La partita di calcio fra filosofi, azione n.32
Rinascimentali contro Dialettici n. 6

Capitolo 63

La partita di calcio mondiale fra i filosofi

Claudio Simeoni

 

Sei capace di giocare a calcio?

 

Rinascimentali e Dialettici n. 6

 

Continua dal precedente...

 

Il secondo tempo viene iniziato dai Rinascimentali e sulla palla, al centro campo, affiancati da Ficino.

Di fronte sono schierati Marx, Hengel e Mao Tse Tung.

E' Kant che tocca di tacco il pallone dando inizio alla partita.

"Sebbene poi i fenomeni siano propriamente immagini (species) delle cose, e non idee (ideae), e non esprimano l'essenza intima e assoluta degli oggetti, non dimeno la loro conoscenza è verissima. Dapprima infatti, in quanto essi sono concetti sensitivi, cioè percezioni, attestano la presenza dell'oggetto, perché da esso causati, e ciò va contro l'idealismo; in quanto poi si considerano i giudizi relativi alle cose conosciute sensibilmente – poiché la verità nel formulare un giudizio, consiste nell'accordo del predicato con il soggetto dato, e il concetto del soggetto, in quanto è un fenomeno non è dato se non in relazione alla facoltà sensitiva del conoscere, e secondo essa anche i predicati sono dati come osservabili con i sensi – è evidente che le rappresentazioni del soggetto e del predicato avvengono secondo leggi comuni, e perciò offrono l'occasione di una conoscenza che è la più vera."

Kant, Forma e principi del mondo sensibile e del mondo intelligibile, Rusconi, 1995, p. 89

Col colpo di tacco Kant manda la palla fra i piedi di Spinoza.

"La Mente umana non percepisce alcun corpo esterno come esistente in atto, se non per mezzo delle idee delle affezioni del proprio corpo."

Spinoza, Etica, Fratelli Melita Editori, 1990, p. 143

Su Spinoza si avventa Democrito che in virtù della sua possanza fisica non ha difficoltà ad avere la meglio:

"Concediamo pure a Democrito e ad Epicuro che gli atomi esistano, che si urtino e che si mettano vicendevolmente in movimento in forza di quell'urto reciproco. Ma è mai possibile acconsentire al fatto che gli atomi, una volta accumulatosi per caso insieme, possano, in virtù di questo, generare un qualche oggetto, modificando la sua forma, determinando la sua figura, rendendolo liscio e uniforme e decorandolo con il colore?"

Democrito, Raccolta di frammenti, interpretazioni e commentario di Salomon Luria, Bompiani, 2007, p. 389

Democrito passa ad Engels.

"L'elemento più comico della cosa è che il Sig. During per dimostrare la non esistenza di Dio partendo dal concetto dell'essere, applica la prova ontologica dell'esistenza di Dio. Essa suona così: se noi immaginiamo Dio, lo immaginiamo come la somma di tutte le perfezioni. Ma alla somma di tutte le perfezioni è inerente prima di tutto l'esistenza, infatti un essere inesistente è necessariamente imperfetto. Quindi, fra le perfezioni di Dio dobbiamo annoverare anche l'esistenza. Dunque Dio deve esistere… Precisamente nella stessa maniera ragiona il sig. During: se noi pensiamo nella nostra mente l'essere, lo pensiamo come un concetto. Ciò che è compreso in un concetto è unitario. Conseguentemente esso deve essere unitario. Conseguentemente Dio non esiste. Ecc."

Engels, Antiduring, Editori Riuniti, 1971, p. 48

Engels, per evitare l'attacco degli avversari, passa la palla a Freud.

"Siamo d'un tratto passati dalla sfera economica a quella psicologica. All'inizio eravamo tentati di cercare il patrimonio della civiltà nei beni esistenti e nei regolamenti che ne regolano la distribuzione. Ma una volta riconosciuto che ogni civiltà si fonda sulla coercizione al lavoro e sulla rinuncia pulsionale, sicché suscita inevitabilmente opposizione in coloro in confronto dei quali queste esigenze sono fatte valere, diventa chiaro che i beni stessi, i mezzi per acquisirli e le regole concernenti la loro distribuzione non possono essere la caratteristica essenziale o unica della civiltà. Beni, mezzi e regole sono infatti minacciati dalla ribellione e dalla smania distruttiva dei partecipanti alla civiltà. Accanto ai beni fanno ora la loro apparizione i mezzi che possono servire a difendere la civiltà, i mezzi di coercizione e altri destinati a conciliare gli uomini con essa e ad indennizzarli dei loro sacrifici. Questi ultimi possono quindi essere descritti come il patrimonio spirituale della civiltà."

Freud, L'avvenire di un'illusione e disagio della civiltà, Newton 2010, p. 36

Su Freud interviene in scivolata Locke che gli toglie la palla.

"Una vita retta, che non è parte indeterminante della religione e della vera pietà, interessa anche la vita civile e, in essa, risiede tanto la salvezza delle anime quanto quella dello Stato. Le azioni morali appartengono quindi sia alla giurisdizione del reggitore civile sia a quello personale, sia al governatore civile che a quello domestico, voglio dire: sia al magistrato sia alla coscienza. Qui risiede, perciò, il grande pericolo: lasciate che una di tali giurisdizioni interferisca con l'altra e nascerà e nascerà immediatamente discordia tra il custode della quiete pubblica e quello delle anime. Ma se si considera correttamente ciò che è stato affermato in precedenza circa i limiti di entrambe queste autorità, si potrà rimuovere ogni difficoltà in proposito."

Locke, Lettera sulla tolleranza, Demetra, 1995, p. 46

Locke, tolta la palla a Freud si affretta a servirla a Galileo Galilei.

"Oh questo non pare a me che sia ben detto; perché questa terra, che si rompe, si semina, e che è fruttifera, è una parte, e ben sottile, della superficie del globo, la quale non si profonda salvo che per breve spazio, in comparazione con la distanza fino al centro: e l'esperienza ci mostra che non molto si cava al basso, che si trovano materie diverse assai da questa esterior corteccia, più sode e non buone alla produzione de i vegetali; oltre che le parti più interne, come premute da gravissimi pesi che a loro soprastanno, è credibile che siano costipate e dure quanto qual si voglia durissimo scoglio. Aggiungete a questo, che indarno sarebbe stata costruita la fecondità a queste materie che già mai non erano per produr frutto, ma per restare eternamente sepolte ne' profondi e tenebrosi abissi della Terra."

Galileo Galilei, Opere vol. II, Dialogo sui massimi sistemi, Utet, 2005, p. 483

Galileo, con la palla al piede tenta di conquistare la metà campo e iniziare un'azione offensiva….

 

Continua...

 

Marghera, 15 giugno 2018

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

 

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