Yavhé e Beppi da Lusiana
dopo l'ottava serie di scontri

Le discussioni degli arbitri

Capitolo 5 delle decisioni arbitrali

La partita di calcio mondiale fra i filosofi

Claudio Simeoni

 

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Quinta relazione arbitrale

Nota: le affermazioni di Beppi da Lusiana si svolgono nell'attuale dialetto popolare del Veneto che oscillano fra un dialetto più stretto e un'italianizzazione del dialetto.

 

Se ne stava giù, in basso nel suo orto, Beppi da Lusiana. Chino a togliere le erbe dalle file dei pomodori quando qualche cosa di duro lo colpì sulla testa. Beppi da Lusiana si lascia cadere sulla terra morbida appena zappata e con un'agilità, che non concedereste ad un ottantenne obeso, fece roteare la sua zappa colpendo il suo aggressore sugli stinchi.

Subito si levarono una serie di imprecazioni da un Yahvé che elencava i suoi "santi" abbinandoli ad animali.

"Ma che "casso" ti fa?"[Nota: si tratta di un'imprecazione tipica del Veneto e che, tradotta in italiano suonerebbe come "che cosa stai facendo col tuo pene" e indica una persona che sta facendo azioni sciocche.] imprecò fra il furioso e lo stupito Beppe da Lusiana.

"Devi smetterla di porre ostacoli alla vittoria dei fondamentalisti. Mio figlio sta giocando, eppure si trova esposto al ridicolo di ogni altra squadra di calcio."

"Ma te si semo?"[Nota: si tratta di un'espressione veneta italianizzata che sta ad indicare una persona senza intelligenza.] continuò Beppi da Lusiana "E ti te credi che copandome mi te pol vincer?" E ancora: "No te vedi che to fio el soga da schifo?"

E ancora: "Con chi crede de averghe a che fare to fio?" e continuò Beppi da Lusiana "Crede de parlar ai Farisei che el podea insultarli come che el volea?"

"Mio figlio manifesta la verità rivelata dallo Spirito Santo e tale verità è tale in sé stessa e non può essere messa in discussione da quattro filosofi che non sono ispirati dallo Spirito Santo."

"Ma ti te ghe vedi ben o te che bisogno de ociai?" [Nota: espressione veneta che indica "aver bisogno di occhiali per veder chiaramente] E ancora Beppi da Lusiana

"No te ga visto che in otto scontri nessuno ga crià [Nota: ha contestato] le affermazioni dementi de to fio?" e continuò Beppi da Lusiana "Più che filosofi, a mi i me pare dei ciarlatani!"

"Nessun che contesta Gesù, Platone, Maometto, Plotino, Paolo di Tarso, ecc. sti filosofi xe tutti delle bamboccette che vol zugar in punta de fioretto mentre to fio e la so squadra i usa la mitragliatrice. "

"Dobbiamo ammettere i tifosi sugli spalti." Dichiarò Yahvé "Tifosi che possano incoraggiare la loro squadra!".

"Vabbé, ma se proprio te insisti, allora metemo direttamente i cecchini armè de fusil che i possa spararghe ai zugadori." Continuò Beppi da Lusiana "No te vedi che gli spettatori sono tutti in campo e stanno giocando con i filosofi? O te si orbo?"

"Guarda un po' to fio" aggiunse "Varda ben, no te vedi che el ze fato de Zeloti, de Gesuiti, de Capuccini, De Opus Dei, de Pietro l'Eremita e de tutti quei che brusava eretici e donne? No te vedi che dietro a Maometto ghe se le orde musulmane? E dietro a Paolo di Tarso ghe ze tutti gli impotenti sessuali che i odia le done?"

"E tutti gli alti allora, chi c'è dietro loro?" chiesa Yavhé.

"Te ghe si sempre ti!" rispose Beppi da Lusiana.

"Te pensito che i filosofi rinascimentali ti siano contro? No! No i te se contro anche se ti ghe fa schifo! Pensa a gente come Giordano Bruno, Pomponazzi o altri. Ti te vol brusarli e lori i continua a glorificarte. Par mi i se semi! Ma questa la xe la vita. No i dise che ti no te esisti, ma ghe fa schifo un dio la cui realtà si realizza copando tuti i omeni par la voia de coparli, o te credi che ghe piasa che ti te copi tutti i putei egiziani per divertire Mosé?" "Tutti i voria un paron più bon, i serca un paron più "pare" che, magari stupra i fioi, anziché un paron che vende e compra bestiame umano che se meta in zenocio."

"Io sono il dio che li ha tratti dalla casa d'Egitto, la casa di schiavitù!" proruppe Yhavé.

"No!" rispose Beppi da Lusiana "tu te si el cojon che par vender la schiavitù ga' solo cambià il nome. Te ciami schiavitù la libertà e te ciami libertà la schiavitù dei cojoni che, te disi ti, i se vegnù fora dall'Egitto per farse copar da Mosé nel deserto."

"Disemosela tuta" Continuò Beppi da Lusiana "te si un toco de "merda" che compra e vende le persone disendo la bala [Nota: bugia] de aver creato il mondo mentre, mi che ghe gero, digo che ti te ghe raccontà na cagada [Nota: espressione veneta che sta perdefecazione] par poder meter toseti [Nota: parola vicentina che sta a significare bambini con le variabili di toso, tosati, toseti e tosatei] in senocio, vender omeni come schiavi e done come vacche da monta."

Agitando la sua zappa, Beppi di Lusiana parlò a Yavhé: "E adeso che te me roto i cojoni [Nota: La parola, letteralmente, significa "genitali" ed è una espressione veneta che sta a indicare "adesso che mi hai disturbato e infastidito per nulla"], se non te vol ciaparte do colpi de sapa in quea testa da mona [Nota: espressione veneta che sta ad indicare la vagina] che te ritrovi, vedi de cavar l'erba dalle vanese [Nota: termine contadino che indica la piccola porzione dell'orto in cui si seminano le rispettive verdure], almanco par na volta, nella to vita miserabile, te te sporchi un fià le man."

"Disse ancora Beppi da Lusiana:

“Mi no son Giobbe che te ghe copà dona e fioi e te le mandà in miseria par veder se ancora el te vol ben. Mi te maso [Nota:vocabolo di uso popolare che letteralmente significherebbe ti ammazzo, ma che normalmente viene usato per dire "ti do tante botte"] sul posto a colpi de sapa [Nota: a colpi di zappa]!"

E Yavhé iniziò a togliere le erbacce dall’orto di Beppi di Lusiana.

 

Marghera, 04 settembre 2018

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

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