L'Universo in cui viviamo è Caos
Nessuno mette ordine in Caos: ogni soggetto si adatta e abita Caos con la propria volontà.
Agosto 2025: la filosofia metafisica della Religione Pagana.

20 agosto 2025 cronache della religione pagana
Agostino d'Ippona e la logica dell'imbecille

Claudio Simeoni

Cronache mese di agosto 2025

20 agosto 2025

Agostino d'Ippona e la logica dell'imbecille

E' complesso, oggi come oggi, comprendere la violenza criminale, l'imbecillità, di Agostino d'Ippona.

Nella città di Dio contro i Pagni, Agostino d'Ippona fa delle affermazioni senza senso e, dal momento che non ha argomenti per affermare tali affermazioni, ricorre all'insulto nei confronti di chi fa affermazioni contrarie e, spesso, argomenta per confermarle.

Scrive Agostino d'Ippona:

2. Ma perché piacque all'eterno Dio creare proprio allora il cielo e la terra, che prima non aveva creato? Quanti pretendono, dinanzi a questa affermazione, che il mondo sia eterno senza alcun inizio, e perciò non creato da Dio, sono troppo estranei alla verità e preda della malattia, stolta e mortifera, dell'empietà. Oltre alle parole dei profeti, infatti, il mondo stesso proclama, in certo senso tacitamente con la sua ordinatissima mutabilita e mobilita e con il magnifico splendore di tutte le cose visibili, che lo ha potuto creare solo Dio, ineffabilmente ed invisibilmente grande, ineffabilmente ed invisibilmente bello.

Ci sono altri, invece, che riconoscono il mondo come fatto da Dio, senza ritenere però ch'esso abbia un inizio nel tempo, ma solo un inizio nella sua creazione, in modo ch'esso sia sempre stato fatto 8; essi parlano così quasi per difendere Dio da un impulso casuale e perché non si creda che gli sia di colpo venuto in mente ciò che non gli era venuto in mente prima, cioè di creare il mondo, essendo dunque sorta in Lui una nuova volontà, mentre Egli è assolutamente immutabile.

Tratto da Agostino d'Ippona, La città di Dio contro i Pagani, XI,4,2, Editore Bompiani, 2015, pag. 519

Si tratta di una somma di affermazioni imbecilli, senza nessun fondamento e prive di ogni logica filosofica a meno che non vogliamo riconoscere una logica razionale ad un delirio proprio da malattia psichiatrica.

Affermazione uno:

Ma perché piacque all'eterno Dio creare proprio allora il cielo e la terra, che prima non aveva creato?(7) Quanti pretendono, dinanzi a questa affermazione, che il mondo sia eterno senza alcun inizio, e perciò non creato da Dio, sono troppo estranei alla verità e preda della malattia, stolta e mortifera, dell'empietà.

La nota 7 dice:

"Domandare perché Dio ha creato equivale a voler conoscere, afferma Agostino la causa della volontà di Dio"

La domanda reale è un'altra: su quali basi affermi che un "coglione" ha creato il mondo? Un soggetto si sveglia da un eterno letargo e in lui nasce la necessità di "creare l'universo".

Ora, ciò che è, è ciò che è.

Non esiste nessun elemento razionale che induca l'idea secondo cui "ciò che è", è stato creato da qualcuno a meno che, chi lo afferma, ha l'intendimento di appropriarsi di "ciò che è" o dettare leggi e norme a proprio vantaggio affermando che "qualcuno ha creato ciò che è".

Affermare che, ciò che è, è stato creato da qualcuno, equivale ad affermare che la Befana esiste, Babbo Natale porta i regali e gli asini volano.

Affermare che qualcuno ha creato il mondo implica la volontà di imporre un padrone al mondo e stuprare gli uomini per gli interessi del padrone descritto come creatore del mondo.

Domandare perché Agostino d'Ippona ha affermato che Dio ha creato equivale a voler conoscere la qualità del padrone, del despota, che Agostino d'Ippona vuole imporre agli uomini per poterli stuprare.

La religione greca fa derivare il mondo dal Caos e dall'uovo luminoso che si dischiude in Nera Notte. Omero, anche se diversamente, non modifica se non nella rappresentazione il modello esiodeo. Gli stessi ionici fanno nascere il mondo da degli archè. Che poi i filosofi greci assolutisti avessero delle idee blasfeme rispetto al venir in essere del mondo, non giustifica la volontà criminale di Agostino d'Ippona che vuole imporre un padrone al mondo.

La "malattia, stolta e mortifera, dell'empietà." E' propria di Agostino d'Ippona dal momento che, al giorno d'oggi, con i mezzi che abbiamo a disposizione, sappiamo che il mondo in cui viviamo è divenuto dall'uovo luminoso descritto da Esiodo che la scienza moderna definisce Big Bang.

Con cosa Agostino d'Ippona supporta la sua affermazione?

Affermazione due:

Dice Agostino d'Ippona:

Oltre alle parole dei profeti,

"Lo hanno detto i profeti!". E' come se Agostino d'Ippona avesse detto: "Lo schizofrenico, mio vicino di letto del mio ospedale psichiatrico, ha detto che il mondo lo ha creato Dio e, dunque, il mondo lo ha creato Dio."

Questo tipo di affermazioni, supportate da una continua ricerca di un'autorità che confermi ciò che io credo, è il modo più imbecille e infantile di affrontare la filosofia metafisica.

Si può ovviamente dire: "Non ci sono i mezzi per conoscere come è avvenuto il venir in essere del mondo". Ma affermare che il mondo è stato creato da una volontà esterna è come avere le 36 possibilità del venir in essere del mondo su una roulette e Agostino d'Ippona lancia la pallina e questa, dopo aver girato all'interno della testa di Agostino, si ferma nella casella "creazione dal nulla di Dio". La pallina delle casualità indica la causalità del mondo.

Ora che abbiamo qualche dato in più dai tempi di Agostino d'Ippona, si è stabilito che ha ragioni, attraverso la verifica della ricerca scientifica, Esiodo mentre, nessun elemento conferma le affermazioni di quelli che Agostino d'Ippona chiama "profeti" che, per quanto è possibile leggere delle loro affermazioni, possono essere benissimo dei drogati d'oppio che delirano nelle loro allucinazioni.

Le farneticazioni deliranti attorno al delirio del mondo.

Affermazione tre:

Dice Agostino d'Ippona:

il mondo stesso proclama, in certo senso tacitamente con la sua ordinatissima mutabilita e mobilita e con il magnifico splendore di tutte le cose visibili, che lo ha potuto creare solo Dio, ineffabilmente ed invisibilmente grande, ineffabilmente ed invisibilmente bello.

Scrive un dizionario trovato in rete:

La contingenza del mondo è un argomento filosofico che cerca di dimostrare l'esistenza di Dio partendo dall'osservazione che le cose del mondo sono contingenti, cioè potrebbero non esistere. Questo porta a postulare l'esistenza di un essere necessario, non contingente, che sia la causa ultima della loro esistenza, e questo essere necessario viene identificato con Dio.

Il concetto di Agostino d'Ippona verrà successivamente precisato anche dai filosofi arabi (Avicenna) non solo da quelli medioevali nella necessità di cercare prove che confermino l'esistenza di un Dio che, sanno benissimo, non esistere.

"Siccome il mondo è così, qualcuno lo ha fatto così!", Ciò rivela l'idea del mondo, come un oggetto di possesso, posseduto da qualcuno che giustifica il suo diritto a possederlo.

Dal momento che l'oggetto è fatto da qualcuno, quel qualcuno è padrone di quell''oggetto, ne dispone, assegna regole e leggi a cui quell'oggetto si deve sottomettere.

Non è "con il magnifico splendore di tutte le cose visibili," che Agostino d'Ippona ricava l'idea che può essere stato solo Dio a crearle. Al contrario, è il desiderio di Agostino d'Ippona di essere il padrone di tutte le cose visibili e splendenti che ingenera il desiderio di un "creatore padrone" col quale identificarsi. E' il desiderio di possesso, un becero desiderio di possesso, ingenerato dalla consapevolezza dell'inadeguatezza del proprio essere nel mondo che lo induce a cercare la giustificazione della propria inadeguatezza nella "creazione di Dio". Questo permette ad Agostino d'Ippona si non sentirsi più fuori dal gioco del dibattito filosofico perché lui è il paladino della farneticazione "Dio ha creato il mondo".

Le cose nel mondo sono contingenti, gli Dèi stessi, perché il mondo è divenuto in sé e per sé, in un continuo processo di mutamento e trasformazione. Oggi lo possiamo osservare per "ciò che è", ma oggi siamo in grado di osservare, almeno in parte, di "ciò che era" e comprendere alcuni meccanismi che lo hanno trasformato in "ciò che è". Da questo si deduce che "ciò che è" un tempo non era, ma "ciò che era" si è trasformato in "ciò che è" mediante la forza, le tensioni, la volontà e gli adattamenti di "ciò che era". E questo esclude ogni volontà creatrice al di fuori della realtà delle cose che oggi sono "ciò che è".

Affermazione quattro:

Scrive Agostino d'Ippona:

Ci sono altri, invece, che riconoscono il mondo come fatto da Dio, senza ritenere però ch'esso abbia un inizio nel tempo, ma solo un inizio nella sua creazione, in modo ch'esso sia sempre stato fatto 8; essi parlano così quasi per difendere Dio da un impulso casuale e perché non si creda che gli sia di colpo venuto in mente ciò che non gli era venuto in mente prima, cioè di creare il mondo, essendo dunque sorta in Lui una nuova volontà, mentre Egli è assolutamente immutabile.

Riprendo. Questo permette ad Agostino d'Ippona si non sentirsi più fuori dal gioco del dibattito filosofico perché lui è il paladino della farneticazione "Dio ha creato il mondo".

Una volta che Agostino d'Ippona ha trovato la pallina nella roulette nella casella "Dio ha creato il mondo", non gli resta che ignorare tutti coloro che hanno affermato che il mondo è divenuto in sé e per sé e contendere il terreno filosofico a chi afferma, come lui, che il mondo è stato creato da Dio.

E' divertente questa polemica su questi deliranti che si contendono la "verità della creazione del mondo" col solo fine di poter pensarsi i padroni del mondo perché loro, e solo ognuno di loro per sé, possiede la verità con la sua idea sulla creazione del mondo identificandosi col creatore del mondo in un delirio allucinatorio che andrebbe curato in campo psichiatrico.

La psichiatria è una branca specializzata dell'umanesimo dove la filosofia metafisica incontra le necessità mediche dove le allucinazioni del farneticante vengono curate con farmaci, più o meno efficaci, e non vengono discusse, se non nell'analisi psicoanalitica, come oggetti in sé, o come un prodotto filosofico.

Qui non siamo davanti a "ciò che credevano gli antichi", ma siamo davanti a "come questi antichi legittimavano il loro desiderio di possesso di uomini e cose".

Possiamo discutere sull'attendibilità dell'archè di Talete e possiamo comprendere come gli archè degli ionici servisse a spiegare il mondo nel loro tempo. Ma non possiamo discutere dei deliri di onnipotenza, ma solo riconoscerli come tali e indicarne le incongruenze.

Entrare in una condizione psicologica che manifesta la necessità di possedere il mondo, è proprio della filosofia metafisica ontologica che conduce direttamente al delirio psichiatrico.

Posso argomentare attorno ai voli acrobatici della slitta di Babbo Natale. Fintanto che scherzo con la fantasia, va bene, ma quando questo lo trasformo in un dato di realtà da imporre, allora si è fra il criminale e il delirante.

In fondo, dare dell'imbecille ad Agostino d'Ippona sembra quasi un'assoluzione per le conseguenze criminali delle sue affermazioni per le quali dovrebbe essere chiamato a rispondere dei delitti contro l'umanità messi in atto in nome del suo Dio padrone.

 

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Claudio Simeoni

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