L’Africa come Madre della Vita: i vecchi e la nostalgia.
Le opere di Yvette Berger Owanto
Claudio Simeoni: la religione Pagana nell'arte.
53esima Biennale di Venezia: La Religione Pagana come bisogno umano espresso nell'arte.
Gli artisti, le opere e le idee religiose Pagane espresse in esse.
English version: Yvette Berger Owanto at the 53rd Venice Biennale
Yvette Berger, in arte
col nome della madre Owanto, descrive l’Africa per ciò che l’uomo europeo sente
ma che, dell’Africa, ha dimenticato.
C’è una tensione,
nell’opera di Owanto, che spinge a considerare la collocazione dell’uomo,
inteso come specie, e della donna, che della specie è l’essenza, in un futuro.
Un futuro che non è immaginato, ma descritto in un presente quasi devastato.
Nell’opera di Owanto il
presente è generato da un passato e questo sta generando un futuro. Ed è di
questo futuro che Owanto chiede: quale futuro volete?
L’opera di Owanto va
vista nel suo insieme espositivo. La casa, intesa come “casa di uomini”, che
diventa “casa da gioco dei bambini europei” di un qualche parco giochi. Casa in
cui si susseguono immagini di un passato e casa in cui la danza fonde le tensioni
della donna con la Madre Africa.
E’ una casa che tocca il
visitatore dove il passato si radicalizza nel presente fatto di immagini in cui
viene presentata l’Africa delle periferie fra immondizie e rottami sparsi su
prati. Una visione di abbandono che intristisce il visitatore che si chiede:
“Madre, dove sei?” “Madre, dov’è il tuo potere che genera la vita?”. E la madre
ti indica il “decadimento” del luogo, là dove gli oggetti sono abbandonati e
dove le città Africane vivono in un caos in cui l’artista si chiede: “Quale
futuro?”
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Il presente dell'Africa è il futuro che il passato ha
costruito. Il presente costruisce sempre il
suo futuro. |
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Eppure il futuro, del
passato che ci presenta, è questo presente.
Il presente delle città,
il presente degli abbandoni e del degrado. Questo presente è il futuro di quel
passato.
Anche questo presente
avrà il suo futuro.
Un futuro che Owanto
immagina attraverso dei cartelli stradali.
Cartelli stradali di
“pericolo” in cui sono rappresentati, sia pur solo delineati nei contorni,
donne, uomini e bambini.
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Quasi che la vita stessa fosse un
pericolo o, se preferite, in pericolo sia la vita stessa. |
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Yvette Berger, Owanto,
nella sua arte espone le domande che l’Africa pone agli Esseri Umani.
Esseri Umani che trasformano
la propria Madre attraverso le loro aspettative. Attraverso le loro necessità
di specie consapevole in un mondo che le contiene, si trasforma attraverso la
loro presenza e che, come dicono alcuni africani, “è un prestito che i nostri
figli ci hanno dato”.
Un prestito che ognuno
di noi dovrebbe ripagare con gli interessi consegnando ai propri figli un mondo
arricchito dalla presenza in questo presente.
Rimane il grande punto
interrogativo di Owanto.
Owanto non dà delle
risposte.
Owanto ha dei desideri e
vorrebbe che quei desideri si dispiegassero in un mondo senza conflittualità.
Solo che i desideri di
Owanto sono desideri generati dal conflitto della sua crescita in un mondo di
conflitti che ha costruito l’incognita del presente su cui riflette.
Un mondo di conflitti
che ha lasciato i suoi cadaveri sotto forma di periferie e che Owanto vorrebbe
esorcizzare con i suoi desideri sopra i suoi cartelli stradali.
Su quei cartelli
stradali Owanto vorrebbe delineare il futuro, il suo futuro, come trasformazione
del suo desiderio. Ma la vita è conflitto e Owanto non è in grado di vedere il
conflitto come oggettività nel quale sua figlia, i figli del presente,
costruiscono il loro futuro mediante conflitto nel conflitto.
Così Owanto vede bambini
felici con i genitori là dove l’AIDS distrugge la sessualità e la vita; bambini
che corrono là dove vengono stuprati dai missionari; uomini e donne che si
amano là dove il degrado disarticola le loro vite.
Il cristiano desidera un
mondo diverso dal degrado che il presente manifesta; il Pagano Politeista dal
degrado costruisce un futuro perché il degrado della terra è il degrado
dell’Essere Umano.
Con Owanto l’Africa pone
la domanda all’uomo: quale futuro vuoi per questa terra?
Con la sua arte Owanto gira
la domanda agli Esseri Umani attendendo la loro risposta. Desiderando una
risposta. Ma non è detto che la risposta sia quella che una “guerriera stanca”
desidera in un mondo che non conosce la stanchezza nel danneggiare ogni futuro
possibile.
Owanto gira la domanda
che i guaritori del Gabon si pongono ingurgitando quantità di iboga fino a
giungere ad uno stato di coma cerebrale aprendo le porte alla percezione di un
mondo che non comprendono, ma che li lascia vuoti, pieni di una nostalgia del
“avrebbe potuto essere....”. In questo mondo di coma indotta, i loro desideri
prendono la forma di spiriti evocati che chiudono le loro orecchie agli Dèi nel
mondo in cui vivono. I loro desideri si fissano in spiriti che parlano al loro
spirito per fissare il potere di quel desiderare come un baratro in cui far
cadere ogni futuro possibile.
Il film sulla mostra di Owanto:
E i vecchi raccontano
storie di un passato glorioso, anziché elencare i loro errori che hanno
condotto a questo presente.
I giovani si nutrono di
“gloria dei loro padri” anziché attrezzarsi dei loro errori. Parlare di errori
è un’umiliazione per il padre, ma rende forte il figlio nell’affrontare il suo
futuro. La gloria rende orgoglioso il padre, ma priva il figlio della propria
gloria in quanto il passato vissuto dal padre non è il presente del figlio.
In questo modo l’iboga
imprigiona le persone imbrigliandole in un futuro immaginato dai bisogni del
loro presente. In quella prigionia gli uomini e le donne non scorgono le
emozioni degli oggetti del mondo preferendo le relazioni con i propri desideri.
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Trovare la strada oltre il “giaguaro sacro”. Oltre la nostalgia del “tempo
perduto”. |
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Le persone sono vecchie
quando pensano che il mondo sia finito. Quando ricordano il “buon vecchio tempo
antico”. A questi vecchi il mondo, ogni continente, l’Africa, ricorda che c’è
un peggio del presente che sta germinando e che proprio i vecchi, ricordando il
buon tempo antico, alimentano nel presente dei ragazzi.
Marghera, 22 giugno 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
E-MAIL:
claudiosimeoni@libero.it
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GENERALE DELLA RELIGIONE PAGANA