La partita di calcio fra filosofi, azione n.8
Fondamentalisti e Rinascimentali n.2

Capitolo 39

La partita di calcio mondiale fra i filosofi

Claudio Simeoni

 

Sei capace di giocare a calcio?

 

Fondamentalisti e Rinascimentali n.2

 

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Kant inizia ad avanzare a trotto lento cercando di individuare la posizione in campo dei compagni e viene affrontato da Paolo di Tarso:

"Tra i perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo che vengono ridotti al nulla; parliamo di una sapienza divina, misteriosa, che è rimasta nascosta, e che Dio ha preordinato prima dei secoli per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo ha potuto conoscerla; se l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Sta scritto infatti:
Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano.
Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio.”

Paolo di Tarso, 1Corinti 2, 6-10

Seneca e Filone affiancano Paolo di Tarso nella sua azione.

"Non sgomentarti dunque se è ineffabile il più alto degli esseri, dato che, neppure la sua parola è per noi proferibile con un nome ad essa proprio. Inoltre, se Dio è ineffabile, è certo anche inintelligibile e inafferrabile.”

Filone di Alessandria, L'uomo e Dio, Il mutamento dei nomi, Rusconi, 1986, p. 314

E poi Seneca che riceve il passaggio:

" "Dio non da benefici”. Da dove viene allora tutto ciò che possiedi, che dai, che rifiuti, che conservi, che rubi? Da dove vengono quelle innumerevoli cose che dilettano i tuoi occhi, le tue orecchie, il tuo spirito? Da dove viene quella profusione di beni che alimenta il tuo lusso (infatti, non è stato provveduto alle nostre necessità, ma siamo amati fino ad essere viziati)?

Seneca, Tutti gli scritti, Rusconi, 1994, p. 536-537

Anche Gesù detto "figlio di Yahweh” si inserisce nella nuova azione d'attacco:

"Non siate troppo solleciti per la vita vostra, di quel che mangerete, né per il vostro corpo, di che vi vestirete. La vita non vale più del cibo, e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il vostro Padre celeste li nutre. Or non valete voi più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può aggiungere alla durata della sua vita un solo cubito? E perché darsi tanta pena per il vestito? Guardate come crescono i gigli del campo: non lavorano, né filano; eppure vi assicuro che nemmeno Salomone, in tutta la sua gloria, non fu mai vestito come uno di essi. Or, se Dio riveste così l'erba del campo, che oggi è e domani viene gettata nel forno, quanto più vestirà voi, gente di poca fede? Non vogliate, dunque, angustiarvi dicendo: "Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Di che cosa ci vestiremo? Di tutte queste cose, infatti, si danno premura i PAGANI: or, il Padre vostro sa che avete bisogno di tutto questo. Cercate prima di tutto il regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date per giunta."

Vangelo di Matteo 6, 25 – 33

Quando l'attacco dei Fondamentalisti si sta avvicinando pericolosamente alla porta dei rinascimentali, interviene Voltaire che con le sue finte esilaranti di un piede che sembra distinto dal suo corpo, beffa Gesù detto "figlio di Yahweh” lasciandolo basito come un fico secco:

"Che cos'è la fede? E' forse credere ciò che appare evidente? No: mi è evidente che c'è un Essere necessario, eterno, supremo, intelligente; questa non è fede, è ragione. Non ho alcun merito nel pensare che questo Essere eterno, infinito, che è la virtù e la bontà stessa, desideri che io sia buono e virtuoso. La fede sta nel credere, non ciò che sembra vero, ma ciò che sembra falso al nostro intelletto. Gli asiatici possono credere solo per fede al viaggio di Maometto nei sette pianeti, alle incarnazioni del dio Fo, di Visnù, di Xaca, di Brahma, di Sammonocodom, ecc., ecc., ecc. Essi sottomettono il loro intelletto, hanno timore di indagare, non vogliono essere né impalati, né bruciati; dicono: "Io credo”.”

Voltaire, Tutti i romanzi i racconti e Dizionario Filosofico, Newton, 1995, p. 563

Spinoza affianca Voltaire per rende più incisiva la sua azione:

"Essendo Dio l'ente assolutamente infinito del quale nessun attributo, che esprime l'essenza della sostanza, può negarsi, ed esistendo esso necessariamente, se fosse data all'infuori di Dio qualche sostanza, questa dovrebbe spiegarsi per qualche attributo di Dio, e così esisterebbero due sostanze con lo stesso attributo; il che è assurdo.”

Spinoza, L'etica, Fratelli Melita, 1990, p. 76

Spinoza, vistosi circondato da tante mutande che rincorrono la palla che sta al suo piede, preferisce liberarsene e con un gran tiro la manda fra le braccia del suo portiere Giordano Bruno:

"Ed anche i teologi credono ed ammettono e comunicano, nelle loro prediche su colui che può fare ogni cosa per suo potere, che non poteva curare coloro che non avevano fede in lui: e la spiegazione di tale impotenza si riconduce all'immaginazione, che egli non potè vincolare. Infatti i parenti, che conoscevano la sua umile origine e la sua modesta educazione, lo disprezzavano e lo deridevano in quanto terapeuta e profeta; e da qui il detto "nessun profeta è riconosciuto nella sua terra d'origine.”.”

Giordano Bruno, De magia e De vinculis in genere, Bibblioteca dell'immagine, 1992, p. 103

 

Continua...

 

Marghera, 27 aprile 2018

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

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