La partita di calcio fra filosofi, azione n.29
Fondamentalisti contro Dialettici n. 6

Capitolo 60

La partita di calcio mondiale fra i filosofi

Claudio Simeoni

 

Sei capace di giocare a calcio?

 

Fondamentalisti e Dialettici n. 6

 

Continua dal precedente...

 

Il calcio d'inizio spetta ai Dialettici. La palla a centro del campo, osserviamo l'attacco dei Dialettici con al centro Karl Marx, alla sua destra Hegel e alla sua sinistra Mao Tse Tung.

E' Marx che calcia la palla dando inizio al secondo tempo ella partita.

"Il lavoro non è la fonte di ogni ricchezza. La natura è la fonte dei valori d'uso (e di tali valori consta la ricchezza reale!) come il lavoro che in sé è soltanto espressione di una forza naturale, l'umana forza-lavoro. Quella frase si trova in tutti gli abecedari ed è giunta solo supponendo che il lavoro si esplica con i mezzi e gli oggetti che si convengono. Ma un programma socialista non deve indugiare a simili locuzioni borghesi tacendo le condizioni che sole danno ad esse un significato. Solo in quanto l'uomo si ritiene, fin da principio, proprietario della natura, fonte principale di tutti i mezzi e oggetto di lavoro e li tratta come cosa che gli appartiene, il suo lavoro diventa fonte dei valori d'uso, dunque anche di ricchezze. I borghesi hanno ottime ragioni per attribuire al lavoro una soprannaturale forza creativa, perché proprio dalla natura condizionata del lavoro risulta che l'uomo, possessore soltanto della propria forza-lavoro, deve essere, in tutte le condizioni sociali e culturali, schiavo di altri uomini che si sono resi proprietari delle materiali condizioni di lavoro. Egli può lavorare soltanto con il loro permesso, soltanto con il loro permesso vivere."

Karl Marx, Critica al programma di gotha, Samonà e Savelli, 1972, p. 31

Marx tenta di passare la palla a Mao Tse Tung, ma prontamente Paolo di Tarso con uno scatto felino, gli toglie la palla.

"Gli schiavi siano sottomessi ai loro padroni in tutto: cerchino di piacere a loro, non li contraddicano, non li frodino, ma si diportino sempre con perfetta fedeltà, per far onore in tutto alla dottrina di dio, nostro salvatore."

Paolo di Tarso, Lettera a Tito 2, 9

Paolo di Tarso passa quasi senza pensare, la palla a Gesù detto "figlio di Yahweh", per evitare l'intervento di Mao Tse Tung.

"Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell'alba, li troverà così, beati loro! Sappiate bene questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell'uomo verrà nell'ora che non pensate»."

Vangelo di Luca 12, 37 - 40

Su Gesù detto "figlio di Yahweh", si lancia Bakunin che con un colpo secco gli toglie la palla:

"Il buon Dio, la cui prescienza costituendo una delle divine facoltà avrebbe dovuto per lo meno avvertirlo di ciò che doveva accadere entrò in un terribile e ridicolo furore, maledisse Satana, maledisse l'uomo e il mondo creati da lui stesso, colpendosi per così dire, nella sua propria' creazione come fanno i fanciulli allorché montano in collera; e non pago di colpire i nostri antenati nel presente, li maledisse in tutte le generazioni future, innocenti del delitto commesso da quelli, i nostri teologi cattolici e protestanti trovano ciò sublime e giustissimo, precisamente perché è mostruosamente iniquo ed assurdo, Poi, ricordando che esso non era soltanto un Dio di vendetta e di collera, ma anche un Dio di amore, dopo aver tormentata l'esistenza di qualche miliardo di poveri esseri umani ·e averli condannati eternamente ad un inferno, ebbe pietà del resto, e per salvarli, per riconciliare il suo amore eterno e divino con la sua collera eterna e divina, sempre avida di vittime e di sangue, inviò al mondo, come vittima espiatoria, suo figlio affinché fosse ucciso dagli uomini. Questo si chiama il mistero della Redenzione, base di tutte le religioni cristiane, almeno il divino salvatore avesse salvato l'umanità! ma no; nel paradiso promesso da Cristo, si sa perché ciò è formalmente annunciato, non vi saranno che pochissimi eletti. Il resto, l'immensa maggioranza delle generazioni presenti e future, brucerà eternamente nell'inferno. Frattanto per' consolarci, Dio, sempre giusto, sempre buono, abbandona la terra al Governo di Napoleone III, di Guglielmo I, di Ferdinando d'Austria e di Alessandro di tutte le Russie…"

Bakunin, Dio e lo Stato, Samonà e Savelli, 1971, p. 19

Bakunin con lo stesso colpo non solo toglie la palla a Gesù detto "figlio di Yahweh", ma la mette fra i piedi di Engels che con quest'azione inizia la sua partita.

"Se quindi il sig. Duhring storce il naso difronte alla società ellenica perché era fondata sulla schiavitù, con lo stesso diritto potrà rimproverare ai Greci di non aver avuto la macchina a vapore o il telegrafo elettrico. E se afferma che il nostro asservimento salariale moderno è un'eredità alquanto trasformata e mitigata della schiavitù e che non si può spiegare per se stesso (cioè con le leggi economiche della società moderna), ciò o vuol dire solamente che il lavoro salariato, come la schiavitù, sono forme della servitù e del dominio di classe, cosa che sanno tutti i bambini, o è falso. Infatti, con lo stesso diritto potremmo dire che il lavoro salariato deve spiegarsi come una forma attenuta del cannibalismo, oggi universalmente considerato come la primitiva forma di impiego dei nemici vinti."

Engels, Antiduhring, Editori Riuniti, 1971, p. 194

E' Platone che come una Furia si lancia su Bakunin, lo spinge di spalla come un ariete e gli toglie la palla.

«Se dobbiamo tener conto - risposi - di ciò che abbiamo già ammesso, conviene che gli uomini migliori si accoppino con le donne migliori il più spesso possibile e che, al contrario, i peggiori si uniscano con le peggiori, meno che si può; e se si vuole che il gregge sia veramente di razza occorre che i nati dai primi vengano allevati; non invece quelli degli altri. E questa trama, nel suo complesso, deve essere tenuta all'oscuro di tutti, tranne che dei reggitori, se si desidera che il gruppo dei guardiani sia per lo più al sicuro da sedizioni».
«Benissimo», disse.
«Dunque, stabiliremo ufficialmente delle feste in cui le future spose e i loro pretendenti si troveranno insieme; in queste occasioni si celebreranno sacrifici e si faranno comporre dai nostri poeti inni adatti alle nozze che si stanno facendo. Il numero complessivo dei matrimoni lo faremo decidere dai reggitori, i quali avranno come obiettivo il mantenimento a livello costante della popolazione, cosicché, tenendo conto delle guerre, delle epidemie, e di tutte le altre calamità del genere, lo Stato non sia né eccessivamente popoloso, né troppo scarso di uomini».
«Giusto», disse.

Platone, Opere complete, La Repubblica, Bompiani p. 1193

Platone vede libero Maometto detto "profeta di Allahu Akbar" e gli passa la palla.

"Ma il giorno in cui saranno riuniti i Kafiruna insieme con le condivinità da essi adorate al di fuori del Dio, a queste egli chiederà: "Di chi è la colpa di questo sviamento? Siete voi che avete dirottato i miei schiavi qui presenti, o essi stessi hanno da soli perduto il cammino?"."

Maometto, Corano, Sura XXV La liberazione, versetto 17, Oscar Mondadori, 1980, p. 507

Con la palla al piede, Maometto detto "profeta di Allahu Akbar", inizia la sua corsa….

 

Continua...

 

Marghera, 11 giugno 2018

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

 

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