La partita di calcio fra filosofi, azione n.30
Esistenzialisti contro Rinascimentali n. 6

Capitolo 61

La partita di calcio mondiale fra i filosofi

Claudio Simeoni

 

Sei capace di giocare a calcio?

 

Esistenzialisti e Rinascimentali n. 6

 

Continua dal precedente...

 

Ai rinascimentali viene assegnato il calcio d'inizio.

"Lo stesso è del concetto di Essere assolutamente necessario. Se voi ne negate l'esistenza, voi negate anche la cosa stessa con tutti i suoi predicati; dove può sorgere allora la contraddizione? Esternamente non c'è niente a cui si contraddirebbe, perché la cosa non deve essere estremamente necessaria; internamente neppure, perché, negando la cosa, voi avete insieme negato tutto l'intero. "Dio è onnipotente", è un giudizio necessario. L'onnipotenza non può essere negata, se voi affermate una divinità, cioè un essere infinito, col cui concetto egli è identico. Ma se voi dite: "dio non è", allora non è data né l'onnipotenza, né alcun altro dei suoi predicati, giacche essi sono tutti soppressi insieme col soggetto; né in questo pensiero si vede la minima contraddizione."

Kant, Critica della ragion pura, Laterza, 1987, p. 469 – 470

Il tiro di Kant è un passaggio all'indietro che trova pronto Cartesio.

"Dopo aver così conosciuto che Dio esiste, e che è l'autore di tutto ciò che è o che può essere, noi seguiremo senza dubbio il miglior metodo di cui ci si possa servire per scoprire la verità, se, dalla conoscenza che abbiamo della sua natura, passiamo alla spiegazione delle cose che egli ha creato, e se cerchiamo di dedurla in tal modo dalle nozioni che sono naturalmente nella nostra anima, che abbiamo una scienza perfetta, cioè che conosciamo gli effetti dalle loro cause. Ma affinché possiamo intraprenderla con maggior sicurezza, noi ci ricorderemo, ogni qual volta vorremmo esaminare la natura di qualcosa, che Dio, che ne è l'Autore, è infinito, e noi siamo interamente finiti."

Cartesio, I principi della filosofia, Libritalia, 1996, p. 93

Mentre Cartesio sembra giocherellare con la palla, ecco che su di lui si avventa Nietzsche,

"Da parte del cristianesimo ci è dato anche di ascoltare una grande protesta popolare contro la filosofia: mentre la ragione degli antichi saggi aveva sconsigliato le passioni agli uomini, il cristianesimo vuole restituirle ad essi. A tal fine nega alla virtù, così com'era stata intesa dai filosofi – come vittoria della ragione sulla passione –, ogni valore morale, condanna la razionalità in generale e sfida le passioni a manifestarsi nella loro estrema forza e magnificenza: come amore di Dio, timor di Dio, come fanatica fede in Dio, come la più ceca speranza in Dio."

Nietzsche, Aurora Pensieri sui pregiudizi morali, Newton, 1981, p. 51

Nietzsche, in possesso di palla, passa a Russell.

"Dato che un agnostico non crede in Dio, non può nemmeno credere che Gesù fosse Dio. La maggior parte degli agnostici ammira la vita e gli insegnamenti di Gesù riportati nel vangelo, ma non più di quanto ammiri quelli di certi altri uomini. Alcuni lo pongono allo stesso livello di Buddha, altri a quello di Socrate, altri ancora a quello di Abraham Lincoln. Non pensano neppure che sia indiscutibile ciò che egli ha detto, dato che non accettano alcuna autorità come assoluta."

Russell, Dio e la religione, Newton, 1994, p. 67

Rassell vede libero Heidegger e gli lancia la palla.

"Quando nel pensiero moderno l'essere viene determinato in termini trascendentali come oggettività, e quando quest'ultima viene determinata come condizione della possibilità dell'oggetto, allora l'essere, per così dire, sparisce in favore di ciò che è chiamato condizione della possibilità, e che appartiene alla specie del fondamento e del fondare razionali."

Heidegger, Il principio di ragione, Fabbri, 2004, p. 187

Ci pensa Pietro Pomponazzi a togliere la palla ad Heidegger.

"Inoltre il citato contradditore ci rimprovera per aver detto che l'immortalità dell'anima può essere provata solo con la fede e con i miracoli. Egli dice che nulla impedisce che ci sia scienza per sé di ciò che è accidentalmente oggetto di fede ed egli usa l'espressione ‘fede accidentale', secondo il linguaggio di san Tommaso, per il quale sono oggetto di fede accidentale non le verità che sono direttamente articoli di fede, ma quelle che sono solo conseguenti ad articoli di fede e dice che fra queste c'è l'immortalità dell'anima, la quale non è inclusa nel simbolo, ma è solo una conseguenza della resurrezione dei morti, che è esplicitamente contemplata nel simbolo."

Pietro Pomponazzi, Tutti i trattati peripatetici, Bompiani, 2013, p. 1293

Per sicurezza, Pomponazzi serve Spinoza a centro campo.

"Inoltre, tutti i Filosofi che conosco, ammettono che in Dio non è dato intelletto in potenza, bensì solo in atto; e poiché il suo intelletto e la sua volontà non si distinguono dalla sua essenza come pure tutti ammettono, da ciò segue anche che Dio, se avesse avuto altro intelletto in atto, od altra volontà, la sua essenza del pari sarebbe necessariamente diversa, e perciò (come sin da principio ho stabilito), se le cose fossero state da Dio formate diversamente da quelle che sono, l'intelletto e la volontà di Dio, e cioè (come si ammette) la sua essenza dovrebbe esse diversa, il che è assurdo."

Spinoza, Etica, Fratelli Melita Editori, 1990, p. 99

E Spinoza si avvia a mettere in sicurezza il suo possesso di palla guardando la posizione dei compagni per effettuare il suo passaggio…

 

Continua...

 

Marghera, 11 giugno 2018

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

 

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