L'Universo in cui viviamo è Caos
Nessuno mette ordine in Caos: ogni soggetto si adatta e abita Caos con la propria volontà.
Agosto 2025: la filosofia metafisica della Religione Pagana.
26 agosto 2025
Penso che in questa frase di Laura Gemelli Marciano venga identificata la differenza fra chi percorre un cammino di trasformazione, cosciente della trasformazione di sé stesso e chi, al contrario, evoca l'umiltà per sottomettersi ad un Dio, come Platone o i cristiani:
Le reiterate dichiarazioni di umiltà, secondo cui l'uomo è un nulla nei confronti del dio, celano l'altra faccia, di sicuro meno trionfalisticamente modesta, della medaglia: la volontà di sottrarsi a un percorso di vita, costellato di dure prove, di sofferenze e di rinunce a sé stessi come individui, ma anche alle responsabilità pratiche che la presa di coscienza della propria essenza divina comporta.
Con Platone, dunque, il concetto e l'ambito della Sophia si restringono: non sono più un agire, un entrare nel mondo divino e divenirne partecipe con tutto ciò che ne consegue a livello di azione pratica nel mondo, ma un parlare astratto sul tema e, in definitiva, una fuga dal mondo.
Laura Gemelli Marciano, Da Velia ad Agrigento, Ed. Valla, 2024, pag. 129
Ogni affermazione, per quanto può fornire un punto di vista, implicitamente ne fornisce altri anche se sugli altri punti di vista tende a distrarre l'attenzione di chi osserva.
I cristiani vanno orgogliosi della loro sottomissione al loro Dio, ma, soprattutto, vanno orgogliosi quando umiliano le persona affinché si sottomettano al loro Dio.
Nell'ideologia cristiana non c'è trasformazione e, pertanto, non c'è iniziazione, c'è solo l'umiltà con cui il cristiano si deve sottomettere alla verità che è il suo Gesù. Il cristiano non dirà mai che Gesù dice stupidaggini perché, identificandosi con Gesù, si prostra davanti al suo Dio, il Macellaio di Sodoma e Gomorra, e pretende che tutti lo omaggino agendo ad imitazione del Macellaio di Sodoma e Gomorra.
23 agosto 2025
La filosofia soffre dell'arroganza criminale dei filosofi ontologici che offendono ed ingiuriano quei filosofi che, non usando il delirio come base per le loro affermazioni, tendono ad analizzare la realtà per quello che è e non per quello che un qualche delirio immaginario vuole farla apparire.
Scrive Laura Gemelli Marciano sulle idee che Platone aveva di Museo e degli Orfici:
Non a caso l'immagine che egli [Platone] offre dei seguaci di Orfeo e Museo è quella di vagabondi che bussano alle porte dei ricchi offrendo iniziazioni consistenti solo in banchetti e simposi senza alcun altro carico o responsabilità. La dicotomia, diffusa fra gli studiosi moderni, fra orfici, che si limiterebbero al rituale senza implicazioni etiche, e pitagorici, che invece impostano il percorso su un sistema di vita regolato da precetti etico-religiosi, è in parte una diretta conseguenza di questa presentazione platonica che ha volutamente sottaciuto le implicazioni morali del percorso iniziatico.
Laura Gemelli Marciano, Da Velia ad Agrigento, Ed. Valla, 2024, pag. 129
Penso che abbia individuato perfettamente, se non l'inizio, ma quasi, della moderna contrapposizione fra strutture di pensiero che da allora, ancor oggi, sia pur veicolate in maniera diversa, caratterizzano l'ideologia religiosa e sociale del mondo in cui viviamo.
Che Pitagora e quanti lo seguono siano vissuti per diffamare gli Orfici e i poeti come Omero ed Esiodo, è sufficientemente documentato. Ciò che non è documentato è l'incapacità di Pitagora e di chi fa proprie le sue affermazioni, di opporre affermazioni diverse al pensiero degli orfici, al pensiero di Esiodo e al pensiero di Omero.
A mio avviso, come ho documentato, sia Orfeo che Omero ed Esiodo, erano portatori di sistemi filosofici complessi. Troppo complessi per un Platone che vedeva nello schiavismo la legittimazione delle sue società ideali. L'unico modo che avevano Pitagora e Platone di affrontare la filosofia di Esiodo, Omero e Orfeo, era quella di ignorarla definendola come “spazzatura” con la quale non valeva la pena confrontarsi. Lo stesso vale, per quanto riguarda Platone, il suo atteggiamento nei confronti di Democrito del quale voleva bruciarne i libri.
La scusa adottata dai filosofi ontologici per offendere Orfeo, Omero ed Esiodo consisteva nel fatto che la poesia presentava gli Dèi in forma antropomorfica mentre i filosofi ontologici, per la loro malattia mentale, abbisognavano di figure astratte, indefinite e sottomesse all'immaginazione della loro onnipotenza. Infatti, gli ontologici parlano di un Uno, di un tutto, di un Artefice, di un Creatore con cui si identificano e al quale tutto si deve sottomettere. Cosa che non avviene né con Orfeo, Omero ed Esiodo la cui forma antropomorfica degli Dèi è somma di simboli di una realtà religiosa alla quale Pitagora, Parmenide, Platone, Aristotele e altri sono estranei.
Se non prendiamo atto di questo, non possiamo nemmeno capire la filosofia e le ambiguità sociali che stiamo oggi vivendo.
Se non prendiamo atto di questo, non riusciamo nemmeno a capire come mai personaggi come Emanuele Severino e Galimberti non si sono accorti (o hanno fatto finta di non accorgersi) che le idee di Heidegger, che loro incensavano, appartenevano ai fondamenti ideologici del nazismo.
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Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Membro fondatore
della Federazione Pagana
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