Zou Cao e il mondo in cui vivi
Presta attenzione al mondo in cui ti muovi
54esima biennale d’arte di Venezia
Claudio Simeoni: la religione Pagana nell'arte.
54esima Biennale di Venezia: le pagine per ora sono indicizzate in modo generico.
“Ho
avuto per le mani un mondo da consegnare ai miei figli e ho consegnato loro
solo una massa di macerie”
E’
il messaggio di Zou Cao?
Un
messaggio che viene presentato alla mostra Personal Structures
presso Palazzo Bembo in Riva del Carbon
4793 a Venezia presso il Ponte di Rialto. La mostra all’interno della 54esima
biennale d’arte di Venezia. La performance è presentata dall’organizzazione
no-profit GlobalArtAffairs Foundation
in cooperazione con le curatrici olandesi Karlyn De Jongh & Sarah Gold.
La
presentazione dell’artista Zou Cao
parla di confusione dell’uomo moderno e di ego e modernità.
Io
non poso sapere i significati che ha la sua rappresentazione per i cinesi, ma
da quanto vedo Zou Cao
parla di ben altro: parla di fragilità. Di un mondo instabile i cui equilibri
vengono continuamente modificati dalle azioni che avvengono in quegli
equilibri.
Il
fatto stesso di aver predisposto un pavimento composto di piastrelle fragili
che il visitatore, calpestandole, modifica la loro rappresentazione è un po’ come
presentare la vita nella quale ogni nuovo nato entra e che ogni azione, ogni
scelta, ogni decisione, modifica continuamente.
Sopra
la fragilità di un mondo cinese rappresentato, presumo, con lo stesso fragile
materiale con cui Zou Cao
ha coperto il pavimento, svetta un Mao Tse Tung nell’iconografia classica col braccio teso e lo
sguardo fisso nel “luminoso avvenire”.
A
volte è bene chiedersi: viene rappresentata la fragilità del mondo o la propria
fragilità nel mondo?
L’artista,
sperso e smarrito in un mondo che si frantuma in una miriade di espressioni
soggettive desidera un ordine che sfugge alla sua ragione. Il pavimento
ordinato di Zou Cao va
verso il caos in un disordine formato da diecimila frammenti (da leggere con lo
stesso significato delle diecimila creature di Chuang
Tsu). Ciò che era ordine, ora è caos. Ma il caos
prodotto dalla fragilità altro non è che un ordine nuovo in cui si muove
smarrita la ragione di Zou Cao
che, anziché definire il presente del pavimento con una sola categoria di
giudizio, ora si trova a definire quel pavimento, in ogni suo intimo tassello, in
un infinito numero di categorie: tante quanti sono i frammenti. Su questo
infinito numero di frammenti svetta Mao Tse Tung e la sua Teoria delle Contraddizioni. Ciò che prima
era ordine nella sistemazione di Zou Cao ora è contraddizione manifestata nei diecimila
frammenti che si sovrappongono, si mescolano, si urtano in un suono continuo sotto
le scarpe del visitatore che, con la sua azione, alimenta la diversità.
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Figlio mio, chiunque tu sia, guarda i miei errori e da
essi impara. Ti attrezzeranno per
affrontare la tua vita e il seme della sottomissione in te non
sboccerà. Agendo ho realizzato questo
presente. I miei errori saranno armi
con cui potrai affrontare la tua
vita. Ti racconto dei miei errori e di quelli delle persone che mi accompagnavano. Quante volte devo sbagliare
affinché voi facciate tesoro di quanto nel
mondo vi parla? Tempeste e alluvioni,
terremoti e siccità, sono parte della vita, se non vi attrezzate per
l’oggi, pensate di essere pronti per
domani? Se tu costruisci la casa sulle rive del fiume; prima o poi arriva la piena. Se tu concedi il tuo affetto ad ideali che non hanno
futuro, vieni travolto in ogni
momento. Poi rideranno perché fosti
sciocco; e per questo io soffro; per ciò che avrebbe potuto
essere e non è stato. |
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Sotto
questo aspetto non si tratta più di un mondo fragile. Si tratta di un mondo poderoso
che si modifica e rimodella ad ogni azione, ad ogni scelta, alla soddisfazione
di ogni necessità espressa da ogni soggetto che lo compone. Non più un Mao Tse Tung che guarda al “luminoso
avvenire”, ma il Mao Tse Tung
che con il suo trattato “Rapporto d’inchiesta sul movimento contadino nello Hunan” indica nella diversità e nella soluzione delle
contraddizioni, in cui si veicolano i desideri e le necessità dell’uomo attraverso
una ragione frammentata, il divenire della storia umana. Una storia che deve
essere gestita dall’uomo che, tuttavia, ne subisce l’azione nel calpestio del
visitatore.
Lo
spazio della ragione immobile, nella rappresentazione di Zou
Cao, diventa infinito in un tempo che, attraverso gli
specchi delle pareti, si specchia all’infinito. Non esiste una fine nella
frammentazione di un presente, ma esiste una frammentazione continua di un
presente in cui l’uomo deve organizzare sé stesso per vivere. Ciò che appare
privo di coscienza e consapevolezza soggettiva dei contadini prima della
rivoluzione cinese, come un pavimento uniforme a cui la loro coscienza si
adattava, ora quell’uniformità va in frantumi ed appare la coscienza di ogni
soggetto che sotto il peso delle contraddizioni oggettive si frammenta in una
individualità che si separa dal tutto uniforme. La non consapevolezza dell’omogeneità
si frantuma. Diventa la consapevolezza soggettiva di ogni frammento che
riconoscendo la propria individualità nella consapevolezza soggettiva separa sé
stesso dall’omologazione.
La
performance di Zou Cao è
ricca di significati.
A
seconda di dove lo spettatore-protagonista pone la sua attenzione condotta
dalla sua esperienza, trova chiavi di lettura di una realtà nella quale vivere.
I frammenti prodotti dal calpestio, sono oggetti muti o sono altrettante
coscienze che si forgiano nelle contraddizioni inattese di un’esistenza
silente? O sono intelligenze che rispondono alle sollecitazioni del mondo qual
è il calpestio del visitatore?
La
storia di Zou Cao è una grande
storia dell’esistenza in cui il visitatore si può illudere di essere colui che
modifica il presente di un pavimento che calpesta ignorando che quel pavimento
era fatto apposta affinché lui lo calpestasse e ne modificasse il suo presente
vissuto. Troppi occidentali si illudono che gli oggetti, da cui sono
circondati, siano muti, senza intelligenza, progetto e scopo ed essi, come
novelli dio padrone di una bibbia onnipotente, sono coloro che determinano le
trasformazioni di un mondo che al loro percepire appare statico e immobile. Non
si avvedono di essere strumenti di progetti fatti da chi sta sotto i loro
piedi. Troppo spesso l’Essere Umano si illude di alzare gli occhi ad un cielo
ideale e non percepisce del potere che gli sta attorno o, ancor meno, sotto i
suoi piedi.
E
allora cambiamo la frase con cui abbiamo iniziato:
“Ho
avuto per le mani un mondo da consegnare ai miei figli e in quel mondo ho messo
i frammenti della mia esistenza affinché sia più ricco”.
La
mostra della performance di Zou Cao
è aperta fino al 27 novembre 2011.
Marghera, 13 giugno 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it
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GENERALE DELLA RELIGIONE PAGANA