancia la palla a Karl Marx.

"Se il credito appare come la leva principale della sovrapproduzione e della sovraspeculazione nel commercio, ciò avviene soltanto perché il processo di produzione, che per sua natura è elastico, viene qui spinto al suo estremo limite, e vi viene spinto proprio perché una gran parte del capitale sociale viene impiegato da quelli che non ne sono i proprietari, i quali, quando operano personalmente, hanno paura di superare la valorizzazione del proprio capitale privato. Da ciò risulta chiaro soltanto che la valorizzazione del capitale, fondata sul carattere antagonistico della produzione capitalistica, permette l'effettivo, libero sviluppo soltanto fin ad un certo punto, quindi costituisce di fatto una catena e un limite immanente alla produzione, che viene costantemente spezzato dal sistema creditizio. Il sistema creditizio affretta quindi lo sviluppo delle forze produttive e la formazione del mercato mondiale, che il sistema capitalistico di produzione ha il compito storico di costruire, fino ad un certo grado, come fondamento materiale della nuova forma di produzione. Il credito affretta al tempo stesso le eruzioni violente di questa contraddizione, ossia le crisi e quindi gli elementi di disfacimento del vecchio sistema di produzione."

Karl Marx, Il capitale, Libro terzo, Editori Riuniti, 1994, p. 523

Mentre Marx sta per rinviare la palla, su di lui si porta Baccon che con un'agile manovra di piede gli sottrae il controllo della palla.

"Un altro precetto di questa scienza, che ha qualche affinità con quello che abbiamo or ora parlato, ma con una certa differenza, è la regola che bene viene espressa nella frase: "Segui il destino degli Dèi": e cioè non solo di mutare con le circostanze, ma di seguirle, e non mettere a repentaglio il proprio credito o potere in occasioni troppo difficili o estreme, ma scegliere nell'agire ciò che è più facilmente attuabile. In tal modo gli uomini si mettono al riparo dalle delusioni, non si dedicano troppo esclusivamente ad una sola cosa, si guadagnano fama di moderazione, piacciono di più e fanno mostra di continui successi in tutto quello che intraprendono, ciò che non può non accrescere assai la reputazione."

Francis Bacon, Scritti filosofici, Sapere divino e umano, Utet, 2013, p.336

Bacon, vedendosi circondato, passa lungo a Tommaso Campanella che riceve e si mette a girare sul posto per controllare gli avversari:

"Si fanno una gamba di paglia e la loro nascondono sotto la sedia, e si fan tirare lo stivale di quella gamba posticcia e si stacca da loro con sangue che ci pongono in un budello, e tu tremi di stupore, e poi si ascondono (chè ciò che fanno di sera al lume in luogo commodo) e mostran la gamba vera: Mettono un augelletto con vischio ai piedi in un ramo e andarai con loro al giardino, e dicono: "Comando a quell'augello che non si mova"; e mandano un discepolo che lo pigli con tutto il ramo, e poi subito lo liberano perché non t'accorgi."

Tommaso Campanella, Il senso delle cose e la magia, F.lli Melita, 1987, p. 239

Tommaso Campanella scorge Kant in una buona posizione e gli lancia la palla.

"Io non sono in verità dell'opinione, che hanno manifestato così spesso uomini eminenti e profondi (per es. Sulzer), che sentivano la debolezza delle prove precedenti: che si possa sperare, che si troveranno un giorno dimostrazioni evidenti delle due preposizioni cardinali della nostra ragion pura: c'è un Dio, c'è una vita futura. Anzi, sono certo che questo non accadrà mai. Perché dove prenderà la ragione il principio per tali affermazioni sintetiche, che non si riferiscono agli oggetti dell'esperienza e alla loro interna possibilità? Ma è anche apoditticamente certo, che non vi sarà mai uomo il quale potrà asserire il contrario con la menoma apparenza di vero, e meno che mai dommaticamente. Giacché non potendo ciò dimostrare tuttavia se non per mezzo della ragion pura, ei dovrebbe assumersi di provare che un Ente supremo, che il soggetto, che pensa in noi, come intelligenza pura, è impossibile."

Kant, Critica della ragion pura, Laterza, 1987, p. 570

Su Kant interviene Bakunin che gli sottrae la palla con la solita eleganza che non consente repliche:

"In una parola, non è affatto difficile provare colla storia alla mano, che la Chiesa, che tutte le Chiese cristiane e non cristiane, a parte la loro propaganda spirituale, e probabilmente per accelerare e consolidarne i successi, non hanno mai trascurato di organizzarsi in grandi compagnie per lo sfruttamento economico delle masse, sotto la protezione e con la benedizione diretta e speciale d'una divinità qualunque. Neppure è difficile provare che tutti gli Stati i quali alla loro origine - con le loro istituzioni politiche e giuridiche e le loro classi dominanti e privilegiate - non furono che succursali temporali di queste diverse Chiese, non ebbero altro scopo che questo stesso sfruttamento a profitto di minoranze laiche, indirettamente legittimate dalla Chiesa. Da ultimo, è facile dimostrare che, in generale l'azione del buon Dio e di tutte le idealità divine sulla terra, finì sempre e dappertutto per fondare il prospero materialismo di un piccolo numero sull'idealismo fanatico delle masse costantemente affamate."

Bakunin, Dio e lo Stato, Samonà e Savelli, 1971, p. 43

Bakunin, con la baldanza che lo contraddistingue, palla al piede si accinge a raggiungere la porta degli avversari…

 

Continua...

 

Marghera, 27 maggio 2018

 

Hai imparato a chiedere l'elemosina?

 

Davvero vuoi continuare a navigare in questo sito?

Clicca qui e impara come si chiede l'elemosina

 

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

 

2017

Indice Generale degli argomenti