La partita di calcio fra filosofi, azione n.44
Fondamentalisti contro Dialettici n. 9

Capitolo 75

La partita di calcio mondiale fra i filosofi

Claudio Simeoni

 

Sei capace di giocare a calcio?

 

Fondamentalisti e Dialettici n. 9

 

Continua dal precedente...

 

Mao Tse Tung in possesso della palla si guarda attorno con una certa apprensione e vede libero Democrito che serve immediatamente.

"A Democrito di Abdera è parso che gli uomini siano stati originariamente procreati a partire dall'acqua e dal fango. Secondo Democrito, gli animali si sono originati dalla generazione degli organismi esemplari, protozoi, quando le sostanze viventi venivano generate dall'umidità. Gli Stoici dicono che il mondo e tutto quanto vi si trova sono stati prodotti in funzione dell'uomo, e identico è l'insegnamento che riceviamo dai testi sacri. Pertanto, ha sbagliato Democrito a ritenere che gli uomini siano sbucati dal suolo come i vermi, senza che esistesse alcun loro artefice e senza che ciò accadesse per una qualche ragione."

Democrito, Raccolta di frammenti e commentario di Salomon Luria, Bompiani, 2007, p. 643

Democrito, dopo essere avanzato di qualche passo, passa indietro per Darwin.

"Anche se in futuro potrà essere provato che tutte le razze umane sono perfettamente fertili tra loro, colui che era portato per altre ragioni a classificarle come specie distinte può giustamente argomentare che la fertilità e la sterilità non sono sicuri criteri di una distinzione specifica. Sappiamo che queste qualità vengono facilmente influenzate da mutate condizioni di vita, o da allevamenti di razze che vengono incrociate solo tra di loro e che esse sono regolate da leggi altamente complesse, per esempio, quella dell'ineguale fertilità degli incroci reciproci delle due stesse specie. Con forme che possono essere indubbiamente classificate come specie esiste una gradualità perfetta da quelle che sono assolutamente sterili, se incrociate, a quelle che sono parzialmente o totalmente fertili. I gradi della sterilità non coincidono strettamente con i gradi della differenza fra i genitori nelle strutture esterne o nelle abitudini di vita. L'uomo da parecchi punti di vista può essere paragonato a quegli animali che sono stati da lungo tempo addomesticati, e una vasta gamma di prove può essere avanzata in favore della dottrina di Pallas che l'addomesticamento tende ad eliminare la sterilità, che è generalmente il risultato dell'incrocio delle specie in uno stato naturale. Da queste diverse considerazioni può essere giustamente arguito che la perfetta fertilità di razze umane incrociate fra loro, se provata, non può assolutamente impedirci di classificarle come specie distinte."

Charles Darwin, L'origine dell'uomo, Newton, 1972, p. 197 – 198

Su Darwin interviene efficacemente Giamblico. Giamblico gli toglie la palla sfruttando una sua momentanea distrazione.

"Poiché sono invisibili, i demoni sono superiori agli Dèi visibili, proprio in quanto sono invisibili? No di certo: la sostanza divina, infatti, ovunque essa sia e qualsivoglia sorte abbia ottenuto, possiede sempre il medesimo potere e la medesima signoria sulla totalità sulla totalità di coloro che sono collocati sotto di lei. E così tale sostanza, anche se è visibile, comanda allo stesso modo i demoni invisibili, e anche se si trova vicino alla terra signoreggia sui demoni dell'aria. Che il luogo e la parte del mondo che li accoglie non creano un mutamento nel potere degli Dèi, ma la loro sostanza totale rimane ovunque la stessa, invisibile e immutabile, ed è venerata allo stesso modo da tutte le realtà inferiori secondo l'ordine naturale."

Giamblico, I misteri degli egiziani, BUR, 2003, p. 137

Una volta in possesso della palla, Giamblico lancia Platone in attacco.

"«Nel nostro Stato una donna si intende in età feconda dai venti anni fino ai quaranta; un uomo, invece, genererà per lo Stato dal momento in cui ha raggiunto il punto massimo della sua corsa, fino all'età di cinquantacinque anni».
«Sia in un caso che nell'altro - ne convenne - in questo periodo di tempo si tocca il culmine del vigore fisico e intellettuale».
«Pertanto, se qualcuno al di sotto o al di sopra di questi limiti di età si mettesse in mente di generare figli alla società, il suo gesto lo considereremo come un peccato contro la volontà degli Dèi e contro la legge. Invero è come se avesse generato per lo Stato un figlio, il quale, posto anche che sfuggisse al pubblico controllo, sarà comunque il frutto di un concepimento non consacrato e non benedetto dalle preghiere che sacerdoti, sacerdotesse e la Città intera elevano in occasione di ogni matrimonio, perché dai buoni venga una prole ancor migliore, e da chi serve utilmente lo Stato figli ancor più utili. Questo figlio, al contrario, sarà stato concepito nell'oscurità, frutto di una riprovevole intemperanza».
«Giusto», approvò quello."

Platone, Repubblica, Tutti gli scritti, Bompiani, 2014, p. 1194

Platone, dopo un veloce gioco di gambe, tenta di passare la palla a Paolo di Tarso, ma interviene Lenin che gli toglie la palla.

"Da noi i contadini sono straordinariamente dispersi, isolati, nelle campagne c'è la massima ignoranza, si è abituati all'azienda individuale, si considera una sopraffazione il divieto di commerciare liberamente il grano, e qui, naturalmente, capitano a proposito i truffatori politici, i socialisti-rivoluzionari e i menscevichi di ogni risma, che istigano i contadini e dicono loro: "Vi derubano!". Ci sono infatti dei furfanti che, dopo un anno di lavoro sovietico, quando, tra l'altro, gli addetti agli approvvigionamenti hanno dimostrato che negli ultimi mesi abbiamo dato alla campagna 42.000 vagoni di prodotti, ricevendone in cambio solo 39.000 vagoni di grano, ci sono dei furfanti che tuttavia gridano: "Contadini, il potere sovietico vi deruba!". Mentre gli operai si estenuano nelle città – e in nessun luogo c'è fame così tormentosa come nelle città e nella Russia non agricola – mentre i contadini hanno preso tutte le terre dei grandi proprietari fondiari e si sono presi il grano, mentre la massa dei contadini – lo sappiamo – nel primo anno di potere sovietico h lavorato per sé e non per il padrone e per il mercante, migliorando così la propria alimentazione, mentre il paese è dilaniato dalla fame nelle città e nelle zone non agricole, mentre tutti i capitalisti si sforzano di metterci alle strette con la fame, ecco che si trovano delle persone, travestiti da menscevichi o da socialisti-rivoluzionari o con altre livree da pagliaccio, che osano affermare: "Vi derubano!". Costoro sono agenti del capitalismo, e noi li tratteremo da agenti del capitalismo e non dovremmo trattarli diversamente."

Lenin, Successi e difficoltà del potere sovietico, in Le Opere, Editori Riuniti, 1970, p. 1235 – 1236

Una volta in possesso di palla, Lenin passa ad Engels.

"Stadio inferiore. Fanciullezza del genere umano, il quale viveva almeno in parte sugli alberi - solo così si spiega il suo sopravvivere di fronte ai giganteschi animali da preda - e si trovava ancora nelle sue sedi originarie: foreste tropicali o subtropicali. Frutta, noci, radici, gli servivano di nutrimento; la formazione del linguaggio articolato è il risultato principale di questo periodo. Di tutti i popoli conosciuti in epoche storiche, neppure uno si trova più in tale stato primitivo. Sebbene.questo periodo abbia potuto durare migliaia di anni, non abbiamo prove dirette della sua esistenza, ma una volta ammessa la discendenza dell'uomo dal regno animale, bisogna necessariamente ammettere questo passaggio."

Friedrich Engels, "L'origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato", Editori Riuniti, 1971 p. 51

Mentre Engels si accinge a passare la palla a Marx, è Agostino d'Ippona che gli toglie la palla.

"Quel vero mediatore che è l'uomo Cristo Gesù, divenuto mediatore tra Dio e gli uomini "assumendo la condizione di servo", come Dio ricevette il sacrificio insieme con il Padre, con il quale è un Dio unico, ma come servo preferì diventare sacrificio, invece che riceverlo, perché non si pensasse, neppure in questa occasione, che si doveva offrire il sacrificio ad una creatura. Per questo egli è sacerdote, offerente ed offerta. Ha voluto quindi che il sacramento quotidiano di questa realtà fosse il sacrificio della Chiesa, la quale, essendo il corpo di cui Egli è il capo, impara per suo tramite ad offrire sé stessa."

Agostino d'Ippona, La città di Dio, Bompiani, 2015, p. 487

Rientrato in possesso della palla, Agostino di Ippona cerca il passaggio lungo verso la porta avversaria…

 

Continua...

 

Marghera, 19 agosto 2018

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

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e-mail: claudiosimeoni@libero.it

 

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