Friedrich Engels,
Michail Bakunin, Epicuro

Giocatori dialettici
Quarto gruppo di cinque

Capitolo 25

La partita di calcio mondiale fra i filosofi

Claudio Simeoni

 

Sei capace di giocare a calcio?

 

Continuiamo col penultimo giro di presentazione dei giocatori dialettici.

I Dialettici pensano l'uomo come apparso, all'incirca sui 30 anni, costituito di materia che affronta la sua via materiale per costruire il suo futuro.

Per i Dialettici Dio non è il nemico da combattere, è lo specchio del "padrone" che nega il futuro all'uomo costretto alla sottomissione.

Lo specchio non si combatte perché i Dialettici ritengono che quell'immagine riflessa non sia in grado di agire sull'uomo che in essa si specchia.

Dio, per i Dialettici, rimane nel sottofondo del pensiero umano. Un aspetto che può essere negato, ma che non viene analizzato come oggetto né, tanto meno, indicato come nemico da distruggere.

Per i dialettici l'uomo è l'artefice della sua vita ma ignorano che Dio, attraverso i fondamentalisti, è l'artefice dell'infanzia dell'uomo capace di marchiare il suo pensiero rendendo impossibile costruire un futuro prescindendo dalla verità imposta dai fondamentalisti.

I Dialettici, non affrontando Dio, indicano all'uomo una libertà sempre menomata, sempre condizionata dalla morale di un padrone dal quale l'uomo non riesce mai ad emanciparsi. Bakunin combatte Dio, ma non combatte la realtà fattuale di Dio, ma solo la sua immagine riflessa in uno specchio.

Michail Bakunin

La storia nel sistema degli idealisti, non può essere che una decadenza continua. Essi incominciano con una caduta terribile, da cui non si rileveranno mai: e cioè col salto mortale, dalle regioni sublimi dell'idea pura e assoluta, nella materia. E. in quale materia! non nella materia eternamente attiva e mobile, piena di proprietà e di forze, di vita e intelligenza, quale si presenta a noi nel mondo reale: ma nella materia astratta, impoverita, ridotta alla miseria assoluta quale la concepivano i teologi e i metafisici che le hanno tolto tutto per dare tutto al loro Dio; in una materia che priva di azione e d'ogni movimento proprio, non rappresenta, in opposizione all'idea divina, che la stupidità, l'impenetrabilità, l'inerzia e l 'immobilita assolute.

Michail Bakunin, Dio e Stato, Editore Samona e Savelli, 1971, p.45

Friedrich Engels

Questo è solo un altro aspetto del vecchio e prediletto metodo ideologico, altrimenti detto anche aprioristico, che consiste non già nel conoscere le qualità di un oggetto traendole dall'oggetto stesso, ma nel dedurle dimostrativamente dal concetto dell'oggetto. Dapprima ci si fa il concetto dell'oggetto traendolo dall'oggetto e poi si rovescia la frittata e si prende come misura dell'oggetto la sua immagine, il concetto.

Friedrich Engels, Antiduring, Editori Riuniti, 1971, p.102

Epicuro

Limite di grandezza ai piaceri è la detrazione di tutto il dolore. Dove è piacere, per tutto il tempo ch'esso è, ivi non è né dolore né tristezza, né l'insieme dei due.

Epicuro, Scritti morali, BUR, 2001, p. 63

 

Marghera, 13 marzo 2018

 

Pagina tradotta in lingua Portoghese

Tradução para o português: Capítulo 25 - Jogadores dialéticos: Friedrich Engels, Michail Bakunin, Epicuro

 

 

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Claudio Simeoni

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Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
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