La partita di calcio fra filosofi, azione n.26
Fondamentalisti contro Esistenzialisti n. 5

Capitolo 57

La partita di calcio mondiale fra i filosofi

Claudio Simeoni

 

Sei capace di giocare a calcio?

 

Fondamentalisti ed Esistenzialisti n. 5

 

Continua dal precedente...

 

Heggiger si lancia verso la porta difesa da Bernardo Gui. Un tiro teso e preciso al centro della porta che Bernardo Gui para piegandosi sulle ginocchia.

"Del pari insegnano come dogma che al termine del sesto stato della Chiesa, stato a cui a detta di loro noi ci troviamo, e che ha avuto inizio da san Francesco, la detta chiesa carnale, Babilonia gran meretrice, verrà rifiutata da Cristo, così come per aver crocifisso Cristo fu rifiutata la sinagoga dei Giudei, perché la chiesa carnale crocefigge e perseguita la vita di Cristo nella persona di frati noti come poveri e spirituali dell'ordine di san Francesco; e si riferiscono sia al primo che al terzo ordine, e alla persecuzione che fu condotta contro di essi in Provenza e nella regione di Narbona, e a cui si é accennato nei precedenti paragrafi."

Bernard Gui, Manuale dell'inquisitore, Gallope Editore, 1998, p. 131

Gui effettua una rimessa lunga che scavalca la sua difesa e giunge a Seneca.

"Non può parlare alla maniera grande, elevata oltre l'ordinario, se non una mente esaltata. Quando abbia disprezzato il volgare, il banale e si sia elevata per sacro entusiasmo, solo allora può intonare il suo canto con voce sovrumana. Il sublime, l'eccelso, non lo raggiunge mai restando in sé; é indispensabile che la mente si dissoci dall'abituale, si porti in alto, morda il freno e trascini il cavaliere, per condurlo alle vette che non avrebbe osato scalarle da solo."

Seneca, Tutti gli scritti, Rusconi, 1994, p. 293

Seneca, ricevuta la palla, tenta di lanciare Gesù detto "figlio di Yahweh".

"Quando si fece sera, uscì dalla città. E ripassando di buon mattino, videro che il fico era seccato fin dalle radici. Allora Pietro ricordandosene, gli disse: "Maestro guarda il fico che tu hai maledetto é seccato!". Gesù, rispondendo, disse loro: "Abbiate fede in Dio. In verità vi assicuro che se uno dirò a questa montagna: "Sollevati e gettati in mare", e non esiterà in cuor suo, ma crederò che quanto dice avvenga, gli avverrà. Per questo io vi dico: Tutto quello che voi chiederete pregando, credete di averlo già ottenuto e vi avverrà. E quando vi mettete a pregare, perdonate, se avete qualcosa contro qualcuno, affinché il Padre vostro che é nei cieli, vi perdoni le vostre colpe"."

Vangelo di Marco 11, 19-26

Gesù detto "figlio di Yahweh", tenta di avventarsi sulla metà campo avversaria, ma sul suo cammino trova Lombroso che, anche se un po' al limite del fallo, riesce a fermarlo togliendogli la palla.

"E qui rammentiamo la Zerbini, tipo di criminale che defecava nelle stanze del padrone, tagliava i campanelli, simulava gli spiriti e poi accusava la padrona. Anche nelle meretrici non alienate si nota, dice Du Camp, un contegno che rasenta la pazzia. Si vedono mettersi a ridere in coro per una mosca che vola, od annusare, stupefatte, il fuoco, come il mirassero per la prima volta, e dare in un flusso di parole cui nulla può arrestare, e fissare d'essere perseguitate dall'ispettore o dalle compagne. Nelle case di ritiro delle prostitute si é notato come, nella primavera, in ispecie, esse sembrino in uno stato di agitazione quasi maniaca."

Lombroso, L'uomo delinquente, Bompiani, 2013, p. 711

Lombroso passa a Durkeim che si muove velocemente nel campo della filosofia positivista

"Esse emanano tutte egualmente dalla divinità; violarle significa offenderla, e tali offese sono colpe che devono venire espiate. Il libro non fa distinzione tra questi o quei comandamenti: essi rappresentano parole divine alle quali non si può disobbedire impunemente. «Se non ti applichi a realizzare tutte le parole di questa legge, scritte in questo libro, nel timore di questo nome glorioso e terribile, l'Eterno Dio tuo, allora l'Eterno colpirà te e la tua posterità». Il mancato adempimento di un qualsiasi precetto, anche se dovuto ad errore, costituisce peccato e reclama l'espiazione. Minacce di questo genere, di cui non possiamo mettere in dubbio la natura penale, sanzionano anche direttamente alcune delle regole che abbiamo attribuito al diritto restitutivo. Dopo aver deciso che la donna divorziata non potrà più essere ripresa dal marito se, dopo essersi risposata, divorzia di nuovo, il testo aggiunge: «sarebbe un oggetto di obbrobrio davanti all'Eterno; così non imporrai nessun peccato al paese che l'Eterno Dio tuo ti dà in eredità»."

Durkeim, La divisione del lavoro sociale, Edizioni di Comunità, 1971, p. 152

Durkeim lancia in attacco Nietzeche che nel suo furore, non si fa pregare.

""Finiscila! Gridò Zarathustra, é un pezzo che il tuo parlare e la tua specie eccitano il mio schifo! Perché hai abitato così a lungo presso la palude, tanto da diventare tu stesso rana e rospo? Non scorre anche nelle tue vene un sangue di palude. Marcio tiepido schiumoso, sì che hai imparato a gracidare e ingiuriare a questo modo? Perché non sei andato nella foresta? O hai arato la terra? Forse che il mare non é pieno di verdi isole? Io disprezzo il tuo disprezzare; e perché hai messo in guardia me e non te stesso? Soltanto dall'amore deve volare a me il mio disprezzo, come un uccello ammonitore: ma non dalla palude!"

Nietzsche, Così parlò Zarathustra, Adelphi, 1979, p. 216

Su Nietzsche si porta Platone che con scatto felino lo priva della palla.

«Sono addirittura in dubbio, tanto la cosa mi sembra inopportuna, se menzionare quei piccoli mali da cui i cittadini risulterebbero liberati. I poveri, ad esempio, sarebbero liberati dalla tentazione di adulare i ricchi e da tutte le ristrettezze e preoccupazioni che comporta il fare studiare i figli, nonché dai sacrifici a cui vanno incontro per assicurare lo stretto necessario per vivere alla famiglia: ossia il prendere denaro a prestito, per poi magari negare d' averlo preso, oppure il procurarselo con ogni mezzo, o l'affidare totalmente l'amministrazione di ciò che si é guadagnato alle donne e ai servi, e poi tutti gli altri fastidi che uno va a cercarsi per queste faccende e per altre simili che senza dubbio non varrebbe la pena di menzionare, tanto sono insignificanti». «Certo - ammise -, lo vedrebbe anche un cieco». "

Platone, Tutti gli scritti, Repubblica, Bompiani, 2014, p. 1199

A Platone non resta altro che rinviare la palla servendo i suoi compagni di pensiero…

 

Continua...

 

Marghera, 01 giugno 2018

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

 

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