L'Universo in cui viviamo è Caos
Nessuno mette ordine in Caos: ogni soggetto si adatta e abita Caos con la propria volontà.
Agosto 2025: la filosofia metafisica della Religione Pagana.
18 agosto 2025
Uno dei problemi che Agostino d'Ippona deve risolvere è coniugare la verità in sé della parola di Dio nella bibbia, che racconta di un irreale, con la realtà che deve, in un modo o nell'altro, far coincidere con la verità in sé di Dio.
Il passo che prendo in esame riguarda la creazione come espressa dalla bibbia e come interpretata da Agostino d'Ippona che, per interpretarla, si immedesima nel ruolo di Dio. Agostino d'Ippona è Dio stesso che crea il mondo e Agostino d'Ippona, dopo aver creato il mondo, ci spiega come lo ha creato e il significato di quanto descritto nella bibbia che è "assolutamente vera".
Scrive Agostino d'Ippona:
Ma la Sacra Scrittura, assolutamente vera, dice: In principio Dio creò il cielo e la terra, lasciando intendere che in precedenza non creò nulla, poiché se avesse creato qualcosa prima di tutto ciò che ha creato, direbbe piuttosto che in principio Egli l'ha creato; non c'è dubbio perciò che il mondo non è stato creato nel tempo, ma con il tempo. Ciò che accade nel tempo, infatti, ha un prima e un dopo; segue il passato e precede il futuro; ma qui non potrebbe esserci passato, poiché non c'era alcuna creatura che lo potesse produrre con i suoi mutamenti. Il mondo, invece, fu creato con il tempo, se è vero che nella sua condizione è stato creato il movimento che muta, come sembra presentarsi anche l'ordine dei primi sei o sette giorni, nei quali si parla di sera e di mattina, finché nel sesto giorno non vengano compiute tutte le cose che Dio creò e nel settimo non si presenti in un grande mistero il riposo di Dio. Per noi è molto difficile, se non addirittura impossibile, pensare alla natura di questi giorni. Ben più difficile, poi, il descriverli.
Tratto da Agostino d'Ippona, La città di Dio contro i Pagani, XI,6, Editore Bompiani, 2015, pag. 522
Oggi sappiamo che il cielo e la terra, comunque noi li pensiamo e li definiamo, sono divenuti per trasformazione.
Se un tempo alcuni potevano pensare che "tutto è così", oggi si è certi che "tutto è diventato così". La parola di Dio della bibbia, se fosse stata scritta da Dio, la conoscenza assoluta, e non da un povero deficiente, avrebbe potuto dire, ad esempio, "in principio Dio creò il mutamento", la trasformazione, il tempo.
Questa incongruenza la rileva Agostino d'Ippona quando dice: "non c'è dubbio perciò che il mondo non è stato creato nel tempo, ma con il tempo". E' il tempo, la trasformazione, di quanto "creato" che stride per Agostino d'Ippona. Quello che il Dio di Agostino d'Ippona avrebbe creato, si trasforma e diviene nel mutamento, nel tempo. Ma la bibbia non parla di tempo perché, altrimenti, la creazione del suo Dio non sarebbe "In principio Dio creò il cielo e la terra,", ma avrebbe dovuto essere "Dio ha iniziato a creare il cielo e la terra" dando il via ad un processo di trasformazione attraverso il tempo.
Solo che nella bibbia non esiste il concetto di tempo.
Esiste il concetto di "fu sera e fu mattina", ma non appartengono al concetto di tempo, ma solo ad un apparire al di fuori del tempo, della trasformazione. Non esiste l'idea del passaggio dalla sera al mattino, ma esiste l'apparizione della sera e l'apparizione del mattino. Questo non appartiene al concetto di tempo che implica la misurazione della trasformazione degli oggetti, ma è un altro modo per descrivere la "creazione dal nulla", un apparire al di fuori del tempo.
Anche questo concetto di "creazione dal nulla", che la bibbia e Agostino d'Ippona vogliono affermare, è un concetto non solo discutibile, ma falso nell'affermazione e scorretto come premessa.
Quando il Dio della bibbia afferma di aver creato dal nulla, si è dimenticato di dire che lui c'era. E se lui c'era, non c'era il nulla. Pertanto, se l'estensore della bibbia fosse stato corretto, avrebbe dovuto dire che il suo Dio ha creato, ma non dal nulla, ma partendo da sé stesso: dalla parola di Dio.
Agostino d'Ippona esegue un triplo salto mortale affermando:
"Il mondo, invece, fu creato con il tempo, se è vero che nella sua condizione è stato creato il movimento che muta, come sembra presentarsi anche l'ordine dei primi sei o sette giorni, nei quali si parla di sera e di mattina, finché nel sesto giorno non vengano compiute tutte le cose che Dio creò e nel settimo non si presenti in un grande mistero il riposo di Dio."
E' quel "se è vero", a cui l'interlocutore dovrebbe rispondere "ovviamente non è vero" perché, se fosse vero Dio, come estensore della bibbia avrebbe parlato del mutare delle cose e non del loro apparire. Come appare la sera e come appare il mattino, appaiono anche le cose create da quel Dio durante quei giorni.
Un Dio che fatica parecchio dal momento che ha la necessità di riposarsi il settimo giorno. Solo che il settimo giorno non fu sera e non fu mattina e, dunque, appare come un giorno infinito.
Scrive Genesi 2:
1 Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. 2 Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro. 3 Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto. 4 Queste le origini del cielo e della terra, quando vennero creati. Quando il Signore Dio fece la terra e il cielo,
Genesi 2, 1-4
Non c'è sera al riposo, e non c'è mattino. E' come se il riposo del Dio della bibbia sia eterno e questo, Agostino d'Ippona lo chiama:
"e nel settimo non si presenti in un grande mistero il riposo di Dio"
Questo parassita ha lavorato 6 giorni, creando qualche cosa di assolutamente immobile, perché privo di trasformazione, e il settimo giorno, il giorno del suo riposo, diventa eternità di un presente immutabile.
Capisco che l'estensore della bibbia, nella sua somma ignoranza del presente in cui viveva, non riteneva di dover giustificare quanto scriveva attribuendo quanto scriveva al suo Dio. Se lo attribuiva a Dio, pensava, forse, chi avrebbe potuto mettere in discussione Dio? Sarebbe stato, come minimo, blasfemo.
Però, assumendo questo criterio, è blasfema l'interpretazione di Agostino d'Ippona che si permette di dire che cosa Dio pensa, perché lo pensa e le soluzioni che Dio ha preso in merito alla realtà del vissuto.
Ovviamente, se il Dio dei cristiani ha scritto la bibbia, ha scritto delle stupidaggini dal momento che il Dio cristiano crea mediante la parola i cristiani dovrebbero prendere la parola in quanto tale. Ma dal momento che le parole indicano realtà inesistenti, i cristiani sono costretti ad interpretare Dio sostituendosi, essi stessi, a Dio per raccontare che cosa Dio intendeva o che cosa Dio pensava.
Sarebbe ironico se ciò non avesse conseguenze criminali nella vita degli uomini.
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Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Membro fondatore
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